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FSS-1001 Phoenix

Unità Mobili dell'Ultimate Universe

La classe Phoenix (by Kamenstudio)

Caratteristiche tecniche

Classe Phoenix

  • Modello = Classe Phoenix
  • Navi in linea = Phoenix
  • Tipo = Super-corazzata spaziale multiruolo
  • Entrata in servizio = 396 NC
  • Lunghezza totale = 1.505 m
  • Larghezza massima = 814 m
  • Armamento =
    • 3 x cannoni al plasma a canna tripla alimentati direttamente dal reattore
    • 4 x banchi (60 unità per banco) di beam laser multidirezionali
    • 4 x banchi (24 unità totali) lanciamissili antinave “Corinthos”
  • Catapulte = 4 di lancio + 4 di rientro organizzate in due due baie direzionali
  • Mobile suit trasportabili = 80 MS totali classe F95 “Avenger”
  • Caccia trasportabili = n.d.
  • Veicoli da trasporto = 10 SFGM (Shuttle Federal General Model) Medea
  • Propulsione =
  • 1 x Reattore Minowsky-Ionesco a 4 camere di brillanza
  • 4 x Reattori Minowsky “Titan Delta” ad otto bobine di fusione in parallelo

Classe Phoenix Refit

  • Modello = Classe Phoenix Refit
  • Navi in linea = Phoenix (FSS-1001X), Silverblade (FSS-1002X), Predator (FSS-1003X)
  • Tipo = Super-corazzata spaziale multiruolo
  • Entrata in servizio = 399 NC
  • Lunghezza totale = 1.510 m
  • Larghezza massima = 820 m
  • Armamento =
    • 3 x cannoni al plasma a canna tripla alimentati direttamente dal reattore
    • 4 x banchi (76 unità per banco) di beam laser multidirezionali
    • 4 x banchi (32 unità totali) lanciamissili antinave “Corinthos”
  • Catapulte = 8 di lancio + 8 di rientro organizzate in due due baie direzionali
  • Mobile suit trasportati = 88 MS classe F97 “Stormbringer”
  • Caccia trasportabili = 8 cacciabombardieri sperimentali FSF-01X “Aurora Re-Model”
  • Veicoli da trasporto = 5 SFGM (Shuttle Federal General Model) “Medea” + 5 Special Transport Models STM01 “Hydra”
  • Propulsione = Reattore Tesla-Drive a 4 camere di induzione e brillanza

Generalità

Con la fine delle Guerre Feudali (380 NC), la Seconda Federazione Terrestre varò un programma di rapido rinnovo delle proprie forze armate spaziali, secondo le linee guida dettate da Seabock Arno poco prima della sua eroica morte in battaglia.

Secondo i dettami del geniale condottiero, la nuova Federazione avrebbe dovuto intraprendere quanto prima l’esplorazione dello spazio esterno, sfruttando la tecnologia di curvatura, diventata disponibile dopo la disfatta dei Ronah. Tali propulsori risultavano tuttavia estremamente esosi in termini di richieste energetiche: alla fine delle Guerre Feudali, nessuna nave di linea federale disponeva di potenza sufficiente per alimentare un reattore di curvatura a piena efficienza.

Il gruppo di ricerca incaricato di sviluppare ed applicare la tecnologia di curvatura alla flotta federale decise di ricorrere ad una tecnologia in qualche modo rivoluzionaria, sostituendo i “gloriosi” reattori a ciclo Minowsky con nuove unità a ciclo Minowsky-Ionesco. Il nuovo modello di propulsore, oltre a garantire un’erogazione energetica dal 50 al 78% maggiore per unità di propellente impiegata, consentiva di stivare l’eccesso di energia prodotta sottoforma di antimateria, da consumarsi in specifiche “camere di brillanza” laddove fosse richiesto un surplus energetico, come durante i combattimenti. L'antimateria prodotta dal ciclo vitale del reattore sarebbe stato inoltre impiegabile in tutte le unità mobili associate, come i MS, in quanto ritenuto più gestibile e performante del “comune” idrogeno.

L’introduzione in navi di linea dei reattori a ciclo M-I rappresentò la prima vera innovazione dai tempi della Prima Guerra Feudale. Per certi versi, si trattò di una vera e propria rivoluzione, destinata a cambiare la storia del volo spaziale per i secoli a venire.

Terminato il primo prototipo di reattori ciclo M-I, il cosiddetto Nothung-model, i ricercatori federali si accorsero tuttavia di un problema pressoché insormontabile.

I nuovi reattori erano enormi. Anzi: semplicemente colossali. Nonostante le aspettative della Federazione Terrestre, riadattare qualsiasi unità pre-esistente al loro impiego si rivelò semplicemente impossibile. Persino la più grande corazzata dell’epoca - l’ammiraglia Dykaios, era semplicemente troppo piccola per ospitare il complesso reattore MI-propulsore di curvatura. E la Dykaios, con i suoi 465 m era di gran lunga la più grande nave da guerra mai costruita.

Non esisteva che una soluzione: sviluppare intorno ai nuovi reattori unità di nuova concezione, che potessero sfruttare al massimo tutte le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie.

Per questo motivo, il Consiglio Supremo Federale varò il progetto FSS (Future Space Ships). Suo obiettivo: sviluppare una nuova classe di navi spaziali. Navi spaziali così grandi che la loro realizzazione, per molto tempo, sembrò semplicemente impossibile.

La nuova classe avrebbe dovuto svolgere funzioni molto diverse, operando come unità di esplorazione e colonizzazione, nonché come nave da battaglia vera e propria. Un obiettivo ambizioso, per il cui raggiungimento la Federazione impiegò fondi enormi, e tutte le migliori menti del tempo. Il risultato, la FSS-1001 avrebbe superato persino le più rosee aspettative.

Il risultato del programma di sviluppo fu la nuova serie FSS-10XX, di cui - nel 397 NC, veniva finalmente varata la prima unità, immediatamente proclamata nave ammiraglia di tutta la flotta federale, e cui fu immediatamente posto il nome di “Phoenix”, per ricordare che, come l’antico uccello della leggenda - l’Araba Fenice, la Federazione fosse finalmente riemersa dalla proprie ceneri.

Nome quantomai appropriato: alimentata dal più moderno e potente propulsore a ciclo Minowksy-Ionesco, tramite l’antimateria prodotta poteva alimentare una piccola flottiglia di unità, compresi circa 80 MS classe Gundam di modello F95 Avenger, il cui sviluppo su Marte stava procedendo a ritmo spedito: una potenza di fuoco prossima ad un terzo di tutta la flotta federale alla chiusura della Guerre Feudale. Una vera “dimostrazione di forza” per la Nuova Federazione Terrestre.

Anche dal punto di vista ingenieristico, la serie Phoenix rappresentava un radicale punto di rottura con tutto quanto la Federazione o le Grandi Case avessero mai prodotto in precedenza, e non solo per le dimensioni inusitate, superiori al chilometro.

La sua progettazione era infatti figlia della scuola di pensiero di Peter Nemecheck, il cui figlio - Johan Nemecheck, sarebbe diventato il futuro e celeberrimo ufficiale scientifico di bordo. Nemecheck sosteneva che

la nuova unità dovesse essere concepita intorno al nuovo propulsore, ed alla specifiche tecniche che questo avrebbe imposto”.

Fu quindi abbandonata la storica impostazione costruzione “a cavallo di Troia”, eredità della “leggendaria” Classe Pegasus della Prima Guerra Coloniale, e rimpiazzata da una configurazione a freccia che, a sua volta, avrebbe fatto scuola per quasi duecento anni. A spingere verso la nuova configurazione, del resto ritenuta più vantaggiosa in termini di difendibilità anti-MS, fu anche lo sviluppo della cosiddetta HG-EMC, High-Grade-Elecromagnetic-Catapult - una catapulta elettromagnetica in grado di portare i MS a massima velocità di battaglia in meno di cinquanta metri di accelerazione contro i cento richiesti dalla precedente tecnologia, e dislocata sui lati della nave, in posizione che non sarebbe stata precedentemente utilizzabile. Sempre a causa delle enormi dimensioni, la Phoenix non era infatti predisposta per un rientro atmosferico - se non in condizioni di emergenza (come sarebbe accaduto durante il suo celebre viaggio).

Per rendere più efficaci le procedure di lancio e recupero dei MS, fu quindi deciso di differenziare le due funzioni, predisponendo una doppia baia di rientro dislocata nella parte posteriore della nave, che sarebbe stata impiegata anche come ponte di lancio delle navette e di cannoniere. E’ stato calcolato che la Phoenix potesse lanciare tutti i suoi 80 MS in meno di 5 minuti (quindi: più di 16 al minuto), recuperandoli in meno di 10, potendo eseguire le stesse operazioni nello stesso momento.

Ugualmente, il geniale Nemecheck propose di non utilizzare le convenzionali tecnologie di megaparticelle per l’armamento principale, riservandolo alle armi anti-mobile suit. Queste erano rappresentate da una fitta una selva di batterie multidirezionali dislocate sui lati della nave, la cui altissima cadenza di fuoco - resa possibile dalla tecnologia beam, ormai molto evoluta e, per così dire, “matura”, permetteva alla Phoenix di diventare inavvicinabile per qualsiasi MS nemico.

I cannoni principali vennero ridisegnati in modo da essere direttamente alimentati dal reattore principale, tramite circuiti di plasma provenienti dal nucleo di fusione. La minore cadenza di fuoco sarebbe stata compensata dall’enorme potenza distruttiva di ogni singolo colpo. Anche in questo caso, la decisione di Nemecheck si sarebbe rivelata decisiva per la sopravvivenza della disgraziata spedizione.

Nemecheck previde inoltre un circuito di maggiori dimensioni, sempre alimentato direttamente dal reattore principale, con fuoriuscita sulla prora della nave, e che avrebbe dovuto alimentare un vero e proprio “supercannone”, l'High-Gain Plasma Gun. All’inizio del viaggio inaugurale, l'HGPG non era ancora completo, e non lo sarebbe mai stato.

Il suo circuito, già predisposto sulla Phoenix e non installato su Silverblade e Predator, fu invece impiegato per installare il famigerato ed in qualche modo leggendario ”Graviton Wave Beamer”, l'arma più potente mai dispiegata dalla Federazione Terrestre nel corso di tutta la sua storia, la cui alimentazione era resa possibile dal nuovo propulsore, il rivoluzionario Tesla Drive, installato sulla FSS-1001 dopo il suo refit (ed il re-classamento a FSS-1001X) e previsto di default sulle nuove unità gemelle FSS-1002X ed FSS-1003X.

Sempre nell’ambito delle innovazioni, Nemecheck decise di predisporre una costruzione parzialmente modulare, stabilendo che due incrociatori, FSS-1001A Phobos e FSS-1001B Deimos, attraccati a babordo e tribordo, potessero operare o come parte integrante della nave - beneficiando quindi dell’alimentazione diretta dal reattore principale, o distaccarsi, ed operare isolatamente sfruttando l’antimateria prodotta dal reattore principale ed immagazzinata. La potenza di fuoco dei singoli incrociatori sarebbe stata del tutto paragonabile a quella di una nave da battaglia delle Guerre Feudali appena concluse.

Dopo il refit, i due incrociatori furono dotati di un generatore di I-Field che, operando in parallelo, permettevano di generare un campo complessivo abbastanza grande per inglobare anche la Phoenix. Questa possibilità fu sfruttata durante la decisiva battaglia della Porte di Zedan, quando Phobos e Deimos, distaccatesi dalla Phoenix, agirono come scudo della nave madre, permettendo a quest’ultima di riservare tutta l’energia al GWB e di esplodere in rapida successione i due colpi che devastarono la flotta dell’Alleanza.

Anche prima del refit (vedi oltre), la classe Phoenix disponeva di una potenza di fuoco semplicemente spaventosa, ma tutto ciò - sosteneva Nemecheck, sarebbe stato del tutto inutile se non fosse stata garantita un’analoga solidità costruttiva.

Nella versione originaria, la corazza della Phoenix era costituita da Gundarium Theta, con uno spessore complessivo di cento trenta centimetri.

Contando sulle risorse messe a disposizione dalla Federazione, il Gruppo di Ricerca incaricato di sviluppare la nuova super-corazzata decise di rendere la Phoenix in grado di funzionare anche nelle condizioni più estreme: una serie di laboratori e di serre idroponiche avrebbe reso la nave autosufficiente per anni interi, mentre gli enormi serbatoi per il combustibile permettevano di mantenere in funzionamento continuativo il propulsore a curvatura per quasi sei mesi, senza rifornimento.

Una nave “mostruosa”, come fu definita dal suo primo comandante, Swen Lassiter, le cui specifiche furono stressate all’estremo durante il lungo viaggio, spingendo inoltre l'equipaggio ad introdurre una serie di modifiche strutturali, più o meno estese, volte a rendere l'unità sempre più potente ed efficace.

Gravemente danneggiata e priva del timone di navigazione dopo il primo scontro con l'Alleanza nel corso della battaglia di Antares, la Phoenix fu lasciata vagare nello spazio aperto per settimane prima che l'attivazione del Worm-hole Device da parte del solito Nemecheck le permettesse di raggiungere la Terra dell'epoca preistorica dove l'intervento degli Antichi permise la riparazione dell'unità, espletatosi nel celebre refit.

Il Refit rese la Phoenix, e conseguentemente le due navi gemelle costruite ex-novo in tale occasione (la Silverblade e la Predator) la più potente nave spaziale mai costruita, ivi comprendendo anche le unità dell'Alleanza. Nonostante l'impostazione della nave non subisse radicali modifiche, essa fu potenziata a livello di presidi offensivi e difensivi, integrando le tecnologie degli Antichi ovunque fosse possibile. In tale occasione, alla corazza in Gundario ne quindi fu aggiunta una esterna, biometallica e quindi composta da nanomacchine, in grado di riflettere le più comuni armi beam, e di rigenerarsi autonomamente. Le armi principali, non più alimentabili dal plasma energetico del reattore, furono sostituite da cannoni ad anti-megaparticelle, analoghe a quelle installate sui Gundam F97 Stormbringer ed in grado di penetrare qualsiasi presidio difensivo (scudi elettromagnetici, polarizzatori di megaparticelle e corazze di riflessione) allora conosciuto ed in dotazione all'Alleanza. Ottimizzando gli spazi in funzione dello scontro di Zedan, la capacità di carico venne notevolmente incrementata, portando ad 88 il totale di MS caricati per ogni nave, aggiungendo un certo numero di nuovi caccia intercettori di Aurora Re-Model, ed affiancando alle classiche unità da trasporto superstiti una serie di unità da sbarco, felicemente impiegate per trasferire sulla terra i Draghi della squadra di Jon Lang, rivelatisi decisivi durante la fase terrestre della battaglia delle Porte di Zedan.

Improvvisamente comparse all'apice dello scontro, la spaventosa potenza delle Phoenix post-refit contribuì alla vittoria della Federazione Terrestre in uno scontro dall'esito fino a quel momento più che scontato.

Apparizioni

Questa incrociatore pesante spaziale appare nelle seguenti serie:

  • Anime

A Way to the Stars

Fonti esterne

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