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SP02 - Averla

Unità mobile fizionale presente nel metaverso “Ashes of the War” dell'Ultimate Universe.

Apparizioni: MSG:Ashes of the War - MSG:Rise from the Ashes

Mobile Suit delle Guerre Coloniali (2015 - 2045 AD)

Scheda Storica

Il successo del modello SP01 Helgi spinse il Quarto Reich a promuovere lo sviluppo di uno Schutzpanzer di specifico impiego bellico. Diversamente dall’SP01, il nuovo SP02 sarebbe stato appositamente progettato e sviluppato con questa sola destinazione, non rappresentando - cioè, il “riadattamento” di un Wanderer, un veicolo di esclusivo impiego civile.

Per decisione dell’OKW fu inoltre deciso di proseguire la produzione nella BAU114 di Loum, del resto l’unico impianto all’epoca rispondente ai severissimi standard qualitativi imposti dall’esercito. Tuttavia, lo stesso OKW stabilì che lo sviluppo dell’unità sarebbe stato condotto esclusivamente in ambiente atmosferico, ed in condizioni di gravità naturale: ovverosia sulle colonie Marziane. Non a caso, le sonde NASA Viking catturarono casualmente alcune immagini delle unità SP02 fra 1974 e 1975 - immagini ovviamente segretate pressoché all’istante.

Dall’Helgi all’Averla. Oleg Christiansen, capo sviluppatore del progetto Helgi, fu incaricato di rivedere il progetto rispondendo alle nuove linee guida dell’esercito. Riassumendo, l’OKW stabilì che l’Averla dovesse

“presentare un’architettura costruttiva più semplice, solida, economica”, tanto da consentire la produzione in serie dell’unità, precedentemente preclusa all’Helgi.

Secondariamente, l’OKW impose a Christiansen di aumentare il volume di fuoco - e drasticamente. Nelle intenzioni dell’OKW, questo avrebbe dovuto superare quello di cinque carri armati di tipo M1 “Abrahams”. Per questo Christiansen decise di installare due cannoni mitragliatori di tipo 01KEM integrati nello chassis dell’unità, e raccordati con una rastrelliera interna di circa 180 colpi. Si trattava del resto di armi relativamente convenzionali, in quanto regolarmente impiegati nelle artiglierie da campo del Reich. Questo avrebbe dovuto dare al veicolo una spaventosa potenza di fuoco, rendendolo una perfetta unità d’assalto. Inoltre, a questi cannoni fu associato un rivoluzionario modello “a braccio” - lo 01KE, destinato a diventare lo “standard” per tutti i futuri mobile suit. Lo 01KE era del tutto identico agli 01KEM, con l’unica - ma decisiva differenza che, in caso di malfunzionamento, questo poteva essere facilmente rimpiazzato, non essendo integrato con le strutture del veicolo, mentre eventuali avarie (del resto non infrequenti) delle unità a spalla rischiavano di rendere il veicolo pressoché inerme.

A tale proposito, è ben documentato che in un paio di circostanze la rastrelliera interna sia giunta a temperatura critica a causa del surriscaldamento del fucile mitragliatore, provocando l’esplosione del veicolo.

Ulteriore evoluzione rispetto all’SP01, Christiansen decise di introdurre un’arma a braccio, la cosiddetta “Brennenschwert”: una lama in lega di Marium, raccordata con il generatore principale e da questo alimentata allo scopo di raggiungere temperature superiori ai 1000°C. Gli esperimenti condotti dimostrarono che questo genere di dotazione sarebbe stato letale per qualsiasi veicolo corazzato in dotazione alle forze NATO o del patto di Varsavia - con un rapporto costo-prestazioni nettamente più vantaggioso di qualsivoglia ritrovato proposto in precedenza.

Balance of Power. Benché i detrattori rimproverassero agli SP la maggiore fragilità rispetto ai più classici Panzer, l’Averla convinse anche i più accaniti avversari dell’intrinseca bontà del progetto.

In effetti, nonostante gli intrinseci limiti del progetto - vedi il problema delle rastrelliere interne, l’Averla fu considerato un “prodotto di ottima qualità” da tutti i piloti che ebbero la fortuna di testarlo. Realmente solido ed affidabile, l’OKW pensò di poterne ricavare un modello di reale impiego bellico. Per questo motivo, ordinò alla RMW di intraprenderne una produzione di pre-serie, commissionandone circa 100 unità complessive.

La produzione fu tuttavia interrotta alla fine del 1979, quando l’apposita commissione dell’OKW ritenne il modello ancora inadeguato ad un reale impegno bellico, raccomandando lo sviluppo di unità “di ancor più robusta costruzione, più economica, di più agevole manutenzione”.

In sintesi, questi erano i grossi limiti dell’Averla. Sebbene piccole modifiche avrebbero permesso di risolvere i grossi problemi di affidabilità, le prime manovre - rese possibili dalla disponibilità di un gran numero di unità, dimostrarono come l’SP02 fosse estremamente vulnerabile ai colpi diretti a livello delle gambe - un difetto comunque condiviso da molti suoi successori. Inoltre, per mantenere un’elevata efficienza abbisognava di una continua e regolare manutenzione, in specie al reattore principale - la cui erogazione di potenza tendeva a deteriorare con l’invecchiamento della bobina di fusione, e quindi al giroscopio principale. Infine, nonostante tutto, il costo per unità dell’Averla restava eccessivamente elevato, superiore a quanto il Reich avesse inizialmente previsto.

Linee di sviluppo. Lo sviluppo dell’Averla conobbe una brusca interruzione alla fine del 1978, quando il professor Oleg Christiasen fu colpito da ictus cerebrale, e quindi costretto ad abbandonare il proprio incarico. A rimpiazzarlo fu il suo allievo prediletto, il leggendario Christian von Deikun, dalla cui penna sarebbero usciti alcuni dei più incredibili MS di tutti i tempi.

D’altro canto, von Deikun avrebbe rinnegato molte delle linee di sviluppo del suo predecessore, imponendo il proprio, tipico stile e rendendo l’Averla qualcosa di molto simile ad un binario morto. La “fuga di notizie” successivamente sostenuta da Kaswal von Deikun avrebbe comunque reso l’Averla il punto di partenza di tutta la ricerca federale. Potrà sembrare paradossale, e forse ironico, ma l’Averla è universalmente considerato il più diretto precursore della serie RX.


Scheda Tecnica

  • Codice: SP02
  • Nickname: Averla
  • Modello: MS da combattimento (prototipo)
  • Produttore: Reichsmotorwerke
  • Anno di roll-out: 1973 AD
  • Periodo di produzione: 1973 - 1979 AD

produzione complessiva stimata in 56 unità

  • Chief Designer: Oleg Christiansen
  • Reparti di assegnazione: -

  • Altezza: 16.5 m
  • Stazza: 41.3 t (pieno carico operativo)
  • Corazza: corazza frontale e dorsale in lega Acciaio-Titanio
  • Generatore: reattore di tipo MinowskyA a singola bobina di fusione
  • Velocità massima: 12.5 km/h
  • propulsione spaziale: ND)
  • in immersione: 8.5 nodi
  • Operatività spaziale: sì
  • Operatività spaziale: sì

  • Armamento:
  • 1 x Heat Saber alimentata dal reattore
  • 2 x cannone mitragliatore a fuoco rapido tipo 01KEM installato a spalla (180 mm, 20 colpi al minuto, rastrelliera interna con circa 180 colpi)
  • 1 x cannone mitragliatore a braccio fuoco rapido tipo 01KE (180 mm, 20 colpi al minuto, rastrelliera raccordata con serbatoio a cintura per circa 70 colpi)

  • Sistemi informatici:
  • Computer da combattimento modello SP.EC.TRUM 02
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