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Serie Jegan

Unità mobile fizionale presente nel metaverso “Operazione Athena” e “Knights & Soldiers” dell'Ultimate Universe.

Apparizioni: MSG:Operazione Athena - MSG:Knights & Soldier

Caratteristiche tecniche

Caratteristiche tecniche Jegan III K

  • Altezza : 24,3 m
  • Peso a vuoto : 27,0 t
  • Peso a pieno carico : 50,8 t (per uso spaziale con l'aggiunta dei sistemi vernier, dei reattori di spinta aggiuntivi e delle taniche di carburante esterne il peso aumentava a 71,2 t)
  • V max : 160 km/h (per brevi tratti può raggiungere i 300km/h, ma la guida diventa difficile e instabile)
  • Autonomia1): 7h in combattimento, 18h in marcia (con batterie aggiuntive si arrivava fino 15h in combattimento e 36 in marcia)2)
  • Armamento : 2 gatling da 60 mm sulla testa, 1 gatling da 120mm per avambraccio, 1 lanciarazzi quadruplo da 240mm per gamba, 2 beam saber, 1 beam rifle DEW-713), 1 beam rifle per tiro di precisione su lunghe distanze DEW-754)
  • Equipaggiamento opzionale: Piastre aggiuntive esterne di protezione mod. 54L/M., sistema di guerra elettronica AEIW-1485), sistema di aviolancio PMS-6, equipaggiamento addizzionale per uso spaziale, sistema di scavo e supporto EMSS-86)

Generalità

La serie Jegan si può definire come il mobile suit rimasto più a lungo in servizio e con il più alto numero di varianti, ma bisognerebbe escludere nella conta la prima versione: la RGP-130 Jegan del 133 N.C. Il Jegan I non fu un modello di grande successo, pur essendo potente armato era considerato dai piloti trattati con le nanomacchine come un MS dalle prestazioni troppo 'tranquille', bisogna considerare che però il Jegan non fu progettato esclusivamente per l'uso di piloti trattati con le nanomacchine (che in quegli anni, a seguito di alcuni studi, cominciavano ad essere considerate pericolose e dal punto di vista etico venivano considerate come una droga), infatti solo i comandanti di unità a quel tempo ricevevano quel trattamento. Nel 164 N.C. a seguito dell'atto federale n°211.98/164 venne completamente vietato l'uso di nanomacchine, per questo motivo i Jegan I vennero sottoposti all'aggiornamento J+ atto a semplificarne ancora di più la guida.

Proprio in quell'anno cominciò la progettazione dell'A-17J Javelin, questo MS era completamente differente a livello di cellula e di sistemi al Jegan di cui doveva esserne il successore, la particolarità del Javelin era quella di essere dotato di un potente bio-computer (un bio-computer simile, ma molto meno potente era stato montato durante l'aggiornamento dei Jegan allo standard J+) in grado di dare al pilota un controllo della macchina simile a quello che avrebbe avuto se fosse stato dotato di nanomacchine. Lo Javelin però si rivelò troppo complesso e costoso per una produzione di massa (la Federazione aveva bisogno di 15000 nuovi MS), le industrie Ronah fiutando l'affare proposero allora una nuova versione del Jegan completamente rinnovata nei sistemi, nell'armamento e soprattutto dotata del bio-computer testato sullo Javelin (sistema che si era rivelato più che soddisfacente).

L'intenzione iniziale delle industrie Ronah era quella di produrre per intero le 15000 macchine richieste, ma le forze federali avevano un bisogno disperato di sostituire i loro vecchi (e ormai inutili man mano che i piloti 'trattati' andavano in pensione) MS, le industrie Ronah quindi non potevano sopportare un tale ritmo di produzione, inoltre ci furono alcune proteste cosa che spinse a suddividere la produzione delle 15000 unità tra le più grandi industrie pesanti oltre a quelle della famiglia Ronah: la Mo.Su.Fa (famiglia Garren), la Kobayashi Mechanics (famiglia Kobayashi), la Sud-American Heavy Industries (famiglia Patterson), la Trade Moon (famiglia Jalla) e la Mars General Corporation (famiglia Garrison).

Anche nel campo dei sistemi secondari si assistette ad una marea di sub-contratti, si ricordino: la North Sea Energy System per il beam rifle di serie (famiglia MacMillan), la Italian Defence Corporation per il bio-computer (appalto soffiato alla Associated American Microprocessor) e i cannoni vulcan da 90 mm (la IDC era una controllata statale), la Krupp per i sistemi vernier e simili (famiglia Krestalder) e la North-American Nuclear System per il motore Minovsky (famiglia Gonzales).

In generale gli RGP-180 Jegan II si rivelarono delle macchine soddisfacenti anche se non si rivelarono mai macchine eccellenti e straordinarie, ma a detta dei piloti facevano il loro sporco lavoro, in mani capaci poteva anche esibirsi in qualche prodezza. Comunque lo RGP-180 venne fin da subito considerato come una macchina di transizione, ed infatti già nel 186 N.C. vennero avviati studi riguardanti un bio-computer ancora più potente e nel 190 N.C. venne dato il via al programma 'Jegan III' volto a sviluppare ulteriormente la cellula del Jegan.

I risultati di questo progetto furono lo RGP-210 Jegan III B, che presentava un armamento fisso ulteriormente potenziato, un bio-computer più potente, migliore corazzatura, reattore Minovsky più potente e sistema opzionale per l'uso nello spazio migliorato (sistema opzionale da aggiungere su richiesta e che prevedeva l'installazione di 35 vernier aggiuntivi oltre ai 10 base già presenti sulla macchina); comunque la B venne prodotta solo in 50 esemplari, infatti questa versione venne seguita sulle linee di montaggio da altre versioni che presentavano piccole migliorie o allestimenti specifici. La versione B fu seguita dalla versione C (50 esemplari), dalla D (270 esemplari per il genio), dalla E (30 esemplari dotati di una corazza sperimentale, che diede diversi problemi, contro le armi beam, questi esemplari rimasero sempre in dotazione ai reparti sperimentali delle grandi multinazionali) e dalla F che costituì la variante di maggiore produzione con 960 unità.

Verso la fine della produzione, che si protrasse fin verso il 230 N.C., ne fu approntata una ulteriore versione, la K, con gatling sulle braccia portati a 120 mm (dai 105mm della serie F dei Jegan III), doppia beam saber, reattori potenziati e altre migliorie minori; in totale di Jegan III K ne vennero prodotti circa 180 esemplari di cui la gran parte mantenuti inizialmente in riserva e successivamente distribuiti alle unità e ai comandanti migliori. Il Jegan III si rivelò una macchina insuperabile nello spazio (almeno fino alla comparsa dei giganteschi MS dei casati) grazie al suo potente motore Minovsky e ai numerosi vernier, ma sulla Terra si rivelò una macchina troppo pesante, grossa e quindi impacciata. I Jegan III messi fuori uso, nonostante la bravura dei piloti, da WS o MS risalenti a secoli prima in mano ai terroristi non si contavano infatti7).

Dopo i fatti di Roma del 268 N.C. i mobile suit, che per problemi economici della Federazione sembravano avviati alla scomparsa, ritornarono ad essere i re del campo di battaglia, ciò allungò la carriera operativa dei Jegan, infatti i casati acquisirono la gran parte dei Jegan ex-federali riutilizzandoli; addirittura nei primi anni dopo la caduta della Federazione repubblicana i Jegan, dopo un'accurata riprogettazione, rivenne messo in produzione da molti casati d'oro e d'argento in attesa che i MS di nuova generazione venissero completati. Le versioni prodotte e gli aggiornamenti sulle macchine già disponibili effettuate in quegli anni non si contano, a puro titolo informativo si tenga presente che circa 15 casati rimisero in produzione il Jegan III (e tutti modificandolo pesantemente secondo le proprie necessità) e spesso in più lotti di produzione che presentavano diverse modifiche tra loro; parlando di aggiornamenti si ricordino versioni come lo SMS-01 (Space Mobile Suit-01) delle industrie Jalla o gli OMS-2 (Orkaf Mobile Suit-2) della famiglia Garren/Orkaf, OMS-2 che altro non erano che vecchi Jegan II dal pilotaggio ultra semplificato da distribuire alla popolazione in caso di attacco.

Ma ciò non è sufficiente a far capire quante versioni e aggiornamenti vennero fatti di queste macchine, infatti come affermò Harno a proposito dei Jegan neo-federali che si scontravano contro i similari Jegan dei casati: “è inutile che mi facciate vedere cento grafici per le prestazioni del Jegan, uno per versione principale, intanto per ogni versione principale ci sono altre cinque sottoversioni! Questo mobile suit non avrà dedicato neanche un libro approfondito su di esso e sapete perché? Perché bisognerebbe distruggere quel che resta della foresta amazzonica per stamparlo!”.

I Jegan vennero ampiamente utilizzati su tutti i fronti e con i ruoli più disparati, visto che fare un riassunto della sua carriera operativa è praticamente impossibile l'autore si prende la libertà di citare solo queste altre due frasi che ben spiegano la carriera operativa del mezzo; la prima la disse un anonimo 'cavaliere' della famiglia Patterson quando li mostrarono il nuovo MS che doveva provare e la seconda venne pronunciata da un pilota federale impegnato durante un combattimento contro le forze di alcuni alleati dei Ronah nello spazio.

“Oddio! Un altro Jegan!”.

“Oddio! Quali sono i nostri? Vedo solo Jegan!”.

In ogni caso la gran parte dei MS di nuova generazione (ad esclusione dei nuovi giganteschi MS) messi in linea dai casati più potenti spesso si appoggiavano alle esperienze ottenute con i Jegan e perciò si può dire che la stragrande maggioranza dei nuovi MS di medie dimensioni messi in linea in quegli anni fosse 'discendente' del Jegan, con cui spesso condividevano il look.

1) il mezzo aveva la capacità di autorigenerare le proprie scorte di elettricità necessarie al suo funzionamento, nonchè la possibilità di ricaricare le armi beam (30 minuti per il DEW-71 ed 1 h 30 minuti per il DEW-75), ciò poteva avvenire solo con il mezzo in 'riposo' (motivo per il quale i chilometri percorribili dalle unità dotate del Jegan erano piuttosto pochi, in compenso ciò diminuiva drasticamente la richiesta di supporto esterno); in media il reattore Minovsky del mezzo aveva una vita operativa massima delle bobine di fusione di 2 mesi continuativi al 30% della potenza (potenza di riposo), mentre le bobine di fusione per il sostentamento avevano un'autonomia di 20 ore alla massima potenza
2) Era teoricamente possibile muoversi anche dopo che si fosse esaurità l'elettricità necessaria al funzionamento del mezzo, visto che veniva assicurata sempre la corrente alla telecamera principale e ai comandi, mentre le armi beam disponevano di proprie capsule energetiche, ma ciò voleva dire muoversi quasi alla cieca, cosa in situazione di possibile combattimento estremamente pericolosa, inoltre il sistema di condizionamento funzionava con prestazioni fortemente deteriorate ed atte solo a garantire la corretta presenza di ossigeno in cabina
3) , 4) il mezzo aveva la capacità di autorigenerare le proprie scorte di elettricità necessarie al movimento, nonchè la possibilità di ricaricare le armi beam (30 minuti per il DEW-71 ed 1 h 30 minuti per il DEW-75), ciò poteva avvenire solo con il mezzo in 'riposo' (motivo per il quale i chilometri percorribili dalle unità dotate del Jegan erano piuttosto pochi, in compenso ciò diminuiva drasticamente la richiesta di supporto esterno)
5) sistema che nella pratica rimase solo montato sugli esemplari EW, già usciti di fabbrica con tale sistema
6) sistema che ebbe una sorte simile a quello per la guerra elettronica e che rimase montato solo sugli esemplari per il genio, anche a causa del fatto che era richiesto lo smontaggio dell'avambraccio sinistro per montare tale sistema
7) ed un esempio di ciò si ha in Operazione Athena in cui i Jegan IIIF e K vengono facilmente messi KO da vetusti MS delle Guerre Coloniali e da piccoli WS, nonostante al pilotaggio dei Jegan ci fossero addirittura piloti istruttori
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