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eSP01L - Räsvelg

Unità mobile fizionale presente nel metaverso “Ashes of the War” dell'Ultimate Universe.

Apparizioni: MSG:Ashes of the War - Gato's Revenge - MSG:Rise from the Ashes

Mobile Suit delle Guerre Coloniali (2015 - 2045 AD)

eSP01L - Räsvelg in modalità SP (o modalità Kämpfer - “combattente”)

eSP01L - Räsvelg in modalità cacciabombardiere (o modalità Stum Jäger)

Scheda Storica

Nel 2010, la Luftwaffe realizzò che la futura campagna militare terrestre avrebbe visto le sue forze in posizione secondaria rispetto a quelle dispiegate dalla marina e dalla Wehrmacht. Temendo di ridursi al semplice trasporto truppe, la Luftwaffe commissionò alla Reichsmotorwerke (RMW) la produzione di una unità da guerra di tipo SP in grado di volare anche in ambiente atmosferico. Come d'abitudine, fu promosso un concorso fra i principali ingegneri della RMW, che - per la prima volta, non fu vinto da Christian von Deikun ma dal suo più giovane e promettente allievo: Hans Christian Hansen, il futuro “Padre dei Titani”.

Diversamente dai rivali, che avevano semplicemente proposto degli SP di peso ridotto ed accoppiati a colossali reattori, Hansen propose una soluzione più drastica e radicale. Il giovane ricercatore era convinto che qualsiasi tentativo di rendere più aerodinamico uno SP non sarebbe stato sufficiente a renderlo realmente agile in condizioni atmosferiche. Inoltre, nessun reattore Minowsky all’epoca disponibile era realmente in grado di erogare sufficiente potenza per produrre le prestazioni richiese dalla Luftwaffe - con una velocità di punta prossima a mach 0.9 (più del doppio della massima velocità di punta mai rilevata dall'unico MS volante della prima guerra coloniale, EAS-01X). La certezza che un sistema completamente trasformabile potesse garantire le migliori prestazioni spinse Hansen a bocciare una prima configurazione, mai andata oltre lo studio preliminare, in il veicolo era letteralmente diviso in due sezioni: una superiore, comprendente tutta la parte avionica, ed una inferiore, comprendente tutte le componenti SP. Hansen impose al suo gruppo di ricerca di sviluppare una nuova tecnologia costruttiva, detta a frame mobili, analoga a quella che - nello stesso periodo, la NATO stava impiegando sui suoi primordiali MS. Il risultato sarebbe stato un veicolo trasformabile, dotato di una configurazione “fighter-like” e di una “SP-like”, l'una rapidamente convertibile nell'altra.

Hansen voleva inoltre che il suo veicolo potesse emulare la maneggevolezza degli F22 americani, oltre ad emularne le prestazioni di volo, e pertanto impose che l'avionica - appositamente sviluppata, ricalcasse i più diffusi modelli terrestri. Un problema non da poco, visto che - molto rapidamente, il piccolo gruppo di Hansen si sdoppiò in due nuclei, uno concentrato sullo sviluppo della meccanica SP, l'altro sull'avionica. D'altro canto, questo ebbe grosse e vantaggiose ricadute per i modelli presieduti da Hansen (in particolare, l'SSP01 e l'SP07) che sfruttarono i risultati della tecnologia Luftwaffe, ampiamente integrata nella struttura del veicolo.

Secondo l'iniziale progetto Luftwaffe, il nuovo veicolo - ancora privo di un proprio nickname, e noto solo come “SP sperimentale della Luftwaffe” (“experimenteller Schutzpanzer Null Eins der Luftwaffe” o eSP-01L) sarebbe dovuto entrare in servizio nel 2015, e partecipare all'operazione Klausewitz: i ritardi accumulati dallo sviluppo dell'avionica e del transforming system resero ciò impossibile, ed il progetto cadde per una prima volta nel dimenticatoio.

Tuttavia, nel corso del 2016, durante la cosiddetta “Campagna del Venezuela”, la Federazione Terrestre schierò per la prima volta i propri mobile suit di modello EAS-01X Enact: l’inattesa versatilità di questo particolare modello fu interpretata dal OKW (Oberkommando der Wehrmacht) come una precisa minaccia alla superiorità tecnica della Reichswehrmacht nel campo delle unità da combattimento di tipo SP/MS. Ciò che più colpì i ricercatori nazisti fu la capacità dell’Enact, grazie al basso peso ed all’alta erogazione di potenza del proprio reattore, di volare anche in condizioni atmosferiche, sebbene a bassa velocità. Come suggerito dai primi studi commissionati dal Feldmaresciallo Delatz, il grosso limite dell’Enact risiedeva nell’inadeguata avionica del modello. Proponendo, quindi, che anche la Reichswehrmacht si dotasse di una propria unità multiruolo, la commissione Delatz suggerì che tale nuovo modello “disponesse di specifici adattamenti funzionali volti a migliorarne le caratteristiche di volo atmosferico”.

Nonostante il gruppo di Hansen fosse ormai concentrato sui nuovi modelli SP-06 ed SP-07, ed in particolare sugli adeguamenti richiesti dalla prime esperienze belliche, il geniale ricercatore decise di “risvegliare” il dormiente progetto eSP-01L, immediatamente soprannominato “Räsvelg”, dal nome di un mitico rapace delle leggende del nord. Cogliendo l'occasione delle esperienze accumulate nel primo anno di guerra, Hansen decise di installare su questo suo vero e proprio “primogenito” tutti i massimi ritrovati della tecnologia militare nazista, una filosofia costruttiva che avrebbe poi impiegato su tutti i progetti da lui supervisionati - come il Beowulf, senza badare troppo all’effettiva affidabilità della medesima.

Il risultato fu il primo MS trasformabile della storia (e destinato a restare un caso isolato per quasi cent'anni), le cui due modalità operative erano state ufficiosamente battezzate “Sturm Jäger” (cacciabombardiere) e “Kämpfer” (SP), entrambe apparentemente caratterizzate da prestazioni più che soddisfacenti, ancorché non eccelse - in analogia al “rivale” federale ENACT.

Operando in modalità Sturm Jäger, il Räsvelg possedeva qualità malignamente ritenute superiori all'Himmelritter di primo blocco dai piloti di quest'ultimo, e del tutto sovrapponibili ai modelli federali di penultima generazione, rispetto ai quali - tuttavia, possedeva due vantaggi strutturali notevolissimi. Prima di tutto, una configurazione stealth quasi perfetta, determinata dalle emissioni del propulsore Minowsky. Il quale, del resto, garantiva la capacità operativa nello spazio ed in atmosfera, ed in quest'ultima a velocità di punta massima di mach 1.8, con rateo a 0.8 - prestazioni analoghe agli F18 Americani. Rispetto ai quali, tuttavia, proprio grazie al particolare reattore poteva sostenere la massima spinta per quasi quindici ore senza rifornimento, fino all’esaurimento della bobina di fusione. Rispetto all'armamento, la struttura trasformabile impedì di installare armi sotto le ali e semiali, del resto a geometria variabile, a meno che il veicolo non decollasse in configurazione SJ e quindi si convertisse in Kämpfer dopo essersene liberato. L'armamento AA era principalmente costituito da quattro missili “Spark” installati in alloggimenti interni, e da quattro mitragliatori ad alto rateo di fuoco.

Se la modalità Sturm Jäger poteva essere considerata un discreto successo, altro il discorso per quella Kämpfer.

Mentre l’Enact poteva dirsi un vero e proprio MS in grado di volare, il Räsvelg si rivelò presto un caccia in grado di combattere a terra. Penalizzato dal gran numero di giunture e di innesti necessari a sostenere il processo di trasformazione, l’eSP-01L era vulnerabile anche ai proiettili di tipo convenzionale - diversamente inoffensivi per i più “primitivi” SP04 ed SP05. Tra l’altro, il sito più critico dell’unità si rivelava essere proprio l’abitacolo, il cui rivestimento in materiale trasparente veniva avvolto da lastre blindate in Titanio e Marium, ma senza raggiungere la qualità di protezione offerta dai modelli convenzionali. Inoltre, sempre per mantenere il peso nei limiti più bassi possibile, Hansen decise di sperimentare armi da offesa non convenzionali. Come le beam saber - il Räsvelg fu il primo SP del Reich dotato di un’arma da taglio beam in luogo della più pesante heat saber - e cannoni ad accelerazione lineare magnetica, già usati proprio dall’Enact. Più compatto dell’Anduril federale, l’Elektra del Räsvelg era dotato di un rateo di fuoco e di un’autonomia più alti, a costo di un calibro nettamente più ridotto. In altre parole, il Räsvelg, pur rivelandosi un’unità molto apprezzata dai piloti di caccia, fu presto odiata dai piloti di MS, il cui giudizio negativo spinse il Reich a decommissionare il progetto, che cadde nel completo dimenticatoio con i primi mesi del 2018 quando, i continui disastri delle forze armate naziste spinsero la RMW a concentrare le proprie risorse su altri e più convenzionali modelli

Scheda Tecnica

  • Nome in Codice: eSP-01L
  • Nickname: Räsvelg
  • Modello: MS sperimentale trasformabile
  • Produttore: Reichsmotorwerke (RMW)
  • Anno di roll-out: 2017
  • Produzione: 2017 - 2018 AD
  • Chief Designer: Hans Christian Hansen
  • Reparti di assegnazione:
  • Massa totale: 37.3 t (pieno carico operativo) - 18.5 t (a secco)
  • Modalità Kämpfer
  • Altezza: 16.4 m
  • Modalità Sturm Jäger
  • Lunghezza: 18.6 m
  • Apertura alare: (minima) 9.4 m (massima) 15.9 m
  • Velocità massima: mach 1.8
  • Corazza: corazza frontale e dorsale in fibre di carbonio ed innesti in Titanio, rinforzi in Marium
  • Generatore: reattore di tipo Minowsky AA+ a doppia bobina di fusione
  • Armamento:
  • 1 x beam saber alimentata dal reattore
  • 4 x missili AA “Spark” installati in alloggiamento interno corrispondente al braccio sinistro.
  • 1 x Fucile a propulsione elettromagnetica modello “Elektra” 01, calibro 77 mm, 50 colpi al minuto, alimentazione tramite rastrelliera esterna (70 colpi per caricatore)
  • 4 x cannoni mitragliatori da 50 mm installati sulla fusoliera (utilizzabili solo in modalità Sturm Jäger), cadenza di fuoco 350 colpi/minuto, 500 colpi per caricatore
  • 2 x cannoni mitragliatori da 25 mm installati sul braccio sinistro (utilizzabili solo in modalità Kämpfer), cadenza di fuoco 350 colpi/minuto, 500 colpi per caricatore
  • Sistemi informatici: Computer da combattimento modello SP.EC.TRUM 08/5
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