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Autore Topic: In Morte di Isao Takahata 1935 - 2018  (Letto 378 volte)
rDebsi
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« il: 06 Aprile 2018, 09:24:37 »

Ho davanti una pagina bianca e devo, voglio scrivere. Ma cosa dire quando viene a mancare una persona come Isao Takahata? Ho conosciuto la sua opera molto tardi, per anni, per me, lo Studio Ghibli è stato soltanto Hayao Miyazaki, i suoi colori, le sue storie, non sapevo, non capivo. Non vedevo.  scoprì Isao Takahata grazie agli articoli ed ai libri di Mario A Rumor,e d all'opera di una carissima amica, e fù uno shock vero. scoprire una personalità assoluta come quella di Isao Takahata, non un semplice regista d'animazione ma un uomo a tutto tondo, capace nella sua professione di scelte difficili ma sempre pensate, capace di ascoltare e insegnare a persone di ogni nazione, con esperienze così diverse mi stupi e rese felice.





Ho scritto spesso di lui, ho parlato di lui, ho ascoltato la sua voce Riprendo una noticina scitta dal mio amico Slanzard...

Tra il 1998 e il 1999 vengono trasmessi su NHK due documentari incentrati sui due fondatori dello Studio Ghibli. Sekai waga kokoro no tabi sono due speciali di circa 40 minuti in cui Isao Takahata e Hayao Miyazaki compiono il loro "viaggio del cuore". Mentre Miyazaki sceglie di viaggiare in aeroplano sulle orme di uno dei suoi autori preferiti, Takahata si reca in Canada, patria di una delle sue opere più famose, Anna dai capelli rossi.
Qui Takahata visita uno degli animatori che più stima, Frédéric Back, e riflette sul rapporto tra l'uomo e la natura, sull'importanza delle tradizioni locali e del rispetto dell'ambiente, tracciando anche diversi collegamenti con le varie opere a cui ha lavorato.





La realtà, la natura, l'essere umano, nella loro vita di ogni giorno, come fonti di ispirazione...questa la poetica di Isao Takahata...

The Art of Emotion è il titolo originale del volume di Rumor, proprio in queste settimane parlando con Mario gli dicevo che nella ristampa allargata che ha da poco pubblicato l'unica cosa che non mi piaceva era proprio il titolo. Isao Takhata era, come è difficile scrivere era, l'artista delle emozioni umane. Guardava la realtà ed i suoi colori. Le sue piccole gioie, i suoi grandi dolori.










Qualcuno sulla rete gli ha reso omaggio con questa breve sentita poesia che condivido.

È morto Isao Takahata.

Piango e ringrazio, per tutto.
C'è stato un tempo in cui stavo crescendo,
e parlavi al mio cuore, segretamente.
Ora c'è un piccolo vuoto
a ricordarmi che tutto scorre
e tutto finisce
.

Andrea.


Su Animeclick trovate una bella nota con tanti riferimenti, video, tantissimi commenti.

https://www.animeclick.it/news/73614-addio-a-isao-takahata-a-82-anni-ci-lascia-un-pezzo-di-storia-dellanimazione

Sulle pagine di Studio Ghibli Essential una sua biografia

http://www.studioghibliessential.it/biografia-takahataisao.html

Un pensiero a chi gli ha voluto bene.

 Maestro Takahata siam di fedi diverse ma credo,  che da qualche parte, un giorno, ci rivedremo. Per oggi addio. Continuerò a scrivere di lei.

Sono andate via troppe brave persone quest'anno. Troppe.
« Ultima modifica: 06 Aprile 2018, 09:31:39 da Debris » Loggato

Dio è ovunque ed ha mille nomi, ma non c'è foglia d'erba che non lo riconosca. Siam venuti assieme sulla terra, perchè non spartirne gioie e dolori? Un saggio Sufi.
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« Risposta #1 il: 06 Aprile 2018, 19:28:14 »




Nella vita non si sa mai che può succedere. Anche se ora, fino ad ora, dovesse sembrarvi che le cose procedano favorevolmente, d’improvviso capita anche di venire sbattuti nel baratro. Per di più, per colmo d’ingiuria, dalle mani di quell’altra persona su cui più si contava. […] Nella vita è la rassegnazione che è essenziale. Proprio il rassegnarsi, in quali che siano le circostanze, per non abbattersi, non spezzarsi, non scoppiare: per evitare ciò, quello è il segreto. […] Per quanto orribile, un comportamento, fino a quando questo non sia il prodotto d’una cattiva intenzione, rassegnandosi si può perdonare. Anzi, senza perdonarlo vivere non è possibile! […] Non c’è alternativa, non c’è scelta, queste parole non sono in alcun modo espressioni soltanto negative, sono cose assolutamente necessarie, per andare a condurre una famiglia in allegria e buona salute, e poi per andare a fronteggiare la vita, attraversandola. Per quanto duro sia quello che ci capita… «be’, ma non c’è scelta, no?» Con questa espressione, che a prima vista sembra pessimistica, recitandola come un incantesimo, non resta altro che rialzarsi in piedi, nevvero?. ( I Miei Vicini Yamada. E ringraziamo Diletta Kary Pasquini per questa notazione.)
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