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EAS-01X - ENACT (Achylles)

Unità mobile fizionale presente nel metaverso “Ashes of the War” dell'Ultimate Universe.

Apparizioni: MSG:Ashes of the War - Gato's Revenge - die weiße Königin

Mobile Suit delle Guerre Coloniali (2015 - 2045 AD)

Scheda Storica

Il progetto ENACT nasce nel 1979, quando USA, Canada e Regno Uniti, primi e principali promotori del cosiddetto “progetto V”, programma di sviluppo di armi da combattimento antropomorfe, accolsero nel suo alveo anche Francia, Italia e Paesi scandinavi. I relativi governi, in effetti, erano già a conoscenza del progetto Zweite Heimat, così come dell’esteso programma di armamenti intrapreso dal Viertes Reich, chiaramente dimostrato dalle riprese (secretate) delle missioni Viking.

Nel 1982, dopo i convulsi fatti di Ustica, ed il grave deterioramento delle relazioni USA-Francia, quest’ultimo governo decise di ritirarsi dal progetto V, varando un proprio programma di riarmo e di sviluppo di armi antropomorfe. D’altro canto, la Francia decise di non ritirare il proprio appoggio al CERN: il risultante programma “Armoure Mobile” (Armature Mobile) poté quindi beneficiare di tutte le scoperte relative alla tecnologia Minowsky, intorno alla quale l’AM fu sviluppato (con la dovuta eccezione delle armi beam, vedi oltre).

L’Italia e la Gran Bretagna si aggregarono al progetto AM nel 1989, seguite l’anno successivo dalla Germania, evento che segnò la trasformazione dell’AM nell’ENACT vero e proprio. In effetti, il progetto V proseguiva a rilento, mentre l’Unione Sovietica procedeva a passo spedito nello sviluppo e nella produzione del proprio mobile suit, che già nel 1990 era vicino alla produzione di massa. Una situazione apparentemente critica: non soltanto i Nazisti pronti al ritorno in grande stile, ma anche divisioni di colossali mobile suit sovietici pronti a bussare alle porte della NATO.

In realtà, il crollo dell’URSS rese meno impellente il rapido sviluppo dell’ENACT, la cui fase di progettazione fu estesa fino al 2003, rispetto al previsto 1994.

Nel frattempo, l’ingresso in grande stile del Giappone nel progetto V, e soprattutto l’intervento del professor Soichiro “otaku” Kozumi rivitalizzò l’originaria linea di sviluppo. D’altro canto, nel medesimo periodo anche la Federazione Russa riesumava il precedente ST03, sviluppandone un modello avanzato, di costo relativamente basso e di spaventosa potenza di fuoco, il futuro ST03X Stalingrad (detto anche Mischa, come il tipico orso russo).

Di fronte a questa situazione il direttore del progetto ENACT, la professoressa Julie Harnaux-Ciprelli decise di percorrere una vera e propria terza via, differenziando in modo drastico l’unità dallo Stalingrad e dal Gundam.

L’ENACT, sin dall’inizio più simile all’RX78b Gundam che alla controparte sovietica/russa, subì una drastica cura dimagrante, arrivando a pesare meno di 20 t (meno della metà del Gundam, e meno di un terzo dello Stalingrad). Tale risultato fu conseguito dall’esteso impiego di materiali sintetici e nanostrutturati in luogo delle più classiche leghe metalliche. Conseguenza pratica di questa scelta fu rendere l’ENACT stealth passivo, oltre che attivo, agilissimo e ed altrettanto veloce, per quanto comunque solidissimo. “Se lo Stalingrad è il martello, il Gundam la sciabola, noi saremo il fioretto: sottile ma letale” spiegò la professoressa Harnaux-Ciprelli in occasione di una specifica riunione con i finanziatori del progetto.

Con il completo sviluppo dei nuovi reattori Minowsky, la professoressa Sandra Miniati, successore della Harnaux-Ciprelli, concentrò le notevoli risorse economiche del progetto nello sviluppo di un reattore potentissimo (anticipando così la futura filosofia costruttiva della serie F9X): complice il vantaggioso rapporto peso/potenza, l’ENACT diventò così il primo MS in grado di volare anche in ambiente atmosferico, nonché la prima unità volante sostenuta da un reattore di tipo Minowsky, precedendo di alcuni anni le grandi corazzate federali classe Pegasus. Un record invero inatteso, che obbligò il governo britannico ad inscenare la farsa dei “cerchi nel grano” per giustificare i danni provocati dall’attivazione dei propulsioni durante i voli di prova. Certamente le capacità avioniche dell’ENACT erano molto limitate: pochi minuti (circa 20’) a velocità subsonica prima di esaurire le bobine di fusione, sottoposte ad un superlavoro dal sostenuto flusso di particelle.

D’altro canto, il medesimo reattore fu progettato in modo da poter sostenere una propulsione magneto-idrodinamica in ambiente marino. In pratica, il gruppo di sviluppo ENACT scoprì che accoppiando la bobina di fusione ad un circuito di aspirazione dell’acqua fosse possibile produrre la tanto agognata “propulsione a reazione per le unità marine”: silenziosissima, ad altissima resa. Per garantire la massima manovrabilità, le bobine di fusione (anticipando così future linee di sviluppo) furono quindi modificate, e disposte sul dorso in modo da poterne variare l’angolazione rispetto alla schiena di circa 135°, modifica necessaria per poter manovrare l’unità sott’acqua.

In breve, l’ENACT diventò non soltanto il primo MS volante, ma anche il primo MS anfibio. E non soltanto: tale record fu conseguito senza obbligare l’applicazione di particolari kit, e senza limitazioni particolari, con l’eccezione della massima profondità raggiungibile, non superiore ai 110 m. Lo stesso ENACT, per dirla brevemente, poteva penetrare nel territorio nemico attraverso vie d’acqua abbastanza profonde, emergere all’improvviso, decollare ed allontanarsi, quindi nascondersi e colpire. Tutto ciò senza dover modificare il proprio equipaggiamento.

Ad un simile sviluppo tecnico, faceva da contraltare l’assoluta mancanza di armi beam, vero “peccato originale” dell’ENACT. Per quanto beneficiante dello sviluppo promosso dal CERN, il consorzio ENACT era mantenuto rigorosamente all’oscuro degli sviluppi relativi alle armi beam, che tanta parte avrebbero avuto nella fortuna del Gundam. Queste ultime, erano considerate un segreto di stato americano. Non a caso, l’RX78b Gundam era sviluppato nella base militare statunitense di Okinawa, ed i suoi sistemi d’arma erano rigorosamente sorvegliati da personale americano.

Ugualmente, il consorzio ENACT mancava del know-how russo relativo alle tecnologie Laser, incarnatesi poi nel letale sistema OPTERON, opzionalmente installabile sugli Stalingrad. Tale condizione spinse il consorzio ENACT a sviluppare una propria strada del tutto originale, introducendo armi ad ultrasuoni, rapidamente rivelatesi di notevole efficacia - quantomeno in ambiente atmosferico.

L’ENACT fu dotato di un “progressive knife”, o “pugnale progressivo”: la sua lama, dotata di cinquecento emettitori di ultrasuoni dislocati lungo tutto il taglio, era in grado di penetrare con ridicola facilità corazze speciali, ivi comprese quelle abitualmente impiegate sui carri armati, consumando una ridotta quantità di energia.

Ugualmente efficace il cannone dell’ENACT, il cosiddetto SWB-01 “GeKO”, di produzione tedesca: sempre basato sulla tecnologia ad ultrasuoni, era in grado di emettere un fascio di ampiezza variabile che, diversamente regolato, poteva distruggere la corazza frontale di un MBT oppure portare ad ebollizione l’acqua contenuta nei tessuti dei fanti e dei piloti nemici (e che per questo era soprannominato “la friggitrice”). Inoltre, a seconda della regolazione impostata, il medesimo GeKO poteva sparare un colpo con apertura puntiforme (quindi del tutto simile ad un proiettile), di pochi metri (perfetta per l'attacco ai MS od ai carri armati), o di diverse decine di metri, pensata per l'attacco alle divisioni di fanteria. Il GeKO, efficace e letale, aveva due gravissimi limiti: prima di tutto, perdeva di efficacia secondo il quadrato della distanza - per cui era scarsamente utile per bersagli corazzati di distanza superiore ai 50-100 m. D'altro canto, proprio nelle condizioni di mischia (non essendo necessario prendere realmente la mira), tale “UZI ad ultrasuoni” si rivelava più che letale. Secondariamente, il fuoco del GeKO poteva coinvolgere anche innocenti, o propri compagni d'arme presenti sulla linea di tiro (d'altro canto, la corazza dell'ENACT era anti-sonica, e quindi sostanzialmente immune al GeKO medesimo). Proprio per questo motivo, le armi ad ultrasuoni similari al GeKO furono vietate dalla convenzione federale del 2022.

Infine, intorno al 2013, l’ENACT fu dotato dell’EMAP-LORG01, un nuovo tipo di cannone rapidamente soprannominato “Anduril” (la spada di Aragon nel Signore degli Anelli) dai giovani piloti assegnati allo sviluppo dell’unità. L’EMAP-LORG01 (Electro-MAgnetic-Propelled-LOng-Range Gun 01) era lungo 10 m (ma poteva essere ripiegato a cannocchiale, riducendone la lunghezza a 6 m, poco meno dell’arto superiore sinistro dell’unità, sul quale era effettivamente installato) e sfruttava il medesimo elettromagnetismo del reattore Minowsky per accelerare i proiettili a velocità supersoniche. L’Anduril poteva essere utilizzato in tre modalità: automatica, semiautomatica e Sniper. In modalità automatica, l’Anduril esplodeva una raffica di cinque colpi in rapida successione, che si riducevano a 3 in modalità semi-automatica (benché fosse comunque possibile abbassare il selettore al singolo colpo). Del tutto particolare la modalità sniper: una volta attivata, la main camera veniva temporaneamente sostituita da una telecamera ad altissima risoluzione ed alto guadagno, generalmente nascosta sotto il diadema frontale dell’unità (la cui reale funzione era quindi di corazza, e non solo estetica - come sul Gundam). In modalità sniper, l’Anduril poteva esplodere da 1 a 3 colpi sfruttando il proprio massimo raggio d’azione - stimato intorno ai 5 chilometri.

In breve, l’ENACT appariva pensato e sviluppato per condurre una guerra di rapide e letali incursioni, perfetto complemento sia all’ST03X che all’RX78b nell’eventualità di una guerra contro i nazisti, eventualmente impiegabile anche in loro contrapposizione qualora il destino avesse preso una piega diversa.

In effetti, intorno al 2012 il definitivo rientro della Francia nella NATO e le distese relazioni USA-UE determinate dalla prima presidenza Gore resero il progetto ENACT in qualche modo superfluo. D’altro canto, pressioni provenienti dalla Francia e dalla Repubblica Federale Tedesca, le cui principali imprese di alta tecnologia erano gravemente esposte nel progetto, permisero al progetto ENACT di giungere alla fase di pre-produzione. Nel 2014, l’ENACT fu finalmente dotato di una propria sigla identificativa, EAS-01X (European Advanced Suit 01), e di un proprio nickname ufficiale (Achylles) (sebbene tutti, ma proprio tutti, proseguissero a chiamarlo semplicemente ENACT). Allo scopo di sostenere il “complotto del silenzio”, lo sviluppo dell’ENACT fu proseguito nei territori d’oltremare francesi, in Guadalupe e Nuova Caledonia: all’Aprile 2015, nonostante la finale accelerazione imposta al programma dai sempre più evidenti preparativi nazisti, soltanto 12 unità erano effettivamente completate (intorno al 90%). Del resto, questa fu la grande fortuna delle medesime unità: scampate ai disastri dell’operazione Klausewitz, furono temporaneamente allontanate dalla linea di fuoco finché, nel corso del 2016, la “fame” di MS della Federazione spinse Yehoshua Revil ad assegnare tutto il materiale disponibile al 99th MS “Knights of Malta”, all’epoca dislocato nel sud est asiatico e privo di mezzi.

In brevissimo tempo, i “Cavalieri” misero a frutto le particolarissime proprietà dell’ENACT, impiegandolo in vere e proprio operazioni speciali: il fantomatico MS tinto di nero, il Ninja-MS, diventò l’incubo ricorrente di tutti i nazisti impegnati fra Golfo persico e Malesia.

Fra 2017 e 2018, Revil decise di impiegare i KoM anche nella guerra di riconquista dell’Europa, in missioni di infiltrazione e sabotaggio - nelle quali l’ENACT si dimostrò davvero insuperabile, specialmente dopo l’introduzione dei cannoni beam a fuel cells, dei quali l’ENACT fu il primo beneficiario.

Escluso dalla guerra con la sua transizione nello spazio, l’ENACT -che comunque non era mai stato un vero successo industriale, non essendone prodotte più di quaranta unità, fu decommissionato alla conclusione del conflitto. Quasi tutte le sue innovazioni tecniche, comunque, vennero trasferite sui successivi modelli della serie RX-178, e soprattutto sulla futura serie AxxR-X.

Momento di gloria. La battaglia di San Sebastian, 12 Gennaio 2018. Infiltratisi dietro le linee nemiche, sette ENACT riuscirono a tagliare in due le linee di rifornimento naziste, seminando il panico per oltre 24 h e permettendo alle truppe federali, che stavano rapidamente risalendo lungo la penisola iberica, di accerchiare ed annientare ben due divisioni corazzate naziste.

Momento di disonore. Allo scoppio della guerra, il Presidente della Repubblica francese Nicholas Sarkozy ordinò di attivare immediatamente e di impiegare sul campo tutte le unità MS a propria disposizione: al momento, esse si trovavano lontane dal territorio francese, e non sarebbero state comunque in grado di combattere. A conti fatti, per oltre un anno nessun ENACT avrebbe sparato un solo colpo.


Scheda Tecnica

  • Codice: [ENACT] EAS-01X “Achylles”
  • Nickname: ENACT
  • Modello: MS da combattimento ad alte prestazioni (produzione di serie)
  • Produttore: consorzio ENACT, quindi Toyota/GM/EADS
  • Anno di roll-out: 2014 AD
  • Periodo di produzione: 2014-2018 (43 unità complessive)
  • Chief Designer: Julie Harnaux-Ciprelli e Sandra Miniati
  • Reparti di assegnazione:
    • Esercito federale (regolare)
    • 99th MS “Knights of Malta”(2016) [18 unità]
    • Special Air Service (Special OP)
    • 1st SAS “Silent Hunter” [12 unità]
    • 2nd SAS “Silver Shadow” [13 unità]

  • Altezza: 15.2 m
  • Peso: 20.8 t (21.9 t con Anduril installato)
  • Corazza: in fibre nanostrutturate di carbonio
  • Propulsore: a ciclo Minowsky di modello “GID.E.ON” a doppia bobina di fusione a doppio circuito
  • Massima quota operativa: 1 500 m
  • Massima profondità operativa: 110 m (sebbene durante la guerra alcuni piloti siano discesi fino a 150 m di profondità)
  • Massima velocità operativa: 90 km/h sulla terra, 550 km/h in volo, 12.8 nodi in immersione
  • Massima autonomia: 24 h di utilizzo continuativo sulla terra, 20’ di volo continuativo, 6 h in immersione
  • Armamento:
    • 2×2 cannoni gatling da 90 mm installati sugli avambracci
    • 2x lame ad ultrasuoni “Pro’knife” installati sul torace
    • 1x SWB-01 (Sound Wave Beam rifle) “GeKO”
    • 1x cannone 110 mm “Adler” a fuoco rapido (dal 2018, rimpiazzato da un beam rifle di tipo Federal Standard Versatile Gun (FSVG-01) da 125 mm alimentato da fuel cells, autonomia di 60 colpi)
    • 1x cannone EMAP-LORG01 ad accelerazione magnetica, autonomia complessiva di 80 colpi
    • Computer da combattimento: sistema operativo BattleOsX 10.8.1 (Adler) con interfaccia opzionale con nanomacchine
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