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Five Star Stories: Cristian Posocco parla dell’adattamento

Pubblicato il 9 settembre 2010 alle 16:42 da Debris


Riprendiamo una nota dalle pagine di Comics Blog con una serie di informazioni sull’adattamento ad opera della Flashbook dell’atteso The Five Star Stories di Nagano Mamoru, il cui primo volume sarà in vendita il 30 ottobre, giusto in tempo per Lucca comics and Games 2010 dunque.

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Sarà un adattamento nel pieno rispetto del volere dell’autore, il che comporterà alcune “novità”, in un certo senso, per l’editore bolognese. A cominciare dalla trascrizione del nome del mangaka che, per sua stessa richiesta, sarà indicato come Mamoru Nagano (e non Nagano Mamoru rispettando l’ordine originale giapponese cognome-nome), secondo la pratica consolidata negli anni dalla totalità degli editori italiani del settore, che seppur filologicamente errata, è ormai assunta anche dagli stessi editori nipponici nelle indicazioni ufficiali dei copyright in caratteri latini. Questa “novità” potrebbe estendersi anche ad altri titoli pubblicati da Flashbook, secondo accordo con le parti giapponesi.

Altra novità, sempre su richiesta dell’autore: le onomatopee non saranno adattate graficamente, restando pertanto indicate in ideogrammi, strada comunque già percorsa con successo da altri editori nostrani. Diversamente, non ci sarà parafrasi neppure a margine della tavola per non rovinarne la grafica. Ma la novità più vistosa e assoluta sarà il font del lettering, completamente diverso dagli standard. Non si tratta stavolta di un’imposizione dell’autore, ma di una proposta del traduttore della serie, prendendo spunto dall’edizione americana di The Five Star Stories. L’utilizzo di un carattere “più da romanzo”, che si avvale anche del minuscolo, dovrebbe riuscire a evidenziare meglio con le iniziali maiuscole i termini più importanti e solenni. Per maggiore enfasi, alcuni di questi saranno anche in corsivo (non una novità assoluta quest’ultima).

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Per seguire invece il processo di traduzione e adattamento dialoghi e nomi, vista la lunghezza e la complessità dell’argomento, vi rimandiamo direttamente al blog del traduttore Yupa…alcuni estratti

Già ho detto che in FSS diversi personaggi portano nomi di figure del mito greco. Tra l’altro, in molti casi figure minori, quindi poco note.
In questi casi, di solito, le possibilità sono almeno tre:
– adoperare il nome originale in greco antico, trascrivendolo direttamente
– adoperare il nome latino (nel mondo anglosassone di solito si fa così, ad esempio)
– adoperare il nome attestato in italiano, sempre che ne esista uno (per le figure davvero minori non è detto ci sia…)

Per fare un esempio con un nome che non ricorre in FSS, ma che è stranoto la scelta può essere tra rispettivamente Herakles, Hercules o Ercole. Ecco, in questo caso ci sarebbe pure l’italianizzazione del nome greco, Eracle… quindi le opzioni diventano quattro.
Consideriamo però che in FSS i nomi greci hanno seguito un percorso un po’ particolare… difatti l’autore non li trascrive come sarebbe corretto, cioè come si trovano nei dizionarî giapponesi, bensì come verrebbero pronunciati in giapponese partendo dalla pronuncia inglese del nome greco. Quindi, quella che in italiano si chiama Lachesi, che in greco antico si chiama Lachesis, che in giapponese si dovrebbe dire “Rakeshisu”, in FSS diventa “Rakishisu”.
Non è dato sapere se questo sia avvenuto per scelta precisa o per scarsa conoscenza delle lingue del mondo antico e moderno da parte dell’autore, magari a dimostrazione di quella curiosa convinzione, propria di molti giapponesi, che tutto ciò che esista fuori dal Giappone sia inglese o, più precisamente, americano… ma ciò importa poco.
Il punto è che così, nella scelta del nome italiano, si aggiungeva un’opzione in più, di tipo un po’ creativo: riprodurre in italiano il gioco fatto dall’autore, cioè usare anche nell’edizione italiana nomi greci modificati per riprodurre una pronuncia anglofona degli stessi. Per cui “Lachesis” sarebbe diventata “Lachisis”, per dire. [..] Inoltre, la bizzarra pronuncia che spesso l’autore di FSS applica ai nomi dei personaggi, non solo a quelli d’origine greca, e anzi non solo ai nomi dei personaggi, ma anche a quelli comuni (ma su questo scriverò più avanti), questa scelta di libera contaminazione linguistica, dicevo, personalmente credo abbia se non l’intento sicuramente l’effetto di trasmettere al lettore la sensazione di un mondo sì alieno e remoto ma in cui vi siano strane e curiose commistioni con cose note del nostro mondo.
Ciò è coerente anche con le immagini e gli oggetti stessi del mondo di FSS, in cui avveneristici strumenti da combattimento stanno fianco a fianco con antichi galatei di corte, o coi mezzi di comunicazioni di massa dei nostri giorni, con tanto di microfoni e telecamere; o in cui, in alcune vignette, fanno capolino automobili con lo stemma dell’Agip o orologi di Bulgari… In cui gerarchie di divinità supere e infere fanno le loro incursioni declamando proclami con un linguaggio altissimo, arcaico e aulico, e qualche pagina più in là troviamo i personaggi in un bar della periferia degradata a parlare come nel più classico dei film hard boiled.


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