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Sezione Addestramento => FanWorks -Fanzine - Immagini - Cosplay => Topic iniziato da: pan - 20 Dicembre 2007, 21:51:29



Titolo: Ultimate Century, Ashes of the War: gli episodi.
Post di: pan - 20 Dicembre 2007, 21:51:29
ed ecco per voi, episodio per episodio (pian pianino li scrivo tutti e 50, sempre che non mi taglino i fondi prima  :asd: ) Ashes of the War.
In questo modo tra l'altro si avrà la trama principale scritta in modo aggiornato e senza neanche un problema di continuity...

PS: notare che le date si riferiscono sempre rispetto al meridiano di greenwitch


Ep 00: Notte sull'Europa

14/15 aprile 2015

Episodio di apertura della serie, vengono presentati alcuni dei protagonisti e l'epoca nella quale si svolge questa serie: Aprile AD 2015 (per una descrizione approfondita dei fatti dell'episodio si legga il 1° capitolo di Ashes of the War postato da Matte)


Episodio 01: Sotto attacco

15 aprile 2015

Presso le basi militari della NATO, della Russia e di molti altri paesi risuonaorono gli allarmi, nello stupore generale venne proclamato lo stato di guerra generale e tutto il personale non combattente venne fatto velocemente entrare nei ricoveri nucleari sotterranei risalenti alla Guerra Fredda, pure Fraw e la sua famiglia vennero accompagnati ad entrare in tutta fretta in uno dei rifugi della base di Ramstein.
“Posso fare una telefonata un attimo?” domandò una impaurita Fraw prima di entrare nel ricovero, ma il soldato americano in uno stentato tedesco le rispose che non c'era un secondo da perdere e la spinse senza tanti complimenti dentro al ricovero nucleare.
Intanto caccia militari, con completo carico da guerra, decollarono dalle principali basi militari della NATO e lo stesso avvenne presso le basi in Russia, intanto i principali network mondiali diedero informazione di ciò che stava succedendo alle popolazioni, ma nessun governo si sbottonò sul motivo di questa entrata in guerra.
Presso la base di Decimomannu, i piloti impegnati nella Spring Flag, stavano già facendo le valigie (esercitazione appena conclusasi), quando giunse l'ordine di correre e alla svelta nei rifugi da parte del comandante della base.
Qualche migliaio di chilometri più a nord, in un piccolo aeroporto nel Nord-Europa circondato da conifere C-17 e A-400 vennero caricati con grosse attrezzature coperte da teli e decine di tecnici con le loro famiglie furono fatte imbarcare alla svelta, sotto alcuni di questi teli si potevano scorgere macchinari e parti dalle forme inconsuete, eppure nella base nessuno sapeva cosa fossero di precisi, a parte pochi tecnici e alcuni militari.
Questi stavano ben attenti a come venivano manovrate questi componenti durante il loro imbarco, per essere sicuri che non venissero danneggiate.
Amuro pochi minuti dopo che la TV aveva diramato la notizia dello stato di guerra generale ricevette una chiamata di suo padre.
“Amuro... Amuro! Mi senti? C'è la linea disturbata... riesci a sentirmi? O bisogno che ascolti attentamente! É di importanza vitale!” urlò il padre di Amuro via telefono.
“Ti sento papà... che vuoi?”.
“Non posso spiegarti: tu e Klaus non muovetevi da dove vi trovate, dovete stare assolutamente lontano da basi militare e dalle città... mi hai capito? Amuro mi...”, ma la linea cadde, in quello stesso momento infatti le linee telefoniche erano in sovraccarico: tutti preoccupati da quel che stava succedendo avevano telefonato ad amici, parenti e conoscenti nel tentativo di capire quel che stava succedendo.
Scene di panico cominciavano ad intravedersi nelle grandi dove spontaneamente si erano riunite grosse folle davanti agli enti governativi nel tentativo di capire quel che stava succedendo, inoltre cominciarono a circolare le informazioni più disparate: chi diceva che stavano attaccando gli alieni, chi i russi, chi che gli americani avessero attaccato i cinesi...
Amuro e Klaus, fuori da questo trambusto generale, decisero di disattendere gli ordini del padre di Amuro.
“Sei proprio sicuro Klaus?” domandò Amuro perplesso.
“Certo, sicuramente sta avvenendo qualcosa di grosso e presto la base di Ramstein sarà attorniata da giornalisti... non hai mai voluto finire in TV?”.
“Ma porca... e come facciamo ad andare a Ramstein?”.
Klaus non disse una parola, prese il suo giubbotto e tirò un pugnò contro il finestrino di un furgoncino: “Possiamo andare!” esclamò dopo averlo messo in moto, Klaus oltre ad essere un buon pilota di kart era anche un buon ladruncolo, “Prossima tappa: Parigi e poi da lì in treno fino a casa!”.
Ma durante il viaggio forti esplosioni fecero tremare il terreno in tutta Europa, i due, pochi minuti dopo, arrivati a circa sessanta chilometri da Parigi pressi di Parigi videro, nell'oscurità della notte, giganteschi aerei solcare il cielo a bassa quota.
Klaus fermò il furgoncino stupito per osservare quelle sagome che velocemente si dirigevano verso Parigi.
“Amuro... io così non ne ho mai visti e vivendo vicino ad una base militare di quelle grosse...”.
“Klaus... non me ne intendo... ma cosi così grossi... non sono umani...”.
Un brivido corse lungo la schiena dei due ragazzi, avevano pensato la stessa cosa: alieni.
“Naa...” esclamarono Amuro e Klaus all'unisono.
“Sarà qualche nuovo liner... ormai ne tirano fuori sempre di nuovi” disse Amuro.
“Sì, giusto... dei nuovi liner...” sottolineò Klaus senza troppa convinzione
Dopo neanche cinque minuti, avvicinatesi a Parigi,  videro davanti a loro un altro di questi strani aerei paracadutare dei mezzi mai visti dall'aspetto antropomorfo.: dei ciclopi meccanici.
Immediatamente Klaus fermò il camioncino vedendo quei mezzi avvicinarsi, i due scesero dal mezzo e si misero a correre a più non posso fino ad un vicino casolare.
Due di questi mezzi passarono vicino a loro, il terreno che tremava ritmicamente, quell'occhio rosso e quell'aspetto imponente terrorizzò i due.
Dopo alcuni minuti che furono passati Amuro prese la parola facendo un estremo sforzo per connettere le parole: “Ecco... Klaus... quei meccanici... quei ciclopi meccanici... sono umani vero?”.
Klaus non rispose, era completamente impietrito dal terrore, poi sentì un certo calore nelle zone basse che lo risvegliò dal terrore.
“Amuro... questo non raccontarlo a nessuno... non vorrei essere chiamato 'bambino piccolo' o cose del genere”.
“Non preoccuparti... me la stavo facendo addosso anche io”.


Episodio 02: La morte della speranza

15/16 aprile 2015

Parigi venne ridotta ad un cumulo di macerie, così come Mosca e molte capitali dell'Est europeo: il presidente americano sudò freddo vedendo quelle immagini satellitari.
A Londra invece si stavano svolgendo pesanti combattimenti a Buckingham Palace che dopo qualche minuto di combattimento esplose sotto i colpi dei ciclopi meccanici.
Intanto a Berlino i ciclopi meccanici e militari dalle uniforme sconosciute avanzando per le strade principali incontrano una flebile resistenza delle forze tedesche che si ritrovano completamente disorganizzate di fronte a quella minaccia, per le forze attaccanti è un gioco da ragazza prendere il possesso dei principali edifici governativi e annientare quelle poche sacche di resistenza.
Scena simile a Roma dove gli inutili tentativi di resistenza delle forze militari e civili vengono repressi nel sangue, i politici tentarono un'inutile Aventino nel camera dei deputati, ma infine le forze nemiche li catturano eliminandoli uno a uno senza neanche una parvenza di processo.
Frattanto in Vaticano, il Papa tenta disperatamente di portare alla ragione un certo Edwin Schiller.
“Feldmaresciallo Edwin Schiller, la prego... la supplico in nome di Dio! Non ripete gli errori che avete fatto in passato! Non ritrasformate l'Europa ed il mondo in una pozza di sangue!”, ma il feldmaresciallo, dopo aver assicurato al pontefice che non avrebbero ripetuto gli errori del passato, gli spara un colpo in testa, sorte simile tocca alle guardie svizzere.
“Il primo conto è saldato” mormora il feldmaresciallo che subito ordina di cercare l'anello del pescatore di Papa Paolo VII.
Tale anello però non viene trovato, così come non vengono trovati molti carteggi di cui Schiller aveva fatto esplicita richiesta, il Vaticano viene letteralmente messo a soqquadro dai soldati di questo misterioso gruppo.
Nelle loro mimetiche grigio-bianche i militari di questo misterioso gruppo cominciano ad assaltare diversi quartieri delle città conquistate come quello ebraico a Roma e scene particolarmente raccapriccianti si scorgono a a Londra.
“Presidente... Ramstein è sotto attacco... sembra che non riusciranno a resistere ancora per molto...” mormorò al presidente uno dei suoi aiutanti.
“Stiamo per passare in una zona di turbolenze, la preghiamo di tenersi forte” lo informò via interfono il pilota dell'Air Force One.
“Miller? Secondo lei è normale trovarsi in una situazione così drammatica da sfruttare pure le nubi per non farci individuare?” domandò il presidente.
Uno dei segretari, un afroamericano, del presidente rimase in silenzio per un attimo prima di rispondere: “In questo momento non voglio neanche immaginare le atrocità che stanno avvenendo in Europa”.
Il presidente fissò Miller, da quando, poche ore prima l'aveva informato di tutto, era diventato un altro: non era più il buon Miller sempre pronto ad annuire che conosceva.
Ramstein era stata attaccata e l'esercito americano cercò ovviamente di contrastare il misterioso nemico, ma senza successo.
Nessuno aveva la più pallida idea di come affrontare quei giganti metallici ed i tentativi di un battaglione di MBT di affrontare in campo aperto il nemico si risolsero in un inutile tiro al piccione per i nemici.
La situazione era complicata dal fatto che dalla comparsa del misterioso nemico tutte le comunicazioni radio ed i sistemi radar sembrano non funzionare più in modo efficace.
La resistenza della base si fece sempre più disperata quando il comandante Paolo ordinò al suo ufficiale di collegamento, il giovanissimo Noah Bright, di scappare insieme agli altri più giovani ufficiali della base. Prima, però, gli consegnò un dossier, contenente tutte le spiegazioni inerenti quel che sta succedendo. Noah, controvoglia, è costretto a scappare proprio mentre le ultime resistenze vennero meno...
Guardando dietro di sé, il giovane Bright, vide solo alte colonne di fumo e fiamme alzarsi da quella che era stata uno dei perni dell'USAF in Europa.
Intanto Amuro e Klaus ripresero il loro viaggio a bordo di due motociclette, questa volta si erano diretti direttamente verso Ramstein, con il favore delle tenebre viaggiando a velocità semplicemente folli (ma intanto come pensò Klaus: "Oggi di polizia manco l'ombra") riuscirono a giungere alla loro meta alle prime ore del 16.




Episodio 03: Zweite Heimat  

Prime ore del 16 aprile 2015

Amuro e Klaus trovarono uno spettacolo sconvolgente lungo la strada per Ramstein... di molte città prossime ad installazioni militari francesi non restavano che rovine, le strade eran pressoché deserte, solo un paio di volte incontrarono alcune manciate di profughi a bordo di alcuni bus, ma al loro cenno di fermarsi aumentarono ancora di più l'andatura: il loro volto era terrorizzato.
In compenso le strade era affollate da relitti di auto bruciate o incidentate, enormi crateri erano presenti un po' dappertutto nella campagna francese.
La radio non funzionava e sapere quel che stava succedendo si rivelò praticamente impossibile per i due ragazzi. Con due motociclette ancora quasi funzionanti (il motore delle due moto era da più di due ore che era surriscaldato a causa delle velocità tenute) riuscirono infine ad arrivare a Ramstein e quel che videro fu desolante.
Nella solitudine della notte, sono circondati dai fuochi di rovine fumanti ovunque, e da decine, centinaia di cadaveri orribilmente mutilati...
Si stavano chiedendo chi o cosa sia stato capace di tanto, quando una luce li investe dritti sul viso. Erano Noah ed i giovani scappati insieme a lui che erano tornati indietro alla ricerca di qualche sopravvissuto non appena il nemico si ritirò per attaccare altri obiettivi.
“Amuro?” domandò il giovane ufficiale.
“Bright? Dico bene?” esclamò Amuro, “Cos'è...”.
Bright scuote la testa sconsolato: come può spiegare quel che è successo? L'orrore che ha visto è stato indescrivibile.
“Dobbiamo andare via da qui prima che arrivino le loro truppe per il controllo del territorio... se sono come i nonni...” mormorò uno degli altri ufficiali scappati via con Bright, attorno a loro non c'era manco l'ombra di un sopravvissuto.
“La famiglia Bowmann... sapete mica...” farfugliò Amuro dopo un po' che camminavano.
“Bowmann... sì, li ho presenti... erano stati inviati ai rifugi anti atomici... ora saranno prigionieri”.
Questa notizia fu una mazzata per Amuro.
“Ma da chì...”.
Bright si fermò un attimo, Amuro si accorse che nelle sue mani stringeva qualcosa.  
La risposta di Noah fu eloquente: preso da un impeto di rabbia getta a terra il pezzo di stoffa che teneva nelle mani, “è una parte di una divisa di un fante caduto nell'assalto” aggiunge Bright mormorando. E ciò che Amuro e Klaus vedono è da togliere il fiato.
Quel frammento di divisa presenta un colore inconfondibile: il grigio delle divise della WWII della Whermacht, ma soprattutto campeggia uno stemma inconfondibile: un'aquila stilizzata dalle ali ben distese, aggrappato al nefasto stemma della croce uncinata...
Allontanandosi dalla base e ritirandosi verso un deposito segreto in un valloncino vicino (che dalle parole di Bright si scopre essere stato creato per una eventualità simile e come quel deposito ce ne sono migliaia dispersi in tutta Europa), Noah fornisce una spiegazione che ha dell'incredibile.
Nel 1939, temendo che la Germania non sarebbe stata in grado di vincere la Guerra, Himmler e Göring convinsero Hitler a sovvenzionare un piano all'apparenza folle (e qui passano le immagini animate con effetto 'invecchiato' dei tre che hanno un'accesa discussione che non ci viene fatta sentire, sovrastate infatti dalla spiegazione di Bright): creare una cellula del Reich che potesse sopravvivere alla guerra stessa, e vendicarne l'eventuale sconfitta.
In gran segreto, venne quindi predisposto il programma Zweite Heimat (seconda patria), grazie al quale migliaia di soggetti specificamente selezionati dalle SS vennero trasferiti in una base segreta sotto i ghiacci dell'Antartide... lì, venne approntata una base missilistica che, durante tutta la guerra e negli anni successivi, iniziò un programma di colonizzazione dello spazio - anticipando di oltre un ventennio americani e russi.
Quando gli americani ed i russi arrivarono a loro volta, grandi isole spaziali galleggiavano già oltre l'orbita lunare, popolate dai discendenti degli uomini selezionati dalle SS nel progetto originario, in parte, ma soprattutto da decine di milioni fra loro figli, fiancheggiatori nazisti contattati e trasferiti negli anni immediatamente dopo la guerra nell'ambito del progetto ODESSA, soprattutto soggetti frutto del lavoro di selezione genetica e riproduzione tramite procreazione forzato o tramite utero artificiale del dott. Mengele. Lui e Martin Bormann, infatti, non erano affatto spariti erano fuggiti nella Zweite Heimat per coordinarne la crescita..
Amuro è incredulo, ma per togliergli ogni dubbio, Bright gli mostra una fotografia proveniente dal dossier di Paolo... una foto terrificante. La celebre immagine dell'Apollo, in cui gli astronauti conficcano la bandiera USA sulla Luna... e dietro di essa, un'altra bandiera, quella bianca rossa e nera del Reich. Ai piedi della quale, un messaggio molto esplicito... "Herzlich Willkommen Amerikaner, auf dem deutschen Mond", "Benvenuti, Americani sulla Luna Tedesca".

Decimomannu, stessa ora

A Decimomannu un militare esce dal rifugio anti atomico in cui si trovava e si mette a pregare a più non posso: l'aeroporto militare è miracolosamente salvo, il 'colpo' nemico ha fallito l'obiettivo andando a colpire alcune posizioni molto più a nord.
Solo una fitta nebbia sembra avvolgere la base, ma non è nebbia: è la polvere alzata dallo schianto del meteorite.
I sopravvissuti si resero però presto conto di non riuscirsi a mettersi in contatto con nessun'altra unità militare fuori dalla Sardegna. Un giovane e affermato pilota: Roy Jung, propose di effettuare una ricognizione armata su Roma e su La Spezia (uno dei due più importanti porti militari della Marina Italiana).
Si andò alle votazioni e vinsero i sì, alla mattina sarebbero partiti per la ricognizione: per qualche strano motivo il GPS non funzionava ed il radar era disturbato (quest'ultimo viene usato dai caccia per compiere i voli a bassa quota altrimenti difficili alle velocità del Tornado o del Typhoon), per il comandante del 4° Stormo Caccia dell'A.M.I., Francesco Grigoli, che si mette a capo dell'operazione, non è il caso di rischiare le macchine così inutilmente, almeno con il favore del giorno potranno volare bassi con minori difficoltà.

Episodio 04: DEFCON 1

Alba del 16 aprile 2015

L'Air Force One volava nel cielo scortato da ben 16 F-22 e da due AWACS.
“Una scorta imponente” come commentò uno dei piloti del Boeing in volo verso la base centrale di quello che una volta era il NORAD.
La situazione era critica: la maggior parte delle forze in Europa per quel che si riusciva ad apprendere dai satelliti militari ancora in funzione (che cominciarono ad essere disattivati uno a uno, “Ne abbiamo perso un altro!” urlò uno degli addetti alla raccolta di informazioni) le forze in Europa non hanno più possibilità di resistenza organizzata su vasta scala, solo singole unità difendono accanitamente le loro posizioni.
“Solo ad Amburgo e Trondheim possiamo tentare di organizzare un imbarco in forze, ma niente di più” disse un generale indicando al presidente una grossa carta geografica.
Dalla Cina e dall'India, inoltre, non giungeva nessuna risposta e le notizie dai satelliti non erano confortanti: gigantesche nubi di polveri si erano alzate presso le principali città nel continente asiatico.
Una nota positiva veniva dal Giappone che sembrava non aver subito attacchi, mentre l'Australia, l'Indonesia e la Nuova Zelanda avevano subito alcuni attacchi alle installazioni principali, inoltre stranamente le basi USA nel Pacifico e nell'Oceano Indiano non subirono alcun attacco.
Come fece notare un generale c'erano alte possibilità che tali basi fossero le prossime sulla lista della spessa.
“Presidente, i russi sono appena riusciti a mettersi in contatto con noi su una linea vocale criptata!” esclamò entrando di corsa uno degli addetti al servizio di comunicazioni dell'Air Force One.
“Me lo passi!”.
“Purtroppo è su un canale dove abbiamo solo potuto ricevere la sua voce”.
Il presidente alzò una cornetta vicino alla sua poltrona: un lungo discorso in russo si sentì nella cornetta.
“Traduca!” ordinò il presidente ad uno dei suoi aiutanti.
“Hanno distrutto Mosca! Hanno distrutto le nostre basi! Ma le nostre forze sono ancora integre, sparpagliate sul territorio, ma integre... in questo momento le nostre forze da bombardamento strategico sono in volo verso le teste di ponte nemiche... se mi sentite dobbiamo sfruttare questa opportunità... purtroppo non abbiamo scelta... se non vogliamo essere annientati dobbiamo annientarli prima che sia troppo tardi...”.
In quel momento cadde la linea, per fortuna c'era qualche buona notizia: le forze della Federazione Russa si erano sparpagliate sul territorio per cercare di sfuggire all'attacco nemico (tra l'altro le forze della Federazione Russa erano entrate in stato di preallarme con un giorno e mezzo d'anticipo rispetto alla NATO, avendo minori problemi di politica interna, va anche detto che se gli osservatori astronomici confermarono solo il 14 aprile ciò che stava succedendo, diversi satelliti spia avevano inviato informazioni già il 12, come viene rivelato da un breve, ma accesa discussione tra un generale dell'USAF e uno della US Navy), comunque del presidente della Federazione Russa non si ebbero più notizie dopo quella specie di messaggio.
Nonostante il segretario di Stato Sean Miller (un afroamericano) si dichiari assolutamente contrario, viene deciso un attacco con armi nucleari contro le principali teste di ponte nemiche per sfruttare anche l'attacco russo.
Il presidente infatti alza lo stato di allarme a DEFCON 1.
L'attacco viene condotto contemporaneamente con tutte le forze a disposizione degli USA: ICBM dai silos terrestri e dai sottomarini, nonché da B-2 che si erano messi in volo con tali testate secondo un ordine (ai limiti della costituzione) del capo di stato maggiore dell'aeronautica che aveva pensato bene di prepararsi con un po' di anticipo agli ordini del presidente.
Inoltre un satellite, prima di essere disattivato, segnala che i bombardieri russi stavano già sorvolando il Mar Nero.
“Per fortuna gli hanno distrutto i silos ed i sottomarini probabilmente saranno fermi per manutenzione, se no tanto valeva accogliere a braccia aperte gli invasori piuttosto che essere certi di avere un tumore o di morire per le radiazioni” commentò causticamente Miller che in cuor suo sperava che i bombardieri russi fossero stati tutti distrutti al suolo.
Intanto il presidente attende con fredda rassegnazione l'apocalisse da lui stesso scatenata quando con sua incredula sorpresa (non sa se rallegrarsene o preoccuparsene), non accade proprio nulla.
Le testate raggiunsero gli obiettivi, ma non esplosero.
Venne immediatamente ordinato un secondo attacco che sortisce lo stesso identico effetto.
Proprio in quel momento, il presidente ricevette una comunicazione radio dai nazisti.
È Gihren Zabi, che ringraziò gli USA della loro collaborazione...
In pochi secondi, tutte le unità nucleari americane vennero annientate dal contrattacco nazista: gli aerei vennero abbattuti, i sottomarini, al largo delle coste europee, affondati ed una pioggia di piccoli meteoriti cadde sui silos nucleari americani.
Come spiega Gihren, la tecnologia nucleare nazista ha reso disponibile un simpatico strumento, lo SKeSTAL (sigla che, in tedesco, significa semplicemente "dispositivo di annullamento della reazione nucleare").
Nel loro campo d'azione, qualsiasi reazione di fissione nucleare è resa estremamente difficile, disinnescando praticamente le testate americane (che se funzionanti a fusione, han pure bisogno dell'innesco di fissione). Li hanno, per così dire, lasciati fare per obbligarli a scoprirli... e distruggere in un colpo solo tutti i sottomarini nucleari ed i bombardieri intercontinentali... oltre che  per poter prendere meglio la mira sui silos nemici (balzava agli occhi, anche degli analisti sull'Air Force One, che i primi attacchi tramite meteoriti furono imprecisi e condotto con meteoriti di grosse dimensioni, al contrario di quelli lanciati contro i silos americani).
“Hanno intenzione di catturare le risorse industriali e militari americane il più possibile integre... credo che questo sia palese” commentò un analista.
“Crede che lanceranno un attacco diretto?” domandò Miller.
“Bisogna vedere se hanno ancora forze a sufficienza, in questo momento dispongo di troppe poche informazioni, mi scusi...”.
“Di niente... intanto peggio di così... ” mormorò Miller.


Ep 05: O si vince o si muore

16 aprile 2015
L'azione si sposta nuovamente su Amuro ed i suoi compari: nel rifugio indicato da Paolo, finalmente riescono ad entrare in contatto con il comando centrale americano tramite un sistema di comunicazioni risalente alla guerra fredda e che essendo su filo sono schermate rispetto alle radiazioni Minovsky.

L'ordine è di raggiungere, con qualsiasi mezzo disponibile, il porto di Amburgo, ancora non occupato, e di imbarcarsi sulle navi che, sotto la (scarsa, commento dell'autore) copertura aerea alleata stanno cercando di salvare il salvabile.

Noah, non avendo altra scelta, decide di obbedire all'ordine, portando con sé anche Amuro e Kay: il primo vorrebbe ritrovare Fraw, ma Noah è intransigente: o li segue, o lui gli spara... non può correre il rischio che i due vengano catturati dalle truppe del 4° Reich con conseguente rivelazione che Bright e altri stessero tentando di raggiungere Amburgo.

All'interno del piccolo deposito c'è anche una vecchia jeep, fortunatamente senza insegne, diversi viveri a lunghissima conservazione ed alcune armi, il gruppo prende tutto quello che può e poi si mette in marcia, la marcia viene però complicata dalle frequenti pattuglie Nazi.

Ormai si è fatto giorno ed un grosso stormo aereo che da Decimomannu si dirige verso Roma (viene abortita la sortita verso La Spezia a seguito dell'arrivo di un aereo francese dalla Corsica che comunica la distruzione della base e che le poche navi superstiti si stanno dirigendo verso Marsiglia).
E qui si assiste ad uno spettacolare, quanto impari, combattimento aereo.
Inizialmente le unità in ricognizione individuano quelli che per la NATO sono mobile suit ed alcuni AMX si lanciano all'attacco subendo però alcune perdite (ma riuscendo a distruggere o a danneggiare alcuni di quei mezzi).

All'improvviso però i disturbi aumentano ed un Tornado si vede passare davanti a se un enorme caccia dalle linee inusuali: è un Himmelritter nazista (ovviamente i piloti dei Tornado non sono a conoscenza di questo nome), questo caccia attacca un altro Tornado con le mitragliatrici abbattendolo; per la formazione dei cinque Tornado rimasti sembra la fine (compaiono altri tre Himmelritter), ma arrivano i Typhoon capitanati dal Grigoli e da Jung si buttano sui caccia nazisti, nonostante la superiorità numerica dei Typhoon il combattimento si rileva tutto a favore degli Himmelritter a causa della suite di disturbo elettronico di cui dispongono, nonostante ciò Jung riesce a danneggiare lievemente uno dei caccia attaccanti e Grigoli riesce a colpire il motore di un'altro caccia facendolo precipitare in fiamme.

I caccia nazisti si ritirano e così è anche per la formazione aerea multinazionale.

sera del 16 aprile del 2015
La scena si sposta ancora: non si capisce bene dove ci si trova, sembra una base israeliana di tank corazzati, un anonimo generale (che poi si imparerà a conoscere come Revil) riceve un plico e si mette a leggerlo, i suoi soldati sono attorno a lui in attesa di avere informazioni su quel che sta succedendo.
La situazione è strana: i sistemi radio funzionano male e non si riesce a ricevere uno straccio di informazione sensata dalla TV (almeno quei pochi che si prendono).
Revil osservò preoccupato la Luna (gesto di cui i suoi soldati non capirono il perché) rimettendosi subito dopo a leggere il plico, ogni riga che andava avanti a leggere il suo volto sbiancava.
“Ragazzi, siamo nella merda. Qui o si vince o noi possiamo già prenotare il nostro posto in paradiso o giù di li”.
“E che sarà mai? Gli iraniani ci attaccano?” gli domanda un soldato.
“No”.
“I siriani supportati dall'Iran?”.
“Neanche...”
“Tutte le nazioni arabe?”.
“No”.
“E allora chi? I nazisti?” esclama il soldato ridendo, ma la risposta di Revil lo fredda in un attimo.
“Si”.

Su questo veloce scambio di battute si conclude questo episodio che da un lato è di transizione (al contrario degli altri non ci sono eventi da 'crepapelle'), dall'altro ci introduce un personaggio che dopo diverrà fondamentale: Revil, ma soprattutto all'episodio cinque il Gundam non è ancora comparso (solo alcuni disegni di arti meccanici presumibilmente attribuibili ad esso nell'episodio 00 durante l'incontro della ricercatrice americana con Kozumi).


Titolo: Ultimate Century, Ashes of the War: gli episodi.
Post di: pan - 22 Dicembre 2007, 19:59:07
Ep 06: Lo spirito di Dunquerque

25 aprile 2015

Amuro, Bright ed il piccolo gruppo di scampati stanno risalendo il Reno già da diversi giorni a piedi per non farsi individuare per giungere ad Amburgo assediata dal Reich. La città non viene bombardata (i tedeschi sono piuttosto timorosi di affrontare un combattimento urbano contro truppe ben piazzate e organizzate), ma niente riesce ad uscirne e niente ad entrare...
Bright allora decide di tentare il tutto per tutto.
Aggrediscono e catturano un paio di soldati del Reich che stavano compiendo un'ispezione ad alcuni chilometri dal fronte (sembra che stessero visitando il posto dov'era nato il trisnonno di uno dei due come si evince da un breve interrogatorio). Amuro e Klaus, che parlano tedesco senza accento, si sostituiscono ai due (Klaus fa molto intelligentemente notare che i due hanno uno strano accento e che il massimo che possono fare per non farsi scoprire è parlare per l'appunto senza accento, anche Bright parla un po' di tedesco, ma con forte accento texano), e caricano sulla jeep catturata Noah e compari spacciandoli per prigionieri.
Riescono ad avvicinarsi alla linea del fronte, quando vengono intercettati sull'ultimo posto di blocco (il terzo in totale).
La storia stavolta di per se regge, ma si trovano di fronte un ufficiale di pasta non proprio buona... Amuro e Klaus vengono duramente apostrofati dall'ufficiale del posto di blocco (che si lamenta che i prigionieri andrebbero fatti fuori subito e che al comando centrale sono diventati dei mollaccioni), che subito estrae la sua pistola d'ordinanza e fredda due dei finti prigionieri sotto gli occhi di Noah, impietrito.
Prima che anche Noah faccia la stessa fine, Klaus schiaccia a tavoletta e cogliendo l'istante di impreparazione dei nazi, riesce ad attraversare le linee e raggiungere l'altro lato del fronte... anche da lì stanno per sparargli addosso, quando una mano ferma l'azione delle sentinelle... è nientemeno che Tem Rey, il quale col binocolo ha fortunatamente riconosciuto il figlio al fianco di Klaus.

Nuovo distacco. Siamo in America, dove il presidente deve rendere conto al congresso del mezzo disastro... viene proclamato lo stato di guerra con la mobilitazione generale. Facciamo conoscenza con un gruppo di liceali dell'ultimo anno, Scott Thomas, Axel Sheepard, Roy Lomax, Mirai Shima e Nina Purpleton che - pur essendo risparmiati dalle leggi speciali a causa dell'età, decidono di arruolarsi volontari.
All'arruolamento, dopo la compilazione di un questionario attitudinale apparentemente piuttosto semplice, Mirai e Scott sono curiosamente allontanati dagli altri. Vengono fatti salire su una macchina che si dirige verso il Canada, in Alberta...

Si ha ancora una breve scena in cui si vede il Gauleiter Mahkuwe assegnare il comando a Delaz per rimpiazzare il suo inetto predecessore nella carica di comandante delle forze che assediano Amburgo, durante questo breve colloquio si viene a sapere che proprio pochi giorni prima il Reich ha cominciato le operazioni in Medio-Oriente.
Sulle note della ending si assiste quindi a Klaus, Amuro e Bright che vengono fatti imbarcare su un sottomarino diesel norvegese (l'Archangel) che salpa da Amburgo in direzione di Trondeheim.


Episodio dove la tensione regna sovrana, nel cielo è un susseguirsi di caccia nazisti mentre man mano che ci si avvicina alle linee del fronte si notano le artiglierie di corpo d'armata nazista, poi i corpi d'assalto ed infine i panzer ed i SP con i piloti fuori dagli abitacoli in attesa di ordini, come se non bastasse Amuro e compari passano per ben tre posti di blocco, nel primo vengono a malapena guardati, nel secondo un ufficiale li ferma e dopo averli squadrati li chiede cosa devono fare, ma poi li lascia andare, infine nel terzo avviene quel che è stato raccontato prima, un episodio quindi dove si ha un crescendo di tensione che culmina con i soldati NATO che stanno per sparare ai protagonisti.

Ep 07: Il pianto dei rapaci

25 aprile 2015

In questo episodio si assiste alla battaglia della Mecca, per descrizione dettagliata dell'episodio vedere http://www.gundamuniverse.it/forum/viewtopic.php?t=880 , si faccia solo presente che l'episodio incomincia con l'uso del gas nervino da parte di Garma e che non si assiste all'azione di Gato (ma si assiste alla sua discussione con Deikun, che compare per la prima volta). Inoltre non si assiste neanche in che modo Revil ha preso il comando (da questo episodio sembrerà infatti che Revil avesse già il comando e solo in futuro si scoprirà che non è così).

Ep 08: The Hayate

27 aprile 2015

l’evacuazione del medio oriente sta procedendo a piena velocità. Imbarcato sulla Queen Elizabeth II, adattata alla bene e meglio per evacuare quanti più soldati possibili, Sleggar sta meditando sul disastro dell’ultima campagna, convinto che non si riuscirà a combattere ad armi pare con i Nazi fin quando l’esercito non si sarà dotato di armi adeguate a contrastare i “ciclopi”, ovvero di propri mobile suit (come questi sono ormai chiamati).
La nave da trasporto sta tentando di abbandonare il Golfo persico, ma viene attaccata da un SP sottomarino (un SP-04 modificato), i sopravvissuti sono pochissimi, tra questi ce ne è uno con la divisa da pilota dei Marines: è Sleggar che osserva con malcelata rabbia l'SP allontanarsi.
L'SP pilotato da Johan “Johnny” Ridden osserva la nave affondare con il suo monocolo: “Mi dispiace, prendetevela con Ghiren” mormora il pilota con un sorrisetto beffardo, se già nell'episodio prima si era capito che Ghiren era in contrasto con la sorella ora se ne comincia ad avere la conferma.

La scena stacca siamo sempre sul mare, ma quello del Nord, l'Archangel infatti giunge ad una circondata Trondeheim.
Amuro e Klaus in quanto americani vengono fatti imbarcare sul nuovissimo sottomarino nucleare d'attacco New York in grado di sfondare la calotta  polare.
Capacità che si rivela critica visto che, pochi giorni dopo, il New York viene incaricato di riunirsi al sommergibile d’attacco russo Akula III “Aleksandr Nevskiy” (http://en.wikipedia.org/wiki/Alexander_Nevski ) e quindi scortare quattro sottomarini lanciamissili fortunosamente scampati al disastro (due russi, e due britannici) fino a San Diego. Amuro saluta freddamente suo padre, pur sapendo che potrebbe non rivederlo mai più. Infatti anche Trondeheim è circondato dalle forze del Reich.

Ma la scena stacca ancora... siamo in Giappone... o meglio su un F-22J (ipotetico F-22 con caratteristiche meno spinte in confronto a quelli prodotti per l'USAF, inoltre le informazioni del cockpit ci informano che è il 29 aprile) della forza aerea giapponese.
Il tenente Shiro Amada e la sua squadriglia vengono incaricati di compiere un volo di ricognizione sulla costa continentale del mar Cinese, alla ricerca di eventuali superstiti (diverse navi e mezzi aerei continuavano a giungere dalla Cina nelle condizioni tecniche e di carico più impensabili), e soprattutto per escludere attività nazista in tale zona.
Durante il volo, i sistemi di navigazione degli F22 della squadriglia vanno improvvisamente in panne, infatti assaliti da una squadriglia di caccia BF2002 “Himmelritter” (Cavaliere del Cielo), due compagni di Shiro sono abbattuti con ridicola facilità, ma Shiro riesce a ribaltare la situazione decidendo di ingaggiare i caccia nemici nel combattimento chiuso con i cannoni, l'agilità del F-22 è estremamente superiore ai BF-2002 (così come c'aveva già dimostrato Jung con i Typhoon) obbligando i nazi superstiti alla fuga immediata.
Al suo ritorno, viene accolto come un eroe dai suoi superiori e dai militari americani… e non solo: il suo comandante superiore (il generale Tono) lo trasferisce immediatamente ad un progetto segreto, dal quale dipenderà tutta la sorte della guerra: il progetto V.

Episodio di transizione, ma caratterizzato da:
Uno sguardo di sfida (Sleggar vs Ridden) che la dice lunga sugli sviluppi futuri tra due personaggi.
Un freddo momento di addio, infatti, sia Amuro che suo padre non volendo ammettere ognuno le sue colpe (riguardo al loro travagliato rapporto padre-figlio e sul fatto che Tem abbaia divorziato dalla madre di Amuro) finiscono per avere un piccolo litigio una volta sbarcati a Trondeheim, Amuro saluterà freddamente suo padre, ma appena il New York comincerà ad immergersi si rende conto dell'immane e bambinesca stupidata che ha commesso e per questo non si darà pace.
Un adrenalinico e realistico combattimento aereo tra gli F-22J ed i BF-2002.

EP 09: Questione politiche

30 aprile 2015

Johnny Ridden, intanto, mastica amaro: come segnala al proprio diretto superiore, comandante della flotta Mad Angler, Karl Ekhart, la Kriegsmarine esiste solo sulla carta. Nel Golfo Persico, hanno potuto intervenire solo per la particolare natura della regione – ma i MS non possono affrontare le ampie distese del mare aperto, o dell’Oceano, senza un adeguato supporto. E, fin quando la flotta americana ed alleata non saranno annientate, la sicurezza della vittoria non sarà che un’illusione. Ekhart non accoglie bene le proteste del proprio sottoposto, e lo trasferisce immediatamente ad Hong Kong, unico pezzo di suolo cinese scampato alle devastazioni delle prime ore di guerra, e testa di ponte per l'oramai imminente attacco al Giappone.
Inoltre da una radio accesa si viene a sapere che Delaz è riuscito a conquistare Amburgo e che gli SP grazie all'uso di armi termiche hanno annientato le forze corazzate americane e saudite rimaste presso Medina.

21 giugno 2015

Finalmente, Gihren fa la sua comparsa nella città che dovrà diventare la capitale del Reich: Berlino, la cui arteria più importante, Kurfursterdamm, è avvolta da due ali di folla per salutare l’arrivo del settimo Führer del Reich. I Media, già piegati al nuovo padrone, non mostrano ovviamente i soldati ed i MS schierati a consigliare l’adeguato entusiasmo ad un popolo che, potendo, reagirebbe in modo ben diverso… Mahkuwe gongola, convinto di aver svolto un ottimo servizio… eppure uno dei fiori sventolati dalla folla cade sulla macchina scoperta del nuovo Führer. È una rosa bianca – il simbolo dell’opposizione ai Nazi durante l’ultima guerra. Questo manda Gihren su tutte le furie, ma proprio la presenza della televisione gli impedisce di reagire come vorrebbe.

Cecilia, che ha già capito, se non è felice per lo meno si frega le mani: la figuraccia spingerà il Führer ad autorizzare la guerra contro il Giappone per distogliere l'opinione pubblica, operazione da lei progettata, e che vorrebbe assegnare ai suoi due protetti, Gato e Deikun. Dozul non parla, ma è furioso.

Dozul però non è infuriato con la sorella, ma contro Garma, la cui stupidità sta determinando un disastro dopo l’altro. Infatti dire che il Medio-Oriente è in fiamme è usare un eufemismo.
Le sue azioni in Arabia hanno scatenato l’insorgenza di una guerriglia selvaggia, rimpolpata persino da soldati americani, britannici ed israeliani, concentratasi negli altipiani dell’Iran e dell’Afghanistan.
Ad ogni insuccesso, Garma reagisce con un massacro di civili innocenti, le cui conseguenze sono abbastanza ovvie… Il giovane ha il terrore che il fratello Dozul possa destituirlo, ma Gihren (che considera Garma un suo prediletto) ha ben altro per la testa.

Ep 10: Quando tutto ebbe inizio

23 giugno 2015

Mirai e Scott, hanno completato la prima fase del proprio addestramento, e sono ammessi nella parte più segreta e protetta della base canadese.

Lì scoprono che il governo americano sapesse e temesse l’aggressione del Reich almeno dal 1947: la scoperta del piano risale ad allora, quando ciò che tutti avevano preso per un ufo – e che invece era un’astronave nazista, era caduta nei pressi di Roswell, in New mexico. Quell’unità impiegava un reattore di tipo Minovsky (così pare che si chiami l'inventore di quel tipo di reattore), piuttosto primitivo ma efficace, però allo stesso tempo tanto complesso da occupare gli ingegneri aerospaziali occidentali per quasi sessant’anni. Finalmente, dopo tanto tempo, il reattore è stato replicato e modernizzato, ed intorno ad esso è stata progettata una nuova classe di unità da combattimento, corazzate da guerra volanti per il combattimento anche nello spazio di cui sono praticamente pronte le prime tre unità: la Pegasus, la Albion e la White Base.
Scott e Mirai sono candidati a diventare i primi ufficiali di rotta di queste nuove unità.

Nelle stesse ore, ha luogo una riunione dell’ONU, cui partecipano tutti i capi di stato scampati al primo mese di guerra. Dopo una prima fase abbastanza burrascosa, Sean Miller prende la parola (nonostante President preferirebbe che se ne restasse zitto) e denuncia le colpe delle Nazioni Unite il cui sonnecchiare ha permesso al cancro antico risorgere a nuova vita. Di fronte alla minaccia, vi è necessità di formare un fronte comune di tutti i popoli liberi del mondo: soltanto così potranno opporsi al mostro e schiacciarlo, una volta per sempre.
Il presidente russo arrivato negli USA i primi giorni di maggio a bordo di un bombardiere intercontinentale Blackjack (come scopriamo da uno dei giornali impugnati da uno dei delegati minori) propone che tutti i popoli liberi si uniscano in una federazione, il cui scopo, però non è soltanto sconfiggere il presente nemico, ma fornire un'alternativa in cui sia l'uomo al centro del mondo, una guida per l'umanità anche quando la minaccia sia stata dissolta: la mozione è approvata all’unanimità, e Miller, essendo a capo dell'unico paese ancora in grado di lanciare attacchi su larga scala (si, il presidente USA, infatti, si dimette poco prima del discorso del presidente russo capendo che in ogni caso sarebbe costretto alle dimissioni), per motivi scaramantici, gli USA hanno già vinto una guerra contro i nazisti e soprattutto perché l'idea iniziale è stata di Miller stesso, è più o meno costretto ad essere il primo presidente della neonata Federazione Terrestre.
Il suo primo atto è proclamare Revil comandante in capo delle forze armate.
E Revil, a sua volta, risponde alla nomina ordinando l’immediata mobilitazione delle tre corazzate classe Pegasus appena completate.

Il loro scopo: recarsi in Giappone e lì recuperare le diciotto unità di RX-78b appena ultimate.
Il Giappone, infatti, è il prossimo sulla lista della spesa del Reich, ed il progetto V non può cadere nelle mani del nemico.

11 luglio 2015

Al largo del Giappone, il Gustav (Gaw per le forze alleate) di Gato e Deikun incrocia la rotta della squadra dei sommergibili di cui fa parte Amuro, la cui posizione è inavvertitamente svelata da una boa di comunicazione. Un incontro fortuito, che Deikun decide di sfruttare immediatamente, infatti la preda è ghiotta: 4 sottomarini nucleari lanciamissili e due di attacco di cui uno nuovissimo e pericolosissimo. Fa planare la Gaw sulla superficie del mare, ed interviene con il suo SP-04 blocco K (con, per l'occasione, degli idrogetti opzionali aggiuntivi) per provvedere personalmente all’affondamento del nemico. Dopo una battaglia furiosa, i quattro sottomarini lanciamissili sono fatti esplodere uno dopo l’altro, troppo lenti e goffi, mentre i due sommergibili d’attacco riescono a scampare all’attacco solo grazie all’abilità dei rispettivi comandanti.

I due sommergibili, danneggiati, devono convergere verso la base militare di Okinawa, dove poche ore dopo, atterrano anche le tre classe Pegasus fra lo sbalordimento generale.

Episodio più lungo di un cinque-dieci minuti in più.


Titolo: Ultimate Century, Ashes of the War: gli episodi.
Post di: pan - 05 Gennaio 2008, 20:36:24
Per ora posto solo i titoli, consideratelo un piccolo assaggio, man mano aggiungerò anche le descrizioni degli episodi. (i titoli sono provvisori, potrebbero cambiare)

EP 11: L'incubo rosso

EP 12: I demoni grigi

EP 13: Le ceneri del dragone (con parte dove si assiste ad uno spettacolare attacco di Jung e compagni ad un ponte sul canale di Suez)

EP 14: Inseguimento senza tregua

EP 15: Morte sull'Himalaya

EP 16: Strada negata (via di fuga: Oceano Indiano, attacco nemico, ritirata nell'entroterra)

EP 17: Sopravvivenza

EP 18: Operazione Red Sky

EP 19: La trappola di Rahl/All'ombra dei due fiumi

EP 20: Rifornimenti (1a parte attacco presso Assuan e rifornimenti di Matilda)

EP 21:  Estremo sacrificio

EP 22:  Die Schwartze Sterne

EP 23: Battaglia sull'altipiano

EP 24: La scomparsa di un grande pilota

EP 25: Questo è solo l'inizio! (febbraio 2016)


Titolo: Ultimate Century, Ashes of the War: gli episodi.
Post di: pan - 12 Gennaio 2008, 18:49:16
EP 11: L'incubo rosso

12 luglio 2015 mattina presto

Sulle corazzate incomincia immediatamente il trasbordo degli RX-78b sulle classe Pegasus. Purtroppo, come spiega il capo progetto, il prof. Kozumi, i mobile suit sono al momento completamente inutili. Il loro sistema di controllo manuale è infatti troppo complesso per qualsiasi pilota… ("Per usarli, bisognerebbe essere un Ashi-Naga Te-Naga..." un demone giapponese con braccia e gambe lunghissime e velocissime, "e possedere due cervelli e quattro occhi, ciascuno fisso su un particolare diverso..."): l’unico modo di utilizzarli, sarebbe introdurre nel corpo del pilota delle particolari nanomacchine, progettate per realizzare all’interno della neocorteccia umana, una specie di interfaccia diretta con il computer da combattimento, consentendo di bypassare i troppo complicati controlli manuali.

Purtroppo, le nanomacchine possono provocare violentissime reazioni di rigetto, e quindi non sono realmente utilizzabili senza rischiare la vita dei piloti: negli esperimenti sull'animale, l'unica variabile è stata la morte immediata delle povere scimmiette sacrificate dalla scienza...

Sta ancora spiegando questi dettagli al comandante Wakkein della Pegasus, comandante della squadriglia, quando inizia l’attacco del Reich. Il trasbordo delle unità è ancora incompleto, e le corazzate rischiano di essere distrutte a terra, solo la Albion del generale Synapse riesce a decollare e, sfruttando le caratteristiche della costa, ad impegnare uno dei tre Gustav attaccanti in un vero e proprio duello aereo tra aeronavi.

Amuro e Kai si trovano nel laboratorio centrale, insieme al prof. Kozumi e – soprattutto, a tre unità di RX-78b. Sono raggiunti da Shiro Amada, che chiede immediatamente al professore di consegnargli un campione di nanomacchine. Wakkein è contrario, ma Shiro se le inietta sotto gli occhi dei suoi superiori. Amuro, nello stupore generale, fa lo stesso – e Kai, non volendo essere da meno, assume la terza ed ultima dose al momento disponibile. I tre, dopo essere collassati a terra per un attimo (ed avere avuto allucinazioni in stile '2001 Odissea nello Spazio'), si riprendono e balzano a bordo degli RX-78b ancora un po' confusi, ma più o meno sani.

Intervento provvidenziale, visto che la loro azione getta nel panico le unità del Reich, che non si aspettavano un avversario del genere. Soprattutto, nello stupore generale, l’RX-78b si dimostra nettamente superiore ai MS nemici, che sono schiantati uno dopo l’altro.
Deikun, rimasto fino a quel momento sul Gustav a dirigere le operazioni, decide di lanciarsi con il suo SP-04K rosso scarlatto… il combattimento con gli RX-78b è durissimo.
Con gli ultimi colpi del caricatore riesce a danneggiare l'arto inferiore destro di Shiro e mentre si appresta a sostituire il caricatore del rifle automatico da 100mm viene attaccato da Klaus (ribattezzato da un ufficiale giapponese Kay, soprannome che diventerà come il secondo nome del ragazzo), ma Kaswal prontamente usa il cannone automatico (sarebbe meglio dire lancia granate speciale a razzo automatico) da 185 mm montato sul braccio destro colpendo in pieno il MS avversario pilotato da Klaus (in pratica l'RX-78b viene ridotto a rottami fumanti e Klaus si salva solo grazie alla ottima cellula di protezione studiata per il pilota)… ed infine si confronta con Amuro.
Amuro, seppur sempre in netto svantaggio e subendo diversi colpi (che tra l'altro rendono inutilizzabile il braccio destro e quindi il cannone automatico da 76 mm ad alte prestazioni non può più essere imbracciato) riesce a tenere testa alla Cometa Rossa in un duello senza esclusione di colpi, costringendo Kaswal a ricorrere all'Heat Hawk (come viene chiamata dai federali), Amuro spaventato fa impugnare la beam saber al Gundam preparandosi a parare in un qualche modo il colpo del MS nemico.

La vista di quella nuova arma (“Imposs... non possono essere così avanzati!” esclama stupito Kaswal), le avarie del SP-04K danneggiato dal lungo scontro e l'ordine di ritirata impartito da Dozul obbliga a Kaswal a ritornare sul Gustav (in particolare qui si assiste alla particolare manovra di rientro effettuata tramite un cavo che viene srotolato dall'aeronave e che aggancia il MS che con l'ausilio dei suoi reattori provvede quindi a tornare sul Gustav).

Il professor Kozumi non crede ai suoi occhi: non solo tre piloti sono sopravvissuti all’introduzione delle nanomacchine, senza mostrare reazioni di rigetto acuto – ma uno di essi è stato in grado di spremere a tal punto l’RX-78b da resistere all’asso per eccellenza delle forze nemiche.

Questo potrebbe dare alla neonata federazione un vantaggio strategico immenso: mentre i piloti del Reich devono essere addestrati fin dall'infanzia per poter controllare i complessi MS a loro disposizione, e quindi sono protetti e vezzeggiati dall'esercito, che non li manda certo al massacro, la Federazione può disporre di un numero praticamente illimitato di "carne da cannone", e senza predisporre un addestramento specifico... almeno in teoria. Infatti come farà notare Wakkein al professore se i tre Gundam avessero provveduto a lanciare un attacco coordinato all'asso nemico probabilmente l'SP-04K sarebbe rimasto distrutto o per lo meno gravemente danneggiato: “Dovremo scrivere da zero le dottrine di utilizzo di quelle macchine” conclude il generale che osserva Amuro aiutare con il suo Gundam (così lo chiama Kozumi) le operazione di imbarco.



EP 12: Combattimento aereo

13/14 luglio 2015

Grazie al tempo guadagnato, viene predisposta l’evacuazione completa della base che viene attaccata da una seconda ondata, questa volta composta solo da un Gustav e da due squadroni di Himmelritter. Gli equipaggi dei sommergibili si sparpagliano sulle tre unità, dovendo anche ripianare molte perdite negli equipaggi delle tre navi, in particolare molti ufficiali della White Base sono rimasti tutti uccisi durante i furiosi combattimenti contro i tre Gustav ed il loro gruppo di SP, mentre altre perdite si hanno da un missile che colpisce in pieno un camion che stava per salire a bordo della nave.

Bright Noah, a poca distanza (si sta imbarcando a piedi) rimane coinvolto nell'esplosione insieme al comandante Mancuso, ma questi lo protegge facendogli scudo con il proprio corpo: gesto che lo fa diventare l'unico graduato della nave, e quindi l'unico con i titoli per comandarla  anche se non ha la minima idea di come funzioni una classe Pegasus.
Decide di affidarsi a Mirai, il navigatore e di integrare nell'equipaggio chiunque, del Nevsky o del New York, abbia almeno una mezza idea di come funzionino i controlli dei sistemi di combattimento. Idea che, a conti fatti, salva tutti dal disastro.

Sulla stessa nave, si sono imbarcati anche Kai ed Amuro, mentre Shiro è salito sulla Pegasus; per la mezzanotte del 13 infine la nave decolla insieme all'Albion e alla Pegasus.


La notizia del MS federale semina il panico nel Reich: complici le resistenze incontrate in Afghanistan, i piani d’attacco sono completamente stravolti. L’attacco al Giappone è rimandato sine die: priorità assoluta diventa abbattere le tre corazzate prima che rientrino in territorio americano. L’incarico viene attribuito a Deikun, promosso a Maresciallo dopo gli ultimi successi.

Durante il volo di rientro verso Guam e da li verso la costa pacifica americana, le corazzate sono investite da una tempesta violentissima, che separa la White Base dalla Albion e dalla Pegasus. Quello che Deikun stava aspettando: fa convergere su di essa tutte le sue forze, costringendola a ripiegare verso il sud, ed impegnandola in continui attacchi aerei.

Lo stesso Bright è costernato della scelta che il nemico lo sta obbligando a fare, a poca ore di volo potrebbe raggiungere di nuovo il territorio giapponese o Guam e con qualche ora di volo in più il sicuro territorio australiano, eppure si vede costretto a tenere una rotta che lo porterà dritto dritto sulla Cina.

La White Base, nonostante l’equipaggio improvvisato (ma in realtà composto di un gran numero di espertissimi veterani della marina, e quindi ben più tosto di quanto Revil e Deikun si attendessero), resiste ben oltre le più rosee speranze, anche grazie alla perfetta chimica fra Mirai e Noah, cui mancheranno esperienza e competenza specifica, ma che si rivelano talentuosi e svegli.

Purtroppo, il reattore principale durante una durissima battaglia notturna viene danneggiato nel corso di uno degli scontri più violenti. Un perfetto disastro.

Il morale è a terra e molti come Amuro che solo poche ore prima avevano assistito o preso parte ad un combattimento sono sull'orlo di una crisi di nervi.

La WB non può più volare in alta quota, ed il reattore principale non può funzionare per più di sei ore continuative, per di più a velocità ridotta. Il volo oceanico diventa impossibile – unica soluzione, dirigersi verso il continente asiatico, e cercare di attraversarlo il più rapidamente possibile, sfruttando le vaste zone desertiche e dirigendosi verso l’Africa, minacciata dal Reich, ma ancora in mano federale.

EP 13: Le ceneri del dragone

15 luglio 2015

La White Base si stava avvicinando ad Okinawa, quando, a circa 300 chilometri dalla meta, un ulteriore attacco aereo nazista distrugge ogni speranza di ritornare in Giappone: infatti i nazi costrinsero la WB a virare verso sud, Bright, dopo un rapido scambio di messaggi radio con il comando aereo in Giappone, decise quindi di continuare la strada verso la città di Shantou che i rapporti federali davano ancora in mano a forze alleate nonostante la vicinanza ad Hong Kong.

Infatti il comando aereo informò la WB che tutta la zona di Okinawa continuava ad essere luogo di combattimenti aerei e bombardamenti e che avvicinarsi alla zona sarebbe stato estremamente pericoloso.
Anzi Bright intuisce come il comando aereo quasi non li voglia per paura che la loro presenza attirerà solo ulteriori attacchi.

Alla WB non rimane che dirigersi verso il territorio giapponese, ma presso la città si parò uno spettacolo orribile davanti all'equipaggio della nave che venne accolta con indifferenza se non freddezza.

Della città non rimaneva che un cumulo di macerie, tutti gli esseri umani in grado di imbracciare un'arma erano stati arruolati, vecchi, bambini, donne, tutti senza distinzione di età e sesso.
Dagli altoparlanti posizionati in tutti i punti chiave della città continuavano ad essere lanciati messaggi di resistenza ad oltranza e di vittoria e barricate vennero errette in ogni spazio disponibile, ma dagli sguardi di alcuni soldati appena arruolati, soldati senza neanche un'arma se non bastoni e mazze e una vecchia pistola, che erano corsi all'aeroporto sperando in un mezzo che li potesse portare via da quell'inferno,l'equipaggio della WB capì che era solo questione di tempo prima che la città cadda in mano nemica.

Diversi civili occidentali ed un paio di militi della forza aerea cinese presenti in città vennero arruolati immediatamente nell'equipaggio della WB terribilmente sotto organico, caricati alcuni rifornimenti e viveri la aeronave provvide quindi a decollare il più velocemente possibile, infatti alcuni ufficiali dell'esercito cinese fanno intendere a Bright che la città non è luogo sicuro e che la loro presenza non è gradita: non ci vuole un genio per capire che i nazisti non 'gradiscono' l'esistenza di quelle armi federali e che quindi attaccheranno.

Intanto quattro Typhoon erano appena arrivati presso un aeroporto federale in Sudan, i piloti scesero dall'aereo per bere qualcosa di fresco e riposarsi qualche minuto, giusto il tempo di far rifornimento agli aerei.
Da un Typhoon con le coccarde inglesi appena abrase scese Roy Jung.

"Allora lo facciamo saltare in aria quel cazzo di ponte?" domandò Roy al suo superiore italiano.
"Ovviamente".

Il canale di Suez ormai in mano ai nazisti, così come tutta l'Africa Settentrionale e la difficile missione consisteva nell'attaccare l'unico ponte rimasto sul canale.
Sul canale di Suez erano stati fatti esplodere tutti i ponti eccetto uno che era stato utilizzato per fare evacuare le ultime unità israeliane, purtroppo quel ponte era diventato subito oggetto del desiderio delle forze naziste che fecero di tutto per conquistarlo intatto schierando anche le forze speciali, conquistato intatto questo ponte divenne importantissimo per il trasito di rifornimenti.

I caccia egiziani tra l'altro non poterono neanche bombardarlo, infatti gli Himmelritter si rivelarono un osso troppo duro per gli F-16 (che solo mesi dopo cominceranno ad essere aggiornati per resistere alle contromisure elettroniche nemiche) che vennero presto tutti abbattuti infliggendo perdite paragonabili solo a quelle che la forza aerea egiziana aveva subito durante la guerra dei Sei Giorni.

Ecco quindi che vennero fatti distaccare quattro Typhoon, nonostante le proibitive condizioni logistiche delle basi di partenza in centro-Africa (e non che quelle in Sudan fossero messe meglio).

I quattro Typhoon decollarono dalla base avanzata dopo circa mezz'ora, volando a bassissima quota per sfuggire ai radar nemici, tutti erano equipaggiati con quattro bombe a guida laser, un carico micidiale, sarebbe bastato anche solo il carico di un caccia per far saltare il ponte.
I quattro aerei si stavano già portando in quota per effettuare il lancio dalla distanza quando improvvisamente gli allarmi di bordo si attivarono: erano stati agganciati da un radar di difesa aerea nazista e subito le batterie missilistiche nemiche a lungo raggio (che l'intelligence federale dava dispiegate presso altri siti) fecero fuoco.

Un caccia venne abbattuto.

Il team di tre caccia rimasti allora si gettò a bassa quota volando bassissimi sul deserto e giungendo fino in prossimità del canale di Suez, ma troppo a sud: avrebbero dovuto volare ancora e per di più si avvicinano un paio di Himmelritter come rivelano i disturbi che aumentava di intensità.
Uno dei gregari allora si offrì per impegnare i caccia nemici sganciando le proprie bombe: era l'unica cosa da fare se volevano distruggere quel ponte.
Solo Jung ed il suo superiore ora potevano completare la missione, per sfuggire all'AA volaronoo bassissimi, proprio NEL canale, sfrecciando in mezzo alle pallottole sparate dai sistemi d'artiglieria AA a corto raggio naziste e ai mercantili in fiamme fatti arenare sul fondo del canale dagli egiziani per bloccarlo al momento dell'abbandono.
La scena è adrenalinica, un altro Himmelritter si buttò a bassa quota nel canale nel tentativo di attaccare frontalmente i due caccia con i cannoni, ma a sua volta venne abbattuto da una precisa raffica del 27mm di Jung.
Infine i Typhoon giunsero presso il ponte, presero quota ed al momento giusto sganciarono il loro mortale carico proprio mentre un convoglio nemico lo stava attraversando.

Ai due caccia non rimase che dare tutta manetta e allontanarsi a bassa quota risalendo il Nilo per tornare in Sudan sorvolando le linee naziste presso Assuan.


Titolo: Ultimate Century, Ashes of the War: gli episodi.
Post di: pan - 18 Gennaio 2008, 19:42:16
EP 14: Inseguimento senza tregua
28 luglio 2015

La White Base abbandona il pericoloso porto in terra cinese decidendo di dirigersi verso il deserto del Gobi e da li decidere se usare l'Himalaya come scudo per raggiungere l'India e da li l'Oceano Indiano dove Bright spera di raggiungere la base di Diego Garcia che sembra essere ancora parzialemente operativa ed in grado di combattere.
È già da alcuni giorni che con molta circospezione, per evitare gli aerei nemici, la WB vola sul territorio cinese ed il suo equipaggio comincia ad essere molto demoralizzato e provato psicologicamente dai continui turni di allarme con il terrore che i caccia nemici li intercittino e piombino su di loro.
Amuro Ray e Klaus Shideen hanno una accesa discussione, i due infatti discutono animatamente sulle speranze che hanno di raggiungere le linee amiche, ma ecco arrivare che Bright che si infuria sentendo i discorsi dei due.
Il giovane ufficiale non ne vuole sapere di sentire discorsi disfattisti in quel momento e perciò rifila due forti schiaffi in faccia ai due giovani piloti che tentano una reazione, quanto mai inutile, infatti Bright, temprato da diverse scazzottate avute durante la sua carriera, appena si accorge dell'accenno di reazione provvede a rifilare un pugno in pancia a Klaus (o Kay come cominciava ad essere soprannominato) ed una gomitata sulla schiena di Amuro (che aveva tentato di tirare un pugno a Bright) mettendoli al tappeto senza tanti complimenti, specificando però che non era nulla di personale.
Mirai osserva la scena da una delle telecamere di sorveglianza interne e appena Bright ritorna sul ponte di comando lo critica per la troppa avventatezza e violenza del suo comportamento.
Bright le risponde freddamente: “Non è il Vietnam questo, non possiamo di certo permetterci il lusso di perdere. E ora ritorni alla sua postazione”.
I nervi nell'equipaggio della WB sono sempre più a fior di pelle ed un plotone di fanteria americano imbarcato a Okinawa deve improvvisarsi MP per fermare una grossa rissa che scoppia in mensa per alcune critiche alle razioni di cibo.
Bright è schifato da tale comportamento che definisce animalesco e irrazzionale, ma decide di non prendere provvedimenti disciplinari comprendendo la difficile situazione psicologica, e non solo, in cui si trovano.
Intanto da Honk Kong decolla un Gustav (o Gaw per la NATO) ed uno squadrone di Himmelritter capitanati da Gato deciso a trovare e distruggere la corazzata nemica.
Gato intuisce che la WB ha bisogno di rifornirsi di cibo e di acqua in quantità e perciò decide di dirigere il suo gruppo d'attacco verso una grande città (probabilmente Lanzhou, chiamata dai nazisti semplicemente città 73) nella Cina Centrale saldamente in mano alle forze federali e soprattutto, come informano i rapporti di intelligence, con rifornimenti e viveri in grado di far andare avanti la zona per mesi in caso di assedio.
E Gato vede giusto, infatti Bright poco prima aveva ordinato di far rotta proprio verso la città.
Il Gustav raggiunge la città di notte, immediatamente le forze federali, tutte unità dell'ex esercito cinese, tentano una difesa, tra l'altro molto organizzata e con ampio uso di missili (quelli a guida radar però si rivelano inefficienti per le interferenze generate dalle particelle Minovsky e per la loro stessa bassa qualità, ben lontana dai MIM-210 THAAD usati dalle Pegasus) e artiglierie antiaeree.
Dal Gustav vengono aviosbarcati otto Loehngrin, al cui comando c'è un mobile suit bianco pilotato personalmente da Gato, inutile è l'intervento di un battaglione corazzato federale montato su Type 98 che viene velocemente annietato e la fanteria, che pure in un combattimento urbano potrebbe rivelarsi decisiva, poco riesce a fare a causa della violenza dell'attacco aereo nemico che attacca qualsiasi centro di resistenza e mezzo in movimento nella città e nella sua periferia.
In quel momento arriva la WB che stava seguendo il Gustav con i sistemi di detenzione passiva, Bright intuendo cosa stava per succedere decide di far accelerare la WB alla massima velocità consentita dalle condizioni della nave per raggiungere la città il prima possibile e dare supporto: Gato non aspettava altro.
Altri quattro SP-04, dotati di armamento pesante (ovvero cannoni da demolizione da 185 e lanciamissilli), vengono lanciati dal Gustav presso alcune alture a sud della città per accogliere la WB in avvicinamento.
La formazione degli Himmelritter abbandona le missioni di attacco al suolo dirigendosi verso la WB, ma quest'ultima accoglie I caccia con un forte sbarramento antiaereo decimando la formazione che attacca in modo invero piuttosto incauto.
Gato in ogni caso assapora già la preda, presto la WB sarà a tiro dei SP dotati di armamento pesante da un lato e del resto della sua formazione di SP dall'altra: una morsa mortale.
Ma Bright intuisce la trappola e decide di cambiare le carte in tavola: con una larga virata si porta ad est della città e sbarca I suoi unici due MS disponibili proprio ai bordi di essa.
La situazione è disperata, le forze federali sono incapaci di reagire e la città rischia di cadere appena Gato avesse continuato l'attacco, non si hanno neanche informazioni sulla presenza di civili in città, in ogni caso vista l'inferiorità numerica l'unica possibilità è quella del combattimento urbano.
Gato capisce la mossa di Bright, ma con suo grande dispiacere capisce che non ha altra possibilità di attaccare con gli SP, infatti per il Gustav è troppo rischioso avvicinarsi alla WB come dimostrato dal forte fuoco antiaereo diretto contro l'aeronave appena si era portata a tiro della Pegasus.
In breve si ha un violento combattimento urbano con i nazisti che non si fanno troppi problemi a distruggere i palazzi, mentre Amuro, Klaus e Bright se ne fanno 'fin troppi'.
Nonostante questo svantaggio Amuro e Klaus, con il supporto preciso della WB, riescono a mettere fuori uso circa 5 mobile suit.
Gato, che seguiva la scena da lontano insieme al plotone armi pesanti, va su tutte le furie ordinando agli SP rimasti di ritirarsi verso posizioni più sicure.
Amuro e Klaus vedendo gli SP ritirarsi si esaltano e non rispettano l'ordine di Bright di non allontanarsi dalla WB.
“Li abbiamo in pugno!” urla Amuro.
Ma Gato, che aveva provveduto a nascondere il suo SP tra le macerie di un palazzo, per la seconda volta nella nottata non aspetta altro e attacca alle spalle i due incauti piloti che solo troppo tardi si accorgono della grossa traccia di calore alle loro spalle.
Il combattimento è violento, un continuo nascondino tra macerie e vie della città, un combattimento per certi versi claustrofobico con il terrore di Amuro e Klaus di vedersi quel SP spuntarsi davanti in qualsiasi momento.
Ma per loro fortuna arriva in supporto la fanteria che silenziosamente si disperde per le strade e le macerie della città chiudendo il cerchio sul MS di Gato.
Quest'ultimo capisce che in quella situazione di immobilità (si faccia conto che la scena ricorda per certi versi la lotta tra i due cecchini che si vedono nel film 'Il nemico alle porte') la fanteria diviene un reale rischio per gli SP, perciò decide di ritirarsi a tutta velocità.
Amuro vedendo lo SP nemico allontanarsi si asciuga il sudore sulla fronte, tale era stato lo spavento da sudare freddo.
L'episodio si conclude con Bright che richiama via radio i due piloti insultandoli con qualsiasi epiteto li passi per la mente, questa volta i due non 'ribattono'.
“è una testa di cazzo, ma a volte ha ragione” commenta Klaus che si era visto un paio di volte la lancia termica del SP spuntare dal nulla, se non fosse stato per la prontezza di reazione garantitegli dalle nanomacchine probabilmente non sarebbe stato ancora in vita per raccontarlo.
Il professore Kozumi, salito momentaneamente sul ponte, osserva soddisfatto i Gundam avvicinarsi, incassando anche il complimento di Mirai e Bright per l'ottimo funzionamento delle nanomacchine.


EP 15: Morte sull'Himalaya
8 agosto 2015

La WB dopo alcuni giorni (più di una settimana) di forzato riposo presso la città (dove il nemico non si fece più vedere, se non qualche sporadica pattuglia aerea di scarso fastidio, probabilmente a causa delle forti perdite durante l'operazione di Gato che avevano imposto una pausa di 'riflessione' nelle operazioni naziste contro la WB) dove avevano combattuto contro Gato, fatte alcune riparazioni d'emergenza e fatti i rifornimenti di viveri salpa dirigendosi verso l'altopiano del Tibet (notare come per allontanarsi il più possibile dalla base nazista di Honk Kong la WB percorra un percorso molto largo e molto più lungo di un collegamento diretto, ma tale tragitto è molto più sicuro situandosi in zone controllate dai federali anche con un minimo di aviazione, infatti la WB è scortata da un paio di caccia J-10) e da li all'Himalaya, la vista spettacolare delle altissime vette in lontananza distoglie momentaneamente l'equipaggio della WB dal problema della sopravvivenza.
“è sicura che non avremo problemi a varcare l'Himalaya? Sa meglio di me che Il reattore da problemi alle alte quote nello stato in cui e ridotto”.
“Si tranquilizzi, ce la faremo! E poi non era lei che dice sempre che bisogna essere ottimisti?”.
“Dico che non bisogni essere disfattisti, è una sfumatura leggermente differente”.
“Bah... piuttosto mangi uno di questi panini, è meglio rinfocillarci, tra quelle montagne non potremo usare di certo il pilota automatico e dovremo essere tutti alle nostre postazioni”.
“Concordo...”.
Con questo veloce scambio di battute tra Bright e Mirai, seduti ad un tavolino del ponte di comando per pranzare, inizia l'episodio, tale scambio di battute è indicativo di come ci sia una certa distensione e tranquillità nell'equipaggio della WB dovuta al fatto che presto saranno in India, territorio saldamente in mano ai federali e da li potranno raggiungere l'isola di Diego Garcia e quindi, dopo le riparazioni, l'America del Sud, via Africa come ordinato dagli ultimi ordini arrivati sulle comunicazioni protette dal comando centrale.
Il professore Kozumi intanto fa alcuni controlli medici ad Amuro e a Kay, Kozumi constata come le nanomacchine non abbiano dati problemi nonostante i test con i topi, come rammenta Kozumi ad Amuro, si fossero risolti con la morte dei roditori.
Amuro (sempre piuttosto divertito al pensiero di essere in un certo senso alla stregua di un roditore) intanto chiede maggiori ragguagli a Kozumi sul Gundam, Kozumi accompagna Amuro presso l'hangar dove il 2° esemplare di Gundam (quello di Kay è il numero 3) è posto in stand by, pronto all'uso in qualsiasi momento.
Kozumi comincia a raccontare alcune particolarità della macchina, in particolare fa vedere ad Amuro alcuni meccanismi interni (spiegandoglieli nel dettaglio) ed alcuni aneddoti del progetto, curiosa è la risposta alla domanda di Amuro sul caratteristico diadema a V del mezzo.
“Non serve a niente, ma serve a tutto. Consideralo un portafortuna eredità di una mia piccola passione”.
“Ovvero?” li domanda Amuro perplesso.
“Sei appassionato di anime?”.
“No”.
“E allora non potrai mai capire”.
La WB intanto comincia a volare sempre più vicina al fondovalle, ormai le altezze (anche dei fondovalle) cominciano a diventare importanti.
E per Amuro comincia a verificarsi un problema che si riproporrà spesso: mal d'aria, appena cominciarono le turbolenze divenne bianco come un cencio, ma per sua fortuna non aveva niente da rimettere non avendo mangiato niente, perciò facendo l'indifferente si rinchiuse in camera maledicendo Mirai, i nazisti, la White Base e Dio per aver creato le turbolenze.
Intanto una Gustav ed alcuni Himmelritter erano in volo di pattugliamento proprio presso l'Himalaya, e al comando di quella sparuta formazione c'era Deikun, pronto a scendere a terra con il suo SP e con il suo plotone scelto.
“Una buona occasione per dimostrare a Gato una volta per tutte che sono più bravo di lui” esclama Deikun al suo assistente.
Il problema era individuare la WB, non poteva di certo dirsi un compito facile...
Ma Deikun aveva accuratamente analizzato le ultime informazioni raccolte sulla posizione della WB, in particolare ne aveva analizzato danni riportati e ultimi punti di rotta rivelati e aveva ristretto I punti in cui la WB sarebbe passata a non più di quattro.

Per Deikun rimaneva difficile comunque intercettare la WB, ma fu la WB stessa a rivelare la propria posizione quando richiese supporto dalle forze aeree dispiegate in India.
Errore mai fu più grosso, errore dettato dalla troppa sicurezza di essere fuori dal raggio d'azione della base di Honk Kong.
In poco tempo il Gustav intercettò la WB proprio mentre quest'ultima stava percorrendo una stretta valle, Deikun bloccò l'avanzata lanciando il suo plotone proprio di fronte alla WB, mentre la via del ritorno venne ostruita dal Gustav che si posizionò pronta ad aprire al fuoco.
Deikun da bordo del Gustav si preparava a gustare la scena, appena I federali avessero provato a sfondare (indipendentemente dal lato), si sarebbero ritrovati attaccati su due lati.
E così fu o almeno sarebbe dovuto essere, infatti i Gundam ingaggiarono immediatamente i quattro SP facendo 'scivolare' via la WB, i piloti degli SP erano piloti espertissimi e pur subendo diversi danni riuscirono ad evitare di essere messi KO.
Uno però fu danneggiato al reattore, tale danno inizialmente sottovalutato degenerò dopo circa quattro minuti a causa del non immediato spegnimento del reattore ( il pilota infatti 'obbligo' l'SO a rimanere attivo, scavalcando il sistema automatico di spegnimento, cosa che sarebbe bastata ad evitare qualsiasi grave inconveniente, ma il pilota aveva sopravvaluta la resistenza del reattore del SP...), in breve il reattore esplose distruggendo tutto nell'arco di duecento metri e creando una onda pericolosissima nell'arco di un chilometro e mezzo.
Deikun osservò la scena adirato, in pochi secondi aveva perso due SP (quello a cui esplose il reattore ed un altro che si trovava a circa cento metri dall'altro che non riuscì a resistere al calore generato dall'esplosione fondendosi in vari punti ed esplodendo in una ulteriore palla di fuoco, ma non il suo reattore che si spegnette automaticamente appena in prossimità del punto critico)
La WB venne attaccata violentemente dal Gustav, ma dimostrò di reggere bene i danni, di essere manovrabile e soprattutto di avere difese antimissile eccellenti, le capacità della WB lasciarono senza parole Deikun, che comunque continuava a rimanere sicuro della vittoria.
Deikun ora si aspettava che la WB si fermasse per recuperare i due Gundam ed in quel momento sarebbe stata estremamente vulnerabile all'attacco degli SP (anche lui si preparò ad uscire) e del Gustav, ma così non fu.
La WB rallentò fino ad una velocità di 40 Km/h per neanche venti secondi, giusto il tempo di caricare i due Gundam nell'hangar posteriore di cui fino a quel momento i nazisti ignoravano l'esistenza...
“Se solo avessero conosciuto meglio la nostra nave ci avrebbero annientato” fu il commento di un radarista della WB alla fine della battaglia.
L'episodio si conclude con la WB che riesce infine a raggiungere l'India ed in particolare una grossa base aerea ancora funzionante (9 luglio) dove poterono essere fatte ulteriori riparazioni e rifornimenti di munizioni, inoltre, tra l'incredulità dell'equipaggio della WB e dei militari della base un vecchio e scassato  Piper di tela  ('rattoppato' in più punti, con delle travi di legno aggiuntive come per 'tenerlo assieme' e che sembrasse avere anche gravi problemi al motore) atterrò, parcheggiando proprio di fronte alla WB.
Un grosso ragazzo con l'uniforme di pilota dei marines scese dall'aereo.
“La mia nuova casa!” esclamò davanti all'incredulo comandante della base e all'ancora più incredulo Bright che l'aveva osservato scendere leggermente costernato dalle condizioni del Piper su cui aveva volato.


Titolo: Ultimate Century, Ashes of the War: gli episodi.
Post di: pan - 19 Gennaio 2008, 20:02:45
EP 16: Strada negata

9 agosto/17 agosto/24 agosto

“Ecco i documenti sono tutti in regola e ci è appena arrivata la conferma radio dal comando dell'AFRICACOM però...”.
“Non preoccupatevi, hanno detto che ho il fisico adatto e l'esperienza pure, guardi che ho affrontato i mobile suit sia a terra con lanciarazzi ed esplosivi, sia in aria con il mio vecchio, ma affidabile Harrier”.
Bright continuava ad essere incredulo, non solo quel pilota, arrivato su quel scassato Piper, era stato inviato come rinforzo dal comando federale africano (che aveva assunto temporaneamente anche il comando delle forze in medio-oriente e nel sub-continente indiano), ma addirittura era stato inviato li per diventare il terzo pilota di MS della WB.
Non che la cosa non fosse gradita per Bright (insomma il gradimento era relativo, da buon ufficiale USAF Bright dubitava delle capacità di un pilota dei marines, che per altro si era subito messo ad ammiccare nei confronti dell'equipaggio femminile della WB, anche se Bright capiva che in quella situazione quel tale Sleggar aveva più esperienza di Amuro o Kay), ma si domandava dove avevano la testa quelli del comando federale: loro non avevano con se ulteriori dosi di nanomacchine!
Ma i dubbi di Bright vennero cancellati da Mirai che si mise a leggere attentamente il curriculum di Sleggar, in una delle ultime voci apparve la dicitura: “Trattato con nanomacchine”.
Bright in quel momento pensò seriamente di mollare tutto e di andarsi a costruire una casetta in riva all'Oceano Indiano, va bene che quel Sleggar sembrava dar ben poco peso alle cose, ma farli fare la figura del pirla così davanti ai suoi subordinati e a Mirai in particolare, già ci litigava e ci aveva screzi ogni giorno, ora ci mancava solo che lo cominciasse a prendere in giro...
Fatto sta che la WB riprese il suo volo con obiettivo l'isola di Diego Garcia nell'Oceano Indiano, tale base parzialmente scampata all'attaccato nazista delle prime ore era in grado non solo di accogliere la WB, ma aveva strutture tali da permettere delle riparazioni un po' più in profondità di quelle effettuate fino a quel momento.
In ogni caso la WB doveva rimanere ferma per circa un paio di settimane, sia perché gli ulteriori danni riportati sull'Himalaya non permettevano un viaggio sull'Oceano in sicurezza e quindi c'era necessità urgente di riparazioni d'emergenza, sia per la scarsità di munizioni che impediva di affrontare ulteriori combattimenti.
Ma non fu tempo perso, infatti Sleggar usò quei giorni di 'riposo' per prendere confidenza con il Gundam, ma soprattutto per addestrare a dovere Amuro e Kay sulle tattiche da combattimento.
Gli addestramenti impartiti da Sleggar furono durissimi e misero a dura prova sia i due improvvisati piloti sia la WB, infatti Bright ordinò alcune manovre addestrative in cui i Gundam funsero da aggressor.
Inoltre molti generali delle forze armate dispiegate nel sub continente indiano lasciarono momentaneamente il fronte per vedere di persona i Gundam e studiare a fondo le tattiche anti-MS, cosa che si rivelerà utilissima.
Il 17 agosto arrivò un ordine dal comando centrale di salpare verso un aeroporto dell'India Meridionale dove la WB si sarebbe incontrata con un grosso stormo da trasporto incaricato di rifornire la WB di munizioni e parti di ricambio varie.
Sull'India cominciò a fare però brutto tempo e la WB dovette più volte sostare a lungo presso piccoli aeroporti periferici e solo il 20 riuscì a raggiungere l'India Meridionale.
Nonostante il periodo di riposo però il morale a bordo della WB era peggiorato, infatti pareva all'equipaggio che la guerra fosse ormai irrimediabilmente persa a vedere le condizioni in cui versava quello che una volta erano le temibili forze indiane, ora costrette ad una disperata difensiva come si deduceva dai bollettini di guerra, a questo si aggiungeva le voci, che tipicamente tendono a girare in periodi di 'nebbia di guerra' come quelli, catastrofiche che arrivano da fonti quanto mai incerte (ma in quel momento ognuno avrebbe creduto a qualsiasi cosa, in fondo nessuno fino a pochi mesi prima avrebbe scommesso un cent sull'esistenza di un quarto reich...), voci tipo: città americane rase al suolo, costa orientale sotto pesante attacco e ormai sul punto di cedere, feroci rappresaglie contro tutti coloro che venivano trovati a combattere, amnistia e possibilità di saltare sul 'carro dei vincitori' per coloro che avessero cambiato bandiera, bombardamenti nucleari a tappeto in Europa, nuovi SP  nazisti grandi come interi palazzi e armi in grado di modificare gli agenti atmosferici... insomma da cose verosimili a pura e sfrenata fantasia.
A complicare la situazione ci pensarono i rifornimenti, infatti l'unità al comando del tenente Matilda Ajan, presente personalmente a portare i rifornimenti, a causa dei forti attacchi aerei nazisti riuscì a far passare a malapena due C-130, tre C-17 (tra l'altro contenenti solo solo delle armi aggiuntive per i Gundam, come cannoni per tiro a lungo raggio da 120 mm, automatici da 76 mm e gatling in funzione AA da 20 mm e diversi parti di ricambio sempre per i MS) ed un C-27, rifornimenti che comunque erano importanti, ma clamorosamente insufficienti.
Il 24 agosto la WB, nonostante il brutto tempo (che impediva il decollo degli aerei da trasporto), decollò alla volta dell'isola di Diego Garcia, ma al comando nazista avevano deciso sul da farsi.
Dozul aveva constatato come un attacco diretto alla WB fosse possibile solo al prezzo di gravi perdite (tanto più che ora la WB si era rifornita e aveva subito riparazioni come avevano rivelato i ricognitori in volo sull'India) ed essendo svanita la possibilità di attaccare la WB sul suolo indiano mentre era bloccata per riparazioni (a causa del brutto tempo su tutta l'Asia Meridionale, maltempo che se dava già grossi problemi ai federali figurarsi ai nazisti che era da decine di anni che non volavano con condizioni simili se non ogni tanto con le tempeste su Marte che però quando avvenivano per non rischiare le macchine si cercava di stare sempre a terra) si decise di attaccare la base di Diego Garcia, prossima tappa della WB.
Di questo attacco si occuperà personalmente Shinn Matsunaga con il suo battaglione MS tramite un assalto aviotrasportato condotto tramite quattro Gaw e supportato da due gruppi caccia, mentre la WB verrà impegnata da un attacco aereo del XXIII° gruppo caccia con l'obiettivo di deviarne la rotta obbligando l'aeronave a tornare in India o a tentare un volo diretto fino alle coste africane (cosa che però i nazisti sanno benissimo essere impossibili nelle condizioni in cui versano i motori, si intuisce anche che c'era qualche spia presso una delle basi aeree federale su cui la WB aveva sostato).
L'attacco di Matsunaga è micidiale, con il suo plotone di SP-07A (che appare per la prima volta in azione) spazza via rapidamente ogni difesa della base senza neanche scomodare troppo il supporto aereo, solo un SP-07 viene messe fuori uso da alcuni frammenti di una granata a pallini di tungesteno di un carro Abrams (munizione tra l'altro contro fanteria, questo mette in risalto la non eccelsa resistenza del Barbarossa, e quindi si spiega come mai successivamente lo si vedrà estremamente poco in azione sulla Terra, se non in operazioni speciali).
La WB riceve la richiesta di aiuto dalla base di Diego Garcia e comincia a spingere al massimo i reattori nel tentativo di arrivare velocemente sul posto, ma il XXIII° capitanato dal colonnello Derl Faht attacca la WB, il combattimento è violento, ma come supposto dagli stessi nazisti la nave non ha troppi problemi a difendersi, ci vuole ben altro attacco aereo per metterla in difficoltà ed inoltre gli Himmelritter di Derl sono equipaggiati solo con missili AA, quando contro la WB servirebbero missili della stessa classe di quelli anti navali o bombe.
In ogni caso la WB è costretta a ritornare verso l'India, infatti l'attacco aereo nemico fa perdere troppo tempo e c'è il reale rischio di dover spegnere i reattori quando ancora ci si trova sul mare.
Un messaggio viene lanciato da Derl Faht: “Per il Reich la vittoria è sempre più luminosa! E voi non avete speranze di sfuggire alla nostra morsa! Arrendetevi! Sarete considerati come degli eroi per il Reich e trattati di conseguenza!”.
Bright ascolta sdegnato il messaggio e fulmina con gli occhi un addetto ai motori che sovrappensiero aveva bofonchiato “In effetti ci converrebbe...”, fulminato con gli occhi da Bright e ricevuta una sberla da uno degli ex-membri del New York il 'motorista' ritorna velocemente con gli occhi fissi sulla postazione.
Il comandante aspetta cinque secondi quindi risponde al messaggio: una salva di missili AMRAAM, due Himmelritter vengono abbattuti ed il resto della formazione si allontana per mettersi in sicurezza.
In lontananza si rivede la costa indiana, a Bright non resta altro che ordinare di rifugiarsi nell'entroterra in attesa della prossima mossa nemica.


Titolo: Ultimate Century, Ashes of the War: gli episodi.
Post di: pan - 20 Gennaio 2008, 19:12:57
EP 17: Sopravvivenza

12 settembre

Aerei da ricognizione nazisti continuano a sorvolare l'India alla ricerca della WB, ques'ultima è costretta quindi a numerose soste è stata ferma per un'altra settimana a causa del maltempo e delle gravi condizioni del reattore, senza contare che deve nascondersi e camuffarsi ed in pratica viaggia solo più di notte.

L'aeronave arriva di notte presso l'aeroporto federale nella regione di Bombay, ad attenderla ci sono due C-5 con moltissimi pezzi di ricambio soprattutto per il reattore (in numero tale da effettuarne anche una certa riserva), Revil infatti, come comunica Matilda Ajan (è sempre lei che ha guidato i due C-5), ha deciso che la WB deve fare un ultimo tentativo per raggiungere direttamente l'Africa dall'India.

Bright e Mirai osservano dubbiosi il piano di volo: troppo vicino alla penisola arabica e senza supporto aereo alleato, ma d'altronde sembra che non ci sia scelta, la base di Diego Garcia è stata occupata e presto i nazisti cominceranno a lanciare raid aerei dall'isola.
Se la WB non si sbriga rimarrà bloccata in India.

Comunque l'Ajan illustra anche un piano ideato da Revil da usare in caso di fallimento del primo che in linea di massima consiste nel raggiungere l'Altopiano dell'Iran tramite l'Afghanistan e da li tramite il Sud dell'Iraq sorvolare a tutta velocità la Penisola Arabica e quindi raggiungere il Sudan saldamente in mano ai federali.

“Ma non sarebbe più semplice rimanere qua in India ed effettuare tutte le riparazioni del caso?” domanda giustamente Bright.

Ma la risposta dell'Ajan lascia senza speranza: sarebbero troppo facilmente vittima di attacchi aerei e sono rimaste ben poche strutture in grado di accogliere adeguatamente la WB, stranamente per la WB la soluzione migliore è affrontare in faccia il nemico cercando di raggiungere l'Africa e quindi Citta del Capo.

La WB sta ferma ancora tre giorni per effettuare le riparazioni d'emergenza ai reattori, riparazioni che dovrebbero permettere ai reattori di funzionare senza problemi seppur con prestazioni fortemente deteriorate.

È il 16 settembre la WB decolla al tramontare del sole, lo spettacolo che si para davanti agli occhi dell'equipaggio della WB (che non aveva ancora visto Bombay, essendo l'aeroporto su cui sono atterrati piuttosto lontano dalla città) è terrificante: Bombay non esiste più, al suo posto un gigantesco cratere di un chilometro ed il deserto nell'arco di almeno altri dieci-venti chilometri.

Con tale orrore negli occhi la WB si appresta a tentare il tutto per tutto, ma non hanno idea che la loro posizione è stata individuata: i nazisti hanno cominciato a riutilizzare i satelliti spia americani ed uno dei primi hackerati e riutilizzati viene posto in orbita proprio sopra l'india nel tentativo di trovare la WB.

Immediatamente nella base nazista di Diego Garcia si attivano tutti gli allarmi e tre Gustav ed un paio di gruppi di caccia si preparano al decollo, anche dalla base di Abu Dhabi decolla un gruppo di caccia su Himmelritter, ma le operazioni di decollo dei Gustav da Diego Garcia hanno un arresto: Deikun, giunto da poco nella base, fa caricare i suoi MS su uno dei Gustav.

Il suo piano è semplice e non è altro che il completamento del piano del 24, mentre i caccia costringeranno la WB a ritornare sul sub continente indiano lui si preparerà ad accogliere l'aeronave con una imboscata da terra con il suo plotone di SP (attacco che era stato pianificato per il 19 settembre a causa di fortissimi ritardi logistici nelle file naziste, sembra nello studio del piano di invasione non fosse stato studiato attentamente la richiesta di rifornimenti giornaliera delle truppe così che anche truppe che avevano la precedenza sui rifornimenti come quelle di Deikun si ritrovarono senza parti di ricambio a sufficienza e munizioni).

Tutto continua ad andare come previsto, l'attacco aereo è violentissimo (sembra quasi che questa volta i caccia nazisti riescano ad avere la meglio), addirittura il già citato XXIII° gruppo caccia riesce a distruggere completamente il ponte secondario tramite un preciso attacco missilistico ed in più punti scoppiano incendi che l'equipaggio della WB fa fatica a sedare.

La situazione è disperata, da un momento all'altro la WB potrebbe essere abbattuta, tutti i membri dell'equipaggio cominciano ad indossare i giubbotti di salvataggio in vista di un possibile ammaraggio.

Ma ecco spuntare una formazione di SU-30 MKI che seppur inferiore numericamente riesce in ogni caso a distogliere per qualche minuto i caccia nazisti.

Ma per la WB il brutto deve ancora arrivare, i motori hanno di nuovo subito gravissimi danni e potrebbero smettere di funzionare da un momento all'altro, perciò la WB è costretta ad effettuare un atteraggio d'emergenza su una spiaggia per controllare i danni e cominciare ad effettuare le riparazioni necessarie (notare che sulla WB sono imbarcati un gran numero di ingegneri e meccanici che avevano lavorato al progetto, infatti Revil quando ordinò alle Pegasus di salpare dal Canada era cosciente che quella era la prima uscita operativa delle unità e perciò era meglio imbarcare quanti più tecnici possibili per ovviare ad eventuali problemi contingenti).

Per sicurezza Bright fa uscire i tre Gundam disponibili, Amuro e Kay sono dotati del solito beam rifle, mentre Sleggar preferisce uscire con il gatling AA (ma comunque efficiente contro i MS) nel caso la WB si ritrovasse di nuovo sotto attacco aereo.

I Gundam stanno uscendo dagli hangar quando le tracce termiche di otto SP-04K vengono rivelate in avvicinamento da una vicina foresta, mentre dal ovest sta giungendo un Gustav a bassa quota.

Il Gustav era lo stesso che aveva portato gli SP in zona e aveva volato per non farsi individuare.

Subito le artiglierie a lungo raggio della WB (il doppio beam cannon, i tre cannoni navali da 105mm ed i sei cannoni navali da 76 mm, notare come quest'ultimi fossero in totale otto, ma due erano posizionati inferiormente e quando la WB doveva atterrare venivano retratti) aprono un violento fuoco di sbarramento contro gli SP e missili vengono lanciati contro il Gustav.

La situazione è critica, come fa giustamente notare Mirai ora sono circondati e presto i caccia piomberanno su di loro.

A Bright rimane solo una cosa da tentare: aprirsi un varco tra le fila di SP nemici, ordina quindi ai tre Gundam di attaccare.

Deikun, che si aspettava un movimento simile, decide a sorpresa di far ritirare i suoi SP.

Bright è incredulo: quel MS rosso non li sembrava di certo pilotato da uno che si ritirasse facilmente.

In ogni caso l'occasione è da cogliere al volo.
Ed è così che Bright cadde in pieno nella trappola.

Infatti Deikun non si era ritirato aveva solo costretto la WB a muoversi dalla sua vantaggiosa posizione (su cui aveva un fianco coperto dagli attacchi via terra essendo che gli SP-04 per operare in ambiente marino hanno bisogno di equipaggiamenti aggiuntivi) per farla ritrovare su un terreno a lui più vantaggioso.

In breve la WB, costretta a volare bassa e a bassissima velocità per non danneggiare ulteriormente i reattori, si ritrova circondata.
Nella foresta sottostante i Gundam si ritrovano completamente circondati ed in inferiorità numerica, costretti a combattere in mezzo a tutta quella vegetazione che per il MS si rivela di grandissimo intralcio, intralcio che c'è anche per Deikun, ma che lui aveva già messo in conto.

Per fortuna della WB un'altro paio di caccia giungono a fornire copertura aerea impegnando il Gaw in battaglia.

Nella foresta intanto le cose non vanno bene per Amuro & Co, Sleggar allora decide di tentare il tutto per tutto: avrebbe funto da esca, con il suo MS avrebbe tentato di spiccare un balzo molto alto, a quel punto gli SP nemici li avrebbero sparato mentre era in aria, Amuro e Kay non avrebbero dovuto far altro che approfittare di quel momento e attaccare gli SP nemici.

Il piano ha successo, tre SP vengono distrutti, ma il Gundam di Sleggar viene gravemente danneggiato perdendo gli arti inferiori.

Nel frattempo in zona cominciano ad arrivare i rinforzi aerei sia nazisti che federali ed in poco tempo si accende una violentissima battaglia aerea.

Deikun ingaggia combattimento corpo a corpo con Amuro impegnato a difendere ciò che rimane del MS di Sleggar, la battaglia è violenta, ma Deikun ha capito quali sono i punti deboli di Amuro (in particolare la troppa cautela che usa nel maneggiare la beam saber) e perciò non si fa prendere alla sprovvista come ad Okinawa e anzi! Riesce a mettere in gravissima difficoltà Amuro che comincia a vedersi sopraffatto.
Per fortuna dei tre piloti (anche a Kay le cose non vanno meglio avendo finito i colpi del beam rifle e non essendo anche lui molto brave ad usare la beam saber) arrivano alcuni elicotteri ed aerei d'attacco che cominciano a martellare le posizioni nemiche nella foresta.
In particolare gli elicotteri minacciano gli SP con continui attacchi alle spalle, come se non bastasse per Deikun la battaglia aerea sta andando molto male ed il Gustav è costretto a ritirarsi, potrà fare solo ancora un passaggio per recuperare gli SP.

A Deikun rodono le budella dalla rabbia, ancora trenta secondi e avrebbe messo al tappeto il MS avversario.

In ogni caso la WB è in situazione veramente critica, i MS non sono un problema (avendone di riserva si possono usare momentaneamente quelli in attesa che i grossi danni riportati vengano riparati), ma i reattori sono in uno stato pietoso, perciò è costretta di nuovo a fermarsi per provvedere alle riparazioni.

L'episodio si conclude con il botta e risposta tra Bright a Mirai mentre osservano tristemente le riparazioni che vengono portate avanti ai reattori sotto l'attenta supervisione di Matilda: “Cosa stiamo sbagliando nelle nostre tattiche secondo lei?” domanda Bright.
“Probabilmente siamo troppo ancorati alle vecchie tattiche...”.
“Oppure...”.
“Oppure è proprio la situazione che è disperata, oggi ancora un po' e andavamo all'altro mondo”.
“Non dica così! Al più avremmo fatto solo un ulteriore atterraggio d'emergenza”.
“Il suo ottimismo è assolutamente irritante”.
“Amen”.


Titolo: Ultimate Century, Ashes of the War: gli episodi.
Post di: pan - 20 Gennaio 2008, 22:29:23
EP 18: Operazione Red Sky

La WB ha ripreso dopo una lunga pausa forzata il volo seguendo il secondo piano ideato da Revil, dovendo volare sempre bassi e, quando le ricognizioni nemiche aumentavano, solo di notte.
Il volo si rivela lento ed è già da alcuni giorni che stanno volando, ormai stanno per raggiungere il loro prossimo aeroporto in Pakistan, mancano ancora circa tre ore di volo.
In quel momento, nella sala riposo per gli ufficiali della WB, Bright è coricato su un divano nel tentativo di riposarsi, in realtà non ci riesce continua a ripensare sempre a quel che sta succedendo e all'atteggiamento che sta tenendo.
“Riuscirò a caricare della rabbia necessaria il mio equipaggio?” si domanda Bright guardando il soffitto con occhi vuoti.
Dopo qualche minuto entra Mirai che si dirige verso la macchinetta del caffe, Bright la segue con gli occhi preparandosi alla prossima frecciata che la donna li tirerà.
“è una di quelle che se non ci fosse stata la guerra l'avrei incontrata mentre dirigeva una delle aziende di famiglia sicuramente” pensò Bright.
“Dovrebbe darsi un po' di contegno comandante” esclamò Mirai voltandosi verso Bright che continuava a stare coricato, la divisa di Bright era sporca e stropicciata: era da giorni che non se la cambiava.
“Siamo in guerra, avere la divisa sporca o linda non cambia la sostanza delle cose, morire con la divisa sporca o con la divisa pulita non cambia niente. Non si diventa eroi per quello”.
“Lei non è mai capace di rispondere: si, ha ragione?” domandò Mirai piuttosto indispettita.
“Lei non può capire, lei non può capire...”.
“Cos'è che non potrei capire?”.
“Niente, lasci stare...”.
“No, ora voglio sapere”.
“Niente, lasci stare...” la voce di Bright era evidentemente stanca e affaticata.
“Voi ufficiali siete tutti insopportabili, di quelli che lo erano già prima della guerra non ne ho ancora incontrato uno che sia un po' gentile o capace di rispondere come si deve e quelli che lo sono diventati dopo lo scoppio credo siano sullo stesso livello”.
“Lei ha mai visto morire una persona?”, la domanda di Bright lasciò di stucco Mirai.
“Si... ad esempio ad Okinawa, il comandante...”.
“Lei ha mai visto morire una persona non in combattimento?”
“No, ma cosa cambia?”.
“In combattimento l'adrenalina è al massimo ed il cervello non è perfettamente in grado di recepire quel che sta avvenendo...”.
“Questo lo dice lei...”.
“In combattimento se muore una persona non se ne da troppo peso e se si da peso alla morte di qualcuno immediatamente l'odio verso il nemico sale al massimo e quindi ci si sfoga immediatamente su coloro che hanno eliminato quella persona... comincia a capire quel che voglio dire? Quando vedi morire una persona in combattimento non riesci a coglierne il dramma perchè il più delle volte si ha la possibilità di reagire, di sfogarsi... ma quando non è così non rimane che odio e rabbia per alcuni, rassegnazione e sconforto per altri, ma in realtà la cosa è molto più soggettiva”.
“Non comprendo”.
“Ho visto la morte Mirai! Ho visto il sangue scorrere, ho visto le vite spegnersi... ed io ero li impotente ad osservare”, Bright si mise seduto con la testa in mezzo alle braccia, “Capisce cosa intendo vero? Ho visto ragazzi della mia età, bambini che potevano essere miei fratelli, uomini che potevano essere miei padri e donne che potevano essere mia madre morire senza che io potessi fare nulla... ed ho provato rabbia, non verso i colpevoli, ma per la mia impotenza di fronte al mondo e per questo non mi sono mai dato pace... la divisa pulita è un pro forma, quella volta quelli che potevano fare qualcosa di certo non badavano se avevano la divisa o gli attrezzi puliti, pensavano a fare ciò che potevano fare, ciò che era loro dovere fare! Perché se uno può fare qualcosa è suo dovere farlo... se lei mi avesse detto di cambiarmi la divisa l'avrei fatto al volo, ma se lei mi dice che dovrei darmi un po' più di contegno allora sono in disaccordo con lei: non sarà di certo con una divisa pulita e con un certo mio contegno che i nemici non ci attaccheranno”, Mirai rimase in silenzio cominciava a capire i sentimenti di quell'ufficiale con cui litigava un giorno si e l'altro pure.
“In ogni caso non ho divise di riserva, quindi dovrò tenermi questa fino a che non avrò un po' di tempo per pulirla” esclamò Bright alzandosi ed uscendo dalla stanza, sua intenzione non era certo far provare compassione a Mirai per lui.
“Stronzo” esclamò Mirai sentendosi presa in giro, “E pensare che sono stata anche ad ascoltarlo”.

Da qui in poi la storia continua come narrato in operazione Red Sky (sezione: le grandi battaglie)

NB: inizialmente questo episodio doveva essere solo quello narrato nella sezione le grandi battaglie 'operazione Red Sky', ma poi ho pensato di inserire questo breve prologo per meglio delineare il rapporto conflittuale (tra l'altro unilaterale) vigente fino a quell'operazione e ancora per diversi 'episodi' tra Mirai e Bright.


Titolo: Ultimate Century, Ashes of the War: gli episodi.
Post di: pan - 23 Gennaio 2008, 21:13:50
EP 19: All'ombra dei due fiumi/I tifoni del deserto (titolo da ideare, questi sono altamente provvisori)

“Passare attraverso l'Arabia è un puro suicido!” fece notare Amuro a Bright.
“Ormai ho deciso!”.
“Ma non potremo contare sulla potenza dei Gundam in caso venissimo attaccati!”.
“Non si basa mai una buona tattica solo sulle capacità di una macchina, capacità tra l'altro ancora tutte da verificare, e inoltre...”.
“Concordo con Amuro, nelle nostre condizioni non credo che saremmo in grado di partecipare ad un combattimento aereo” esclamò Mirai uscendo dal mutismo in cui era caduta dalla fine del combattimento del giorno prima, la donna stava continuando a fissare preoccupata i due fori, chiusi con del nastro adesivo, sui grandi blindovetri del ponte di comando: era davvero stata ad un passo dalla morte e ancora non riusciva a crederci di essere uscita vita.
Quando vide, in quella frazione di secondo, quella sagoma dell'Himmelritter che si stagliò ad altissima velocità davanti alla WB credette di essere morta.
Bright accenno un sorriso felice vedendo Mirai parlare: cominciava a sentire la mancanza dei continui litigi e delle caustiche battute della timoniera.
“Sleggar lei che ne pensa?” domandò Amuro sperando in un eventuale supporto del marines.
“Il piano di Bright continua ad avere più senso, ma credo che ben pochi membri dell'equipaggio avranno nervi a sufficienza a sopportare un altro duello aereo, forse ci converrebbe dirigersi almeno verso il sud dell'Iraq, verso Bassora, ci allunghiamo un po' di più la strada, ma volando bassi e sfruttando eventuali rilievi dovremo sfuggire ad eventuali caccia nemici. Comunque è lei quello che decide qui” concluse Sleggar facendo un cenno di saluto verso il comandante ed allontanandosi.
Klaus alzò le mani come per dire che a lui non interessava l'argomento, in effetti era andato sul ponte solo per rilassarsi, la piccola sala ricreazione della nave infatti era troppo affollata.
“Innanzitutto abbiamo bisogno di fare rifornimento d'acqua, quella che avevamo l'abbiamo usata per spegnere vari incendi quindi faremo una deviazione verso nord, ci dovrebbe essere un piccolo lago con acqua non inquinata a venti chilometri da qui. Dovremo fermarci a lungo, spero non più di una settimana, i reattori sono in pessimo stato. Nel frattempo ragionerò sul da farsi. Amuro, Kay, ed informate anche Sleggar, preparatevi a scendere coi mobile suit, non abbiamo informazioni circa la presenza di unità nemiche in zona ed inoltre dovrete usare i MS per distendere i teloni mimetici, già che ci siete informate il sergente che ho bisogno che cerchi di mettersi in contatto con eventuali cellule di resistenza presenti in zona: avremo bisogno di tutto il supporto necessario.”.
“Guardi che mi chiamo Klaus” fece notare il pilota piuttosto stizzito, parole che però rimasero inascoltate da Bright che subito concentrò la sua attenzione su una grossa mappa satellitare della zona.
“Se non fosse per i reattori a quest'ora eravamo già a Città del Capo” mormorò Bright sovrappensiero, in effetti doversi fermare ogni sei/dodici ore (a seconda delle condizioni in cui riversavano i reattori e le condizioni meteo, più freddo faceva più si poteva volare a lungo) era un grosso problema, per loro fortuna i nazisti questo non l'avevano ancora scoperto o non ne erano ancora certi, se no sfruttando quel tallone d'Achille....

Un paio di giorni dopo la WB era ancora ferma per riparazioni, la zona era pattugliata di continuo dalle forze di resistenza che erano ben armate (se fosse stato necessario disponevano pure di un paio di elicotteri, di cui uno d'attacco, un COBRA appartenuto alle Guardie della Rivoluzione, a dimostrazione di quanto poco controllo avessero i nazisti su quei territori) e si sarebbero rivelate un ottimo aiuto in caso di attacco nemico.

Attacco che comunque i nazisti non avrebbero sferrato, dopo la definitiva debacle avuta pochi giorni prima (oltre che per lo schock per la perdita di un gerarca) all'interno del comando delle forze naziste della Wehrmacht si era deciso di sospendere qualsiasi attacco contro qualsiasi aeronave nemica (c'erano stati anche schermaglie minori in Africa tra il corpo corazzato d'elite Caracal e un'altra Pegasus, scontri che si risolsero con perdite non indifferenti per il Caracal) per rivedere le tattiche fin li usate e capire dove si stesse sbagliando.

Ma Ghiren non era dell'idea, il Fuhrer, infatti, e organizza solenni funerali di stato per il fratello, nel corso dei quali viene inaugurato il nuovissimo Mausoleo del Reich, nel quale i feretri di tutti gli eroi di guerra e dei precedenti Fuhrer dovranno essere traslati: nel corso delle esequie Kaswal ha finalmente l’occasione di rivedere la sorella, Artesia, appena arrivata sulla Terra insieme al proprio corpo d’assalto.

Artesia è sconvolta dalle devastazioni della guerra, e lo confida al fratello: questi, da parte sua, condivide le posizione dei critici, che vede in Delatz e Rahl i massimi esponenti, questi ultimi due infatti giudicano la condotta di guerra troppo sconsiderata e senza un minimo di intelligenza politica.

A questo punto, Artesia e Kasval sono raggiunti proprio da Rahl, il quale annuncia ai giovani Deikun di essere stato incaricato, personalmente da Gihren, di provvedere alla distruzione degli assassini dell’eroe del Reich. Propone ad Artesia di unirsi a lui e questa, sebbene non convintissima, accetta.

Le ultime informazioni del Reich (tra l'altro sembra che i satelliti da ricognizione siano stati hackerati dai federali rendendoli inservibili) danno la WB in viaggio probabilmente verso le regioni del sud dell'Iraq, anche se con grande preoccupazione ci si è accorti che nonostante i giorni che sono passati la WB (o Cavallo alato come viene chiamata dai nazisti) non è ancora passata sopra alla regione, Rahl intuisce (anche rileggendo i rapporti di Gato e Deikun) che la WB ha danni maggiori di quel che si credeva e probabilmente è ferma da qualche parte nell'altopiano iraniano per effettuare delle riparazioni d'emergenza.

Un sub alterno li chiede se ha intenzione di attaccare in quel territorio, ma Rahl dimostra di avere una precisa conoscenza della situazione militare in quella regione affermando che quella regione è totalmente fuori controllo e che c'è un rischio maggiore che il suo MS venga messo fuori uso da un RPG che da una delle armi beam del Gundam.

Rahl e Artesia, insieme ad un plotone di piloti scelti della Wehrmacht, si imbarcano a bordo di un Gustav diretti verso la Mesopotamia dove Rahl ha deciso di bloccare la WB, con loro vengono caricati, oltre agli SP-04 del plotone di loro sottoposti, anche due nuovi SP-07 di serie (che presentano minori modifiche rispetto agli SP-07 usati da Matsunaga, in particolare si denota qualche piastra di corazzatura in più nei punti critici e qualche antenna aggiuntiva per le comunicazioni).

Il piano di Rahl è semplice: impegnare i Gundam i combattimento con i loro SP-07 e con il supporto di quattro piloti di SP-04 e lasciare agli altri SP il compito di attaccare la WB, possibilmente cercando di non distruggerla, infatti nonostante le parole pubbliche di Ghiren le tecnologie installate sulla WB fanno gola ai nazisti e potrebbero rivelarsi decisive per l'andamento della guerra.

La WB dopo una settimana di sosta riprende il volo ed in meno di due giorni raggiunge la città (o meglio: quel che ne rimane) di Bassora.

A 100 chilometri da Bassora la WB venne individuata dai radar nazisti a lungo raggio, immediatamente Rahl, Artesia e gli altri piloti scelti decollano a bordo di un Gustav da Baghdad facendosi quindi aviolanciare su Bassora, proprio mentre la WB è in vista della città, il Gustav spara qualche colpo con l'artiglierie a lungo raggio, ma per ordine di Rahl si allontana immediatamente, mossa saggia visto che la WB prepara immediatamente un contrattacco a base di missili AA a medio raggio (attacco che non viene sferrato a seguito dell'allontanamento del Gustav, d'altronde Bright, in quelle condizioni, non può che cercare di sprecare meno munizioni possibili).

L'attacco di Rahl incomincia alle porte della città, in pieno deserto, ma con grande perizia riesce nel suo intento obbligando i Gundam, loro malgrado, a spostarsi verso la città. Sleggar ,mastica amaro, il comandante nemico di fronte a lui è in gamba e sta facendo fare loro quello che vuole lui, decide quindi di cambiare tattica optando per una maggiore libertà di movimento per ogni pilota, in questo modo spera di disperdere gli SP nemici obbligandoli a 'dividersi' i Gundam, in questo modo i tre piloti potranno, secondo i suoi calcoli (che si riveleranno parzialmente esatti, infatti Rahl intuendo la mossa ordinerà ad Artesia e agli altri piloti di concentrarsi solo sui Gundam che risulteranno essere di Sleggar e Amuro 'tenendosi' il Gundam di Kay solo per se e affrontandolo in un violento corpo a corpo sulle rive del fiume che attraversa Bassora), sfruttare le maggiori caratteristiche del Gundam nel combattimento corpo a corpo
 
Lo scontro è durissimo, ma ormai Amuro e Kay non sono più i pivellini di Okinawa e con Sleggar ad impartire ordini e consigli (nonostante la difficile situazione in cui si trova) riescono a tenere testa a Rahl e ad Artesia (e alla loro scorta), un SP-04 viene distrutto e altri due vengono danneggiati gravemente, inoltre gli SP impegnati nell'attacco alla WB non se la passano bene, infatti la WB dispiega tutte le sue batterie e addirittura i fanti si portano sulla sovrastruttura dell'hangar e armati di missili anticarro, lanciarazzi portatili, missili AA e mitragliatrici pesanti si mettono a sparare a tutti quegli SP che, con l'ausilio dei razzi e dei reattori di spinta, cercano di atterrare sulla WB in volo a bassa quota.

E chiaro ormai che la WB, anche senza l'ausilio dei Gundam (che comunque mostrano difficoltà ad affrontare gli SP-07 a causa dell'abilità dei piloti avversari),  riuscirà ad uscire vittoriosa dallo scontro, come commenterà Rahl: “Mahkuwe doveva inviarmi ben altre forze se voleva che li buttassi giù quella nave!”.

Un'ultima speranza per i nazisti viene da una compagnia di carri Adolf e relativi mezzi di supporto che di gran carriera si sta dirigendo verso la zona dello scontro: con i loro cannoni da 210 mm sarà un gioco da ragazzi mettere a mal partito la nave federale.

I gatling antimissile da 20 mm si ritrovano a dover abbattere i grossi proietti dei carri nemici, ma nonostante tale protezione un paio di colpi riescono a colpire l'hangar destro arrecando gravi danni, intanto i Gundam, nonostante l'ordine di Bright, non riescono a disimpegnarsi infatti i due SP-07 e due SP-04 (uno di quelli danneggiati si rimise a combattere nonostante la mancanza di un braccio) riuscivano a difendersi abbastanza bene.

La situazione si sta già mettendo male quando uno stormo aereo in volo a bassa quota compare sugli schermi radar della WB: è il colonello Roy Jung al comando di una formazione di Typhoon e F-16 che sta giungendo in aiuto.
In meno di mezzo minuto tutti i carri Adolf saltano in aria a causa delle bombe sganciate dagli F-16, mentre un paio di SP impegnati contro la WB vengono distrutti rispettivamente da un missili Brimstone e da una salva di razzi iperveloci da 70 mm (in quest'ultimo caso per mano personale di Jung, i razzi erano la sua specialità) e quelli rimasti sono quindi costretti al ritiro venendo fatti bersaglio dalle artiglierie della WB e dai caccia federali.

I caccia si prodigano anche ad aiutare i tre Gundam ancora impegnati nel combattimento urbano, in particolare il Typhoon pilotato da Ryu Josè attacca a colpi di cannoncino automatico da 27mm l'SP-07 di Rahl danneggiandolo in più punti, quest'ultimo però reagisce e riesce a colpire il Typhoon in volo a bassa quota con un colpo in modalità AA da 133 mm dei cannoni integrati danneggiando gravemente gli EJ-210 del Typhoon di Ryu, il pilota del caccia si trova davanti a due possibilità: eiettarsi o tentare un atterraggio sulla WB.

A sorpresa (il Typhoon già di per se non è un caccia adibito ad impieghi 'imbarcati', inoltre quella è una manovra mai tentata) sceglie la seconda opzione.

Bright, Mirai, Jung e tutto l'equipaggio della WB trattengono il fiato, i piloti dei Gundam (nel frattempo Rahl ed i suoi uomini si sono definitivamente ritirati) guardano preoccupati la scena, basterebbe un niente perchè avvenga un disastro.

Ma Ryu, nonostante i motori prossimi a smettere di funzionare, riesce a far atterrare il Typhoon, immediatamente la WB si abbassa per caricare anche i Gundam.

“Per oggi è abbastanza” commenta Jung: hanno consumato troppo carburante e ora devono invertire la rotta se vogliono ancora incontrare l'aerocisterna e ritornare in Sudan.

Immediatamente Ryu viene convocato da Bright, la situazione è semplice: il Typhoon verrà riparato con quello che è disponibile nella nave e Ryu verrà integrato nell'equipaggio tenendosi pronto ad eventuali missioni d'emergenza.

Ryu non perde tempo ad integrarsi nell'equipaggio, immediatamente infatti rimprovera ad Amuro (in contemporanea con Sleggar) per essersi troppo scoperto durante il combattimento urbano: la cosa lascia di stucco Amuro e Kay, questo pilota con un solo passaggio di pochi secondi sulle loro posizioni era riuscito a capire cosa stessero sbagliando e dove potessero migliorarsi...


Titolo: Ultimate Century, Ashes of the War: gli episodi.
Post di: pan - 25 Gennaio 2008, 18:39:44
EP 20: (titolo da decidere) (1a parte)

27 novembre 2015

LA WB dopo una lunga navigazione caratterizzata da piccoli, ma continui scontri con unità corazzate naziste (sullo sfondo immagini di unità meccanizzate e aeree che provano ad avvicinarsi o a infastidire la WB) che hanno costretto la nave a prendere una rotta molto settentrionale attraverso il Najad e la Giordania, raggiunge finalmente l'Egitto.

(http://img136.imageshack.us/img136/4089/cartinafv8.th.jpg) (http://img136.imageshack.us/my.php?image=cartinafv8.jpg)

Attualmente la WB si sta 'riposando' a circa duecento chilometri dal Cairo in una zona desertica e al riparo dai radar di ricerca nazisti (e anche al riparo da troppi occhi indiscreti).

Ormai la WB nelle file naziste ha una fama paragonabile solo a quella del diavolo (o di Churchill).

Amuro e Kay, mentre tutto il resto dell'equipaggio si dava da fare per rimettere in sesto la povera nave, si riposavano e discorrevano del più e del meno, osservando il sole calare sul deserto e i C-27J ed i C-130J atterrare in una improvvisata pista nel deserto per portare rifornimenti, parti di ricambio (soprattutto per il reattore viste le disperate condizioni in cui si trovava, per di più il caldo del deserto certo non rendeva facili le cose e aveva costretto la WB nelle ultime settimane a viaggiare solo di notte e per brevi periodi, in pratica si era perso solo un mese per viaggiare dal sud dell'Iraq all'Egitto, in auto avrebbero fatto prima) e munizioni.

Amuro e Kay erano seduti sopra la struttura dell'hangar sinistro, ottima zona da cui si godeva una bella vista ed un filo di vento sferzava leggermente i loro visi, un'ottima situazione per farsi prendere dalla nostalgia.

“Chissà come starà Fraw...” mormorò Amuro.
“Probabilmente sarà morta” esclamò Kay come se fosse cosa da poco.
“Brutto pezzo di merda!”, Amuro quasi colpì Kay con un pugno, ma quest'ultimo lo evitò.
“E stai calmo! Lo sai meglio di me che può essere tranquillamente così!”.
“In ogni caso non ti azzardare più a dirlo!”.
“Comunque è vero: chissà come stanno i nostri amici della scuola... e pensare che il prossimo mese  saremmo dovuti andare a Londra se confermavamo quanto deciso...”.
“Ora non ci sarà neanche più Londra”.
“Già, è un vero peccato! E pensare che quel viaggio l'avremmo fatto noi della nostra classe tutti assieme”, “E soprattutto se penso alla miriade di informazioni su abitudini e particolarità fisiche delle ragazze partecipanti che mi avrebbe potuto passare Walda”.
“Chi? La lesbica?”.
“Esatto, ogni volta che va in gita con altre ragazze, per ricompensarmi di un piccolo favore che le feci in passato, cerca sempre di raccogliere il massimo numero di informazioni possibili per poi passarmele... mica stupido eh?”.
“Effettivamente... e delle gare di kart che mi dici? Cavoli se mi manca mettere a punto uno di quei cosi”.
“E io cosa dovrei dire? Avevo gli occhi puntati di molte blasonate scuderie delle formule maggiori, ero ad un passo dall'iniziare la scalata per la formula uno. Maledetti nazisti ormai questa guerra l'hanno vinta”.
“Beh no. Se si riuscisse a produrre altre di queste navi e altri di questi mobile suit...”.
Ma Amuro venne bloccato da Kay: “Lascia perdere avranno già bombardato con i meteoriti tutti i centri di produzione di tali macchine... sempre che li siano rimasti meteoriti visto quanti ne hanno lanciati nelle prime ore...”.
“Su di morale ragazzi! Le nostre fabbriche stanno funzionando come non hanno mai fatto!” esclamò una voce femminile che subito i due piloti riconobbero: era il tenente Matilda Ajan accompagnata da Bright Noah, da Ryu Josè e da Sleggar (che non nascondeva un certo interesse per il fondoschiena della tenente).
I due piloti si misero immediatamente in piedi eseguendo il saluto militare.
“Se mi vuole seguire le mostrerò il Typhoon del caporale” disse Bright facendo cenno di seguirlo.

Intanto i nazisti non erano di certi stati a guardare la WB che compariva e che scompariva nel loro territorio, ma era un dato di fatto che dopo l'ultima battaglia sul Sinai l'avessero completamente persa di vista.

Eppure Rahl non si preoccupava, ormai sapeva che la WB aveva dei grossi problemi ai reattori e sapeva anche che per funzionare in maniera continuata avrebbero avuto bisogno di due cose: riparazioni approfondite (impossibili in quelle condizioni) e acqua in quantità per permetterne il raffreddamento (una brutta caratteristica del reattore Minovsky in caso di malfunzionamento era quello di riscaldarsi troppo, cosa che ne tendeva a deteriore le caratteristiche).

La Wehrmacht, come Rahl spiega ad Artesia, ha fatto troppo affidamento sulla componente d'attacco e nel tempo ha perso qualsiasi componente 'professionale' da ricognizione, ora la cosa si sta drammaticamente rivelando, ma a lui non importa: sa che la WB dovrà rifornirsi di acqua o sul Nilo o presso Assuan, in ogni caso quelle zone sono tutte controllate dalle forze naziste e perciò per lui non è un problema e nel caso che il Cavallo Alato scelga il Mar Rosso ad accoglierlo ci saranno i caccia provenienti dall'Egitto e dalla Penisola Arabica, in numero tale da rendere vana ogni azione federale di supporto aereo.

Artesia ascolta, ma con la mente pensa ad altro, non riesce a smettere di pensare all'aspetto 'umano' del SP che si sono trovati davanti, li sembrava d'avere una persona davanti, non una macchina, quel SP è assolutamente differente da quelli creati dai nazisti pur ricalcandone le linee generali.
Eppure Artesia non può fare a meno di notare come quel SP porti il 'marchio di fabbrica' di suo padre.
Rahl sembra leggerle nel pensiero: “é incredibile vero quanto li assomigli?”.
“Prego?”.
“Guardi, questa foto. All'epoca ero un giovane pilota di schutzenpanzer, qui mi può vedere mentre poso con l'Averla”.
“Ah! L'Averla, si! Mio padre lo chiama il 'paffuttelo'”.
“Un'ottima macchina, un suo eventuale successore sarebbe stato di gran lunga superiore al SP-03, ma ne sarebbe stato molto più costoso questo è indubbio... diciamoci la verità, il nostro sistema di sicurezza aveva molte falle...”.
“Probabilmente le loro sonde hanno catturato le immagini dell'Averla e hanno usato quelle immagini per sviluppare quella macchina infernale”.
“Già sicuramente è così” confermò Rahl, “Comunque i nostri SP-07 ne sono all'altezza e aspetti di vedere all'opera gli SP-05 che ci hanno inviato... li hanno affidati a tre uomini scelti maestri nel gioco di squadra”.
Artesia fece un cenno affermativo con la testa, ma non riusciva a non pensare a quel MS, alla fine Kaswal aveva fatto ciò che doveva fare quel giorno di diversi anni prima quando lo vide uscire trafelato dall'ufficio di suo padre, dal suo volto si capiva che stava per fare qualcosa che non avrebbe mai dovuto fare, certo Artesia non poteva aspettarsi che suo fratello (su 'invito' di suo padre) avesse passato i dati di fabbricazione di un intero SP.
Comunque tra le prestazioni dell'Averla e del SP federale c'era un abisso, evidentemente gli USA erano molto più all'avanguardia tecnologica di quanto i nazisti pensassero, probabilmente ancora qualche anno e gli USA avrebbero cominciato ad inviare in orbita i primi Cavalli Alati ed i primi SP prodotti in massa.
“Se solo fossero stati avanti di un paio di anni nella produzione di questi armamenti forse la guerra non sarebbe mai scoppiata” pensò Artesia piuttosto ingenuamente, ma certo è che se gli USA e i loro alleati (o il blocco capitalista come veniva chiamato sulle colonie naziste) fossero stati pronti qualche anno prima il luogo di battaglia iniziale sarebbe stato lo spazio prima che la Terra.
Nelle mente della ragazza passò uno di quei pensieri che non dovrebbero mai passare nella mente di un buon soldato del Reich: l'immagine dei federali che attraccano sulle colonie e condannano ad impiccagione i massimi esponenti del Reich, ma cosa ancora più grave questa immagine che era passata nella testa della ragazza era contornata da un aurea di felicità.
Immediatamente Artesia represse quell'immagine: non poteva permettersi di mettere allo scoperto così la sua vera natura, sarebbe equivalso alla sua fine.


Titolo: Ultimate Century, Ashes of the War: gli episodi.
Post di: pan - 27 Gennaio 2008, 14:45:46
Passarono alcuni giorni, era il 1 dicembre 2015, la White Base aveva completato le operazioni di emergenza e ora i reattori funzionavano in modo tale da garantire un tranquillo volo fino alle linee federali in Sudan.

La nave sarebbe decollata al tramontare del sole, seguita dopo un paio di ore dal decollo della formazione di aerei cargo, entrambi dirette verso il Sudan assumendo due rotte diverse: i C-130 ed i C-27 avrebbero seguito una rotta che costeggiava il Mar Rosso, mentre la WB avrebbe effettuato una manovra diversiva dirigendosi verso il Nilo, dalle parti di Farshut, li si sarebbe rifornita d'acqua e quindi avrebbe attaccato eventuali mezzi nemici presenti in zona, in questo modo avrebbero costretto i nazisti a concentrare l'attenzione su quella zona consentendo ai vulnerabili aerei cargo di uscire dal territorio nazista indisturbati.

Durante il mattimo, dopo un piccolo diverbio con Kay, Amuro decide di andare sul ponte dove trova Matilda che si accomiata dall'equipaggio della WB, durante questo momento ha una strana visione: si ritrova sempre sulla WB e sul ponte di comanda… ma non quello iper tecnologico che lui conosce, ma un ponte di comando che sembra uscito da un film anni '70-'80! Riconosce pure molti dei suoi occupanti (anche se sono 'diversi' da come lui li conosce, in particolare indossano divise mai viste), tra i quali c'è Fraw, ma ci sono anche molti che lui non conosce, ma di cui intuisce il nome, come una ragazza piuttosto alta e dai capelli non molto lunghi e biondi che chiama Sayla. Fra le persone presenti sul ponte di comando c'è anche Kay, che sta piangendo per la morte di Matilda.
Amuro non capisce e scappa da questa visione, ritornando con la mente e con gli occhi nella realtà della sua WB.
Raccontata immediatamente la cosa al prof. Kozumi, questi teme che il rigetto delle nanomacchine stia coinvolgendo la corteccia cerebrale, in particolare le aree sensitive, e sottopone Amuro ad alcuni test che, tuttavia, non rilevano anomalie degne di nota, in ogni caso Kozumi informa Bright della cosa che immediatamente ordina ad Amuro di andare a riposarsi in infermeria per almeno tutto il pomeriggio, infatti teme che il caldo del Sahara abbia fatto avere ad Amuro delle strane allucinazioni (inoltre la WB per risparmiare sul consumo energetico ha il sistema di condizionamento spento e solo in alcuni locali come per l'appunto l'infermeria non si muore dal caldo.

Verso il tramonto la WB si apprestò al decollo.
“Motori al 50%! Attivazione del sistema di sostentamento! Dispiegamento delle superfici aerodinamiche! Dirigiamoci verso il waypoint 1! Velocità di crociera a bassa quota!” ordinò Bright.
“Motori al 50%! Sistema di sostentamento attivato! Superfici aerodinamiche dispiegate! Prua a 170°! In fase di decollo, tutti ai propri posti! ETA al waypoint 1 quarantacinque minuti!” confermò Mirai con voce salda.

L'ombra della WB si stagliava lunga e minacciosa sul deserto egiziano, ma non erano le uniche ombre minacciose che si stagliavano su quel deserto...

Qualche centinaio di chilometri più a sud, poco lontano Assuan , tre piloti stavano mostrando le capacità dei loro nuovi SP-05 in una zona desertica.

“Ortega! Lehmann! Attivate il sistema di spinta primario al 44% ed il secondario al 96%! Facciamo vedere a Rahl di cosa sono capaci i nostri Schwartzkopf!”.
Immediatamente i tre SP-05 cominciarono come a scivolare sulla sabbia, i reattori di spinta montati sulle gambe e sotto ai piedi (il sistema di spinta secondario) ed i due reattori di spinta principali del backpack dell'unità (il sistema di spinta primario) infatti si attivarono generando una spinta tale da far sollevare l'unità a pochi centimetri dal suolo e facendo apparire i movimenti del SP-05 simili a quelli di uno sciatore o di un pattinatore.

I tre SP-04 del plotone di Rahl non poterono niente contro l'innata agilità del SP-05 in questa configurazione ed in meno di un minuto erano tutti sconfitti.

Rahl osserva la scena soddisfatto: finalmente Mahkuwe li inviava dei rinforzi degni di questo nome.

La WB intanto aveva raggiunto il waypoint 1, ma non tutto era andato come previsto: mentre facevano rifornimento d'acqua un plotone nazista in ricognizione li individua e nonostante i sistemi di jamming e la pronta reazione dell'artiglieria della WB riescono ad inviare un segnale d'allarme.

Bright capisce che se la WB venisse attaccata dai caccia in quel momento la situazione si farebbe complicata, infatti i cargo potrebbero essere individuati dai radar dei caccia nazisti ed inoltre si trovano in una zona troppo esposta e senza protezioni naturali dagli attacchi aerei.
Seppur è stato caricato solo un decimo dell'acqua che serviva Bright ordina il decollo immediato della nave, ritenteranno un rifornimento presso il bacino della diga di Assuan, le fonti di intelligence infatti avevano segnalato nella zona solo un battaglione di Landser, truppe mal armate e senza armi pesanti che non possono essere pericolose per la WB, inoltre in quella zona potranno ricevere supporto aereo dagli stormi federali dispiegati in Sudan rendendo molto meno pericolosi eventuali attacchi aerei dei caccia nazisti che hanno basi molto lontane da quelle zone.

Intanto un aereo AWACS nazista (un E-2 ex-israeliano) segue da lontano la WB, ma i radar della WB lo individuano, la situazione è tesa i MIM-210 sono finiti, esauriti durante le precedenti battaglie e l'unico modo per abbattere quell'AWACS sarebbe di far decollare il caccia, ma Bright non se la sente di rischiarlo in quel modo.

Mirai però non è d'accordo reputando quell'AWACS una grossa minaccia alla WB, infatti come giustamente fa notare quel singolo AWACS potrebbe dirigere interi stormi di caccia nazisti sulle loro teste.

In quel momento si accende uno dei video per le comunicazioni interne: è Ryu che chiede l'autorizzazione a decollare, Bright è titubante, ma pressato da Mirai e da Ryu da la sua autorizzazione.

In poco meno di cinque minuti il caccia è decollato ed in meno di un altro minuto i rottami dell'AWACS scendono in fiamme sul deserto dolcemente cullati dal vento.
Ryu decide però di non atterrare nuovamente sulla WB, ma decide di continuare a proteggerla dall'aria e Bright si dimostra perfettamente d'accordo, d'altro canto non se la sente di far effettuare a Ryu un'altra manovra di rientro: ci manca solo che la WB subisca gravi danni a seguito di un errore di atterraggio di un caccia.

In ogni caso Rahl ha le informazioni che li servono, tutto sta andando al meglio ora deve solo prepararsi ad accogliere il cavallo alato, ordina quindi di mimetizzare e nascondere gli SP e di prepararsi ad entrare in azione.

Ryu dopo circa un'ora di volo chiede di essere rifornito in volo dall'aeronave in modo da poter rimanere pronto in caso si profilassero altre minacce, d'altronde il suo armamento li permette di affrontare minacce aeree e terrestri.

La WB comunque ormai è molto vicina al bacino di Assuan e si appresta ad atterrare protetta dal Typhoon di Ryu.

Appena la nave tocca terra i Gundam subito cominciano le operazioni per posizionare i grossi tubi di pompaggio dell'acqua e Kay viene fatto uscire per proteggere le operazioni.

Nel frattempo Rahl, che ha provveduto a nascondere abilmente gli SP, osserva la WB con il binocolo.
“Guarda Artesia!” esclamò il comandante passando il binocolo alla ragazza, “Ora è un bersaglio facile, con un attacco a sorpresa non avranno neanche tempo di capire cosa è successo che la nave cadrà in mano nostra”.
“Ottimo, quando vuole lanceremo l'attacco”.
“Calma, calma. La cosa va fatta per bene, dobbiamo aspettare il momento giusto, inoltre c'è quel caccia che non mi piace dovremo cercare di abbatterlo nel momento stesso in cui cominciamo l'attacco”.
“Me ne occupo io se vuole”.
“Ottimo, e ricorda che se cattureremo o distruggeremo il Cavallo Alato avremo tre mesi di licenza sulle colonie”.
Sul volto di Artesia si dipinse un sorriso: “Così potrò riprendere le ricerche di mio figlio”, pensò la ragazza mentre saliva sul suo SP preparandosi a far fuoco appena il Typhoon fosse passato sopra le loro teste e li avesse dato la cosa.

Cosa che avvenne dopo circa dieci minuti, dieci minuti caratterizzati da una tensione sempre crescente: gli SP-05 e l'SP-07 di Rahl infatti si erano mossi molto lentamente per portarsi almeno a sei chilometri dalla WB, ogni movimento era ponderato, sarebbe bastato un piccolo errore per farsi individuare dal caccia.
Artesia osservava con gli strumenti ottici del SP-07 i lenti movimenti di Rahl quando sente il sinistro sibilo del Typhoon giungere da ore 10 del canale dove aveva nascosto l'SP (l'SP era nascosto infatti per la metà in acqua ed era ricoperto anche da un telone mimetico che lo faceva confondere con il rigoglioso canneto che sorgeva nel canale).
Immediatamente si appresta a far fuoco con il gatling dell'avambraccio sinistro del SP-07.
Artesia sente il sibilo del Typhoon fars sempre più vicino, i suoi occhi sono fissi sui sistemi di tiro, pochi centesimi di secondo ed il caccia sarebbe stato al centro del collimatore.

Fine dell'episodio :mrgreen:


Titolo: Ultimate Century, Ashes of the War: gli episodi.
Post di: pan - 31 Gennaio 2008, 11:41:55
no, in realtà l'episodio non era finito, ecco come finisce (ricordate che è una battaglia notturna)

“Ora!” sussurrò Artesia, ma in quel preciso istante Ryu riuscì a scorgere qualchecosa nel canneto, istintivamente fece una manovra evasiva: i colpi dei gatling del SP-07 passarono a pochi metri dal Typhoon di Ryu, troppi però perché le spolette AA dei colpi si attivassero.
“Allarme! Individuate unità nemiche a sud-est della nostra posizione!” urlò Ryu via radio.
“Che genere di unità?” domandò l'addetto alle comunicazioni della WB.
“Un SP probabilmente!”.
Ma in quel preciso istante, essendo fallita la trappola al caccia, Rahl ordinò l'attacco.
A sorpresa però ordinò al trio di SP-05 di non esporsi e di limitarsi ad azioni di disturbo, evidentemente non voleva subito sprecarli così in battaglia,
In ogni caso l'SP-07 di Rahl e di Artesia, sostenuti da un plotone di SP-04 e da una compagnia di fanteria già presente sul posto cominciarono l'attacco.

Immediatamente si scatenò un inferno di fuoco, il MS di Kay fin dai primi secondi dell'attacco venne colpito al braccio destro del Gundam e subì anche pesanti danni al cordone di collegamento tra il beam rifle ed il reattore Minovsky cosa che diminuì notevolmente la potenza del beam rifle.
A peggiorare ulteriormente la situazione ci pensarono gli stessi SP nazisti rilasciando la massima quantità di particelle Minovsky possibili ed inoltre in quelle zone Bright ebbe modo di scoprire che i nazisti disponevano anche di un qualche sistema di jamming attivo da campo: le comunicazioni radio a corto raggio divennero disturbate, ma soprattutto quelle a lungo divennero quasi del tutto impossibili e poi c'era il rischio (visto com'era stato organizzato bene l'attacco) che i nazisti potessero anche decifrare i loro messaggi criptati e quindi ogni eventuale richiesta di supporto aereo sarebbe stata vanificata da un pronto attacco aereo di Himmelritter.

Amuro e Sleggar, che si stavano riposando, ai primi rumori di scoppi e al suonare dell'allarme generale si fiondarono sui loro Gundam, ma ormai la situazione si stava facendo difficile: il Gundam di Kay stava venendo sopraffatto dal SP-07 di Rahl in un duello fondato sulla precisione di tiro nel movimento ad alte velocità, mentre i pochi fanti a disposizione della WB cercavano disperatamente di contrastare l'attacco dei fanti nemici, se non fosse stato per le artiglierie della WB che erano in costante stato di allerta (d'altronde per quel ruolo c'era abbastanza personale da organizzare turni ottimali) e che si misero immediatamente a far fuoco probabilmente sarebbero stati sopraffatti, fanti e Kay.

Miharu, inoltre, si trovò per la prima volta a dover usare il suo M4: un fante nemico, probabilmente sganciatosi dal resto del suo plotone, si era portato alle spalle del plotone di fanteria federale e si stava apprestando a lanciare una granate, quando fortunosamente arrivo proprio la ragazza che stava portando un pesantissimo zaino pieno di M136, vedendo il fante nemico (che non la notò) non riuscì ad urlare, ma imbracciò il fucile.

Furono tre lunghissimi secondi di sofferenza, il dito le tremava su quel grilletto e attraverso l'ottica non riusciva a vedere che un essere umano, un essere umano con una divisa che odiava, ma un essere umano, alla fine fece fuoco sopraffatta dalla paura e dal timore che quella granata eliminasse molti di quelli che ormai erano suoi amici, la pallottola colpì nella schiena, all'altezza del cuore, l'anonimo soldato proprio mentre stava per lanciare la granata che li esplose addosso.

Brandelli di carne e ossa volarono per diversi metri e Miharu si accasciò a terra e vomitò a causa di quella vista e soprattutto a causa della tensione per aver sparato ad un uomo, in ogni caso dopo qualche secondo si rialzò e portò i preziosi lanciarazzi al plotone di fanteria.

Gli SP-04, guidati da Artesia, erano ormai a poco più di un chilometro dalla WB quando uscirono i Gundam pilotati da Amuro e Sleggar.
Furono momenti concitati, Rahl vedendo i due MS uscire capì che doveva imprimere una accelerata all'azione, fece sparare agli SP-05 tutto quello che avevano contro il Gundam di Kay riducendolo a mal partito, contemporaneamente il suo SP-05 cominciò a correre verso il resto del plotone di MS nazisti che ormai si era aperto a ventaglio circondando la WB da tutti i lati eccetto quello che dava sul bacino, sfruttando la conformazione del terreno evitò l'artiglieria della WB.

L'obiettivo di Rahl era solo uno impegnare almeno uno dei due Gundam in modo che l'altro potesse essere affrontato da Artesia, nel frattempo gli SP-04 avrebbero lanciato attacchi diretti alla WB.

Erano ormai passati dieci minuti dall'inizio dell'attacco eppure mancava ancora un mezzo sulla scena: era il Typhoon di Ryu. A quest'ultimo venne ordinato da Bright di dirigersi verso le linee federali (pare che ci fossero sempre mezzi federali in ricognizione 150-200 Km più a sud), non ci fu neanche bisogno di spiegare a Ryu cosa fare, aveva già capito tutto.

Come un fulmine Ryu eseguì l'ordine salendo a quote tali da raggiungere velocità di supercrociera ed in pochi minuti riesce a mettersi in contatto con le unità federali.

In ogni caso la battaglia proseguiva durissima, tra le fila del plotone di fanteria (composto da circa una trentina di elementi e due fuoristrada) si contava un morto e due feriti gravi (immediatamente medicati dal medico dell'unità e da Miharu), mentre la compagnia di Landser nazisti tra morti e feriti aveva perso circa la metà degli effettivi (troppo superiore era l'addestramento dei fanti federali, quelli ex-USA erano in particolare tutti ex appartenenti alla Delta Force, mentre quelli giapponesi erano tutti esperti paracadutisti delle ex-forze di difesa Giapponesi).

Sleggar e Kay (quest'ultimo aveva abbandonato il MS danneggiato ed era tornato sulla WB prendendo in consegna uno dei Gundam di riserva) e l'artiglieria della WB ingaggiarono un feroce scontro d'artiglieria con gli SP nemici tenendoli a debita distanza, mentre Amuro dovette vedersela in un feroce corpo a corpo con Rahl (tale era la vicinanza tra i due MS che era impossibile per la WB intervenire con la propria artiglieria).

Per la prima volta un MS mollò un pugno ad un altro MS: Rahl riuscì a distruggere la testa del Gundam, Amuro ridotto solo ad utilizzare le camere secondarie (e con il MS danneggiato in più punti) si preparò a bloccare i mortali fendenti dell'avversario.

L'ascia termica di Rahl colpì il Gundam in pieno petto gettandolo a terra e cominciando a penetrare attraverso la corazzatura, Amuro vide in faccia la morte, la telecamera secondaria, ancora funzionante, era fissa sul monoeye del SP-07, con un disperato gesto Amuro fece muovere la Beam Saber, ciò costrinse Rahl ad allontanarsi per un momento e con gli ultimi colpi rimasti a distruggere definitivamente il braccio sinistro del Gundam che impugnava la pericolosa arma.

Rahl osservò soddisfatto la sua preda, Sleggar provò a sganciarsi per giungere in aiuto di Amuro (che distava circa un chilometro e mezzo dalla sua posizione), ma venne bloccato dal fuoco d'artiglieria dei SP-05 e da un attacco corpo a corpo nemico, infatti Artesia ed i piloti dei SP-04 sentendo la vittoria vicina si lanciarono all'attacco.

Per Amuro era la fine: il Beam Rifle ancora in mano al suo mezzo aveva il cordone di alimentazione tagliato in due e la beam saber era distrutta.
Rahl puntò il gatling destro (aveva ancora un colpo) contro la cabina del Gundam, da distanze del genere anche l'involucro di protezione per il pilota non avrebbe retto contro i colpi da 133mm dei gatling del SP-07 (che di certo non si distinguevano per capacità perforante), quando un'ombra in volo a bassa quota comparve per una frazione di secondo sullo schermo del ragazzo, l'SP-07 che veniva spostato dall'impatto e che esplodeva.
Amuro rimase paralizzato non capendo cos'era successo, nella sua mente comparve una immagine di un piccolo caccia che si sacrificava contro uno stranissimo aereo per salvare un MS bianco che ricordava molto il Gundam.

Solo una parola pronunciò: Ryu.

Bright, Mirai, Artesia, gli uomini di Rahl, Kay, Sleggar e tutti i membri della WB si voltarono tutti per un attimo per osservare quell'enorme esplosione.

Bright che stava osservando lo scontro di Amuro rimase con il groppo in gola: aveva visto chiaramente le due forti luci del post bruciatore del Typhoon di Ryu dirigersi verso l'SP-07, Ryu si era gettato in un attacco kamikaze.

La gola del comandante divenne improvvisamente asciutta, avrebbe voluto urlare, ma non ce la faceva, non riusciva neanche a muoversi, in quella notte in cui la Luna illuminava tutti il deserto e l'immenso bacino osservò uno dei turbogetti, che non si era disintegrato nell'esplosione, rimbalzare violentemente, spaccarsi in due ed infine ricadere nel bacino di Assuan.

Ci furono dieci secondi di calma sul campo di battaglia tra coloro che avevano assistito alla scena, solo alcune artiglierie della WB continuarono a far fuoco distruggendo due inermi SP-04 paralizzati dalla scena a cui avevano assistito.

“Ci... ci arr.. arrendiamo! Rahl è... è morto!” urlò con disperazione una voce femminile dallo spiccato accento tedesco coloniale sulle frequenze libere.

Immediatamente l'SP-07 e gli SP-04 si disattivarono ed i loro piloti uscirono dai MS tra gli sguardi di odio dei federali, probabilmente molti li avrebbero fucilati così sul posto, ma Bright, dall'alto della sua postazione, e Sleggar con il suo MP-5K tennero a bada l'equipaggio della WB mentre i prigionieri, l'SP-07 e due SP-04 venivano caricati sulla WB.

I Landser, che avevano ormai esaurito le munizioni, provarono a darsela a gambe, ma i fanti federali presi dalla rabbia e dall'adrenalina del combattimento non 'acconsentirono' sparando a coloro che provarono a fuggire, solo una decina di fanti nazisti che si arrese fu risparmiata dalle pallottole, ma non dai calci dei fucili e dagli anfibi dei federali, per loro fortuna un paio di parole di Miharu bastarono a calmare gli animi.

Inoltre il gruppo dei fanti venne velocemente richiamato da Bright dovevano occuparsi di recuperare i componenti più piccoli dei MS di Amuro e dei primi di Kay in modo che niente cadesse in mano nemica (le carcasse dei due MS vennero invece recuperate da Kay con il suo Gundam), ma soprattutto di cercare il corpo di Ryu per darli degna sepoltura

Dopo due ore di ricerca il corpo di Ryu non venne trovato, era palese che fosse stato polverizzato in quell'esplosione, era troppo sperare di trovare anche un brandello di carne, fu celebrato quindi un veloce funerale al cospetto di gran parte dell'equipaggio della WB.

Bright voleva dire un paio di parole di addio, ma non ci riuscì sopraffatto dall'emozione e ci fu quasi un pianto collettivo dell'equipaggio: Ryu in un solo mese era riuscito ad entrare nel cuore dei membri della WB.

Una croce fu piantata dove avvene il sacrificio ed un frammento del Typhoon con le insegne federali venne piantato in quella posizione.

Amuro osservò la scena con disperazione, Ryu l'aveva salvato e lui cosa aveva potuto fare? Niente.
In preda alla rabbia cominciò a tirare pugni e calci a ciò che rimaneva del SP di Rahl: non si sarebbe mai dovuto ripetere, non si sarebbe mai piùfatto mettere in difficoltà da un nemico, ce l'avrebbe fatta anche da solo, avrebbe vinto la guerra da solo se fosse stato necessario

Bright strinse per una frazione di secondo una mano sulla spalla di Amuro.
“Amuro... dobbiamo decollare”.
“Vendichiamo Ryu, dobbiamo vendicarlo! Vanno ammazzati, devono morire tutti” mormorò Amuro in lacrime.
“Ryu non avrebbe mai detto una cosa del genere, sei vuoi vendicare Ryu cerca solo di dare sempre il massimo di te e di proteggere ciò per cui Ryu ha dato la sua vita. Cerca di sopravvivere: è questo quello che voleva Ryu” spiegò Bright voltandosi e dirigendosi verso la WB, era ora che decollassero, stare in quella posizione li rendeva troppo vulnerabili ad ulteriori attacchi.


Titolo: Ultimate Century, Ashes of the War: gli episodi.
Post di: pan - 03 Febbraio 2008, 17:15:00
EP 21:  Die Schwartze Sterne

Schneider stava osservando quel puntino verde sul radar allontanarsi velocemente verso sud, poche ore prima il loro comandante era morto e loro erano rimasti isolati con quel che rimaneva della guarnigione di Assuan (ovvero coloro che non avevano preso parte alla battaglia).

Sperare in rifornimenti in tempo breve era forse troppo, in quei giorni i nazisti avevano lanciato una piccola offensiva in India Meridionale e come fece notare Ortega sperare in dei rinforzi era forse chiedere troppo.

In ogni caso i tre erano decisi a scendere in battaglia: “Se solo Rahl ci avesse impiegato contro il Cavallo Alato ora sarebbe vivo!” esclamò Lehmann.
“Non voleva rivelare subito le sue carte” mormorò Ortega.

Schneider distese una grossa cartina dell'Africa sul tavolo, aveva deciso che avrebbero attaccato il Cavallo Alato e così avrebbero vendicato Rahl.
Secondo le informazioni in loro possesso il Cavallo Alato avrebbe potuto stare in volo solo per poche ore e poche zone erano indicate ad un eventuale atterraggio della nave.
Sicuramente il Cavallo Alato non avrebbe potuto raggiungere in volo le linee 'stabili' federali, infatti tra Assuan (il caposaldo più a sud delle forze naziste) e le prime basi federali c'erano diverse centinaia di chilometri di terra di nessuno, infestate da mercenari, pattuglie in ricognizione (federali soprattutto, ma a volte si potevano incontrare anche grossi gruppi da ricognizione nazisti), tribù e gruppi locali ben armati, predoni, ect...

I tre piloti individuarono immediatamente quali potevano essere i punti in cui il Cavallo Alato potesse atterrare, ci fu un lungo scambio di sguardi tra i tre.
Pochi minuti dopo caricati i tre SP su dei speciali rimorchi e scortati da alcune blindo leggere si misero in marcia alla caccia della WB.

Intanto Mirai, Bright e il comandante del gruppo di fanteria stavano osservando la grande cartina elettronica sul pavimento per individuare il punto di atterraggio accordato con il tenente Ajan, entro due ore e mezza infatti la WB sarebbe stata costretta ad atterrare se non voleva mancare il rendez-vous con il gruppo di rifornimento.
“Secondo le informazioni inviate dal tenente Matilda Ajan il suo gruppo questo dovrebbe essere il punto preciso in cui ci avrebbero aspettato, inoltre dovrebbero aver preparato una pista per i loro aerei” fece notare Bright indicando un punto sulla mappa.
Mirai osservò dubbiosa quel punto, per raggiungerlo avrebbero dovuto sorvolare il Nilo o prendere una via più larga nel deserto.
“Mark! Come stanno i reattori?” domandò Mirai al motorista capo.
“Il tempo fuori sta peggiorando, l'aumento di umidità nell'aria ci costringe a tenere i motori piuttosto alti come potenza erogata, comunque proprio grazie all'abbassamento della temperatura esterna il calore in più erogato riusciamo a dissiparlo più facilmente”.
“A questo punto direi che la via migliore sarebbe la via diretta”.
“Negativo” esclamò il sergente Gregor, “Quella zona sicuramente sarà tenuta molto d'occhio, verremmo sicuramente individuati”.
“Uhm... d'altro canto non possiamo rischiare di danneggiare ulteriormente i reattori, diventeremo veramente un'anatra zoppa a quel punto” fece notare Bright, “Però non possiamo neanche rischiare ulteriori attacchi...”, “Non ci rimane altra scelta: Mirai voli bassa lungo la rotta da lei proposta, dite a Sleggar di porsi in stand-by con il Gundam, tutto l'equipaggio in stato di allerta 2”; “Se solo disponessimo di un caccia potremmo effettuare una ricognizione come si deve, se solo ci fosse ancora Ryu...” mormorò Bright sedendosi nella sua postazione di comando.


La WB non incontrò pericoli sul tragitto per il punto di incontro e subito, appena atterrarono, poterono cominciare le operazioni di rifornimento e di riparazione.

Questa volta Matilda aveva fatto le cose in grande: c'erano addirittura due C-5 e tre C-17 e quella pista, velocemente preparata da una unità del genio (giunta in zona alcuni giorni prima), pur non essendo asfaltata era come se lo fosse, inoltre a proteggere il tutto c'era anche una compagnia meccanizzata dotata di mezzi LAV, Hummer antiaerei e di un nuovo mezzo cacciacarri che a prima vista Bright scambiò per uno Striker con canna da 105, in realtà poi si accorse che era un mezzo molto più avanzato e molto più armato, era uno dei nuovi M-10 'Wolf Hunter' capace di affrontare, anche in combattimenti ravvicinati, nelle mani giuste gli SP nazisti (almeno gli SP-03 e gli SP-04 standard) con ottime probabilità di successo.

Vedendo tale dispiegamento di forze Bright ordinò all'equipaggio della WB di riposarsi e ordinò che fossero attive 24h/24h solo i radar a lungo raggio, i marconisti e le postazioni missilistice AA (a questo punto terra-aria) a lungo raggio.

Riposo che era assolutamente necessario per il provato equipaggio, probabilmente ancora un giorno di allerta e l'equipaggio avrebbe preso a pugni Bright pur di avere un momento di pace.

Tra i rinforzi portati da Matilda (venne infatti fatto confluire molto personale) c'era pure un intero team di tecnici federali specificatamente addestrati alla manutenzione dei MS e delle classi Pegasus: ora le riparazioni ai Gundam e alla WB non sarebbero più state condotte un tanto al chilo come era avvenuto fino a quel momento a causa della mancanza di personale specializzato (se si esclude Kozumi senza il quale sarebbe stata impossibile ogni operazione di riparazione ai Gundam).

Ora l'equipaggio poteva dirsi al completo (rimanevano scoperti solo alcuni settori secondari in cui non c'era abbastanza personale per permettere un turn-over efficiente).

Bright approfittò di quella pausa per cominciare a interrogare (con l'aiuto di un paio di elementi, inviati dall'AFRICACOM specializzati proprio in interrogatori e lingua tedesca, incaricati dell'ascolto delle frequenze radio nemiche) Artesia, che viene costretta (ma l'interrogatorio non è neanche molto duro, quindi la ragazza dimostra una certa 'facilità' nel parlare) a rivelare informazioni abbastanza riservate riguardanti l’effettiva conformazione del Reich, e sul suo potenziale bellico, informazioni che subito vengono inoltrate all'AFRICACOM attraverso un volo d'urgenza di un C-27J che porta con se tutte le preziosissime trascrizione degli interrogatori (le radio infatti funzionano malissimo sulle grandi portate a seguito dei disturbi elettronici nazisti cominciati con l'inizio della guerra).

Durante una pausa degli interrogatori, Amuro ha l’occasione di incontrarla visione che ha un effetto destabilizzante sul ragazzo (infatti è allo stesso tempo colpito dalla bellezza della comandante nemica, ma allo stesso tempo prova come un recondito odio per ciò che rappresenta) e che lo porta ad avere nuove visioni.

Le sue visioni lo portano in un luogo che non ha mai visto, davanti ad un palazzo dalle geometrie assurde: “Principato di Zeon” mormora Amuro e lui e la ragazza bionda sono sdraiati su un prato verde, abbracciati l’uno all’altra, come due innamorati.

Sleggar nota il ragazzo appoggiato ad una parete con gli occhi persi nel vuoto, strattonandolo fortemente lo riporta alla realtà, il marines infatti comincia ad intuire cosa sta succedendo ad Amuro (anche avendo colto alcune parole di Kozumi mentre discorreva con Bright proprio su Amuro).
“Tutto bene?” domanda il marines.
“Si... si, solo stanchezza”.
“Vatti a riposare” esclamò Sleggar, “Ne hai bisogno!” allontandosi ridendo, con la sua classica risata che riusciva a mettere tutti istintivamente di buon umore.

Passarono alcuni giorni, sul posto affluì una ulteriore compagnia meccanizzata dotata di CAT da ricognizione per assicurare una completa difesa del sito ed inoltre arrivò anche un UH-1Y che venne assegnato alla WB come mezzo CSAR, ogni tanto gli aerei cargo decollavano per caricare ulteriore materiale da portare alla WB e alle compagnie di difesa ivi stanziate, quindi a parte il frastuono dei turbofan dei C-5 e dei C-17, o il rombo dei turboelica dei C-130 o dei C-27 la situazione poteva dirsi tranquilla, ma all'insaputa dei federali un'ombra di minaccia si stagliava in lontananza: il gruppo dei Die Schwartze Sterne aveva seguito le traccie e le informazioni dell'intelligence nazista ed ormai era in vista delle posizioni nemiche.
I tre piloti decisero di lanciare l'attacco al tramonto, in modo da attaccare con il sole alle spalle, ma mentre loro avrebbero attaccato da sud, un attacco diversivo sarebbe stato lanciato dai blindati leggeri nazisti.

L'attacco non poteva fallire, solo pochi rilievi proteggevano l'improvvisata base nella savana e quello era un territorio dove gli SP-05 potevano far sentire tutta la loro potenza e mobilità: non ci sarebbe stata possibilità di scampo per gli SP federali.

In quanto alla WB i tre piloti davano per certo che l'equipaggio, provato dalle precedenti battaglie e dai continui lunghi voli, fosse molto provato e che perciò l'aeronave non fosse in grado di reagire prontamente.

La battaglia, al tramonto del 6 dicembre, ebbe inizio.
I gruppi da ricognizione individuarono i mezzi nemici in avvicinamento troppo tardi e il contemporaneo attacco dei mezzi blindati leggeri nazisti impedì alle forze in difesa della base di organizzare una efficace resistenza, due M-10 vennero distrutti ancora prima che potessero essere attivati, un'altro rimase impegnato contro i mezzi leggeri nazisti e solo uno riuscì ad attaccare gli SP nemici.
Ma in meno di dieci secondi anche questo fu distrutto da una preciso colpo di Lehmann.
Tale era stato l'effetto sorpresa che gli SP irruppero indisturbati sulla pista nemica distruggendo un C-130 che stava decollando.
Comunque la vana resistenza dei gruppi di difesa bastò a guadagnare quel minuto che servì alla WB a diramare l'allarme generale.
Gli SP infatti quando raggiunsero la WB furono costretti a rompere la loro formazione a causa di un cannone da 76 e di uno da 105 che aprirono fuoco, quello da 105 fu distrutto da una bordata di Ortega.

In ogni caso i tre SP-05 cominciarono a prendere di mira la WB piazzando un paio di colpi sui reattori di destra, in quel momento però uscì il Gundam di Kay, seguito poco dopo da Amuro e quindi da Sleggar.

La vera battaglia aveva inizio solo in quel momento, immediatamente gli SP-05 si lanciarono all'attacco circondando e rendendo inutilizzabile il Gundam di Kay che fu sopraffatto dalla mobilità degli SP nemici, Sleggar e Amuro provarono quindi a contrattaccare, ma non riuscirono a concludere niente, un colpo del caposquadriglia nemico riuscì a colpire in pieno la gamba sinistra del Gundam di Slggar, a quel punto non rimaneva che Amuro che con il beam rifle stava cercando disperatamente di colpire uno di quei MS (senza colpire le unità alleate che si trovavano sulla linea di fuoco), anche Amuro venne circondato, ma con una mossa a sorpresa riuscì a sganciarsi e a continuare a combattere, nonostante ciò il suo beam rifle era a corto di energia e le armi da 0.50 montate sulla testa del Gundam poco sembravano fare contro gli SP-05.
Nonostante ciò Amuro dimostrò una capacità innata di pilotaggio riuscendo ad evitare, seppur con estrema difficoltà, gli attacchi nemici, ma ormai era con le spalle al muro ed l'SP di Schneider si apprestò ad attaccarlo mortalmente con l'ascia termica quando un'ombra nera passò a pochi metri sopra alla testa del SP.

Ombra da cui vennero sparati diversi colpi di cannoncino ed un paio di missili AT: era il C-27V (versione aggiornata con armi da autodifesa del C-27J) di Matilda Ajan che volando a bassa quota semina lo scompiglio tra gli SP nazisti, Amuro sfrutta quel momento per allontanarsi verso una posizione a lui più favorevole.

Gli SP non si fanno perdere d'animo e lanciano un attacco combinato contro il Gundam di Amuro. Amuro vede per un frammento di secondo nei suoi occhi passare una scena in cui appare nuovamente il Gundam 'vecchio'  attaccato da tre MS molto simili ai SP-05 ed in questa scena vede uno stranissimo aereo cargo che viene abbattuto da un pugno di uno dei MS nemici.
Amuro quando si risveglia da questa brevissima visione fa impugnare al suo MS la beam saber ed in pochi secondi elimina due SP proprio mentre il C-27V di Matilda sta giungendo alle sue spalle, il terzo SP prova ad abbattere il cargo, ma prima che l'ascia termica colpisca la cabina di pilotaggio Amuro trancia in due il braccio del SP…  ma ciò non basta a salvare il C-27V che viene colpito dall'ascia termica all'attacco ala sinistra-fusoliera, l'aereo perde il controllo, ma riesce ad effettuare una specie di atterraggio d'emergenza che si conclude però con il ribaltamento di ciò che rimane del velivolo.

Nel frattempo il danneggiato SP di Ortega si allontana, Ortega, l’unico pilota di Tannhäuser sopravvissuto, fugge promettendo vendetta … ma viene intercettato e distrutto da una precisa salva da 76mm da un quarto RX-78b che compare da dietro una collina: è Shiro Amada!

E dopo neanche due minuti alta e minacciosa nel cielo compare l'Albion...

Alcune unità di fanteria (che nel frattempo hanno annientato completamente i blindati nazisti) giungono a prestar soccorso all'equipaggio del C-27V,  Matilda ed il resto dell'equipaggio sono tutti feriti gravemente, ma salvi.

In particolare Matilda nonostante la forte fitta alla schiena si trascina fuori dalla carcassa del velivolo e volgendo gli occhi ad un cielo su cui è ormai è calata la notte osserva l'Albion che si appresta ad atterrare: “Missione completata” mormora Matilda, gli ordini di Revil sono stati eseguiti.
Supportare la WB fino al ricongiungimento con l'Albion impegnata in quei mesi in Africa Occidentale in durissimi scontri contro le forze naziste che stavano tentando di avanzare verso sud, verso la strategica (per le sue risorse naturali e per la sua posizione) Africa Centrale.

Purtroppo Matilda rimarrà paralizzata agli arti inferiori e la si vedrà, dopo la sigla venire caricata in carrozzella su uno degli aerei da trasporto mentre abbandonano la zona.

Amuro, accompagnato da Sleggar, va a salutare personalmente Matilda, vorrebbe scusarsi per non essere stato abbastanza bravo per proteggerla, ma Matilda intuisce cosa angoscia il pilota e gli sorride.
“Non prendertela, bisogna già difendere se stessi in questo massacro, non puoi pensare realmente di salvare tutti gli uomini che abitano su questa terra, e comunque sono viva nel caso non l'avessi notato e questo vuol dire che posso ancora combattere!” esclama l'Ajan salutando Amuro con una V della mano sinistra e facendogli l'occhiolino.

Amuro che non capisce il perché di tutto quell'ottimismo osserva dubbioso il C-130 che decolla: “Forse mi ritengo troppo indispensabile, bah...” mormora dubbiosamente tra se e se non facendo caso a Kay (osservato e supportato da un divertito Shiro) che si sta preparando a bagnarlo con un getto d'acqua giusto per festeggiare di esserse ancora vivi nonostante tutte le disavventura passate la sera precedente

Un senso di felicità e ottimismo pervade l'equipaggio della WB: finalmente non dovranno combattere più da soli.


Titolo: Ultimate Century, Ashes of the War: gli episodi.
Post di: pan - 07 Febbraio 2008, 19:03:08
Ho deciso alcuni cambiamenti, fondamentalmente l'episodio 24 sarà un episodio dedicato ai politici della Federazione, pur rimanendo sempre il combattimento aereo citato da altre parti, ciò a causa del fatto che ho deciso di dare un certo risalto alla figura di Cecilia in questo episodio e dare risalto di nuovo a quella figura in un altro episodio così vicino sarebbe stata una inutile sovrapposizione.

In ogni caso (visto che mancherò almeno fino a lunedi) prima parte de:

EP 22: Battaglia sull'altipiano

Oceano Indiano, Isola di Diego Garcia, 9 dicembre

“Saluto alla comandante delle SS Cecilia Zabi!” urlò un ufficiale alzando il braccio al cielo nel classico saluto nazista.
La lady di ferro entrò nella grande sala briefring della base andandosi a sedere su una grande poltrona a lato della stanza, al centro troneggiava una grande mappa dell'Africa.
Immediatamente i presenti si alzarono salutando anch'essi Cecilia.
La comandante in capo delle SS si portò a centro stanza apprestandosi ad incominciare un breve discorso, davanti a se aveva i migliori assi e comandanti della Wehrmacht e delle SS, di terra, di aria, di mare.
“Se io non mi chiamassi Cecilia Zabi ubbidireste ai miei ordini?”, la domanda lasciò di stucco diversi dei presenti.
Il comandante del XXIII caccia rimase talmente sbalordito che non riuscì a trattenersi: “Ma lei è Cecilia Zabi!”.
Cecilia lo fulminò letteralmente con lo sguardo, e pensare che quel pilota era considerato come uno dei migliori piloti di Himmelritter del Reich...
Gato fece due passi avanti osservato da Kaswal von Deikun e dal generale Siegwin Kerton che trattenevano una risata maliziosa, quando Gato faceva due passi avanti c'era sempre da divertirsi (se si aveva un minimo di spirito politico).
“Signora, a me non interessa sapere se lei si chiama Cecilia Zabi, Margharet Vaster (scienzata divenuta molto famosa negli anni '60 nel quarto reich a seguito delle sue scoperte scientifiche che consentirono di aumentare la natalità del 12% e negli anni '80 per i primi esperimenti di modifica genetica su piante per renderle in grado di crescere anche in luoghi inospitali, NdR) o Eva Braun, da lei voglio solo sapere una cosa: è lei la comandante delle Schutzstaffel, branca del Partito e del Reich dedita a proteggere il Partito ed il Reich stesso dai nemici interni ed esterni che li minacciano e dedita ad ottenere la purezza della razza tanto ambita dal fondatore del Partito e del Reich, Adolf Hitler?”
“Sicuramente sono a comandante delle SS, il corpo dedito alla protezione del Reich da ciò che lo minaccia se è questo che le interessa” rispose asciuttamente Cecilia Zabi.
“La ringrazio della risposta, sono ai suoi ordini e pronto ad immolarmi per la causa eseguendo ciò per cui sono stato addestrato fin dalla nascita. Heil Zabi!” concluse Gato eseguendo il saluto nazista, subito imitato da Deikun e Kerton che avanzarono anch'essi di due passi eseguendo un perfetto saluto nazista, subito imitati dagli altri presenti.
“Bene, allora passiamo ad illustrare il piano di operazioni. Generale Kerton”.
“Subito!” esclamò Kerton.
Le luci immediatamente si abbassarono e solo la cartina dell'Africa rimase illuminata.
“Come potete vedere queste sono le ultime posizioni rilevate circa la corazzata aerea nemica che chiamiamo 'Cavallo Alato'.
Non mi dilungherò troppo sui dettagli, per quelli ci sono già le informazioni che vi verranno consegnate all'uscita.
Abbiamo l'ordine perentorio di fermare la corazzata sull'altipiano keniota, sappiate però che il 'Cavallo Alato' ha ricevuto rinforzi ed ora è scortata da un'altra corazzata che nostri informatori ci informano chiamarsi 'Albion'.
Questo sarà il nostro piano d'attacco” esclamò Kerton indicando la cartina, alcune lucine si accesero indicando alcune rotte d'attacco.
“Un gruppo di Gustav volerà a bassa quota fino a giungere a ridosso delle due navi a quel punto tenteremo una nuova tattica d'attacco.
Le tattiche classiche si sono rivelate inefficienti come hanno dimostrato il sacrificio di Garma Zabi e del Generale di Brigata Rahl, perciò questa volta giocheremo d'astuzia.
Le corazzate nemiche sono delle vere e proprie postazioni d'artiglieria corazzata aerea e non possiamo sperare di abbatterle con le poche armi pesanti di cui disponiamo, ed inoltre quando sono a terra sono protette efficacemente da quei SP e loro saranno l'obiettivo dell'attacco”.
Deikun e Gato si guardarono per un attimo negli occhi, da buoni assi e comandanti qual'erano avevano intuito quale sarebbe stato il piano d'attacco, Deikun sorrise, quel piano era frutto del suo sacco.
“Dobbiamo allontanarli dai 'Cavalli alati', ma dobbiamo allontanarli in modo tale che le due corazzate siano costrette a dividersi per aiutarli, a quel punto entreranno in gioco i caccia e le Gustav che creeranno un forte sbarramento costringendo le due corazzate ad accettare il combattimento ed impedendogli di aiutare i loro SP, in quel momento dovranno entrare in azione i plotoni di Gato e Deikun che andranno a supportare i plotoni esca di Matsunaga e di Schmeizer.
Abbiamo individuato varie zone dove i vostri mezzi potranno dare il massimo e dove saranno relativamente al sicuro anche in caso che I 'Cavalli alati' evitino il combattimento e rimangano vicino ai SP”.
Deikun si fece avanti alzando la mano per chiedere parola.
“Ed in quel caso il nostro obiettivo rimarranno gli SP grigi visto che in ogni caso almeno uno dei due cavalli alati sarà costretto a far sosta e a quel punto senza la protezione dei SP potrà diventare facile preda anche di un battaglione di Adolf” esclamò il giovane scambiando un veloce sguardo con Cecilia.
“Esattamente Generale di Brigata Kaswal von Deikun”.

Nel frattempo la White Base e l'Albion sorvolavano a bassa quota le praterie e la savana africana.
Artesia dal piccolo oblò della sua cella di detenzione osservava quei scenari praticamente incontaminati distrattamente, era ben lungi da lei contemplare lo spettacolo che la natura le offriva con tutti quei pensieri che le passavano nella testa, uno su tutti le rodeva lentamente le sue capacità di resistenza psicologiche e se ne accorgeva sempre di più: “Chi sono i miei nemici?”.
In effetti l'interrogatorio federale era stato molto duro e più volte gli avevano immerso la testa in acqua per darle la sensazione di annegamento e come se non bastasse l'avevano poi lasciata per lungo tempo (una intera giornata) senza acqua in quella calda stanza degli interrogatori, o meglio l'acqua c'era, ma lei era legata, ed il bicchiere ripieno del prezioso liquido si trovava davanti a se senza possibilità di essere raggiunto e le sentinelle non sembravano certo avere intenzioni di muoversi a fargliela bere; alla fine su diversi punti aveva ceduto e pure i suoi freddi occhi azzurri arrivarono a supplicare disperatamente un po' di riposo e qualcosa con cui rifocillarsi (ma non l'avrebbe mai chiesto espressamente, quello mai, non si sarebbe mai piegata così facilmente), ma non sui veri segreti di cui lei era a conoscenza...
“Chi sono i miei veri nemici?”, una piccola parola si aggiunse al ripetitivo pensiero della ragazza, in  fondo perché avrebbe dovuto continuare a combattere per il Reich? Il segreto che custodiva non avrebbe forse portato alla logica e conveniente conclusione che per lei forse c'era una bandiera migliore?
Artesia continuò a guardare con occhi vuoti fuori dal finestrino, sovrappensiero si mise a fischiettare il vecchio inno nazista...

E a qualche migliaio di chilometri di distanza interi plotoni si misero a intonare tale inno, sulla base di Diego Garcia erano i conseuti dieci minuti prima e dopo del discorso settimanale del Fhurer, il rituale voleva che prima e dopo di tale discorso venissero cantati gli inni più importanti del nazismo e del quarto Reich.
Improvvisamente i cori si interruppero.
Ghiren Zabi cominciò il discorso, tutti gli occhi erano fissi sugli schermi TV.
Cittadini eletti della razza ariana del Reich millenario! Serve ormai solo un piccolo sforzo per piegare definitivamente le forze giudaiche che si frappongono tra noi e la pace! Ormai le forze federali, forze corrotte e guidate da personaggi di razze assolutamente inferiori alla nostra, stanno per essere piegate in Africa e Asia! Che i nostri panzer passino sopra le macerie fumanti del nemico senza pietà alcuna, solo così potremo assurgere al mondo perfetto! Un mondo dominato dalla purezza della razza e da...
“Idioti come te” mormorò sarcasticamente Cecilia Zabi sedendosi civettuosamente sulla poltrona del suo ufficio.
“Si riferisce a me?” domandò sorridendo Deikun sedendosi anche lui su una sedia li vicino.
Cecilia accennò una risata colpita dalla quella finta tontaggine di Deikun che sapeva benissimo a chi si stava riferendo.
“Dovrebbe trattenersi, sono pur sempre un suo sottoposto” le fece notare Deikun sorridendo maliziosamente.
“Se tutti fossero come lei, ci sarebbero un po' meno idioti nel quarto reich mio caro Deikun. Ma passiamo a cose serie, ho deciso che l'attacco dovrà essere lanciato entro domani”.
“Come mai così presto?”.
“Diciamo che in questo modo comunque vada io ci guadagnerò, mio fratello prima di fare certi discorsi ci dovrà pensare due volte d'ora in avanti, tra l'altro è un discorso che avrò già sentito migliaia di volte, sembra un disco registrato”.
Ed è per questo che noi eletti dobbiamo fermare il pericolo giudaico capitalista! Abbiamo già evitato che si diffondesse nel nostro Reich, ora è venuto il momento di sradicarlo completamente dall'umanità! C'è una sola via ed è l'annientamento di...“Idioti come voi che non capiscono niente e che sono limitati ancora al pensiero confine, nemico, io diverso da egli e nazismo sopra ogni cosa”.
“Parole sagge” commentò Deikun mettendosi a ridere.
“Contegno Kaswal! Contegno!” esclamò Cecilia accennando un sottile e freddo sorriso sulle labbra.


Titolo: Ultimate Century, Ashes of the War: gli episodi.
Post di: pan - 12 Febbraio 2008, 20:27:49
seconda ed ultima parte dell'episodio (ed un po' di vecchie e nuove conoscenze faranno la loro comparsa)...


Intanto... sala mensa dell'Albion...
“SEIGEN! ATTENTO!” urlò Shiro verso un ragazzo con la divisa da pilota che si muoveva con un classico bastone da cieco.
“Eh?”.
Il povero ragazzo non vedente inciampò rovinosamente nel secchio pieno d'acqua e di detersivo dimenticato da un distratto addetto alle pulizie.
“Aspetta che ti aiuto a rialzarti” esclamò uno dei suoi commilitoni.
“Grazie Terry. Bernardo il mio mangiare si è salvato?”.
“No, ma non preoccuparti chiedo se ce n'è dell'altro”.
“Grazie”.

Karen Joshua, comandante di uno delle sezioni di MS della nave, intanto si mise a pulire a raccogliere da terra i piatti ed i bicchieri di Seigen, viste le 'interessanti viste' che offriva involontariamente la sergente alla posizione in cui si trovava Bernardo quest'ultimo non si fece sfuggire tale opportunità tirando immediatamente fuori la sua microcamera digitale, ma non aveva fatto i conti con i riflessi della ragazza che con un movimento fulmineo li lanciò contro il vassoio appena raccolto.

Ovviamente da ciò scaturì una zuffa di grosse proporzioni.

“Ragazzi il comandante sta venendo qui!” urlò un soldato che sorvegliava l'entrata della mensa.

Shiro, impegnato a litigare con uno dei piloti di MS dell'Albion (un certo Hayato che era diventato di un rosso fuoco dopo che un colpo li aveva fatto mettere la faccia dentro la minestra) che lo accusava di essere troppo buono e che doveva anche lui tirare qualche pugno per tenere buoni tutti, immediatamente ordinò a tutti di smetterla e di rimettere a posto tavoli e sedie.

Forse neanche un dio avrebbe potuto ottenere tanto silenzio e tanto ordine quanto Shiro ne ottenne in cinque secondi....

“Amada! In sala briefring tra cinque minuti” ordinò minacciosamente Synapse che fece finta di non vedere le divise sporche, il pavimento lercio, gli occhi neri e alcune ferite sui volti dei presenti.

Poco dopo Amada arrivò nella sala briefring, ad aspettarlo c'era Synapse e gli elementi del nucleo per la guerra elettronica ed informatica della nave.
“Voglio che ascolti e guardi molto attentamente”.

Le luci si abbassarono, su un monitor cominciò a passare un video di qualità piuttosto bassa, uno degli elementi del nucleo per la guerra informatica ed elettronica si mise a spiegare a Shiro quel che passava sullo schermo.

“Queste immagini sono arrivate in Nord America tramite alcuni informatori, sono state girate presso una località in Europa dell'Est”.
Il video passava delle immagini che sembravano essere di una battaglia tra unità irregolari e forze naziste.

Alcune urla, esplosioni di armi da fuoco, un paio di uomini colpiti mortalmente, la telecamera che inquadrava un arto per terra di cui non si capiva il proprietario, insomma: una normale battaglia dei partigiani in una cittadina dell'Est Europa.

Shiro guardò la scena non senza un certo conato di vomito, aveva visto ben di peggio, ma tutti quei morti e quel sangue lo faceva soffrire sempre enormemente.
“La prego ora di guardare attentamente la scena, come vede i mezzi ed i soldati nemici sembra che si ritirino, ma..."

Una grossa esplosione si udì dalle casse posizionate ai lati dello schermo, un grande fumo si alzò da dove era avvenuta l'esplosione e la polvere si alzò su tutto il campo di battaglia.
“Ora guardi attentamente”.

Un'ombra passò sopra la testa di colui che aveva filmato il video, velocemente quest'ultimo alza la videocamera ed inquadra per un paio di secondi un gigantesco mezzo che sembra fluttuare in aria.
Uno degli addetti mise in pausa ed ingrandì e ripulì l'immagine, quel mezzo lasciava senza fiato, seppur l'immagine fosse molto sfocata si intuiva la sua enorme potenza di fuoco.

“Lo osservi molto attentamente perché quello era il prototipo di una nuova arma nazista durante i suoi primi test operativi, da quel che possiamo sapere potrebbero esserne già stati prodotti diversi esemplari. Secondo i pochi dati ricavati probabilmente solo le Pegasus o una nave da guerra possono vantare una potenza di fuoco simile, purtroppo non abbiamo dati sulle sue capacità di volo, di manovra e dei sensori. Sappiamo solo che ha quasi completamente distrutto questa cittadina in Polonia meridionale”.

Le luci nella stanza vennero riaccese.

“Capirà che questa informazione non deve trapelare, non voglio che il morale nei suoi uomini cali, però voglio che almeno lei sia cosciente che ci si potrebbe trovare davanti a tale minaccia” spiegò Synapse, “In ogni caso si ricordi che per farci avere quelle informazioni sono morte molte persone, è suo preciso dovere studiarle a fondo, vorrei da lei entro domani un breve rapporto su ciò che ha visto, voglio conoscere nei dettagli cosa ne pensa”.
“Signorsì!” esclamò Shiro Amada facendo il saluto militare al comandante uscendo dalla stanza.
Synapse rimase ancora per un minuto ad osservare quel fermo immagine, dal suo volto si deduceva che la situazione non era bella.

“Comandante! La White Base tra quattro ora dovrà atterrare, devono deviare verso la costa per far rifornimento d'acqua, sembra che l'impianto di raffreddamento dei loro reattori abbia ancora grossi problemi” informò un milite dal ponte di comando tramite il sistema di collegamento interno dell'aeronave.
“Come volevasi dimostrare” mormorò Synapse alzandosi dalla sedia.

Tre ore dopo sulla base di Diego Garcia...
I motori dei Gustav vennero accesi e stessa cosa avvenne per gli Himmelritter, nella base c'era un grande fermento e SP e i loro piloti si imbarcavano in tutta fretta sui loro mezzi.
“Mi dispiace di averle dato questo cruccio, ma concorderà con me che è una opportunità da non perdere generale Kerton” fece notare Cecilia Zabi al generale.
“Nessun problema Reichsführer Cecilia Zabi”
Il generale non ebbe neanche tempo di rispondere che alle sue spalle decollarono rumorosamente i primi caccia.
“Zeppelin 1 a tutte le unità! Mantenere silenzio radio, solo comunicazioni laser! Operazione doppelschlag (già nome di una operazione navale tedesca del 1942, ndr) iniziata” ordinò il comandante, Derl Faht, del gruppo a caccia appena decollato, il suo Himmelritter volava basso, seguito a distanza ravvicinata dal suo gruppo.
Sotto le ali portavano dei minacciosi missili antinave, opportunatamente modificati nel loro sistema di guida.

Dopo poco più di mezz'ora scoppiò la battaglia...
La WB,  mentre si stava rifornendo venne attaccata dai missili degli Himmelritter, le difese AA della WB e dell'Albion riuscirono a distruggere la maggior parte dei missili, ma uno colpì in pieno l'hangar posteriore della WB ed un altro colpì l'Albion presso il radar sinistro a medio raggio.
L'attacco dei caccia si fece sempre più violento consentendo ai Gustav di paracadutare i loro plotoni di SP.

I plotoni capitanati da Matsunaga e  Schmeizer si misero subito in marcia (erano stati paracadutati a circa venti chilometri dalle due aeronavi) per attaccare i loro rispettivi obiettivi: i plotoni di SP dell'Albion e della WB.

“Bright! Ci stanno accerchiando! Dobbiamo andare subito via da qui! Decollate in direzione sud-ovest, noi vi copriremo!” ordinò Synapse.

La WB non fece in tempo ad alzarsi che a pochi metri dal suolo che un forte sbarramento di artiglieria bloccò sia la WB (che grazie alla prontezza di Mirai riuscì a spostarsi dalla linea di fuoco avversaria) che l'Albion che quindi furono costrette a rimanere sopra alla zona in cui si trovavano.

“I MS nemici si stanno avvicinando!” urlò uno degli addetti ai sistemi dell'Albion.

Immediatamente Synapse ordinò alle due navi di volare basse e lente per almeno il tempo di lanciare tutti i MS disponibili.

La battaglia proseguì come previsto da Kerton, il fuoco dei Gustav e dei caccia nazisti allontanò inesorabilmente i plotoni di MS federali dalle loro navi.

“Kay! Amuro! Rimanetemi vicini e copritemi le spalle!” ordinò Sleggar, infatti il nemico li aveva condotti in una piccola gola e ora li aveva circondati, i tre MS della WB avevano uno spazio di manovra poco superiore ai tre-quattro chilometri quadrati, il plotone di  Schmeizer era in vantaggio, ma la WB non era molto lontana e appena fosse riuscita ad allontanare i Gustav sarebbe potuta giungere in loro soccorso.

Nel frattempo le cose non erano andate meglio al plotone di Shiro, infatti i nazisti avevano dimostrato di conoscere bene le condizioni in cui si trovavano e se il plotone di Sleggar era stato attaccato 'solo' da sei SP, quello di Shiro era stato attaccato da ben venti SP! Comunque grazie all'abilità dei suoi uomini, come Seigen che aveva dimostrato di saper usare con estrema capacità la beam saber (“Ringrazia le nanomacchine che mi permettono di vedere con le telecamere del Gundam! Non me!” urlò Seigen dopo aver distrutto un SP ed aver incassato i complimenti di Terry Sanders Jr.), ben quattro SP nemici erano già stati messi fuori combattimenti al prezzo del Gundam di Kou Uraki che era stato lievemente danneggiato all'arto superiore sinistro (ma era ancora pienamente in grado di combattere come dimostrò l'SP-04K che distrusse con una salva di colpi da 76mm).
Tra l'altro il plotone di Shiro si trovava anche molto distante dall'Albion e non si poteva sperare in un grosso supporto.
“Forza attaccate! Non indietreggiate di un passo!” ordinò Matsunaga ai suoi uomini, non li andava di regalare così le sue prede a Gato.

Dopo circa mezz'ora di battaglia inconcludente per ambo le parti (nessuno riusciva ad uscire dalla situazione di impasse che si era venuta a creare) giunsero sul posto alcuni caccia di rinforzo federali la cui presenza però fu inutile, infatti erano vecchi Mig-21 e Su-25, pilotati tra l'altro da personale non addestrato a dovere, che vennero abbattuti in pochi secondi riuscendo solo un Su-25 a piazzare un razzo ed alcuni colpi di cannoncino su uno dei SP, procurandoli alcuni danni al sistema di bilancieri e alla testa, che assediavano il plotone di Sleggar.
Appena i caccia furono abbattuti i Gustav paracadutarono altri SP: erano i plotoni di Gato e Deikun, due MS dai colori inconfondibili si stagliarono nel cielo.

In pochi minuti la situazione si fece veramente difficile per il plotone di Shiro assediato da quello di Matsunaga e di Gato (composto quest'ultimo però solo da quattro SP, come quello di Deikun), unica nota positiva veniva dai tre MS della WB che erano riusciti a rientrare nel raggio d'azione della nave che con le sue artiglierie aveva quindi tenuto a debita distanza (distruggendone un paio) i SP nemici, Deikun stesso ordinò di interrompere l'attacco al 'Cavallo alato' di fronte a loro richiedendo il supporto diretto di un Gustav.
Supporto che arrivò velocemente, Deikun sfruttò quel momento cercando con il suo SP (seguito dai suoi tre sottoposti) di portarsi sotto la WB, ma quest'ultima (che con una mossa a sorpresa, prima dell'arrivo dei Gustav, aveva recuperato i tre Gundam) volava troppo in alto perché potessero raggiungerla e quindi non poterono far altro che con i loro fucili da 100mm prenderla di mira, ingaggiando una dura lotta con le artiglierie ventrali, l'attacco si risolse in un nulla di fatto, se si escludono alcuni danni provocati da un missile AT pesante sparato da uno degli SP che danneggiò una delle artiglierie.

Intanto per il plotone di Shiro la questione si faceva disperata: erano ormai a corto di munizioni (infatti solo il MS di Shiro disponeva del beam rifle che aveva la possibilità parziale di ricaricarsi continuatamente).

Shiro decise per una scelta disperata.

Diede piena potenza ai razzi e ai reattori di spinta dirigendosi alla massima velocità verso la linea nemica ed esponendosi al fuoco nemico, ma tale mossa prese con tale sorpresa l'avversario che nessuno dei piloti nazisti riuscì a reagire se si eccettua Gato che riuscì a sparare alcune granate con i gatling dell'avambraccio sinistro, colpi che però andarono a vuoto.
Shiro era a 150 metri dalla linea nemica, fece fuoco alla massima potenza con il suo beam rifle distruggendo un paio di SP e quindi cominciò a far correre il suo MS, infatti ormai la spinta dei reattori e dei razzi si era esaurita, compiendo violenti scarti laterali per sfuggire alle granate e alle pallottole nemiche dei vari SP nazisti che si erano ripresi dalla sorpresa.

“Ragazzi! Vi copro la fuga! Preparatevi a lanciare tutti i vostri fumogeni e ad attivare i sistemi di disturbo elettronico!” ordinò Shiro.
Ci furono alcune urla lanciate via radio dal suo plotone nel tentativo di convincerlo a desistere, ma ormai era questione di neanche pochi decimi di secondo e si sarebbe scontrato con il MS di Gato, impugnò la beam saber, Gato aveva pronta la sua ascia termica, quest'ultimo si preparò ad affrontare l'incauto e scriteriato SP nemico quando una grande nebbia avvolse i SP nazisti attorno a Gato nel raggio di qualche centinaio di metri: Shiro aveva lanciato i fumogeni di cui disponeva il suo mezzo, subito imitato dai suoi commilitoni che coprirono le loro posizioni dandosi alla ritirata.
Shiro aveva insegnato sempre ai suoi uomini a rispettare alla lettera ai suoi ordini e nessuno li avrebbe disobbedito, neanche in quella situazione.


Titolo: Ultimate Century, Ashes of the War: gli episodi.
Post di: pan - 18 Febbraio 2008, 18:24:46
EP 23: Le parole di un eroe

Un nuovo gruppo di caccia nazisti si stava portando in zona ed era a circa 70 chilometri dalla WB, ma a causa della bassa quota a cui volavano la nave non era riuscita ad agganciarli, limitandosi solo a seguire alcuni confusi segnali radar...
“Fuoco tra cinque... quattro... tre... due... uno... ORA! Per il Reich e per il Fhurer!” urlò il comandante della piccola, ma pericolosa, squadriglia aerea.
Sotto le ali degli otto Himmelritter si videro allontanarsi sedici punti luminosi, erano i razzi  che spingevano i missili, quest'ultimi si avviavano con fare mortale verso la WB.

Venti secondi più tardi i missili apparvero sui radar della WB.
“Abbattete i missili! Lanciate i Patriot e tutte le artiglierie disponibili sparino contro i missili! Tutto l'equipaggio si prepari all'impatto!” urlò Bright.
Immediatamente risuonò l'allarme anti-missile.
“Quaranta secondi all'impatto! Patriot lanciati!” urlò l'addetto al radar.
Tutti presero posizione preparandosi all'impatto: sedici missili erano troppi anche per il miglior sistema difensivo.
“Trenta secondi! Rapporto prima salva missili: cinque abbattuti, due mancati!”.
Sul grosso schermo radar del ponte di comando si vedevano i puntini verdi che rappresentavano i  missili avvicinarsi sempre di più.
“Venti secondi! Rapporto seconda salva missili: tre distrutti e quattro mancati!”.
Le manovre evasive dei missili si cominciavano a far sentire.
“Dieci secondi! Artiglierie in azione!”.
“Nove... otto... sette... sei... cinque... quattro... tre... due... A TERRA!”.
Due missili colpirono in pieno il reattore sinistro, i sistemi di sicurezza immediatamente lo bloccarono: immediatamente la WB si inclinò e cominciò a perdere quota a seguito del repentino calo di potenza.
“Mirai tenti un atterraggio d'emergenza!” urlò Bright.
“Lo sto facendo!”.

A poca distanza Deikun e  Schmeizer videro la WB in fiamme presso il reattore destro tentare un atterraggio d'emergenza e prima ancora che la nave avesse toccato suolo ordinarono di attaccare: non erano rimasti molti SP, ma l'occasione era d'oro e presto i caccia e i Gustav sarebbero arrivati sul posto fornendo supporto ravvicinato.
La WB tocco violentemente terra, ma senza conseguire gravi danni, immediatamente Bright ordinò a Sleggar, Amuro e Klaus di uscire con i loro Gundam e contemporaneamente lanciò un messaggio di aiuto all'Albion.
Quest'ultima aveva appena abbattuto un Gustav e recuperato i Gundam del plotone di Shiro, ma Shiro...
“Qui Helios 1 ad Albion. Sono inseguito dai mobile suit nemici,  ho diversi chilometri di vantaggio, mi sto dirigendo in direzione sud-ovest, verso l'entroterra”, ma la comunicazione era molto disturbata e solo in parte venne recepita, per la rabbia Shiro tirò un pugno sulla radio.

Durante il faccia faccia tra Shiro e Gato, come già detto, Shiro lanciò tutti i fumogeni disponibili proprio quando era in fronte dell'asso nemico, sfruttando il momento di sorpresa con la beam saber distrusse il sistema di bilancieri del SP-04K mettendosi poi immediatamente in movimento ad alta velocità verso la già citata direzione sud-ovest, quell'azione lasciò talmente di sorpresa i nazisti che persero l'opportunità di colpire il MS nemico alle spalle e dovettero perdere anche qualche minuto per recuperare Gato (che prese in 'prestito' un SP-04 da un suo commilitone) prima di cominciare l'inseguimento (infatti nel frattempo l'Albion aveva già provveduto a recuperare i mobile suit nemici).

Il plotone di Matsunaga non prese parte all'inseguimento andando ad aiutare i plotoni di Deikun e Schmeizer, fu il plotone di Gato ad incaricarsi di catturare il MS nemico.
D'altronde Ghiren Zabi in persona, oltre che Dozul, si era raccomandato con Gato per la cattura di una delle macchine nemiche intere e possibilmente di uno dei loro piloti.

“è inaccettabile, fino al momento del nostro attacco credevamo che gli unici che avessero qualcosa di simile ad un SP erano i bolscevichi con quelle loro specie di mezzi cingolati e che alcuni paesi europei avessero in sviluppo un loro SP, ma adesso è uscito anche un SP americano perfettamente operativo di cui non sapevamo niente” esclamò Ghiren pieno di rabbia.
“Mi permetta mio Fhurer, ma se gli europei stavano sviluppando un SP voleva dire che anche gli americani ne stavano sviluppando uno, i nostri analisti l'avrebbero dovuto mettere in conto...”.
“Ho già provveduto per questa faccenda”.
“Risulta però quantomeno strano come loro abbiano fatto in così poco tempo a recuperare il tempo perduto sviluppando una macchina di tale caratteristiche” fece notare Gato.
“Vedo che capisce, immagino quindi che capirà la nostra necessità di capire se ci sono 'mele marce' nel nostro sistema”.
“Chiedo in quel caso di poter giustiziare personalmente coloro che hanno tradito, non solo sono stati traditi gli ideali del nazismo ed il Reich, ma a causa di quegli eventuali traditori sono morti decine di giovani ariani nazisti fedelissimi alla causa e insostituibili elementi nella lotta per la vittoria della razza suprema”.
“Nel caso trovassimo dei traditori sarò felice di proporre lei, suo padre ne sarebbe orgoglioso”.

Questa piccola conversazione ritornò nella mente di Gato osservando le orme del Gundam fuggitivo, probabilmente era ad una decina di chilometri di distanza se non di più.

Nel frattempo...
“Fuoco di copertura! Fuoco di copertura! Devo rifornirmi di altri caricatori da 76mm!” urlò Sleggar via radio, ma la comunicazione era fortemente disturbata e l'ordine non venne recepito da Amuro e Kay.
I mobile suit nemici si stavano avvicinando pericolosamente e la WB stava venendo ridotta di nuovo ad un colabrodo.

“Mirai! Perchè non riusciamo a decollare?” gridò Bright.
“Il blocco reattori sinistro si è spento per evitare danni maggiori sul momento...”.
“Non me ne frega di danni maggiori! Decolli! Costi quel che costi!”.
“Impossibile! L'APU del blocco reattore sinistro è stata distrutta”.
“E allora usi il sistema di alimentazione d'emergenza dai reattori di destra!”.
Alcune violente esplosioni scossero la WB, un cannone gatling da 20mm venne distrutto da una raffica di uno degli SP nemici.
“Più facile da dirsi che da farsi Bright! Ci sono danni dappertutto e sembra che il sistema d'emergenza d'alimentazione non funzioni a dovere! Dovremmo azzerare ogni richiesta energetica della WB per avere abbastanza energia per avviare i reattori” ovviamente Mirai sapeva cosa voleva dire ciò: avere una unità completamente inerte, anche le artiglierie senza elettricità sarebbero state impossibilitate a combattere.
“Qui veniamo annientati” mormorò Bright tra se e se, subito premendo il bottone sulla console a sua disposizione che permetteva di comunicare con tutta la nave: “A tutto l'equipaggio prepararsi ad abbandonare la nave! Tutto il personale non impegnato in operazioni si armi e si prepari a fuggire!”, l'ordine di Bright riecheggiò gravemente in tutta la nave.
“Glenn, abbandoni la sua postazione e vada a prendere la prigioniera, tenteremo una trattativa per far fuggire almeno il personale non combattente e femminile della nave... Mirai, anche lei... abbandoni la sua postazione e si prepari alla fuga, appena prima che i nazisti mettano le mani sull'unità faremo esplodere i reattori ancora in funzione, quindi veda di allontanarsi il più possibile” disse Bright gravemente, il suo volto presentava si una triste rassegnazione (l'Albion infatti, dalle ultime informazioni pervenute, si trovava ormai a più di 60 chilometri di distanza impegnata in un combattimento aereo da cui non riusciva ad uscirne ed i Gundam della WB erano ormai prossimi ad essere sopraffatti ed eccetto Klaus erano ormai impegnati tutti in uno scontro all'arma bianca), ma presentava anche una ferrea determinazione: la WB ed i Gundam non sarebbero caduti in mano nemica.
“Ma...”.
“Fai ciò che ti ordino... non è rimasta altra possibilità” mormorò Bright osservando tristemente un SP che portava in posizione per fare fuoco proprio contro il ponte, ma che venne allontanato prontamente dalla minaccia di alcuni missili AT della WB.

Dopo neanche due minuti e con gli SP nemici che ormai si apprestavano a sfondare l'ultima cintura di sicurezza offerta dalle artiglierie (ormai a corto di munizioni) Artesia giunse sul ponte accompagnata da Glenn (addetto in seconda alla direzione delle armi AA a lungo raggio).

“Perfetto” esclamò Bright, l'ufficiale del gruppo di intelligence della nave si preparò a parlare attraverso i canali radio (sperando che non fossero ancora troppo disturbati) ed alcuni altri uomini si prepararono ad uscire sulla sovrastruttura degli hangar laterali per esporre la bandiera bianca per indicare la richiesta di un cessate il fuoco temporaneo.

“Frequenze per il codice di disattivazione: 104.2, 420.4, 340.8, 259.1, 66.6” urlò improvvisamente Artesia in tedesco coloniale.
“Cosa?” mormorò l'ufficiale dell'intelligence piuttosto sorpreso.
“Tali frequenze se emesse per la durata di un secondo e mezzo ciascuna e con un decimo di secondo di intervallo tra ogni frequenza porteranno alla disattivazione momentanea degli SP nemici e alla cancellazione del loro sistema operativo... 104.2, 420.4, 340.8, 259.1, 66.6” ripeté Artesia, stavolta in un inglese perfetto e privo di accenti.
Bright guardò per un secondo la ragazza incapace di capire se fosse una presa per i fondelli o cosa.
“Vero o non vero non abbiamo nulla da perdere” pensò Bright, “CHE ASPETTATE? INVIATE QUESTO DANNATO SEGNALE RADIO!” gridò il comandante.

“Sei mio!” esclamò Kaswal mentre con l'ascia termica attaccava il Gundam di Amuro ormai messo alle strette.
“Le beam saber...”mormorò Amuro spaventato, la loro potenza si stava riducendo drasticamente, le stava usando da troppo tempo.
Amuro vide l'SP rosso allontanarsi di qualche decine di metri: si stava apprestando al colpo finale, nella mano destra aveva l'ascia termica e l'avambraccio sinistro era pronto a far fuoco.
Il ragazzo decise di scartare violentemente verso sinistra per entrare così nel raggio di uno dei gatling della WB ancora funzionanti.
Riuscì ad evitare il colpo dell'ascia termica e a portarsi nel campo di azione del gatling, ma una forte fitta al collo lo bloccò momentaneamente, il terrore di essere rimasto paralizzato (l'accelerazione laterale era stata fortissima) lo bloccava completamente.
La bolla dei sensori (la cosiddetta testa) del Gundam era fortemente danneggiata, se il MS fosse stato un essere umano si sarebbe potuto dire che aveva perso l'occhio destro, ma oltre ai sistemi optronici e di rivelazione dell'occhio destro aveva anche perso la camera principale.
Dalla camera termica dell'occhio sinistro Amuro vide il SP nemico avvicinarsi.
“Sleggar aiuto! Sono stato colpito, sto perdendo sangue...” la radio continuava a gracchiare, le urla terrorizzate di Klaus gungevano come un sinistro monito.

Improvvisamente il silenzio.

“Protezione del sistema avviato, software in fase di cancellamento, tutti i sistemi primari e secondari eccetto il condizionamento della cabina verranno spenti, si consiglia di abbandonare l'unità”: la metallica voce sintetica del sistema del SP giunse come un ennesimo macigno sulle ambizioni di vittoria di Deikun, ma oltre a tale macigno c'era una cosa che lo turbava ancora di più...
“Solo mia sorella poteva...”: l'aveva creduta morta, forse invece era ancora viva.

Intanto un centinaio di chilometri più in la...

“Signore la camera termica non rivela niente assimilabile ad un essere umano in quel SP! Lo devo ispezionare?”: il rapporto del camerata di Gato era chiaro, il pilota del Gundam aveva abbandonato l'unità.
“No. Potrebbe essere una trappola, stateci distanti. Piuttosto chiamate la base e richiedete un team specializzato e alcuni rinforzi”.
“Signorsi!”.
“Io proseguo l'inseguimento del pilota nemico, non può essere andato lontano”.
L'SP di Gato non fece in tempo ad allontanarsi di un paio di chilometri da dove si trovava che percepì un enorme boato seguito da una enorme nuvola di polvere.
“Ci ha fregato...” mormorò Gato, d'altronde c'era da aspettarsi che il pilota nemico non li lasciasse così facilmente quel mezzo, “State tutti bene?” domandò via radio.
“Signorsi, se non fosse stato per lei in questo momento saremmo in paradiso. Cosa facciamo? Rimaniamo in zona?”.
“Si, anche i rottami possono essere utili. Avvertitemi di eventuali novità e attenti ad eventuali unità di terra federali”.

Sulla mappa elettronica a disposizione di Gato veniva indicato in lontananza, ad una quindicina di chilometri, un piccolo paese, probabilmente si era diretto li il pilota nemico.
Gato decise di abbandonare il mobile suit in una boscaglia (muoversi con l'SP avrebbe dato troppo nell'occhio e avrebbe permesso al pilota di scappare appena ne avesse sentito anche solo il rumore o scorto la sagoma in lontananza), vicino ad una piccola palude.
Si premunì di sistemare alcune trappole nella cabina e ne ricoprì alcune sue parti con alcuni teloni mimetici, quindi si mise in marcia, non prima di aver schiacciato una poco raccomandabile zanzara che lo aveva punto mentre controllava se tutto fosse a posto attorno al SP-04.


Titolo: Ultimate Century, Ashes of the War: gli episodi.
Post di: pan - 22 Febbraio 2008, 19:04:49
Una decine di ore dopo, plancia di comando dell'Albion...
“Comandante, i mezzi nemici paiono essersi ritirati dal luogo dell'esplosione” informò l'aiutante di Synapse.
“Notizie di Amada?”.
“Nessuna”.
“Personale nemico dedito alla sua cattura?”.
“Sembra non essercene, mandiamo i mobile suit in perlustrazione?”.
Synapse diede un'occhiata alla WB che giaceva immobilizzata e con neanche più un mobile suit operativo, non che l'Albion stesse meglio con solo più 6 Gundam pienamente operativi e gli altri tre che avevano riportato danni di varia natura ed entità.
Certo, era stata fatta quasi strage di mezzi nemici e da quel combattimento era uscito un bel segreto di quelli che per mantenerli ci si poteva permettere di soffrire la perdita di città di media grandezza (a Synapse non era sfuggito il fatto che quel codice avrebbe potuto rivestire una importanza pari a quello rivestito dalla lettura dei messaggi di Enigma da parte degli inglesi, nonostante avesse una portata, tale codice basato su frequenze radio, assolutamente irrisoria).
Il comandante dell'Albion sospirò lasciandosi andare sulla sua postazione: Amada era uno dei migliori piloti e comandanti di mobile suit federali, ma al tempo stesso non poteva permettersi di rischiare a lasciare l'Albion e la WB senza scorta alcuna in quei difficili momenti.
“Nyst! Chieda alla WB di preparare al decollo il loro elicottero”.


Dopo pochi minuti un UH-1Y al comando di Sleggar, con quattro uomini della sezione di fanteria della WB (di cui due con compiti di mitragliere) a bordo decollò alla volta del luogo dove era avvenuta l'esplosione del Gundam di Amada.

Intanto un respiro affatico rompeva il silenzio della savana: era Anavel Gato che procedeva faticosamente, in preda a forti dolori e sempre più provato dalla fatica... ogni passo li sembrava uno sforzo titanico e la sua vista si annebbiava sempre di più.
Erano passate circa quattro ore da quando era stato contatto per sapere se aveva bisogno di supporto, ma lui orgogliosamente, seppur stesse già male, rispose di no, di recuperare il suo mobile suit e al più lasciarli un fuoristrada e una radio a grande portata in un punto da lui indicato in modo da potersi rimettere in contatto con le forze alleate.

Se fosse potuto tornare indietro di quattro ore probabilmente la risposta sarebbe stata diversa, almeno si sarebbe fatto inviare un po' di equipaggiamento apposta e magari dell'acqua, acqua che era già finita, arso com'era dalla febbre e dal caldo infatti aveva esaurito le sue scorte idriche in poche ore e come se non bastasse quella maledetta mappa era sbagliata: il villaggio era molto più distante.

Gato ormai si chiedeva (con la poca lucidità rimasta) se per caso quel pilota non si fosse incamminato in altra direzione.

Erano passate dieci ore da quando si era messo in cammino, così diceva il suo orologio o almeno sembrava, ormai non riusciva neanche più a leggere, e quando alzò gli occhi dall'orologio vide in lontananza un camion carico di persone alzare un gran polverone avvicinandosi a lui.

Gato impugnò la pistola preparandosi a far fuoco, ma la fatica ebbe la meglio e si accasciò a terra chiudendo gli occhi, in un disperato sforzo li riaprì sentendo il camion fermarsi a poca distanza da lui, l'ultima cosa che vide furono delle piastrine di riconoscimento federali.

Tre giorni dopo...

“Credo proprio che dobbiamo estendere il campo delle ricerche, finora abbiamo perlustrato solo le zone che stanno tra il luogo dell'esplosione e le nostre posizioni...”.
“Ebbene?” domandò Bright piuttosto irritato, il reattore non voleva saperne di riavviarsi nonostante tutti i loro sforzi e Sleggar lo veniva a disturbare con le sue idee e suggerimenti.
“Dobbiamo perlustrare a ovest e a sud-ovest della posizione in cui è avvenuto lo scoppio, ho anche individuato un paio di zone precise verso cui mi sarei diretto se mi fossi trovato in quella situazione”.
“Fai quel che vuoi, ma ricorda che le pattuglie aeree naziste sulla regione stanno riprendendo come d'abitudine e poi entro pochi giorni dovrebbero essere inviati un paio di brigate di terra nella regione, quindi potranno poi occuparsene loro... ovvero ti concedo ancora un giorno di tempo”.
“Sarà fatto, porterò con me anche Amuro, Kou e Hayato che si sono offerti volontari”.
“Amuro? No, lui deve rimanere qui per pilotare il mobile suit, su Hayato e Kou non posso dire niente visto che non sono sotto il mio comando, ma su Amuro si! E dico che...”.
“Meglio di no” lo interruppe Mirai, “il medico è stato chiaro, non ha riportato danni, ma deve stare a riposo se non vogliamo conseguenze serie”.
“E allora che stia a riposo!” replicò Bright.
“Se tu riesci a tenerlo fermo, continua a far manutenzione al suo MS, credo che sia molto più riposante qualche viaggio in elicottero”.
Bright borbottò qualcosa, probabilmente qualche imprecazione.

La zona nominalmente era sotto controllo federale, ma in realtà era un territorio di nessuno a causa dei continui raid dalla base di Diego Garcia e l'unica cosa che poteva garantire l'esercito federale era qualche posto di approvvigionamento presso i villaggi più importanti e qualche gruppo AA e alcune brigate presso le città più importanti, i caccia erano pochi e la maggior parte vecchi, quelli buoni del 4° Air Supremacy Wing erano tutti assorbiti dal fronte Nord-Africano.

Ad un centinaio di chilometri...
Gato riaprì gli occhi e faticosamente, pur non riuscendo a mettere a fuoco, si guardò intorno: era in un ospedale, tra l'altro molto affollato, addirittura sovraccarico.

“Vedo che si è ripreso. Ha rischiato di morire lo sa? Comunque ora si riposi” esclamò una voce femminile in un misto di tedesco e olandese, “Shiro! Il nazista si è ripreso!” esclamò questa volta in inglese.

Qualcosa gli disse che non era dove sperava di essere (ma dove era sicuro di essere finito) e girando la testa verso una delle porte d'accesso allo stanzone dove si trovava vide un ragazzo, con il braccio destro fasciata e la fronte bendata, dai tratti tipici asiatici (riconoscibili pure non riuscendo a mettere a fuoco bene) con indosso una maglietta verde militare e la tuta da pilota federale annodata sui fianchi.

Ciò gli e ne diede la conferma, ma solo parziale: infatti non era in un posto di prigionia federale, ma bensì, come avrebbe scoperto dalle parole del pilota federale, era in un un normale ospedale al confine con l'Uganda.

Continua....


Titolo: Ultimate Century, Ashes of the War: gli episodi.
Post di: pan - 25 Febbraio 2008, 22:26:23
L'elicottero volava basso ed il rumore delle sue pale e della sua turbina si propagava minaccioso.
“Convoglio di macchine davanti a noi! Scendiamo a dare un occhiata?” domandò Sleggar indicando un paio di camion carichi di rifugiati che si muovevano verso l'Uganda.
“Affermativo” confermò Hayato.

L'elicottero stava volando da mezz'ora sull'immenso territorio africano seguendo alcune strade della regione alla vana ricerca di tracce di Shiro ed ormai il carburante cominciava a scarseggiare.
Appena i pattini dell'elicottero toccarono terra Hayato e Amuro scesero dall'elicottero per andare a parlare con le persone sui camion, ormai le speranze scemavano ogni minuto di più: di Shiro nessuna traccia.

Hayato cominciò a mostrare una foto ai rifugiati, uno di loro fece un cenno affermativo.
Amuro e Hayato ormai avevano diffidato a credere delle informazioni che li davano le persone che incontravano, spesso informazioni avute in cambio di cibo o soldi, ma ogni strada andava battuta e perciò il ragazzo tirò fuori una razione dell'esercito dal suo zaino e la porse all'anziano conducente del camion.

Ci fu una lunga 'discussione' fatta di gesti e di poche e storpiate parole in inglese ed in francese, alla fine Amuro e Hayato credettero di aver capito: il conducente del camion li indicava un piccolo paese a venti chilometri verso nord.

...

“E così lei avrebbe deciso di smettere di combattere?” domandò Gato in un perfetto inglese, nonostante la sua febbre malarica conservava una lucidità invidiabile.
“Quando uno comincia a perdere di vista l'importanza della propria vita è inutile che continui a combattere, stavo per far esplodere il mio mobile suit quando l'ho attaccata, ma mi sono risvegliato appena in tempo dal tunnel di autodistruzione in cui ero entrato”.
“Per mia fortuna...”.
“Se la vuole vedere così”.
“Spero di incontrarla ancora sui campi di battaglia o meglio, durante una manovra addestrativa, un avversario del suo calibro rende i combattimenti sempre interessanti” mormorò Gato.
“Non toccherò più un'arma in vita mia, qualcosa in me è cambiato, forse è solo paura o terrore, ma sento che se dovessi ancora sparare finirei per... per uccidere me stesso, si... credo che andrebbe proprio così”.
“La sua non è paura e forse neanche terrore, semplicemente si è reso conto dell'inutilità di combattere”.
“Da cosa intendo io 'combattere' si, per lei 'combattere' nel mio caso vuol dire lottare contro il Reich, abbiamo due concetti differenti di 'combattere'”.
“è solo che ha le idee confuse, i nostri due popoli hanno già combattuto assieme a suo tempo, il vostro popolo è stato solo sobillato dai giudaici e dai capitalisti, nel suo subconscio questo l'ho ha capito e quindi non comprende più la ragione di combattere contro di noi.
Presto vedrà che il nuovo ordine sarà stabilito e coloro, come lei, che hanno dimostrato di non piegarsi ai giudaici saranno giustamente ricompensati”.
“Proprio non vuol capire” mormorò Shiro in giapponese, “Guerra, guerra, guerra... quante persone sono morte finora da una parte e dall'altra? Molte. Quanti credevano di essere dalla parte del giusto? Probabilmente tutte quelle che sono morte, da una parte e dall'altra. Lo capisce questo?” domandò Shiro questa volta in inglese.
“Certamente, ma un conto sono quelle persone .parola grossa-, come i giudaici, i bolscevici, i capitalisti e gli anarchici che hanno combattuto, anzi! Hanno fatto combattere solo per i propri interessi. Un altro conto conto solo le persone come lei che nonostante siano stati sobillate possono dire di no, se tutti i giusti dicessero di no non ci sarebbe più bisogno di combattere per stabilire il giusto ordine mondiale. Ci pensi! Lei è un eroe per noi! Lei è la dimostrazione che quei bastardi stanno fallendo nella loro opera di sobillazione! Lei dovrebbe unirsi a noi e combattere con noi! Lei ha paura di sparare solo perchè finora si è trovato dalla parte sbagliata, ma ora lei potrebbe ripulire il mondo da quei bastardi una volta per tutte...”.
“Gato... la smetta e si tranquillizzi... le ricordo che è ancora ammalato e comunque io so qual'è la parte giusta, semplicemente non me la sento più di combattere, probabilmente non ne sono mai stato veramente capace o forse ho smesso di esserlo...”.
“Comunque potrebbe sempre collaborare, con la sua conoscenza dell'apparato bellico nemico...”.
“Io so qual'è la parte giusta e per quanto possa darle fastidio non è la vostra e forse non è neanche la Federazione, forse la parte giusta sono io con i miei ideali e con i miei pensieri... un po' egoistico non trova? Però se fossi obbligato a scegliere tra voi e la Federazione saprei cosa scegliere...”.
“E dal suo tono suppongo che non siamo noi” mormorò Gato sorridendo, nonostante tutto quel Shiro li stava indubbiamente simpatico, un vero peccato che avesse deciso di smettere di combattere, comunque non poteva negare che quel ragazzo avesse scelto una via problematica, in fondo per la Federazione lui ora era un disertore.
Shiro sorrise alla risposta di Gato e fece per alzarsi quando in lontananza sentì il rumore di un elicottero.
“Katrin presto! Nascondi il signor Gato!” urlò Shiro a Katrin, una giovane e attraente infermiera dell'ospedale a cui Shiro non risparmiava sguardi e sospiri (piccolo problema: era una novizia presso un ordine religioso come si intuiva dai suoi abiti).
“Subito Amada!” esclamò la ragazza cominciando a spostare il letto di Gato.

Shiro era indeciso sul da farsi: andare a parlare con coloro che lo erano venuti a prendere e spiegare di tornare pure indietro a mani vuote oppure nascondersi anche lui?
Optò per la seconda opzione, sicuramente avevano mandato qualcuno delle sezioni di fanteria della WB o dell'Albion (gente su cui non esercitava di certo l'ascendente che esercitava sui suoi piloti che avrebbero fatto qualsiasi cosa per lui), o peggio ancora era un elicottero con a bordo militari già appartenenti alle forze armate delle nazioni che erano della regione, gente poco raccomandabile.

Sleggar sorvolò una volta il paese, individuando immediatamente l'ospedale: per quel che sapevano Shiro poteva essere ferito e quindi trovarsi in un ospedale, mal che andasse quello era un buon posto per recuperare informazioni.

“A ore 4!” esclamò un tizio piuttosto robusto, dal fare militaresco e dalla carnagione bianca ad un uomo più minuto indicandogli l'elicottero, stavano viaggiando a bordo di un robusto fuoristrada blindato.
“Acceleri per favore! Dobbiamo raggiungerlo, potrebbe essere di una delle navi” ordinò l'uomo, relativamente più minuto, al conducente anch'esso con caratteristiche pressapoco simili a quello del primo.

L'elicottero atterrò proprio nel piazzale davanti all'ospedale, subito decine di bambini accorsero cautamente a vedere.
“Spero che vi siate portati qualcosa da distribuire” chiese Sleggar ai tre piloti a bordo mentre le pale dell'elicottero cominciavano a fermarsi (ed i bambini ad avvicinarsi), i tre si guardarono tra loro comprendendo di essere stati abbastanza stupidi a non pensarci, infatti oltre alle loro razioni e ai soldi non avevano portato nient'altro 'da distribuire', “Lo immaginavo, per vostra fortuna il magnifico Sleggar a pensato a tutto, in quelle casse trovate abbastanza roba da sfamare un battaglione”.

Hayato aprendo quelle casse (che fino a quel momento pensava che contenessero equipaggiamenti d'emergenza o simili) ebbe di che da imprecare: era da un po' che cominciava ad avere fame e non aveva potuto mangiare perché tutte le razioni giornaliere erano già state usate e non potendo intaccare quelle d'emergenza...
“Hayato, Amuro! Andate pure voi, qui ci penso io!” ordinò Kou che con l'ausilio di alcuni dottori ed infermiere prontamente accorsi cominciò a scaricare le tre grosse casse d'aiuti alimentari.

Shiro stava osservando la scena da lontano e appena vide Hayato e Amuro ebbe un sussulto, una parte di lui voleva infatti andare a parlare agli ormai suoi ex-commilitoni, ma la prudenza lo spingeva a non muoversi.

I due piloti entrarono dentro l'ospedale cominciando a parlare con tutto il personale, che, preventivamente 'istruito' da Katrin, negò la presenza di qualsiasi Shiro (la maggior parte del personale neanche parlava inglese perciò ci furono solo dinieghi con la testa e cenni negativi con la mano), ma fu proprio Katrin, senza volerlo, a tradire Shiro, infatti quando Amuro (vedendo che la ragazza era probabilmente europea o comunque occidentale, quindi con qualche possibilità che sapesse l'inglese) le chiese se avesse incontrato un certo pilota federale, un certo Shiro, mostrandogli la foto, la ragazza (che era un po' impaurita dalla situazione) rispose di non aver mai incontrato nessun Amada.

Ci fu un momento di imbarazzato silenzio.

Amuro osservò costernato la ragazza e la ragazza cominciò a balbettare e a farfugliare qualcosa nel tentativo di dimostrare che lei non avesse mai detto Amada, ne tantomeno che conoscesse qualsiasi Shiro.

“Dov'è Shiro? Perchè non volete dirmelo?” urlò Amuro, senza rabbia, ma con assoluta perplessità.

Katrin non aprì bocca, sembrava quasi che si stesse per mettere a piangere.

Una grossa mano si appoggiò sulla spalla di Amuro, era Sleggar che aveva appena finito le operazioni attorno all'elicottero.

“Amuro, Amuro, Amuro... non si fanno piangere le belle ragazze e poi non vedi che ti sta implorando di andartene e di far finta che lei non abbia mai detto niente?”.
“Ma...”.
“Se, e sottolineo se, Shiro non vuole farsi vedere, avrà i suoi motivi... comunque signorina ricordi a Shiro che la prossima volta che si nasconde di nascondere anche la sua tuta da pilota, messi lì in bella vista solo il qui presente Amuro non poteva vederla”.
Amuro sgranò gli occhi sorpreso ed imbarazzato, è vero che l'ospedale era molto affollato dalle persone dalle più svariate malattie e ferite, però ciò non gli impediva di vedere quella tuta da pilota di MS lì in bella vista, tuta con la mostrina del nome che non lasciava dubbi: Shiro Amada.

Sul posto arrivò anche Hayato che vedendo quella tuta rimase a bocca aperta, Katrin si mise a piangere inginocchiandosi per terra.

“Dai ragazzi, andiamocene, di fatto Shiro non lo abbiamo trovato, quindi risulta come MIA, abbiamo trovato dei suoi effetti personali, ma non abbiamo trovato lui, quindi scriveremo che nonostante alcuni indizi, dovendo interrompere le ricerche, lo consideriamo MIA...”.
“Ma...” mormorò Hayato.
“Se Shiro si nasconde avrà i suoi buoni motivi e poi la signorina qui presente non sembra che voglia che glielo portiamo via”.
“Ma, Sleggar! Shiro è il nostro comandante! Lui deve venire via con noi! Sicuramente vorrà venire con noi! Magari è solo ferito!” urlò Hayato.

Shiro era dall'altra parte dello stanzone dietro ad uno scaffale, capendo di essere stato scoperto si fece coraggio: a quel punto tanto valeva spiegare il perchè della sua decisione (perchè, a parte Hayato, ad Amuro e Sleggar era chiaro che Shiro stesse bene e che fosse solo una sua decisione).

“Maggiore Shiro!” urlò Hayato vedendolo.
Shiro si sentì come un groppo in gola, non sapeva se sarebbe riuscito a dire quello che gli passava per la mente, per lui era più facile parlare ad un illustre nemico che aveva anche quasi odiato che a compagni con cui aveva condiviso avventure e disavventure.
Aveva il terrore che non capissero, non era un problema se Gato non capiva, ma aveva terrore al pensiero che i suoi compagni non lo comprendessero, o peggio lo fraintendessero.
“Ragazzi, ecco... io...”.
“Io cosa? Perchè ti stavi nascondendo?” urlò Hayato infuriato.
“Non ce la faccio più a combattere, nell'ultimo combattimento non sono stato più io”.
“Ma che diamine stai dicendo? Non sono più io? Tu sei impazzito o cosa?” urlò Hayato ancora più forte.

Sleggar tirò un ceffone ad Hayato.

“Svegliato Hayato! Matura! Pure Amuro è più maturo di te e credo che anche lui ha capito pur senza che Shiro comparisse e tentasse di spiegare!” disse Sleggar ad Hayato.
“Io non sarei maturo?” pensò Amuro preso in contropiede da quella affermazione.
“Ma...”.
“E smettila di dire sempre 'ma' , me ne ero accorto pure io del problema di Shiro! Shiro diceva sempre dell'importanza di preservare la propria vita, ma nel combattimento di pochi giorni fa dai tuoi stessi racconti ho capito che lui stava letteralmente sprecando la sua vita, in una situazione in cui c'erano molte altre opzioni rispetto a quella del comandante eroico che si sacrifica”.
“Ma lui...”.
“Ma lui, ma lui, ma lui! Ma lui è un essere umano! Si è reso conto di essere giunto ad un punto in cui, non solo andava contro ciò che diceva, ma addirittura al punto di arrivare a gettare la propria vita in un inutile eroico sacrificio, la cosa più stupida che può esserci da un punto di vista militare e soprattutto stupida in quella situazione che non lo richiedeva! Lo capisci questo? Lo capisci che anche volendo tornare a combattere sarebbe più un pericolo per gli altri oltre che per se stesso?”.
“Però noi...”.
“Però noi diremo che non lo abbiamo trovato, punto” esclamò Sleggar con tono più pacato e poi rivolgendosi a Shiro con tono cordiale e amichevole, “E mi raccomando Amada! Per questo devi offrirmi da bere alla fine di questo maledetto gioco al massacro”.
Shiro rincuorato dalla richiesta di Sleggar fece un cenno affermativo, “Ovviamente, offrirò da bere a te e a tutti gli altri miei commilitoni se lo vorranno”.
“Una buon whisky non ha mai fatto male a nessuno e mi raccomando: se non te la porti a letto almeno una volta prima di allora giuro che ti faccio nuotare nudo in inverno nel Missisipi”.
Sguardi altamente imbarazzati percorsero la stanza.

Kou da una delle finestre, senza farsi notare (non voleva essere di troppo e gli addii non li erano mai piaciuti, anche se era sicuro che Shiro alla fine della guerra li avrebbe davvero invitati ad andare a bere tutti insieme, sempre che fossero stati ancora vivi...), stava seguendo per intero la discussione, quando una persona gli si avvicinò e con fare molto educato gli chiese di parlare.

Qualche minuto e qualche addio dopo...
“Kou possiamo andare!” urlò Amuro a Kou, quest'ultimo stava parlando con una persona piuttosto esile, visibilmente guardata a vista da due persone che si sarebbero dette guardie del corpo.
“Ehm... Sergente Amuro! Tenente Sleggar! Dovreste venire qui un momento...”.

Fine dell'episodio


Titolo: Ultimate Century, Ashes of the War: gli episodi.
Post di: hierofex - 26 Febbraio 2008, 09:59:14
Ma si puo' commentare la tua opera ciclopica? O c'e' un topic aperto appositamente?
Se il mio intervento e' errato prego un moderatore di eliminare il mio post, altrimenti mi piacerebbe poter commentare l'interessante lavoro di Pan...


Titolo: Ultimate Century, Ashes of the War: gli episodi.
Post di: matte - 26 Febbraio 2008, 10:01:16
il post per i commenti è poco oltre...
http://www.gundamuniverse.it/forum/viewtopic.php?t=1182


Titolo: Ultimate Century, Ashes of the War: gli episodi.
Post di: pan - 28 Febbraio 2008, 19:48:18
ovviamente chi vuole commentare (anche sparando a zero) è benvenuto! Manco da domandare, ovviamente sul topic apposito (in effetti c'è da perdersi a trovarlo visto il numero di topic  :asd: )


Intanto un episodio senza combattimenti.

PS: errata corrige, un episodio con combattimenti che provocheranno anche dolorose (ma si spera momentanee) grosse perdite tra le fila dei protagonisti :mrgreen:

EP 24: L'invisibile baratro del destino

Bright e Mirai uscirono dalla stanza di rappresentanza della WB dirigendosi verso le vicine macchinette del caffe; i due erano visibilmente emozionati (e preoccupati), Mirai appariva piuttosto preoccupata e continuava a muovere velocemente gli occhi alla ricerca di eventuali 'orecchie indiscrete', Bright, più diplomaticamente, sudava freddo e si sentiva soffocare dentro la divisa da ufficiale dell'USAF come dimostrava il suo continuo tentativo di allargare lo stretto colletto.
“Se l'equipaggio lo venisse a sapere...” mormorò Mirai.
“L'equipaggio non lo verrà a sapere, non deve saperlo. Abbiamo già abbastanza problemi così” sentenziò Bright.
“Già, ma Sleggar, Ray, Uraki e Kobayashi lo sanno” fece notare Mirai asciugandosi la fronte con un fazzoletto, raramente le era capitato di essere talmente tesa da cominciare a sudare.
“Loro non hanno visto, sentito ed intuito niente, credo che abbiano afferrato il concetto”.
Kay era nella vicina stanza ufficiali da solo a riposarsi quando ascoltò involontariamente la conversazione, travisandola completamente   senza neanche aspettare la fine della conversazione si diresse verso uno degli interfoni della stanza per dare la 'buona novella' all'equipaggio.
Se solo fosse stato ad ascoltare un altro paio di minuti avrebbe capito che Bright e Mirai non stavano parlando di bollenti atti amorosi scoperti da alcuni poi obbligati a tacere, ma di ben altro...
La situazione, come spesso capitava sulla WB, era drammatica, ma non seria, una specie di riedizione militarmente vittoriosa dell'armata Brancaleone dotata degli equipaggiamenti più avanzati, in grado di affrontare interi battaglioni nemici, ma poi si perdeva poi sulle cose più semplici.
In fondo, anche se non pareva, nonostante i gravi lutti che avevano avuto, la situazione delle corazzate Pegasus e dei Gundam imbarcati era privilegiata, temute dai nemici (i massimi gerarchi nazisti avrebbero reso onore e gloria ad un eventuale pilota di Gundam o membro delle Pegasus che avesse defezionato) e tenute in massima considerazione dal comando centrale federale (che non lesinava pericolose missioni di rifornimento a loro favore).
Si erano sentiti abbandonati molte volte, in realtà il trattamento riservato alla WB era un trattamento dei migliori (sia da parte degli 'amici' che da parte dei nemici, quest'ultimi in fondo avevano come obiettivo quello di catturare una Pegasus, i Gundam ed i loro equipaggi interi, possibilmente), c'era chi stava peggio...
In quello stesso momento in un campo di prigionia, sotto una tormenta di neve, dopo una rapidissima sentenza diversi ufficiali partigiani catturati in Europa, gran parte ex-militari delle forze europee, ma molti erano anche semplici civili che si erano dati alla macchia e avevano cominciato a lottare, venivano fucilati.
I loro corpi vennero quindi cosparsi di benzina.
Un anonimo nazista si accese una sigaretta con un fiammifero che poi gettò sui corpi, questi cominciarono a bruciare e a ridursi in cenere e probabilmente insieme ai corpi si sarebbero presto persi i nomi di quei combattenti nei meandri della guerra.
C'era chi stava peggio, molto peggio, ma non si doveva pensare a ciò, l'unica cosa a cui i membri della WB dovevano pensare in quel momento era arrivare a Città del Capo, nelle loro condizioni guardarsi indietro, guardare le tenebre che avvolgevano il mondo non sarebbe servito a molto, anzi il morale dell'unità si sarebbe completamente sfaldato e le poche speranze svanite.
Quante volte si erano salvati per il rotto della cuffia o grazie all'intervento di qualche altra unità federale?
Sarebbe stato sempre così? Certamente no, ma nelle loro condizioni potevano solo guardare avanti e sperare che tutto proseguisse per il meglio, sembrava fossero passati solo pochi giorni da quando erano decollati da Okinawa, ma le continue avarie e gli estesi danni alla WB testimoniavano una fuga durata mesi: non potevano permettersi di vanificare tutti gli sforzi fatti fino a quel momento...
Sforzi fatti con un unico obiettivo: portare la pellaccia a casa.
Poche volte si era pensato davvero a quello che loro rappresentavano e probabilmente se avessero potuto leggere i giornali che continuavano a pubblicare informazioni (ovviamente fatte filtrare appositamente dai comandi federali) sullo stato dell'unità e se avessero potuto leggere di quanta genuina retorica venivano circondate le imprese della WB l'equipaggio si sarebbe potuto rendere conto di quanto contasse quella singola nave sul morale dell'intera Federazione.
Ma solo Bright era a conoscenza di ciò e Synapse aveva vietato ai suoi uomini di comunicare ogni informazione in tal senso all'equipaggio della WB.
C'erano stati alcuni 'innesti' nell'equipaggio della WB, ma solo quelli recentemente arrivati con i rinforzi di Matilda sapevano della cosa e anche loro erano stati obbligati a tacere.
L'unità doveva arrivare viva a Citta del Capo e se le cose erano andate bene fino a quel momento non si trovava una motivazione valida per cambiare lo stato morale in cui si trovava l'equipaggio della WB, stato che fino a quel momento aveva retto.
Mirai aspetto che il caffè si raffreddasse e poi lo bevve in un sorso, la sua mano tremava leggermente, una sagoma di un Himmelritter che si parava davanti alla WB ripassò nella sua mente: aveva un vero e proprio terrore degli attacchi aerei ravvicinati e aveva paura che la situazione in cui si trovassero avrebbe solo favorito il ripetersi di tali attacchi.
“In ogni caso non mi sento tranquilla con il vero capo della chiesa cattolica a bordo, se lo vengono a sapere i nazisti avranno un motivo in più per attaccarci, nelle nostre condizioni...”.
“Hai sentito il comando centrale, no? Visto il 'carico' ci hanno assicurato un distaccamento del quarto wing di supremazia aerea, dovremmo stare tranquilli: è lo stesso di cui fa parte quell'asso, Jung, che ci ha già aiutato un paio di volte e di cui faceva parte Ryu” disse Bright con una vena di tristezza pensando al compianto Ryu, anche Mirai si rabbuiò a tale pensiero.
La WB aveva di fronte a se ancora un paio di settimane di viaggio, ora il viaggio, ormai in territorio 'sicuro' sarebbe stato tranquillo e si sarebbero potuti permettere un lungo volo quasi in linea retta alle massime quote consentite dalle condizioni del reattore, ormai i voli a bassissima quota non erano più necessari; inoltre i nazisti prima che potessero lanciare un altro attacco sarebbero passate delle settimane e per allora loro sarebbero già arrivati a Città del Capo.

Pentagono, un paio di giorni dopo, trenta metri sotto terra, sala bunker riunioni.

Il capo di stato maggiore, generale Revil, il presidente, Sean Miller e molte altre personalità militari, economiche e politiche erano riunite per la settimanale riunione di pianificazione del supremo consiglio di difesa.
Da un grosso pannello su un lato della stanza si potevano evincere gli ordini del giorno:
1)Analisi situazione generale
2)Pianificazione futura della strategia militare, politico, sociale e delle capacità produttive
Questi due punti erano punti 'fissi', veri punti che tutti i presenti aspettavano e che avrebbero reso interessante il consiglio di quel giorno erano quelli d'approfondimento e di informazione sulle ultime novità.
3)Adattamento delle dottrine in Europa rispetto a gli ultimi sviluppi in campo religioso
4)Analisi del codice nazista 'Condor'
5)Messa a punto finale della sezione F del progetto V
6)Relazione finale dell'operazione 'Freestyle'
Ormai erano quattro ore che i presenti stavano discutendo, come al solito Revil era intervenuto piuttosto raramente, ma sempre con frasi incisive e che sembravano non avessero possibilità di replica (solo Miller era riuscito ad avere un paio di brevi scambi di battute con Revil in quella giornata).
Revil prese la parola.
“Cercherò di essere breve, perché, quanto voi, ho fame e sono piuttosto stanco, quindi vediamo di trovarci velocemente d'accordo.
Punto tre.
Appena la White Base, classe Pegasus, con a bordo il Papa giungerà in prossimità di Citta del Capo è mia intenzione dare la notizia al mondo, scusatemi il termine, sputtanando la marionetta nazista.
Dalla nostra abbiamo l'anello del Pescatore, possono farne uno falso, ma finché l'originale è saldamente sul dito di possiamo stare tranquilli...”.
“Mi scusi, ma come possiamo essere sicuri che non sia un millantatore?” domandò uno dei politici.
“Le riferisco quello che mi hanno detto gli esperti e la versione che ci ha fornito mister Sulmonte: secondo la sua versione, che reputo assolutamente attendibile, prima di essere fatto fuori da von Schiller, il precedente pontefice, avvalendosi di una vecchia clausola, precedente l'istituzione del conclave e mai abrogata, che consente al pontefice regnante di nominare il proprio successore in condizioni di estremo pericolo, gli ha consegnato l'incarico, che mi riferiscono essere uno dei più giovani dottore della Chiesa dai tempi di Tommaso d'Aquino, ho cento buoni motivi per credere che sia così, tra cui due guardie svizzere e alcune altre cosucce, in ogni caso visto che faccio parte di un'altra religione, con tutto il rispetto, la cosa da un punto di vista 'religioso' non mi tocca, ma mi tocca assai da altri punti di vista” era palese che Revil fosse irritato dalla poco fiducia di quel politico che probabilmente pensava più all'elettorato che ad altro (“e se poi esce che è falso e nel frattempo l'ho supportato?”, Revil immaginò che fosse questo il pensiero del politico), inoltre Revil non parlava mai se non era sicuro al 101% di quel che diceva, se aveva comunicato a tutti i presenti (ma molti già lo sapevano) del vero Papa era perché era sicuro che fosse vero.
“In ogni caso appena comunicheremo la notizia al mondo i nazisti in Europa intera cuoceranno a fuoco alto dappertutto e non solo in alcune zone o a fuoco basso come ora.
Punto quattro.
Vi ricordate di Coventry? Ebbene simile.
Potremo usare il codice di cui vi avevo già riferito al massimo un paio di volte prima che i nazisti intuiscano il fatto, per ora le nostre spie ci informano che Ghiren e compagni credono che quello che sia avvenuto in Kenya sia da attribuire a qualche strano guasto o ad un sabotaggio interno.
Meno gente sa cos'è successo meglio è, quindi acqua in bocca e che nessuno tiri fuori storielle su armi segrete e falle nel sistema nemico, si sa mai che i nazisti intuiscano quel che noi vogliamo che non intuiscano.
Punto cinque.
Con mio grande orgoglio posso confermare che abbiamo fatto perdere le tracce ai nazisti della sezione F del progetto V...
In Nevada possono ora dormire sonni tranquilli e i meteoriti possono anche scordarsi che esistono, in Guyana meno, soprattutto dopo gli ultimi avvenimenti, ma direi che è un sacrificio accettabile vista la posta in gioco...”.
“Che ci consentirà di impedire ai nazisti di lanciare altri attacchi di distruzione di massa tipo quelli di aprile dell'anno scorso” lo interruppe il generale dell'aeronautica, Enriquez Gramhil.
“Esattamente, entro poco i mezzi saranno operativi e a tal proposito vi invito a leggere i nomi dei piloti selezionati, come potete vedere è la creme de la creme”.
“Roy Jung, Pablo Tesaf, Miluenco Slovodin, Alexandra Guler, Daniel O'Grey.... si mi permette ha scelto proprio il meglio del meglio...” esclamò uno dei politici.
“Ovviamente” rispose Revil sorridendo, “Continuando vorrei anche mettere in risalto i risultati dell'operazione 'Freestyle' che ci illustrerà meglio il generale Ryan. Mi preme sottolineare le prestazioni dimostrate dai mobile suit già pan-europei del neo costituito SAS durante tale operazione. È mia intenzione, infatti, potenziare tale branca delle forze speciali equipaggiandola con un numero accettabile di ENACT che si sono rivelati eccellenti in tale ruolo”.
Ci fu ancora un'ora di discussioni in cui si avallarono, mettendo i puntini sulle i, praticamente tutte le proposte di Revil.
Il presidente Miller prima di andarsene andò da Revil offrendosi di accompagnarlo a casa, era palese l'intenzione di Miller di parlare a quattrocchi con Revil, d'altronde con la sfilza di limousine blindate ed elicotteri di cui disponevano non avevano di certo bisogno di passaggi...

Poco dopo, in auto.
“Per lei suppongo che queste riunioni sono un inutile pro-forma, dico bene?” domandò Miller, era palese il suo tentativo di arrivare alla questione che voleva porgli girandoci attorno.
“Non lo nego, ma cosa ci vuole fare... democrazia vuole...” rispose Revil accennando una risata.
“E noi eseguiamo, d'altronde questo ci differenzia da loro... comunque, cambiando discorso, non trova incredibile di come si sia formata quella voragine a Rio de Janeiro? Quanti morti? Cento dico bene?”.
“Si, ed inoltre abbiamo perso tre carri, si è aperta al passaggio di un convoglio”.
“Già sembra che pure la natura ce l'abbia con noi, non trova?”.
“Evidentemente chi è più in alto di noi ci vuole mettere alla prova per bene...”
Ci fu una leggera risata, ormai il punto stava per arrivare.
“Comunque nulla esclude che una bella voragine si formi sotto i piedi di Ghiren” si augurò Miller.
“Con l'atmosfera nevosa che tira in Europa, per quel poco che me ne intendo, in primavera potrebbero anche avere dei problemi...”.
“Senza dimenticarsi dei problemi tecnici che avranno lassù”.
“Non oso immaginare quanti problemi abbiano per mantenere in efficienza quelle colonie, quando vinceremo la prima cosa sarà studiarla a fondo non trova?” domandò Revil.
“Sicuramente, e poi pensi anche a coloro che ci vivono dentro!”.
“Non deve essere una bella vita, anche se ormai ci saranno abituati, in ogni caso avranno i loro bei problemi di malcontento”.
“Grossi problemi” confermò Miller.
“In fondo hanno le SS per quello, no?”.
I due si guardarono dritti negli occhi, il punto era infine arrivato.
“O dovrebbero avere...” mormorò Miller con fare misterioso.
“Non hanno più l'efficienza di una volta, o forse non li interessa più averla” commentò Revil ironicamente.
“Tornando al discorso iniziale... sembra che a Berlino abbiano davvero dei problemi con le infiltrazioni d'acqua...”.
“Ho sentito anch'io. Non crede che dovremmo essere abbastanza cavallereschi da spiegare a loro come fare per bloccarle? Probabilmente non sono più abituati” fece notare Revil divertito.
“Non ci daranno mai ascolto, faranno il contrario di ciò che gli diremmo...”.
“Appunto”, alla risposta di Revil Miller si mise a ridere.
“Sempre una mossa avanti, non è vero?”.
“Faccia anche due o tre...”.
“Comunque le ricordo che di persone competenti sulle 'infiltrazioni d'acqua' non ne abbiamo molte, veda di non mandarle tutte a spiegare a Ghiren...”.
“E a Cecilia” lo interruppe Revil.
“E a Cecilia cosa fare, abbiamo anche altro a cui pensare che non alle voragini a Berlino”.
“Può stare tranquillo, sono il primo a pensarlo”.
Il convoglio presidenziale si arrestò davanti all'abitazione di Revil.
“Comunque un giorno di questi deve venire a cena da noi, mia moglie l'aspetta” ricordò Revil a Miller.
“E anche la sua cucina? Lo sa che l'ultima volta che sono venuto a mangiare da lei ho messo su un bel po' di chili? Mia moglie mi ha obbligato a fare esercizi ginnici per una settimana! Con tutto quello che ho da fare... se ne rende conto?”.
“Beh, significa che la prossima volta dirò a mia moglie di fare piatti più leggeri”.
“Ci conto, arrivederci!” salutò Miller.
Revil si portò la mano sulla fronte salutando militarmente l'unico suo superiore e osservando la limousine allontanarsi.
La sua mente pensava a possibili, ulteriori, azioni per sfruttare le rivalità tra gli Zabi, poi il suo stomaco gli ricordò che c'erano problemi più urgenti e più terra a terra.

Frattanto sulla WB le notizie di Klaus o Kay per gli amici si erano diffuse molto velocemente e Bright e Mirai era da due giorni che si sentivano stranamente al centro dell'attenzione e al loro passaggio era tutta una risata soppressa e occhi alla ricerca di ulteriori particolari e dettagli (uno sguardo, un filo di rossetto sulla divisa, ect...).
Bright cominciò ad essere piuttosto stufo di quella situazione (di cui non capiva il perché) e stava già per fare una sfuriata contro alcuni membri del reparto manutenzione mobile suit (durante una sua ispezione all'hangar posteriore) quando pensò bene che per ottenere informazioni era meglio rivolgersi ad una persona che aveva già assaggiato un paio di suoi pugni e che probabilmente era implicato nella vicenda.
Bright cerco Klaus e poi lo portò nel corridoio dove c'erano le celle di detenzione della WB, posto non sorvegliato (l'equipaggio era poco per assicurare un servizio di sorveglianza e poi anche se Seyra fosse riuscita ad uscire dalla cella non sarebbe comunque riuscita ad uscire da una nave in volo a duemila metri di quota) e in cui non c'erano occhi indiscreti (ovviamente dopo che Bright aveva acconsentito all'addetto alla video sorveglianza una mezz'ora di riposo) se non gli occhi della prigioniera (ma intanto era una prigioniera...).
“Kay, dimmi un po', ultimamente vedo molta gente ridere, cos'è tutto questo buon umore?”.
Klaus si ritrovò con la sgradevole impressione di essere con le spalle al muro.
“Ecco vede... una nuova barzelletta... si, è proprio una nuova barzelletta...”.
“Su di me e Mirai per caso?”.
“Noooo, non ci permetteremmo mai...”.
Artesia sentendo discutere fuori dalla cella osservò attraverso la grata della porta cosa stava succedendo.
“E allora perché ridete al nostro passaggio?”.
“Una coincidenza...”.
“Coincidenza? Ma davvero?” domandò Bright con tono sarcastico.
“Eh si. Proprio una coincidenza, divertente non trova?”.
“Magari ci dovrei anche credere?”.
“Eh si, è la verità!” rispose Klaus leggermente spaventato.
“Lei che ne pensa signorina?” domandò Bright avendo scorto Artesia che ascoltava la conversazione.
“Che quando si fanno certe cose bisogna assicurarsi di non essere scoperti, ciò è alla base di ogni buona strategia militare e ogni buon comandante dovrebbe saperlo” esclamò una serissima Artesia.
“Cose cosa?” domandò stupito Bright, non si aspettava una risposta di Artesia e poi rivolgendosi verso Klaus: “E soprattutto perché io non sono stato messo a parte di queste cose, ma pure la prigioniera ne è stata messa a parte e soprattutto Klaus...”, disse Bright con fare molto minaccioso, “Quali cose?”.
“Ecco, non che a noi ci interessi della vostra vita privata, ma, senza volerlo, beninteso, ci è giunta all'orecchio un certo fatto...” esclamò Klaus ormai con le spalle completamente al muro.
“Immagino al tuo orecchio e quale fatto sarebbe?”.

Sala di video sorveglianza, pochi istanti dopo...
L'addetto alla video sorveglianza tornò precocemente alla propria postazione e la scena che potè seguire sui vari schermi lo lasciò senza parole: Bright, visibilmente infuriato e pieno di cattive intenzioni, che inseguiva uno spaventatissimo Klaus.

Dopo pochi minuti Klaus riuscì a barricarsi dentro la lavanderia della nave e fu solo grazie all'intervento di Amuro, Kozumi (quest'ultimo intervenne più che altro verbalmente) e di un paio di addetti della vicina sala mensa che provvidero a bloccare Bright se quest'ultimo non sfondò la porta della lavanderia.

“Lasciatemelo ammazzare! LASCIATEMELO SCORTICARE VIVO!” continuava ad urlare Bright che riuscì anche a districarsi dalla presa dei tre (tra l'altro Amuro si prese un forte calcio nei testicoli) e fu solo grazie all'intervento del comandante della sezione di fanteria e di Sleggar che Klaus non fece davvero quella fine.

Comunque un calmante a Bright non lo tolse nessuno.
“Cosa è successo?” domandò Mirai entrando trafelata in infermeria.
“Stress da iperlavoro” mentì Kozumi platealmente, certe cose era meglio che non venissero troppo a galla.
Anzi era meglio che a Mirai di tale questione non venisse all'orecchio mai niente, se già la reazione di Bright era stata di tale livello non ci si riusciva ad immaginare la reazione di Mirai, come pensava un distrutto Amuro ricoverato anch'esso in infermeria per accertamenti.
“E lui?” domandò Mirai a Kozumi indicando Amuro.
“Caduto su un attuatore di ricambio del Gundam” si intromise Sleggar mentendo anch'esso.
"Che idiota" commentò Mirai senza possibilità d'appello.

Intanto fra problemi di vita quotidiana e caccia nazisti in ricognizione la WB e l'Albion si avvicinavano alla loro agognata meta: Città del Capo.


Titolo: Ultimate Century, Ashes of the War: gli episodi.
Post di: pan - 01 Marzo 2008, 21:46:12
Visto che la prossima settimana sono in gita con la scuola ho dato una certa accelerata per chiudere la prima stagione (in fondo gli ultimi due episodi non presentano combattimenti, quindi episodi piuttosto veloci da scrivere)


EP 25: Questo è solo l'inizio...

Hangar destro della WB, 30 gennaio 2016.

Sleggar era salito su una impalcatura per dirigere le operazioni di manutenzioni alle mitragliatrici pesanti montate sulla testa del Gundam.
“Zalek! L'ultima volta era settata male la convergenza ed il mirino presenteva uno scostamento rispetto alla mitragliatrice sinistra di mezzo grado all'incirca” ricordò per l'ennesima volta Sleggar.
“L'ho capito! É da una settimana che me lo dice, ma non c'è solo quella mitragliatrice da riparare!” replicò il malcapitato capo meccanico che aveva come ultima preoccupazione quella mitragliatrice sinistra, infatti tutti i Gundam della WB, anche quella di riserva, erano in condizione penose e di un paio di essi non rimaneva che lo chassis esterno e la struttura portante (e neanche interamente!) essendo anche stati cannibalizzati per mancanza di pezzi di ricambio.
“Ecco se l'ha capito veda di rimediare! Se la prossima volta usano dei missili guidati quelle due mitragliatrici sono il mio unico affidamento! Non posso sempre rovinarmi la schiena solo con le manovre evasive”.
“Intanto dovrebbe esserci abituato... non pilotava Harrier da portaerei? Si prendono delle botte ad atterrare su di esse...”.
“Appunto, non ci terrei a rovinarmela anc...” ci furono alcune violente vibrazioni, la WB finì in una forte corrente, e Sleggar perse l'equilibrio cadendo dall'impalcatura.

Fece un volo di sei metri cozzando violentemente contro il pavimento e perdendo i sensi.

“Sleggar! Sleggar! Presto chiamate un medico!”

Poco dopo, fuori dalla porta dell'infermeria.

“Per ora li ho somministrato abbondanti sedativi, con le fratture che ha riportato...” mormorò il medico della WB.
“Quanto ci vorrà perchè si rimetta?” domandò Bright preoccupato.
“Probabilmente mesi”.
Bright ci rifletté un po' su, in effetti la questione ormai non lo riguardava più, era deciso a chiedere di essere assegnato ad altro incarico appena sbarcati ed era improbabile un attacco nemico.

Certo avevano avuto inaspettati problemi ai reattori che avevano ulteriormente rallentato la marcia, ma ormai Città del Capo era a due soli giorni di volo.

Sommerso nei suoi pensieri il comandante si mise a camminare per i lunghi e stretti corridoi della WB, quando incontrò Amuro.
“Comandante!” esclamò il ragazzo facendo il saluto.

Ma Bright non lo vide e andò avanti sommerso nei suoi pensieri ricevendo un'occhiata stranita da Amuro, infatti Bright era uno dei pochi che li dentro ci teneva all'etichetta e li parve strano che il comandante manco lo guardò.

Poco dopo Amuro incontrò Mirai presso la zona abitativa.

“Amuro”.
“Mirai”.
“Hai mica visto Bright?”.
“Si poco fa, presso il magazzino alimentare... ma mi è parso come dire... strano...”.
“Capisco grazie”.
“Mi scusi se mi permetto... ma è successo qualcosa al comandante, in effetti a ripensarci è da qualche giorno che mi pare che si comporta in modo strano...”.
“Detto tra noi... è proprio così... non vorrei che sia ancora derivato da quella mancanza che aveva avuto per il troppo stress... sarà meglio che lo vado a cercare, si sa mai” esclamò Mirai più a se stessa che ad Amuro, quest'ultimo sentì una forte fitta ai genitali ripensando a quella 'mancanza', ma Mirai NON doveva sapere nulla, una 'mancanza' ad Amuro era già più che bastata...

Bright dalla zona del magazzino alimentare si portò fin nei piani sopra al ponte principale, nella stanzino equipaggiato con strumenti di osservazione astronomica, da quello stanzino si accedeva ad una stanza inutilizzata (e anche abbastanza nascosta) piuttosto grande conosciuta solo da Bright, infatti lo stanzino di osservazione astronomica era uno stanzino assolutamente inutilizzato e nessuno ci andava mai, inoltre sulle mappe principali distribuite lungo la WB quella stanza non compariva, probabilmente ne era stata decisa l'eliminazione alla fine della costruzione, ma poi l'attacco nazista aveva bloccato tutti gli eventuali lavori di finitura sull'unità.

Bright aveva scoperto quella stanza, tra l'altro ricca d'oblò, durante una delle sue lunghe ispezioni.

“Chissà per cosa è stata progettata?” si domandò Bright entrandoci e sdraiandosi su una delle poltrone presenti nella stanza, “Probabilmente come sala VIP, in effetti gli interni sono piuttosto raffinati e poco militari al contrario del resto della nave” mormorò il comandante, in effetti solo la sala di rappresentanza presentava un lusso superiore.

Comunque questa stanza Bright quando l'aveva trovata pareva come abbandonata ed in effetti le finiture in legno erano sbiadite e le finiture di lusso in ottone si erano opacizzate, comunque rimaneva una bella stanza, da cui si godeva una bella vista e soprattutto dove si poteva stare tranquilli, era diventato un po' il segreto di Bright e spesso ci si rifugiava per qualche minuto per assaporare un po' di solitudine e stare da solo con i suoi pensieri, senza che Mirai cercasse subito di leggergli cosa gli passasse per la mente.

Tra l'altro come tutte le stanze della base era dotata di altoparlanti e sistemi di comunicazione interna, in caso di attacco in meno di un minuto sarebbe riuscito a tornare sul ponte essendo avvertito in tempo.

Un passo riecheggiò lungo la scala 7 che portava ai piani superiore al ponte di comando.

Un altro passo ed un altro ancora.

Era Mirai che si era messa sulle tracce di Bright, non li ci volle molto per capire dove fosse andato, spesso aveva notato che l'ufficiale si dirigeva presso la stanza di osservazione astronomica e non le ci volle molto per intuire che anche questa volta l'ufficiale fosse andato li.

Intanto dalla base di Diego Garcia decollava un Gustav con a bordo tre SP-04K, di cui uno di un rosso immacolato.

Kaswal von Deikun osservava l'isola farsi sempre più piccola ai suoi occhi.

Sarebbe tornato a 'lavorare' momentaneamente sul fronte medio-orientale nel quale la situazione si stava facendo veramente difficile, inoltre in questo modo aveva la possibilità di incontrare alcuni membri della sfortuna unità di Rahl appena scambiati in cambio della liberazione di diversi alti ufficiali delle forze federali, un sacrificio necessario, uno solo di quei piloti veniva tenuto in maggiore considerazione anche di un burocrate di alto livello con un importante incarico all'interno del Reich.

“Considerala come un licenza in vista della prossima mossa che sta pensando mio fratello, purtroppo sembra che il fallimento della nostra operazione lo abbia spinto ad accelerare i tempi, quell'incosciente e pensare che li ho portato pure a vedere gli ultimi dati sullo sviluppo delle capacità produttive di mobile suit federali... ma cosa ci guadagnerà poi da due pozzi petroliferi? Il sud del Giappone, ecco quale doveva essere il nostro obiettivo! Comunque io non ti ho detto niente, solo le massime autorità del Reich dovrebbero essere a conoscenza del piano...”.

Quelle parole di Cecilia risuonarono minacciose nella testa di Kaswal, era ovvio che la donna non voleva altri fallimenti, comunque Kaswal non si preoccupò più di tanto, dalle parole di Cecilia Zabi si deduceva che la fiducia (e non solo quella) in lui era ancora intatta.

Mirai entrò dentro la stanza d'osservazione astronomica, si guardò intorno, ma non trovò Bright, quando notò, dietro ad un telone una grossa porta blindata.
Istintivamente la aprì e vide Bright seduto sulla poltrona che guardava fuori dal finestrino senza un accenno di reazione.
Il comandante infatti si sentiva svuotato di tutte le sue forze e non aveva la forza di reagire, neanche sentì l'esigenza di muovere gli occhi, quest'ultimi erano vuoti, assorti nei loro pensieri.

“Comandante, si sente bene?” domandò Mirai preoccupata.

Bright non accennò nessuna reazione.

“Bright...” esclamò Mirai piuttosto interdetta.

Lentamente il comandante girò la testa, dentro di se provava una gran rabbia, i suoi pensieri e la sua calma erano stati interrotti, ma non aveva la forza di arrabbiarsi.

“Tenente Mirai Yashima”, Bright lasciò di stucco la timoniera, mai Bright (se non i primi giorni) si era rivolta a lei chiamandola per grado, nome e cognome, Bright inspirò profondamente, “è successo qualcosa?”.

“No, ma...”.

“Bene, perché fra due giorni cederò il comando di questa nave e di grane in questi giorni non ne voglio avere” esclamò Bright scorbuticamente tenendo gli occhi chiusi come per far capire che volesse dormire.

Mirai sbiancò e senza dire una parola si richiuse la porta alle sue spalle, ma dopo solo tre secondi divenne di un rosso paonazzo: “Come ha osato rivolgersi a me con quel tono?!” esclamò la ragazza riaprendo la porta molto violentemente.

“Mi scusi e ora mi lasci in pace” mormorò Bright stancamente, sarebbe voluto scomparire, fare finta di non essere mai esistito.

“NO! Mi lasci in pace? Ma vada a spararsi! E poi cos'è sta storia che cederà il comando?” gridò Mirai.

“Quello che ho detto, non voglio più comandare questa nave” mormorò Bright, “Ho raggiunto il mio obiettivo, l'ho portata in salvo, stop. E poi non ci tengo a comandare un equipaggio da cui mi sono fatto odiare a tutti i costi”.

Mirai rimase di sasso.

“Brutto pezzo... brutto pezzo di merda! Ecco cosa sei! Una merda di cane rinsecchita! Tu non meriti altro che essere preso a sputi in faccia! Dopo tutto quello che hai passato insieme a questa nave, a questo equipaggio e a me tu ci pianti, mi pianti in asso così? Tu non meriti altro che essere pestato a sangue ed essere umiliato! Non sai altro che auto commiserarti della tua voluta incapacità creandoti una realtà fine a se stessa! Non meriti altro che essere gettato in un tritarifiuti! Sei solo capace a ferire le persone, ecco di cosa sei solo capace! E poi la gente si preoccupa anche per te...”: Mirai era diventata una furia e si stava letteralmente sgolando facendosi venire le lacrime agli occhi.

“Ma...”.

“Tu sei un coglione, un figlio di puttana, un bastardo, un inetto, un inutile pezzo di merda rinsecchita che si crede chissà chi, che si crede il martire della situazione! Lei non è altro che uno stupido, pauroso, capace solo di fugg...”, ma Mirai venne interrotta da Bright che le tirò un forte schiaffo, facendola cadere a terra.

“Scusami... io non volevo... non so...” cominciò a giustificarsi il comandante spaventato dalla sua stessa reazione.

Mirai appoggiò la schiena al muro e stringendo la testa fra le braccia cominciò a piangere e a singhiozzare: “Non abbandonarmi ti prego... non abbandonare la White Base... nessuno ti odia, tutti la considerano un ottimo comandante, il migliore comandante, se non fosse stato per lei probabilmente a quest'ora eravamo già tutti morti o nelle mani del nemico... non abbandonarmi, non abbandonare la White Base”.

Due giorni dopo...
Revil aveva dimostrato di avere ottime doti politiche, ma Miller di più (era il suo lavoro...).

Revil infatti aveva pensato di avvertire dell'arrivo della WB a Città del Capo senza troppi clamori e fanfare e soprattutto senza dire nulla della presenza del Papa.

Miller invece pensò bene che quello era il momento giusto per la Federazione di dare la sua prova di forza, non militare (nelle condizioni militari in cui versava la Federazione si poteva al più sperare in qualche limitata, seppur vittoriosa, offensiva nella zona degli Urali), ma politica, ovvero una gigantesca adunata, spontanea (da contrapporre a quelle organizzate naziste) , di milioni di civili della Federazione.
Tutti i mezzi di propaganda, giornali, radio, TV, internet, vennero mobilitati in modo che la notizia raggiungesse la maggior parte del territorio federale e di tutto il Sud-Africa creando lo spirito giusto per il formarsi di tale adunata.
Il messaggio era conciso quanto chiaro: 1 febbraio 2016, la gloriosa White Base raggiungerà l'aeroporto di Città del Capo in tarda mattinata con a bordo gli assi federali, J.T. Sleggar, Amuro Ray, Klaus Shiden e con il capo della chiesa cattolica.

La notizia fu una bomba mediatica che esplose nel giro di pochi minuti.

All'arrivo della WB sui cieli di Città del Capo, scortata sempre a distanza ravvicinata dall'Albion, i membri delle due spaceship poterono osservare una incredibile scena: le strade erano intasate e milioni di persone, poco più che minuscoli puntini dalla loro altezza, che si dirigevano verso l'aeroporto.

“Qui è l'Albion che vi parla, prendiamo quota e vi copriamo dall'alto... ma soprattutto non vi rubiamo la scena” era Synapse in persona a lanciare questo messaggio all'incredulo equipaggio della WB.

Arrivando presso l'aeroporto la vista si fece sempre più chiara, migliaia, milioni di persone che assiepavano l'aeroporto, tenuti a bada a malapena da un cordone di polizia e militari, che altro non volevano che vedere l'eroica White Base, i suoi assi, il suo comandante, i suoi membri dell'equipaggio (ed il Papa, che altro non era stato che la goccia che aveva fatto traboccare il vaso).

Amuro e Kay osservavano lo spettacolo da uno degli oblò mentre la WB toccava terra.

Improvvisamente gli altoparlanti distribuiti per la base cominciarono a gracchiare.

“Qui è il vostro comandante che vi parla, tenente colonnello Bright Noa. Per un po' non mi vedrete più dovendo tornare negli Stati Uniti, ma non esultate: tornerò, ma non è questo di cui vi voglio parlare. Ci sono alcune altre cose che vorrei comunicarvi.
Primo a bordo abbiamo una autorità religiosa la cui presenza ci ha sicuramente messo in pericolo, ma come aveva detto Revil, ne valeva la pena, mi dispiace di non avervene accennato, ma sicurezza chiedeva. Comunque avete presente quel giovane comparso da poco che ha aiutato in mensa e ha tenuto compagnia ai figli di Kozumi? Ebbene è lui”.
Amuro e Kay non mossero una ciglia, loro lo sapevano già.
“Secondo, noi per tutti i cittadini della Terra siamo degli eroi, i mezzi di informazione hanno scritto pagine epiche sulle nostre imprese, ovviamente per non farvi montare troppo la testa non vi ho detto niente. Diciamo che voi ora siete considerati i massimi difensori della libertà... se credevate davvero che avete lottato solo per portare la vostra pellaccia a casa vi sbagliavate di grosso”.
Questa volta i due ragazzi rimasero a bocca aperta, questo voleva dire che tutta quella gente...
“Terzo, come avrete intuito, quella marea gigantesca è la fuori solo per noi, gentilezza vorrebbe, appena completate tutte le manovre di atterraggio, che noi scendessimo e andassimo a salutarle.
Quarto, prima che mi prendiate a botte come vendetta per tutto quello che vi ho fatto passare... grazie, grazie di tutto” esclamò Bright trattenendo le lacrime.

Amuro comprese una cosa dopo circa due minuti che Bright ebbe finito di parlare, dopo che ebbe assimilato completamente che la gente la fuori era la fuori anche per lui, dopo che ebbe assimilato che lui era un eroe a conti fatti per tutta quella gente...

“Kay...”.
“Che c'è Amuro?”.
“Siamo nei casini”.
“Perchè?”.
“D'ora in poi avremo gli occhi di centinaia di milioni di persone puntati su di noi, non potremo più permetterci di sbagliare... mi sa che la prossima volta quel maledetto mobile suit rosso mi tocca batterlo”.
“Aspetta e spera, quello è una furia. Segui il mio consiglio goditi il mese di licenza”.
“La fai facile tu, con Miharu non avrai di certo problemi...”.
“Lei è solo una amica!” esclamò Kay leggermente imbarazzato.
“Certo, certo...” mormorò Amuro.

Appena i primi membri della WB cominciarono a scendere dalla nave furono accolti da un boato immenso e da migliaia di flash.

“Mirai senti...” esclamò Bright con tutta la voce che aveva in corpo per riuscire a farsi sentire da Mirai (che pure si trovava al suo fianco).
“Che c'è?”.
“Avevi ragione...”.
“Su cosa? Dai dillo”.
“Lo sai benissimo su cosa...”.
“Dillo!”.
“Sono un coglione”.
“Un passo in più verso la vittoria”.
“Eh?”.
“Verso la mia vittoria, prima che tu sia utile in un qualche modo in questa guerra passeranno millenni”.
“Grazie della fiducia!” esclamò Bright piuttosto divertito.
“Dai! Su! Lo sai che scherzo!”.

Qualche giorno dopo Ghiren osservò le immagini di quella adunata oceanica sul suo televisore, dopo un minuto spense ed andò alla finestre per osservare i lavori di costruzione del nuovo gigantesco mausoleo da lui ideato.
Le sue mani si strinsero a pugno sempre più forte: quel maledetto afroamericano e quel maledetto giudaico gli e l'avevano fatta e nonostante la censura le immagini di quella gigantesca manifestazione di popolo erano girate attraverso la stampa clandestina.

Ma dentro di se cominciava a pregustare il gusto della vendetta e quel sottile sorriso che si stampò sulle sue labbra non era di certo premonitore di buone cose.


Titolo: Ultimate Century, Ashes of the War: gli episodi.
Post di: pan - 12 Marzo 2008, 19:34:44
prendetelo come un radio drama, un ep 25.5

Rumore di stivali sulla neve e di vento, una porta che si apre e che subito si richiude.
“Prego entri comandante Anavel Gato! Mi dispiace che sia arrivato con questo tempo soprattutto essendo lei ancora in convalescenza...” esclama una voce maschile piuttosto roca.
“Non è un problema... se mi hanno dimesso significa che posso cavarmela... ha preparato il rapporto che le ho chiesto?” domanda Gato.
“Certamente, è già sulla sua scrivania”.
“Bene, anche se è solo per poco tempo che mi hanno affidato il compito di dirigere questo campo voglio che tutto sia perfetto”.
“Certamente, per qualsiasi evenienza io sono a vostra completa disposizione”.
“Me ne ricorderò maggiore Adolf Gadlan... piuttosto mi dica... quelli la chi sono?”.
“Uhm... dovrebbero essere un gruppo di terroristi russi che sono stati catturati l'altra settimana, dovevamo inviarli per interrogarli al campo di San Pietroburgo, ma le condizioni del tempo non ce lo hanno permesso”.
“Sono così importanti?”.
“Se mi permette...”.
“Prego...”.
“Credo proprio di no, ma è dall'inizio della guerra che il comando di teatro delle SS appena catturiamo qualcuno lo vogliono subito per interrogarlo, pensi che alcuni mesi fa l'asso von Deikun in persona venne in questo campo per prendere in consegna alcuni terroristi”.
“Chi erano?”.
“Dai pochi interrogatori da noi condotti sembra che fossero in servizio presso un centro sperimentale presso Archangelsk”.
Si sentono alcuni ordini in tedesco in lontananza, alcuni prigionieri si mettono ad urlare in russo.
“Capisco, sicuramente sarà stata per qualche ricerca sulle armi nemiche... comunque devo dire che questo campo è molto...”.
I prigionieri si mettono a cantare l'inno russo, si sente Gato trattenere qualche imprecazione, sembra che i soldati nazisti siano piuttosto sorpresi da quella reazione dei prigionieri.
“Mi aspetti un attimo!” mormora Gato.
Si sente la porta aprirsi, ritorna il rumore del vento gelido, rumore di veloci passi sulla neve.
“Dammi qua soldato!”.
Un fucile viene afferrato da Gato dalle mani di uno dei soldati nazisti, viene tolta la sicura, Gato fa fuoco scaricando tutto il caricatore sugli inermi prigionieri, urla di dolore e di morte, silenzio.
Un gemito si alza ancora da uno dei prigionieri.
Gato spara ancora un colpo, silenzio, solo il rumore del vento lo rompe.
...
Una macchina si muove in mezzo ad una folla tumultuosa, rumore di mezzi cingolati e di sirene.
“Certo che abbiamo una scorta con i fiocchi... non trovi Amuro?” domanda urlando Kay, “Ciao! Ciao!”, Kay saluta la folla.
“Come dici?  Non sento!” urla Amuro.
“Ho detto che abbiamo una scorta con i fiocchi!”.
“Cosa? Dici che abbiamo una cotta con i fiocchi?”.
“Non cotta! Scorta!”.
“Come? Scotta? Cosa?” domanda Amuro perplesso urlando più che può, il rumore della folla che li acclama è molto forte.
“Tu non ci senti bene!”.
“Eh?”.
...
Una tv è accesa, ma tenuta a volume basso, è poco più che un mormorio, rumore di bicchieri di cristallo che vengono afferrati da diverse persone.
“Molti di voi sono stati assegnati a nuovi incarichi o non essendo regolari o avendo richiesto di interrompere il servizio avendone i diritti o non avendo l'età per servire nelle forze armate siete stati sciolti dall'impiego militare. Quindi mi sono permesso di organizzare questo piccolo rinfresco per salutarvi...” dice Bright, “Propongo un brindisi sperando di rivederci ancora, possibilimente in un giorno dove siamo sicuri di non trovarci un bombardiere nemico sulla testa!”.
“Alla salute!” esclamano diverse persone,tra queste si riconoscono quelle del signor Kozumi, di sua moglie e dei suoi figli e di Miharu.
“Abbiamo pensato per ognuno di voi ad un piccolo regalo di addio... ragazzi avanti!”.
Si sentono alcuni passi e dei ragazzi ansimando spingere un grosso carello.
“Prego, se volete occuparvene voi...”.
“Signor Kozumi, è stato un piacere conoscerla e visto che l'ho fatta molto arrabbiare per le condizioni in cui riportavo a casa il mobile suit ho pensato ad un regalo particolare!”, Amuro è visibilmente felice, dietro di se Kay tratteneva le risate.
Un telone veniva tolto.
“La parte destra della V, danneggiata, ovviamente, del Gundam... che pensiero originale!” esclama Kozumi piuttosto sorpreso, durante il combattimento a Bassora infatti il Gundam di Amuro aveva perso metà della V (quella sinistra ovviamente) e Kozumi non pensava che l'altra metà fosse stata messa da parte.
“Ora tocca a te Miharu... inizialmente avevo pensato a qualcosa tipo un libro su Ghandi o giù di li, ma poi ho pensato a qualcosa di più originale” dicendo ciò Kay prende qualcosa, tipo un pacco, “Un pacco di munizioni da 5,56 ed il manuale d'uso della carabina M-4”.
Verso di disapprovazione di Miharu.
“Guarda che ho messo munizioni d'addestramento!” replica Kay, “E poi se cerchi bene c'è un'altra sorpresa, ma guardaci più tardi”.
...
“Come vanno le cose Kaswal?” domanda Cecilia Zabi, la sua voce pareva provenire da un telefono.
“Non c'è male, se si escludono i continui attacchi, il caldo soffocante e strane malattie che mettono a tappeto metà delle nostre forze nella mia zona direi che va tutto bene” replica Kaswal piuttosto ironicamente.
“Malattie? Spero nulla di serio!”, la voce di Cecilia sembrava piuttosto preoccupata.
“Niente di che, le solite malattie intestinali di origine non ben definita... piuttosto è vero di quel che si vocifera?”.
Due caccia passano bassi.
“Assicurati che non ci sia nessuno in ascolto”.
“Tranquilla, ovviamente controllo sempre la presenza di microspie o orecchie indiscrete, allora dimmi... è vero che Dozul...”.
“Si, quel deficiente ha appoggiato il piano di Ghiren... preparati a passare dal caldo secco al caldo umido”.
“Significa che dovrò stare chiuso dentro l'abitacolo del mio SP, almeno è climatizzato”.
Rumori di mezzi corazzati sullo sfondo.
“Un giorno dovresti mostrarmi come si pilota uno di quei giganti”.
“Ti piacciono proprio gli scandali eh?”.
“Anche te non scherzi... hai giocato fin troppo apertamente in Medio-Oriente... prima a Gerusalemme, adesso ho sentito pure che stai cercando di ricucire lo strappo con gli arabi...”.
“Faccio quel che posso”.
“Sei sempre il solito, non cambi mai... comunque stai attento, sembra che tu stia piuttosto antipatico a mio fratello...”.
“Quale?”.
Alcuni soldati passano li vicino marciando ed intonando un canto nazista.
“Uhm... direi a Ghiren e a Garma, Dozul pensa troppo poco per capire a che gioco tu stia giocando...”.
“E per conto di chi...” aggiunge Kaswal mormorando.
“Beh, un fastidio ce lo siamo già tolto e direi che è un fastidio morto e sepolto” dice la Zabi con un tono piuttosto complice.
“Tenta e ritenta dici sempre... no?”.
“Un aitante ragazzo che mi ascolta sempre, quasi non ci credo...” esclama Cecilia ridendo.


Titolo: Ultimate Century, Ashes of the War: gli episodi.
Post di: pan - 20 Marzo 2008, 19:42:54
1a parte

EP 26: Riposo soldati!

Amuro era da due ore sulla riva del piccolo laghetto, ma ancora nessuno pesce aveva abboccato, di sottofondo aveva la TV accesa, se non fosse stata per quella e per il vento freddo, probabilmente Amuro si sarebbe già addormentato.

Il plotone degli Zazi ha superato anche l'ultima linea di difesa! Abbiamo perso i contatti con Giroro! Sergente Keroro scappi! Le copro la fuga! La prego scappi!

Angol Mois... ehi? Ma che...

è la fine per voi!

Non credo proprio brutte anguille extraterrestri!

Ma cosa... UNA PEKOPONIANA! Anguilla n°3 abbiamo dei dati su di lei?

Natsumi! Ti sembra quello il modo di sfondare il soffitto?!? Ehi! Ma quella è una suit keroniana tipo 78 sotto modello b!!!

Me l'ha data Giroro poco prima della battaglia stupida rana!


“è incredibile... ora anche i bambini vengono bombardati con la nostra propaganda...” mormorò Amuro piuttosto contrariato, il suo sguardo era perso ad osservare le nuvole passare sopra di lui, “Maledizione Kai!!! Non solo mi pianti in asso qui da solo, ma ora dove lo trovo il coraggio per guardarti in faccia senza ridere?!?” aggiunse, piuttosto contrariato, dopo circa un minuto.

Sigla

Intanto su un Airbus A-380 della Federal Air Force in volo sull'Atlantico...

“Speriamo che quell'Alan non combini disastri, mi sembra il classico ufficiale anziano giunto ormai alla fine della carriera che pur di prolungarla potrebbe strafare” disse Mirai sospirando preoccupata.

“Ma no, in fondo cosa potrebbe succedere? La White Base è ferma per manutenzione e comunque doveva giungere già il dieci gennaio, purtroppo un contrattempo gli impedì di giungere a noi quando eravamo ancora in volo” spiegò Bright.

“Già, già... piuttosto... come ci si sente ad essere stati promossi? Ora dovrai coordinare le operazioni di ben due corazzate e di ben due gruppi di mobile suit...”.

“Esattamente come prima, significa solo che dovrò lavorare il doppio, ma ben pensandoci la gestione di dettaglio della nave non ricade più su di me... alla fine dovrei fare la stessa fatica che facevo prima e probabilmente passerò un po' più di tempo a leggere lunghi rapporti dell'intelligence”.

“Significa che l'avrò meno tra i piedi” aggiunse Mirai scherzosamente.

“Allora dovremo trovare altri momenti per litigare... che ne dice della mensa?”.

“Uhm... troppo affollata...”.

“Hangar posteriore?”.

“Troppo poco illuminato, magari poi succede che Kai mette di nuovo in giro voci false”.

Bright rimase di stucco: era sicuro che Mirai non sapesse niente di quella vicenda.

“E non guardarmi così... lo sai che so' sempre tutto, mi è bastato guardarti in faccia quel giorno in infermeria per intuire cosa fosse successo, ormai ti conosco meglio io che te stesso...”.

Sopra di loro un paio di F-22 scortavano l'Airbus pronti ad intervenire in caso (quanto mai improbabile) di attacco nemico.

Ottomila metri sotto di loro e dieci metri sotto la superficie del mare...

“Comandante! Avvistato un aereo da trasporto passeggeri e due caccia, in attesa di ordini. I Jagdfalke sono pronti ad essere lanciati” comunicò il marinaio via interfono interno alla cabina del comandante

Il comandante del sottomarino d'attacco U-220 (ex sottomarino d'attacco nucleare inglese classe Trafalgar, da poco messo in linea) replicò di non passare allo stato di combattimento e di non comunicare nulla al comando navale di Las Palmas de Gran Canaria: ci mancava solo che la loro posizione fosse intercettata per colpa di un inutile collegamento radio!

È la guerra: la vita o la morte delle persone, indipendentemente dal loro grado, ruolo, importanza o status, è legata al filo di una parola o di una decisione e pure in quel tranquillo viaggio sull'Atlantico Bright e Mirai avevano rischiato la vita, forse più di altre volte...

Inizio marzo, aeroporto di Città del Capo...

Un Dreamliner atterrò scortato da un paio di F-22 seguito poi da alcuni Globemaster, Sleggar (ancora in fase di guarigione e sorretto da due stampelle), Amuro e Kai osservarono scendere alcuni militari dal liner, nel frattempo alcuni mobile suit, coperti da pesanti teloni, venivano scaricati dai Globemaster.

Finalmente erano arrivati i complementi.

“Ok, sbrighiamo velocemente le formalità e poi ritorniamo sulla WB...” esclamò Sleggar.

“Come? Non torniamo in albergo?” replicò Kai.

“Tu torna pure in albergo, ma Amuro no, lui ha altro da fare che stare a divertirsi con una ragazza. Lo devo addestrare a dovere”, il ragazzo era stato da poco promosso a comandante della 101th compagnia MS (venne promosso di un paio di gradi, promozione molto di sapore propagandistico,...) e già si vociferava di una probabile sua assegnazione al comando di un nuovo battaglione di mobile suit d'elite, Sleggar non voleva di certo mettere la sua vita nelle mani di un incapace, cosa  che Amuro non era, ma di certo al ragazzo mancava l'addestramento per fare il comandante... sarebbe stato un lungo addestramento.

“Io non mi diverto con una ragazza...” bofonchiò Kai.

“Passi bellissime notti abbracciato alla ragazza che ami... così va meglio?” replicò Sleggar piuttosto divertito.

Kai non poté non arrossire... nella sua mente ancora riecheggevano le parole pronunciate da Sleggar un mesetto prima quando lo andarono a trovare in infermeria: “Ciao, come butta? Ma ditemi... siete andati a pesca oppure siete stati ad un safari?” il suo sorriso ed il doppio senso erano terribilmente sfacciati, dalle occhiaie di Kai si capivano fin troppe cose, soprattutto rapportato ad Amuro che al contrario era fresco e riposato.

Ci furono le presentazioni dei nuovi dieci piloti:  Julie Mauriac, Hans Perhansel, Aaron Steiner, Mudhut Hubkali, Fernandez Bolivero Paser, Carmelo de la Sierra, Varieskov Ruft, Yuki Watanabe, Shatrevar Nassim, Amish Rajt.


Ovviamente questo 'accrocchio' di nazionalità dava dei problemi, ma, per fortuna, i piccoli conflitti latenti di nazionalità di questa 'allegra' brigata multinazionale venivano risolti in battute taglientissime, ma da come si guardavano probabilmente erano pronti a prendersi a botte.

“Ecco il tuo primo compito da comandante... farli andare d'accordo...” mormorò Sleggar ad Amuro, quest'ultimo si sarebbe voluto mettere a piangere: era più facile battere Kaswal von Deikun in persona che far andare d'accordo quelle persone...

Un paio di settimane dopo....

Sulla pista dell'aeroporto internazionale di Citta del Capo si stava tenendo un'importante cerimonia: veniva fondato un nuovo battaglione, Revil in persona era presente, ma non Bright e Mirai ancora bloccati nel continente nord-americano per importanti incontri e rapporti.

Ovviamente era presente anche il nuovo comandante della WB, l'anziano e simpatico Alan Carver.

I piloti di mobile suit della WB e dell'Albion venivano fatti confluire in un unico battaglione: il 101th MS mobile al comando di Amuro Ray, con Kou Uraki e J. T. Sleggar come comandanti rispettivamente delle compagnie 109 e 101.

Ad Amuro venne consegnata la bandiera di guerra del battaglione con l'augurio di Revil “che questa bandiera possa presto venire decorata da molte medaglie ognuna di essere per un pericoloso nemico sconfitto”.

Dopo la cerimonia Revil si intrattenne a parlare con qualche minuto con Amuro.

“Come ben avrai capito il compito a te assegnato è un compito di importanza e responsabilità, non ti racconto storie: per me sei ancora troppo giovane per tale ruolo e, soprattutto, non hai esperienze di comando, ma come avrai intuito questa è stata una fantastica manovra propagandistica e Miller ci ha messo in gioco la sua persona sul fatto che non mi avresti deluso... voglio fidarmi, dai il massimo e ricorda che domandare aiuto a qualcun'altro non è mai segno di debolezza”.

“Me lo ricorderò” lo rassicurò Amuro salutando Revil che si allontanò per salire sull'aereo che l'avrebbe riportato in America.

Amuro rimase li fermo nel suo saluto, una domanda li ronzava per la testa: “Ce la farò?”.


Titolo: Ultimate Century, Ashes of the War: gli episodi.
Post di: pan - 22 Marzo 2008, 19:43:09
Da qualche parte in Iran, 23.05 ora locale...

La colonna corazzata comandata da Deikun in persona avanzava lungo alcune valli poco distanti da Teheran seguita dall'alto dall'elicottero su cui viaggiava Deikun, l'obiettivo era attaccare forze nemiche che avevano preso il controllo di una vallata a 50 chilometri a nord della città.
Quattro carri Adolf, tre SP-04, venti mezzi trasporto truppe e due compagnie di fanteria: una forza notevole.

“Qui Averla a Heinz, fra tre chilometri c'è villaggio, effettuate il guado del torrente e passate dall'altro lato del fiume, non è il caso di svegliare la popolazione”.
“Signorsi!”.
I mezzi cominciarono a guardare il torrente coperti a duecento metri d'altezza dall'elicottero personale di Deikun (un Bell 212 catturato e adibito a posto comando volante) e dai due lati dai tre SP che con la loro altezza potevano scorgere prematuramente eventuali minacce.
“Qui Heinz, guado completato, riprendiamo la marcia”.
Ma dopo neanche trenta secondi avvenne il disastro: da tre differenti punti sui crinali della valle  vennero sparati tre Stinger contro l'elicottero che subito eseguì le manovre evasive del caso.
Ma uno Stinger riuscì a colpire gli ingranaggi del rotore di coda.

Il pilota, con poca esperienza di volo alle spalle con tale macchina, perse il controllo della macchina che cominciò a roteare su se stessa e riuscì solo a rallentare la caduta quando ormai si trovava ad una decina di metri dal suolo.

“Qui Hein... ate b... e? Qui Heinz! Qual... sente?”, il rumore stridulo e mal funzionante della radio rimbombava come un tamburo nella testa di Deikun che ferito, ma ancora tutto intero cercò di uscire dai rottami, fetore di olio e benzina bruciata riempivano l'aria di li a poco sarebbe andato tutto a fuoco.

Con uno sforzo che in quel momento gli parve sovra umano e lanciando urla di dolore Deikun riuscì ad issarsi e ad uscire dall'elicottero che si era schiantato inclinandosi su un lato.

Con il volto ricoperto di sangue e con un grosso taglio sul braccio Deikun riuscì a rimettersi in piedi e ad allontanarsi poco prima che la carcassa dell'elicottero venisse avvolta in una palla di fuoco, dall'elicottero in fiamme Deikun prima di perdere i sensi vide uscire un uomo che stava andando in fiamme: era il suo fido assistente Hans Graf che morì carbonizzato dopo poco  come scoprì Deikun al suo risveglio su un liner che lo portava in Germania per maggiori cure.

“Se l'è cavata con poco, giusto una commozione cerebrale e due bei tagli, uno sulla fronte e uno sul braccio... comunque ha rischiato...” esclamò il medico delle SS vedendo Deikun riprendersi.
“Dove... dove mi trovo?”.
“Su un aereo diretto nella madre patria Germania per ordine personale della Reichfuhrer delle SS Cecilia Zabi”.
“Mi dica... sono messo male vero? Non potrò più pilotare?”.
“Ma no... giusto un mese di riposo assoluto e sarà come nuovo, inoltre la ferita sulla fronte, se si fa crescere un poco il ciuffo, non si nota neanche”.
“Allora significa che prenderò questo mese come un mese di vacanza...”.
“Ma si, se lo merita e ora si riposi, mancano ancora un paio di ore di volo per giungere a Berlino. Con permesso...” disse facendo il saluto e subito allontanandosi.
“Un attimo ancora! L'operazione come si è conclusa? E gli altri occupanti dell'elicottero?”.
“L'unità sta ancora combattendo, ma, come mi hanno detto di riferirle, ormai siano passati alla fase di rastrellamento che richiederà ancora uno o due giorni, quindi direi che l'operazione è andata bene... in ogni caso si consideri un baciato dalla fortuna o dalla provvidenza divina, come preferisce...”.
“Vuole dire che gli altri sull'elicottero sono...”.
Il medico fece un cenno affermativo con la testa, “Morti carbonizzati”.
Deikun sospirò profondamente richiudendo gli occhi per addormentarsi.
Da qualche parte in Iran un guerrigliero scappava con sulle spalle un soldato delle forze speciali ferito gravemente... lungo un pendio secco, qua e la contaminato dalla neve... davanti a lui il cielo che diventava sempre più chiaro: stava per sorgere il sole.
Correva, braccato dagli inseguitori.
“Lasciami qua, intanto vogliono me, non sono così stupidi da non capire che quell'attacco l'abbiamo organizzato noi...” mormorò in inglese il soldato delle forze speciali dai forti lineamenti orientali (era coreano per la precisione).
L'iraniano in uno stentato inglese gli rispose che intanto mancava poco al punto di incontro con alcuni loro alleati.
In lontananza si sentì l'abbaiare minaccioso di alcuni cani: gli inseguitori si stavano avvicinando.
Davanti a loro sorse il sole.

Telegramma al comando operazioni speciali sezione Euroasiatica, Okinawa

Operazione BK-355, 30 marzo 2016

Rapporto operazione
Dall'operazione di tre giorni fa non sono rientrati gli specialisti inviati sul posto per abbattere l'elicottero che parrebbe essere stato usato negli ultimi tempi dal generale nazista Kaswal von Deikun.
Per ora vengono tutti classificati come KIA a seguito dell'intercettamento di un rapporto nemico circa il rinvenimento o eliminazione durante i combattimenti di dieci guerriglieri con equipaggiamento speciale, ovvero l'intera unità inviata sul posto.
Ci sono giunte informazioni riguardanti l'elicottero che pare essersi schiantato al suolo, non si hanno notizie circa gli occupanti.

Firmato:
Brigadier Generale Lotan Vincent Ypre

Il 31 pomeriggio tardi, ora di New York, Bright e Mirai salivano sull'aereo che li avrebbe portati a Brasilia, infatti il 1 marzo la WB sarebbe decollata da Città del Capo per giungere in Brasile, in un giorno le due corazzate, spingendo un po' sull'acceleratore (ma intanto ora la WB aveva i reattori revisionati a puntino o addirittura sostituiti con reattori nuovi) ce l'avrebbero dovuto fare.
“E così finiscono le nostre vacanze...” esclamò Mirai.
“Chiamale vacanze, sono state pesantissime, era quasi più riposante affrontare orde di mobile suit nemici... ma almeno non abbiamo dovuto vedere altre morti”.
“Già... l'intero ponte per il controllo delle operazioni distrutto (il ponte secondario, NdR) è ancora uno dei miei incubi... mi rivedo ancora la scena quando lo andammo ad ispezionare dopo la battaglia con Rahl... avevano portato via i corpi, ma il sangue era dappertutto” mormorò Mirai tremando leggermente.
“Già...” sussurrò Bright tristemente osservando con sguardo perso in tristi ricordi i grattacieli di New York allontanarsi dal finestrino dell'aereo.

Intanto Amuro era seduto davanti alla sua nuova scrivania davanti a lui un pezzo di carta, sembrava che Amuro non sapesse cosa scrivere o meglio: aveva troppe cose da scrivere, riguardo alla guerra, alle persone che aveva visto morire, a suo padre, al comportamento tenuto dalla madre di Amuro nei confronti proprio di suo padre e tanto altro.
Era la prima volta che scriveva a sua madre, tra di loro, dopo la separazione con suo padre, non c'erano stati più incontri, lui neanche se la ricordava, forse anche per quello non riusciva ad andare oltre all'introduzione: cara Johanna.
Introduzione fredda e distaccata, d'altronde che parole sarebbero state le sue? Almeno suo padre, nonostante il loro burrascoso rapporto, si occupava di lui, lei invece non se ne era neanche minimamente preoccupata: solo qualche lettera a Natale ed era anche da alcuni anni che non riceveva neanche più quelle.
Forse i pensieri di Amuro erano ingiusti e forse pesava anche il fatto di quel freddo addio con suo padre a Trondheim per cui Amuro si sentiva in colpa....
Amuro riguardò il foglio, lo prese in mano e lo accartocciò gettandolo per terra.
Non ce la faceva a scrivere a sua madre, forse unico suo genitore ancora in vita, il ragazzo poggiò la testa sulla scrivania stringendola fra le sue braccia e si mise a piangere.

Fine episodio


Titolo: Ultimate Century, Ashes of the War: gli episodi.
Post di: pan - 25 Marzo 2008, 20:03:56
1a parte
EP 27: Il giorno in cui apparve la vittoria

Un alto ufficiale stava percorrendo un lungo corridoio illuminato artificialmente, dietro di lui Roy Jung e altri assi di sicura capacità e fama.
Due soldati di guardia davanti ad un pesante portone corazzato si misero sull'attenti, l'alto ufficiale mise la sua mano su un pannello per il controllo delle impronte digitali e poi aprì un occhio davanti ad uno strumento che gli fece la scansione della retina.
“Identità e codice di ingresso” richiese una fredda voce metallica.
“Brigadier Generale Kirk Lion, matricola FAF5812A, codice di ingresso: USX28C3”.
“Identità e codice confermati, potete accedere”.
“Seguitemi prego” disse l'alto ufficiale al gruppo formato da una quindicina di piloti.
I militari entrarono dentro un grande hangar dove sembrava ci fosse un gran fermento di meccanici militari e di ingegnieri civili, disposti ordinatamente in linea c'erano sei giganteschi velivoli...

Ci fu un attimo di stupore tra i quindici assi.

“E dovremmo anche crederci? Queste mosse propagandistiche del piffero tipicamente americane potete anche tenervele voi! Io ritorno sul fronte russo a bombardare i crauti uncinati con il mio Mig! Di stare qui a farmi fotografare su un aereo di cartone...”, esclamò l'asso russo Cheslav Levky che venne però bruscamente interrotto da Kirk.
“Non sono di cartone, stia tranquillo”.
“Ah no? Beh... li avete fatti in alluminio... che sforzo...” esclamò sarcasticamente un altro asso, questa volta cinese, tal Ngai Zei.
“In realtà sono fatti in speciale lega di titanio resistente ad alte temperature con doppio strato di ceramico nella parte inferiore della fusoliera, sapete com'è... nei rientri atmosferici fa piuttosto caldo. Signori e signore... che ci crediate o no questi sono i tanto vociferati...”
“Aurora” lo interruppe Jung, “Si, in effetti non sono poi niente di esagerato, è solo un aereo spaziale in grado di uscire dall'atmosfera e rientrarci a piacimento, nonchè di combattere nello spazio... dico bene? Sapete com'è... non credo che abbiate convocato a pilotarli i migliori assi se poi non possono sparare neanche un colpo... sarebbe quantomeno uno spreco di risorse umane”.
“Ha perfettamente ragione colonello Jung e mi permetta di aggiungere che oltre a quello che ha immaginato codesto aereo, anzi... spazioplano da combattimento... è in grado di prestazioni in atmosfera prossime a mach 5 dai pochi test che abbiamo fin'ora svolto”.
“Ah... quindi sono ancora sperimentali? Mi interessa... quando cominciamo ad usarli?” domandò Ryan Borst, altro asso piuttosto famoso, nonchè pilota collaudatore per l'USAF prima della guerra.
“Il comando centrale ha ordinato il prima possibile, pensate che se non ci fosse stata la guerra gli Aurora avrebbero volato per la prima volta in esercitazioni segrete di guerra simulate nel 2019-2020...” disse Kirk non senza trattenere un sorriso.
“Una forte accelerata, quindi immagino che avranno un sacco di difetti e saranno pericolosi da usare... il mio vecchio mestiere com'era negli anni '20 in pratica... mi interessa sempre di più” esclamò Ryan.
“A me un po' meno” precisò Jung, “Ma non mi tiro di certo indietro...”.
Tra gli altri assi ci furono alcune occhiate per capire qual'era il pensiero generale, ma alla fine occhiate e gesti d'approvazione non si contarono.
“Presto verrà pianificata la vostra prima operazione, per ora allo stato maggiore dell'aeronautica sarebbero intenzionati, se non sorgono complicazioni, a 'lanciarvi' per metà marzo” spiegò Kirk, “In ogni caso, se volete seguirmi che vi mostro i dettagli...”.

14 marzo 2016, Lyndon B. Johnson Space Center, Houston, Texas...

“Presidente Miller! Generale Revil! Segretario Erzov” esclamò il capo addetto militare della sala di controllo spaziale all'entrata di Miller, Revil e del segratario alla difesa.
“Riposo! È stato tutto approntato?” domandò Revil.
“Certamente! Siamo pronti a seguire in diretta l'azione. Ogni frazione di secondo di immagine verrà monitorata dai nostri addetti in tempo reale, inoltre siamo pronti a fornire una guida caccia millimetrica, proprio tre giorni fa abbiamo completato il check up a tutte le apparecchiature di tutto il sistema di controllo spaziale federale, dai radar in Russia al palmare dei tecnici in Brasile”.
“Uhm... un giorno di questi dovremmo andare a fare una visitina al fronte russo non trovate?” domandò Miller rivolgendosi ai suoi due accompagnatori.
"Ovviamente, anzi! Sarebbe l'ora!" esclamò il segretario Erzov.
“Direi che è fattibile, l'ultima offensiva ha avuto successo, ormai le retrovie sono abbastanza sicure, in particolare quelle a sud”.
“Piuttosto crede che ciò convincerà i nazisti a non lanciare la loro offensiva in Africa?”.
“Dobbiamo sperarlo, se usano anche solo un terzo delle forze che stanno ammassando per quel fronte è la fine, tanto più che l'Albion l'abbiamo dovuta ritirare dall'Africa per formare con la White Base il nuovo corpo aereo da usare in Europa”.
“Daltro canto se vogliamo farli sudare freddo dobbiamo eliminare gli Skestal a tutti costi”.
“Signori! Ci hanno comunicato che i piloti stanno entrando nei cockpit, tra tre minuti incomincia ufficialmente l'operazione 'Freedom Awakening'”.

Area 51, Groom Lake AFF...
Gli F-121 Aurora vennero posti su dei grandi elevatori che li cominciarono a portare dall'hangar sotteraneo a quello in superficie.
“Se l'angolo d'entrata superasse determinati valori bisogna effettuare...”.
“Fuoco a bordo, sistema antincendio attivato, attivazione controllo deila struttura...”.
I piloti nei loro cockpit ripassavano la check list ed eventuali emergenze, ripassando i comandi da attivare in caso di emergenza, tutti i piloti erano tesi, sia quelli che avrebbero dovuto pilotare, sia quelli che dovevano starsene a 'guardare'.
In fondo oltre ad essere la prima missione operativa era anche la prima missione spaziale degli Aurora, quindi le macchine avrebbero affrontato anche il loro primo rientro, d'altro canto non si poteva chiedere di effettuare test nello spazio, sempre se non si voleva essere scoperti dai nazisti.

Tre Aurora avrebbero partecipato all'operazione ed i piloti erano: Roy Jung (comandante del wing e della 1a squadriglia), Ryan Borst (in assoluto colui che si era distinto come il pilota più capace di affrontare le emergenze) e Ngai Zei (che tra i tre era l'unico ad essere già stato nello spazio, essendo stato un astronauta del programma spaziale cinese).

Gli Aurora per l'occasione presentavano due grossi booster sotto le ali, booster necessari per uscire dall'atmosfera con ancora a bordo abbastanza combustibile per effettuare un combattimento, anche molto prolungato, ed affrontare anche eventuali emergenze.

“Non disponeva di tre booster per il decollo?” domandò Miller guardando le immagini proiettate su uno dei numerosi schermi.
“Il booster centrale serve solo per andare fino in prossimità della Luna con ancora abbastanza combustibile per effettuare un paio di manovre evasive ed una ricognizione decentemente condotta... per questa missione i due più piccoli sotto le ali potevano bastare... comunque lo sa che se si vuole incrementarne ancora l'autonomia li si possono lanciare in quota da aerei appositamente modificati?”.
“Fino all'anno scorso per me questa sarebbe stata fantascienza...”.
“Purtroppo è la realtà”.

“Qui torre di controllo Groom Lake AFF a Liberator 1, 2 e 3, pista libera.Vento proveniente da sud a raffiche di 5 nodi orari. Umidità relativa al 30%. Attendete autorizzazzione dal controllo operazioni della Nellis AFB”.
Passarono alcuni secondi, Ngai declutì rumorosamente, temeva per il rientro.
“Prego il padre fondatore del Partito di proteggermi” mormorò tra se e se: non sapeva se la macchina avrebbe potuto sopportare eventuali danni (comunque l'affermazione, prontamente tradotta da un adetto della sala di controllo di Houston, fece storcere piuttosto il naso a Miller).
“Qui controllo operazioni della Nellis AFB, operazione 'Freedom Awakening' passa alla fase operativa. Potete decollare. Buona fortuna e che dio vi assista!”.
Jung inspirò profondamente chiudendo gli occhi per una frazione di secondo e concentrandosi al massimo.
“Liberator 1! Decollo!” urlò Jung dando piena potenza ai motori e ai booster, subito seguito dai suoi due gregari.
“Liberator 2! Decollo!”.
“Liberator 3! Partenza!”.


Titolo: Ultimate Century, Ashes of the War: gli episodi.
Post di: pan - 30 Marzo 2008, 18:09:24
Gli Aurora cominciarono una veloce arrampicata quasi verticale, l'impressionante forza G che si sviluppava in quella manovra teneva attaccati i piloti ai loro seggiolini.
Una goccia di sudore scese dalla fronte di Jung.
Erano entrati nella ionosfera: collegamenti a terra momentaneamente impossibili.
Sul suo casco si riflettavano i colori del cielo che diventavano sempre di un blu più scuro, sempre più neri.

Quale sarebbe stato il loro obiettivo? Neanche a loro l'avevano comunicato...

Un convoglio di rifornimento nemico? Un semplice pattugliamento armato? La Stazione Spaziale Internazionale caduta in mano ai nazisti?

150 chilometri d'altezza: era tempo di stacccare i booster che avevano esaurito il loro compito, la fase critica della salita era stata brillantemente superata, ora sarebbe stata una salita con angoli d'attacco relativamente più tranquilli.

Lentamente sentì i disturbi radio svanire, ormai avevano superato la fase critica per le comunicazioni, ma la salita era ancora ben lungi dall'essere conclusa: 500 chilometri sopra la Terra era l'unica altezza che li avevano comunicato di raggiungere.
Gli strumenti ne segnavano 300, la salita continuava.

A 400 chilometri d'altezza giunse il tanto atteso messaggio dal centro di Houston, fu Revil stesso a riferirlo: “Signori, il vostro obiettivo è un convoglio di rifornimento in fase di approccio al settore  HK-55, nostre informazioni riportano cinque navi da trasporto, due di queste armate, più due navi di scorta. Signori! Vi rammento che state partecipando ad una missione che segnerà il destino della storia, ma soprattutto il nostro futuro... Roy Jung! Ryan Borst! Ngai Zei! La popolazione della Federazione non lo sa ancora, ma le loro - le nostre! - speranze sono riposte in voi! Cercate di non deluderci! E ora vi lascio al 'controllo caccia'! FATELI VEDERE DI COSA SIAMO CAPACI!” urlò infine Revil.
“Signorsì, signore! Conti pure su di noi!”, la voce di Jung era salda e sicura.

Dal centro di Houston Revil ascoltò quelle parole calandosi leggermente il berretto sugli occhi: i destini della Federazione forse non si giocavano quel giorno, ma di certo avrebbe influito parecchio... in bene o in male... Revil sperava in bene...
 
Il centro di controllo cominciò a passare le informazioni: un volo di diecimila chilometri attendeva Jung e compagni... un'inezia alla velocità a cui volavano, voleva dire che entro pochi minuti avrebbero avuto il primo contatto radar con il convoglio in fase di avvicinamento.

Gli Aurora si allontarono ulteriormente dalla Terra, dovevano riuscire ad intercettare il convoglio prima che scaricasse eventuali rifornimenti, quest'ultima era una manovra che richiedeva veramente pochi secondi a causa della perfetta organizzazione nazista raggiunta in questo inedito settore.

A 300 chilometri d'altezza avveniva lo sgancio dei rifornimenti solitamente, ma poteva avvenire anche a quote maggiori e viste le velocità in gioco per avere un margine di tempo accettabile bisogna fare in modo che il convoglio dovesse percorrere ancora un 4000-5000 chilometri... inoltre l'arsenale dell'Aurora era molto vigoroso e permetteva un buon numero di passate... sarebbe stato un peccato non sfruttare l'effetto sorpresa ed il successivo momento di sbandamento...

Ormai la gravità era impercettibile de i caccia potevano proseguire la loro salita e spostamento verso il relitavamente lontano punto di contatto col nemico ad altissima velocità pur con i motori al minimo.

Jung osservò per un attimo il vuoto dello spazio e la Luna che sembrava diventata come gigantesca rispetto a quella che lui aveva imparato a conoscere dalla Terra.

Un fremito incontrollato lo prese ed il cuore cominciò a pulsargli forte.

Era emozione, ma anche paura che quel silenzio surreale che lo circondava contribuiva ad aumentare: le comunicazioni radio erano state ridotte al minimo.
Infatti la maggior parte degli ordini dal centro di controllo giungevano direttamente su uno dei numerosi schermi dell'abitacolo: anche i nazisti li avessero intercettati non avrebbero potuti leggerli in tempi brevi, sarebbe stato molto più semplice tradurre messaggi radio vocali in inglese.

Al centro di Houston registrarono quell'aumentare del battito cardiaco e altri particolari del comportamento del corpo di Jung.
“All ok?” comparve sul monitor per le comunicazioni.

Jung lo guardò smettendo di tremare: entro pochi secondi sarebbero giunti a contatto radar con la formazione nemica.

Cominciarono ad aprirsi sui tre Aurora alcuni dei numerosi vani per le armi.

Un flebile segnale radar: la formazione era là! Dritta davanti a loro e distante migliaia di chilometri: chilometri che velocemente si assotigliavano sempre di più.

Qualche secondo dopo sulle navi del convoglio cominciarono ad essere urlati ordini in tedesco.
Stupore.
Paura.
Erano stati agganciati da un radar, da un radar sconosciuto che si stava avvicinando a loro.
A molti non passò neanche per la testa che potessero essere i federali, solo le alte sfere avevano ricevuto 'rumors' riguardo agli Aurora, per i soldati semplici, subissati da una propaganda che dava i federali già annientati, quelli più probabilmente erano fantomatici alieni e solo i pochi più freddi e meno inclini a credere alla propaganda capirono che i federali erano 'li vicino'.
Diversi missili anti-velivolo vennero lanciati dalle navi di scorta: millecinquecento chilometri separavano Jung dalle navi.

“Lanciate i missili ingannatori!” urlò Jung rompendo il silenzio radio.

Due missili vennero sparati da ogni Aurora, ogni missile cominciò a rilasciare migliaia di chaff ed il missile stesso divenne un enorme flares.

I missili sparati dalle navi di scorta si persero nello spazio alla ricerca di obiettivi inesistenti.

Ma mentre i nazisti si preparavano a lanciare salve di missili a medio raggio e a puntare le artiglierie leggere ecco che Jung ordina il primo vero attacco, il primo vero combattimento spaziale dell'umanità aveva luogo.

“Lanciamo ai nazisti un piccolo pensiero di pace! Fuoco con i missili anti-nave!!!” sei missili antinave vennero sparati da ogni Aurora.

Il terrore corse tra le file nazista, settecento chilometri distavano gli Aurora, ma soprattutto diciotto missili anti-nave si sarebbero schiantati contro le navi entro pochi secondi: tredici missili vennero distrutti, due cambiarono senza motivo rotta (un problema al sistema di guida), un altro esplose in volo, due fecero centro.

Una nave da carico venne colpita ad uno dei suoi settori, fu solo la prontezza del comandante che fece staccare il settore danneggiato in tempo se non ci furono danni più seri, mentre una nave di scorta venne investita da migliaia di frammenti dell'altro missile che giunse a destinazione, subendo piccoli squarci in più punti della struttura: aria e fiamme vennero viste uscire per qualche secondo dalle paratie danneggiate.
Il missile aveva attivato l'esplosione della testata troppo presto: probabilmente il sistema per la corsa finale e per l'attivazione della spoletta necessitava di ancora grossi miglioramenti.

Gli Aurora, continuarono a rilasciare le loro contromisure e cominciarono a manovrare preparandosi al terzo attacco da condurre a distanza ravvicinata con le razziere, sarebbe stato un attacco di saturazione, duecento chilometri li distanziava dalle navi.

Cento chilometri.

Cominciarono a volare vicino a loro i colpi delle artiglierie nemiche.

Cinquanta chilometri.
Fu un attimo: le navi naziste si  intravederono per pochi secondi che bastarano agli Aurora per inondare la zona di razzi.

Un nave cargo esplose, altre due vennero pesantemente danneggiate.

Gli Aurora passarono ad altissima velocità in mezzo alla formazione nazista: poco più che un'ombra nera per gli attoniti marinai.

I caccia rallentarono per compiere una veloce virata e per compiere una seconda corsa d'attacco sulla scompaginata formazione d'attacco, questa volta avrebbero condotto un attacco di precisione usando le due razziere rimaste ed il cannone vulcan.

Questa volta avrebbero dovuto manovrare per evitare di essere colpiti.

In un festa mortale di luci ed esplosioni gli Aurora si fecero sotto alla formazione nemica: Jung scaricò l'intera sua razziera sulla nave di scorta che aveva già subito gravi danni... ma sorpresa! Mentre passavano in mezzo alla formazione per una seconda volta videro (si, ora la velocità permetteva di vedere) lanciare dall'altra nave di scorta ben quattro Himmelritter, mentre da quella distrutta da Jung era già decollato un altro Himmelritter ed un SP-03.

I cinque caccia nazisti inmediatamente accelerarono all'inseguimento di quei strani velivoli.
“è un inferno!” urlò l'ultimo dei piloti degli Himmelritter ad essere lanciato dalla nave di scorta: davanti a lui il relitto principale della nave cargo distrutta che si era messo a ruotare su se stesso a forte velocità avanzando incontrollato verso la Terra.

“Ce li abbiamo dietro!” urlò Ngai: i radar degli Himmelritter li aveva agganciati.

“Fuoco con i Fox 6!” ordinò Jung.

Due missili per Aurora vennero lanciati all'indietro!
Un Himmelritter venne preso di sorpresa e distrutto.

Incominciò un violento, quanto veloce e breve, combattimento aereo, ancora un Himmelritter venne abbattuto da uno degli Aurora che gli si posizionò in coda ed un altro fu colpito dai frammenti di un missile che gli tranciarono di netto una delle estremità alari, costringendo il caccia, ormai privo di reali capacità di combattimento a ritornare verso le navi spaziali.
Alla fine i due Himmelritter rimasti batterono in ritirata.

Ora per Jung e compagni era tempo di far ritorno a casa.

Nella sala di controllo non si fece in tempo ad esultare per i buoni risultati dell'attacco che subito un forte nervosismo si impossessò dei presenti: ora veniva la fase critica.

Cominciò la discesa ed il caratteristico alone rosso generato dall'attrito con l'atmosfera avvolse gli Aurora.

Tutti gli occhi delle persone presenti nella sala erano puntati sui grandi schermi.

Furono minuti d'angoscia, ma alla fine Miller potè tirare un sospiro di sollievo: anche quell'operazione era andata, pure Revil aveva cominciato a pensare al peggio quando saltarono le comunicazioni radio.

3 aprile 2016, Brasile...

Bright e Mirai erano appena saliti sulla WB da poco giunta in Brasile.
Il neo-comandante del 13 Squadrone Strategico Autonomo continuava ad osservare l'orologio: Revil l'aveva informato che il 3 aprile a mezzogiorno, ora di New York, ci sarebbe stato un grande annuncio, ma non si era sbottonato sul tipo di annuncio.

“Accendete la TV sul canale militare federale!” ordinò Bright, “Ed informate anche tutto il resto del personale della WB e dell'Albion di osservare la tv!”.

Tutto il personale accese i televisori, che si stesse riposando, addestrando o facendo manutenzione ai mezzi.

Il volto del presidente Miller apparve in TV.

“Popoli della Federazione Terrestre! Popoli oppressi dalla tirannia nazista che potete ricevere questo messaggio! È un gran giorno per la Federazione! Una luce di libertà il 14 marzo 2016 ha solcato i nostri cieli! Lo spazio non è più un luogo sicuro per i nemici! Sappiate solo questo! Se credevate che fossimo sull'orlo della sconfitta vi sbagliavate! Se credevate che non potessimo contrastare i nazisti vi sbagliavate! Ma che siano le immagini a parlare per me...”.

Venne immediatamente lanciato un servizio, sullo schermo passarono immagini di combattimenti spaziali ed immagini sfocate prese da lontano di uno strano aereo... lo speaker tolse ogni dubbio su ciò che rappresentavano le immagini nella sua lunga filippica sulle capacità federali.

Il 14 marzo 2016 è un grande giorno per la libertà! Aerei da attacco spaziale tipo 'Aurora' sono decollati dalle nostre basi per attaccare un importante convoglio nemico! Quattro navi cargo, una nave da combattimento e tre caccia nemici sono andati distrutti! Con audacia, caparbietà e coraggio i migliori assi federali hanno affrontato un nemico in uno scenario operativo sconosciuto, ma non per questo si sono lasciati sopraffare dal nemico, che anzi ha dovuto battere in ritirata! Il meglio della nostra tecnologia, i migliori tecnici, i migliori piloti sono stati impiegati per questa importante operazione che sarà la prima, ma non ultima! Già il 18 marzo altri Aurora hanno attaccato diversi satelliti nemici inffliggendo consistenti danni alle capacità di osservazione nemiche! Questo è solo l'inizio popoli della Federazione! Gli Aurora, frutto della più avanzata....

Kou, Amuro, Kai, Hayato, Sleggar, l'ormai soprannominato 'Zatoichi' e molti altri piloti, riuniti nell'hangar dell'Albion, ascoltarono (e guardarono le immagini soprattutto, Zatoichi si interfacciò con la telecamera del Gundam entrando in cabina per osservare la notizia) con piuttosto poco stupore.
“Ci toccherà cominciare ad iderare strategie per l'uso di mobile suit nello spazio” fece notare Aaron Steiner, uno dei nuovi piloti.
“Credi? Qua prima di essere inviati nello spazio passeranno anni” commentò Sleggar (che aveva ancora un braccio fasciato).
“Già. È solo una manovra più che altro per aumentare la pressione sul nemico” aggiunse Kou.
“Però non deve essere male lo spazio? È molto romantico come posto, non credi Julie?” domandò Chuck Keith, uno dei compagni di Kou, ad una delle nuove pilotesse, quest'ultima lo freddò con una occhiataccia, “Umpf... piuttosto Kelinova cos'è che stavi dicendo? Sono tutto orecchi...”.
“Stavo dicendo che gli Stalingrad pur non avendo la mobilità del Gundam sono ottimi per lanciare attacchi di massa e di interdizione a corto raggio, è stato grazie alle loro capacità se abbiamo bloccato i nazisti lungo gli Urali, adesso l'offensiva è ancora in corso, ma sono sicura che gli Stalingrad si stanno, come al solito, distinguendo”.
“Piuttosto è vero di quel che si dice? Sembra che in Russia sia stata annientata per rappresaglia una città di grosse dimensioni...” domandò Kai, piuttosto titubante a porre a quella domanda.
“Non ne so molto neanche io, circolano molte voci e dicerie, c'è chi dice che al comando del corpo che eseguì il massacro ci fosse una generalessa che osservando il massacro da lei stessa ordito sia impazzita e da bordo del suo mezzo abbia attaccato le sue stesse unità... ma sono solo voci...”.
Un silenzio assorto calò sui piloti.

“Cambiando argomento... Kai... è vero che tua moglie è incinta di quattro-cinque mesi?” domandò Sleggar.
“Ehm... poi mi spieghi come fai a saperlo... comunque si... ma vi prego... non ditelo al comandante Bright... se si mette a fare due calcoli sono finito” esclamò Kai, toccandosi nervosamente il colletto della divisa, in quel momento li apparve estremamente stretto.
“Cos'è che vi aveva ordinato Bright dopo la battaglia in Kenya? Riposo assoluto? Non credo che sarà molto felice di sapere che hai trasgredito agli ordini...” disse Hayato piuttosto divertito, “è risaputo che dopo aver fatto sesso le prestazioni fisiche subiscono un crollo considerevole, l'ho letto da qualche parte, ma non mi ricordo più dove... forse su una delle riviste scientifiche che lessi nell'attesa mi iniettassero le nanomacchine” aggiunse pensieroso, “O forse era il mio allenatore di Judo? Proprio non ricordo”.
“Magari l'allenatore” disse Amuro.
“è incredibile non trovate?” esclamò Hans, un'altro dei nuovi piloti, “Il resto della Federazione starà pensando solo a quello che è avvenuto lassù e noi a parlare del più e del meno...”.
“Abbiamo visto già troppe cose strane, tutto li” spiegò Zatoichi con fare asciutto e distaccato scendendo faticosamente dal Gundam: se era possibile cercava sempre di stare alla larga da ogni discorso che potesse essere anche solo vagamente personale, di lui gli altri piloti sapevano poco o niente, ma andava bene così...

'Scontro ai bastioni di Orione', così venne chiamato successivamente dai giornalisti federali quel primo combattimento spaziale: forse quelli non erano i 'bastioni di Orione', ma le navi in fiamme (per quanto una mezzo potesse andare in fiamme nello spazio) c'erano state.

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Titolo: Ultimate Century, Ashes of the War: gli episodi.
Post di: pan - 02 Aprile 2008, 19:07:37
intanto per il prossimo episodio cominciate a tenere presente di queste:

LUOGO DELLA BATTAGLIA

(http://img153.imageshack.us/img153/6752/battagliadelvenezuelascms0.th.jpg) (http://img153.imageshack.us/my.php?image=battagliadelvenezuelascms0.jpg)

DISPOSIZIONE DELLA 356a Brigata Mista al primo contatto con le avanzanti forze naziste, 13° in volo verso Panama devia dalla sua rotta per giungere in aiuto della 356a su ordine diretto di Revil.

(http://img153.imageshack.us/img153/3605/battagliadelvenezuelascds5.th.jpg) (http://img153.imageshack.us/my.php?image=battagliadelvenezuelascds5.jpg)



PREVIEW: Lampi di morte rischiarano il campo di battaglia! Il destino della Federazione è in bilico... la 101th viene chiamata per la prima volta in azione, ma dopo un'estenuante battaglia un terribile nemico si para davanti a loro... chi vincerà? Mobile Suit Gundam Ashes of the War: Scramble!

---edit

mi sono accorto che manca la scala sulle cartine, tanto per intenderci tra il paesino di Apoipò (quello col ponte difeso, parte sinistra della mappa di dettaglio) e quello d Suruacri (a destra, con fanteria e AA) ci sono 44,5 chilometri di distanza...


Titolo: Ultimate Century, Ashes of the War: gli episodi.
Post di: pan - 08 Aprile 2008, 17:47:09
EP 28: Scramble!

4 aprile 2016... il giorno nero della Federazione...

Alle 3.50 A.M. ora di New York apparve sui radar una grande formazione aerea d'attacco diretta verso il Venezuela e diverse isole caraibiche.

Ore 1.42 P.M., mentre il Venezuela e tutta la costa caraibica dell'America Meridionale erano sotto pesante attacco una grossa formazione navale nazista (costituita per lo più da mezzi navali catturati e navi cargo civili riadattate) venne avvistata da un sottomarino nucleare in perlustrazione nell'Atlantico.

5 aprile 2016, il Venezuela era caduto, solo a Caracas e presso alcune zone dell'entroterra continuavano pesanti combattimenti, inoltre verso la fine della giornata la formazione navale apparve presso i porti venezuelani cominciando a scaricare i rifornimenti ed il grosso delle truppe d'attacco.

Sull'Atlantico le Gustav continuavano ad andare e venire, poco disturbate dalla scarsa reazione aerea federale.

La 8a e la 9a flotta federale (dotate di CVN e naviglio d'altura) erano la prima bloccate a sorvegiare il fronte nordico (l'Islanda era in mano ai nazisti) e l'altra a proteggere le forze federali nell'Atlantico meridionale.
Solo la 10a flotta era ancora disponibile, ma non era dotata di CVN e di naviglio d'altura pesante ed al momento dell'attacco solo il 15% delle sue navi erano in mare pronte ad intervenire, il resto era ancora ancora nei porti dell'America Centrale e sulle coste meridionali dell'America Settentrionale.

Revil non si era aspettato un attacco diretto al cuore della Federazione, supponeva l'Africa, con le sue immense e non sfruttate risorse.
Si sbagliava.
Ora i nazisti avevano due obiettivi: Panama ed il Brasile.

La 2a flotta federale aveva ricevuto l'ordine di salpare al più presto da Los Angeles, la 2a flotta era in grado di cambiare le sorti della battaglia, ma ci voleva tempo perché si attivasse e riuscisse ad arrivare a Panama: il canale doveva rimanere a tutti i costi aperto e senza rischi alcuni per le navi in transito in esso...

Una carta rimaneva a Revil da giocare, una carta che aveva richiamato apposta dall'Africa per evitare di rischiarla in inutili combattimenti, una carta che aveva richiamato per poterla usare la dove avrebbe fatto più male ai nazisti: in Europa... ma il destino volle diversamente per i piani di battaglia di Revil... il 13° Squadrone Strategico Autonomo venne chiamato in azione, obiettivo: rallentare i nazisti in Colombia il più a lungo possibile.

5 aprile 2016, ore 16.15 P.M ora di Manaus... la WB e l'Albion con la 101th decollano dalla loro base a Manaus, ma mentre stanno decollando giunge un nuovo ordine di Revil, Revil in persona apparve sul grande schermo della sala di comando operazioni della WB: era evidente di come Revil tenesse in considerazione il 13° se arrivava a dare ordini senza intermediari.

Bright e Amuro, che erano giò nella sala di comando per discutere di alcune questioni riguardanti nuove tattiche da battaglia, si misero in piedi pronti ad ascoltare il messaggio, di sottofondo il cupo ronzio dei motori della WB.

“Ve lo dico senza mezzi termini: siamo nella merda, i nazisti stanno avanzando nell'entroterra venezuelano e tra loro e Manaus dove vi trovate ora non c'è altro che qualche brigata raccogliticcia ed un po' di foresta amazzonica”.
“Questo però vuole dire che non avranno abbastanza forze per avanzare in Colombia e sulle coste atlantiche...” fece notare.
“é solo una falsa impressione, in quelle zone abbiamo solo più forze dispiegate e quindi preferiscono muoversi con un poco più di cautela, questo non toglie il problema... non possiamo permetterci di avere i nazisti che penetrano in profondità nel territorio brasiliano... se riuscessero a passare quelle zone montuose non avremmo più abbastanza forze per organizzare una vera e propria difesa... anche se non nego che vista la loro conoscenza della Terra la foresta amazzonica per loro potrebbe essere un problema insormontabile,  ma non possiamo permetterci errori... non in questa fase della guerra... dovrete difendere quello che in codice abbiamo chiamato 'El Paso' – che fantasia vero i nostri pianificatori? - dovrebbero esservi già giunti tutti i dati... 'El Paso' non deve cadere, costi quel che costi, per almeno i prossimi tre giorni, per allora in zona dovrebbe arrivare una divisone corazzata completamente equipaggiata”.

Bright e Amuro fecero il saluto militare, appena si chiuse la comunicazione Bright sentì un irrefrenabile impulso alla risata...
“Nella merda... nella merda... diamine è un genio... questo messaggio aveva un criptaggio che avrà fatto ridere gli addetti alla EW nazista...”.
“Come prego?” domandò Amuro stranito.
“Vai pure a chiedere agli addetti alle comunicazioni...” disse Bright ridiventando serio, “Non lo capisci proprio? Trappola! Stiamo fregando i nemici! A Revil non gliene può fregar di meno di Manaus!”.
“Uhm... vuol dire che il suo piano è fare in modo che le forze naziste odorino quel fronte come 'vitale' per noi e che quindi...”.
“E che quindi spostino - ed in fretta - le truppe nella zona alleggerendo le altre direttrici d'attacco” lo interruppe Bright, “Ma vuoi sapere qual'è la cosa più geniale? Che Revil ha fatto in modo che il nostro intervento abbia i contorni de 'l'ultima spiaggia'... se vai a vedere le informazioni del QG forze nemiche sono già state viste avanzare verso la zona...”.
“In pratica gli facciamo credere che stanno attaccando qualcosa che neanche loro credevano importante...”.
“Esattamente”.
“E noi non facciamo altro che da esche”.
Il volto di Bright sbiancò leggermente, non aveva pensato che tutto sommato il loro ruolo fosse quello di esche...

Poco dopo fu di ritorno sul ponte di comando della WB, un po' li mancava il ponte di comando e quando non era impegnato nella sala comando cercava subito di farci visita..
“Cambio di rotta! Scendiamo di cinquecento piedi e avanziamo con prua 023 nord-ovest, verso la cittadina di Santa Elena de Uraién  nella regione della Canaima in Bolivar. Informate anche l'Albion e ditegli di aprire la formazione sulla destra di duecento metri!” ordinò Bright con piglio deciso.
“Direzione 023 nord-ovest confermata, in fase di discesa a dieci piedi al secondo, velocità costante... caporalessa Ayauki mi dia i nuovi tempo di percorrenza”.
“Un'attimo solo...”, la caporalessa, piuttosto messa in difficoltà dal tono duro assunto da Mirai, armeggiò con una sua console reimpostando alcuni dati, “ETA: tre ore all'attuale velocità”.
“ETA: centottanta minuti comandante!” ripeté Mirai: sembrava una gara tra Bright e Mirai a chi tenesse il tono più deciso.
“Perfetto, riposatevi pure e fatevi dare il cambio, tra un'ora passeremo dallo stato di pre-allerta a quello di allerta generale ed entro due ore invece passeremo a quello pre-operativo generale”.


Titolo: Ultimate Century, Ashes of the War: gli episodi.
Post di: pan - 20 Aprile 2008, 14:50:32
Ma se l'equipaggio cominciò ad approfittare di quell'ora di riposo così non fu per Bright, Amuro, Sleggar, Carver, Uraki e Synapse (questi ultimi due collegati in videoconferenza) che cominciarono a preparare subito il piano di battaglia, tale preparazione durò molto a lungo e niente venne lasciato al caso.

Bright osservava dubbiosamente la grande mappa tridimensionale proiettata sul grande schermo centrale del ponte per il comando delle operazioni.

“Secondo me non è possibile Sleggar... se fosse solo per la conformazione del terreno in se non ci sarebbero problemi, ma bisogna contare la presenza della fitta vegetazione...”.
“Infatti è per quello che ho proposto che di quella parte del piano se ne occupasse la 109th... credo che Uraki potrà confermare che la sua unità dovrebbe esserne in grado”.
Kou osservò la mappa tridimensionale presente sull'Albion e poi guardò la telecamera.
“Certamente, non mi sembra affatto impossibile, prenderò i miei piloti migliori per tale missione, comunque vorrei solo far presente che bisognerebbe anche bloccare Casper 2 con ulteriori forze mobili, quella compagnia di fanteria da sola potrebbe non farcela...”.
“Concordo”, esclamò Amuro, “Pensavo di inviare un plotone mobile dell'Albion a difesa di Casper 2, tra l'altro potendoci arrivare via strada asfaltata non ci dovrebbero essere assolutamente problemi... per quel che riguarda Casper 3 se siete d'accordo invierei un plotone della WB, in quel punto l'attacco nemico dovrebbe essere meno violento e mi sembra il punto migliore dove schierare la nostra unità”.
Amuro era ben conscio che al contrario dell'Albion, i cui piloti erano ormai esperti veterani, sulla WB gli unici piloti che avessero una eccellente esperienza di combattimento (anche in scenari tropicali/equatoriali) fossero lui, Kai e Sleggar, per i nuovi piloti, nonostante fossero già stati piloti di caccia ed elicotteri prima della guerra, invece non c'erano state reali esperienze operative con i mobile suit e perciò non voleva avere sorprese.
“Comunque il punto focale dell'azione sarà bloccare le vie di rifornimento e circondare il grosso delle forze corazzate nemiche con una manovra a tenaglia condotta dalla WB e dal suo gruppo di mobile suit tramite uno sbarco aviotrasportato presso la LZ4. Direi che su questo siamo tutti d'accordo” fece notare Bright.
Tutti i presenti annuirono.

“Messaggio dalla 356a brigata: Scontro a fuoco con forze di ricognizione nemiche. Probabile contatto con il grosso delle forze nemiche entro un'ora e mezza”, la voce dell'operatore radio del ponte per il comando delle operazioni interruppe momentaneamente Bright che ascoltò il messaggio distrattamente.

“Comunque non dobbiamo escludere un possibile sfondamento anche presso Casper 3 o infiltrazioni lungo la linea del fiume che funge da nostra linea difensiva, in quel caso, a seconda della portata dello sfondamento dovremo indebolire per forza di cosa la portata dell'accerchiamento. L'importante è mantenere il controllo di Casper 2 o in alternativa di Casper 1, ma tenete presente che l'unico dei due in grado di sopportare il passaggio di divisioni corazzate è proprio Casper 2, per quel che riguarda Casper 3, pur essendo minore, ci serve per avere un secondo punto di passaggio per il passaggio delle nostre truppe leggere.
In breve: possiamo far saltare in aria Casper 1 e Casper 3 in caso d'emergenza, ma Casper 2 deve essere mantenuto a qualsiasi costo, solo nel caso non rimangano altre possibilità abbiamo l'autorizzazione a farlo saltare in aria”
Bright osservò ancora una volta la cartina, la vitale autostrada che attraversava il Bolivar vedeva proprio in quel ponte, Casper 2, un punto di passaggio fondamentale.
“Per quel che riguarda l'azione delle corazzate?” domandò Amuro.
“Eviteremo per quanto possibile il supporto diretto, le caratteristiche della zona favorirebbero eventuali assalti diretti all'abbattimento delle corazzate, in ogni caso la WB si impegnerà anche in azione di retroguardia durante la manovra a tenaglia” rassicurò Bright.
“Piuttosto vorrei far notare come durante questa battaglia le corazzate siano vulnerabili ad eventuali attacchi aerei, se mi è consentito proporrei di far volare l'Albion ad una altezza di circa 2000 piedi dal suolo in modo da fornire copertura aerea missilistica alla WB durante la fase di sbarco e di retroguardia alla 101th”, in effetti Alan aveva colto nel segno: per quella missione non avrebbero avuto supporto aereo se non 4 Mirage 2000 per missioni CAP e di ricognizione, piuttosto (molto) poco.
“Però così vorrebbe diventare assolutamente visibili agli occhi degli avversari, d'altronde questo ci permetterebbe di sfruttare tutte le artiglierie pesanti al meglio e di poterci spostare in continuazione”  commentò Synapse, “A lei la decisione finale Bright”.
“Uhm... non mi piace molto, ma nelle nostre condizioni non possiamo far di più per fermare le forze nemiche e al tempo stesso proteggere le corazzate ed i mobile suit... teoricamente potremmo anche tentare uno sfondamento ben in profondità nelle linee logistiche naziste... ma in ogni caso le forze corazzate riuscirebbero a sfondare e non disporremmo di copertura aerea adeguata...”.
“In effetti non rischiamo molto” commentò Sleggar, “Ma essendo la nostra prima uscita come gruppo unico...”.
“Già... non abbiamo neanche avuto molto tempo per rodare tutti gli ingranaggi operativi e logistici... per quel che riguarda le unità ponte radio ed i plotoni di rinforzo utilizzeremo il modulo operativo standard C-1.

Ormai sulla foresta tropicale era calata la notte e la Serra Pacaraima si faceva sempre più vicina.
Tutto l'equipaggio delle due aeronavi era entrato in stato di combattimento e l'Albion e la WB si erano separate per proseguire il loro piano.
Bright era appena ridisceso sul ponte per le operazioni dopo una breve visita al ponte di comando, mentre Amuro era già salito a bordo del suo Gundam equipaggiato con speciali display per il comando e sistemi di comunicazione supplementari: in quella battaglia forse lui non avrebbe sparato neanche un colpo, ma forse tutta la battaglia sarebbe dipesa dalle sue scelte.
Un brivido lo scosse, sentiva il peso del comando e della vita dei suoi uomini sulle sue spalle.
Come se non bastasse per quella battaglia i diversi plotoni spesso non avrebbero neanche avuto un contatto visivo: per Amuro e Kai era la loro prima vera e propria battaglia basata su un piano abbastanza complesso, articolato e con unità estranee alla loro unità, solo l'operazione Red Sky ricordava vagamente ciò che stava per succedere, ma ora avrebbero avuto unità di fanteria (delle corazzate e non), battaglioni corazzati, un QG, artiglieria terrestre e antiaerea estranea alla loro struttura ed in più il 13° avrebbe schierato al completo anche le proprie unità di fanteria e i propri elicotteri.

Ad Amuro a pensare che si sarebbe dovuto coordinare con tutti questi elementi venne un leggero mal di testa, invece Bright, che oltre che coordinarsi avrebbe dovuto anche 'coordinare' (e già si immaginava veloci litigi via radio con il QG della 356a), era 'solo' piuttosto teso e per la prima volta da quando era stato al comando della WB (tecnicamente ora era il comandante del 13°, non della WB, che comunque era la sua nave ammiraglia) mise da parte il termos di caffè facendosi portare una camomilla.

Comunque non è che gli altri membri del 13° Squadrone Strategico Autonomo fossero molto più tranquilli: Kai si era procurato un tavolino ed una sedia e, posizionate ai piedi del suo mezzo, si era messo a scrivere a più non posso, Sleggar aveva già mandato giù due fiaschette di whisky (anche perchè per via del braccio rotto non avrebbe potuto far altro che osservare dalla WB), Mirai cominciò ad innervosirsi pensando che sarebbero stati preda facile per gli attacchi aerei.
Per il resto l'atmosfera era piuttosto e insolitamente tranquilla ed alcuni veterani del New York sul ponte di comando, approfittando degli ultimi momenti prima di entrare in allerta massima, si erano messi a discorrere di quanto fossero scomode le cuccette dei sottomarini confrontate con quelle di cui disponevano sulla WB.
Anche sull'Albion l'atmosfera era tranquilla, ma d'altronde i membri dell'Albion erano tutti esperti veterani e non era di certo la prima volta che partecipavano ad importanti operazioni complesse  per arrestare le avanzate nemiche.
Anzi questa volta avrebbero avuto dalla loro anche le caratteristiche del terreno, nel deserto africano le possibilità offerte dal terreno non erano di certo le stesse di quelle offerte da quelle regioni.

Lo sbarco del 2° plotone MS della WB (difesa del ponte di Casper 3) e del 3° dell'Albion (difesa di Casper 2) procedette senza problemi, l'unico problema che sorse fu al MS di Julie Mauriac (2° plotone WB) in cui il programma di controllo del beam rifle (la 101th e la 109th avevano ricevuto la priorità nell'assegnazione di queste preziose armi, durante la fuga la WB disponeva solo di un beam rifle, spesso inoperativo a causa di guasti) aveva rilevato un guasto al sistema secondario di alimentazione obbligando Julie a sostituire il beam rifle con il (comunque distruttivo contro i MS avversari) 76mm automatico di derivazione navale.

Intanto, proprio mentre stava avvenendo lo sbarco dei due plotoni, le posizioni della 356 cominciarono ad essere attaccate dalle forze naziste, l'artiglieria della 356 entrò in azione e presto luci e fiamme illuminarono qua e là la foresta tropicale.
Bright ordinò agli addetti radio di comunicare alle unità di stringere i tempi, al posto dell'ora e mezza i nazisti infatti c'avevano messo solo un'ora
“A tutte le unità! Dobbiamo stringere i tempi! Entro quindici minuti dobbiamo passare alla fase successiva dell'operazione! Ripeto entro cinque minuti dobbiamo passare alla fase successiva!” fu il messaggio inviato dagli addetti radio.
La 356a senza supporto esterno non avrebbe potuto resistere a lungo.


Titolo: Ultimate Century, Ashes of the War: gli episodi.
Post di: pan - 23 Aprile 2008, 17:46:00
L'Albion si allontanò velocemente andando a scaricare gli altri due plotoni a circa cinque chilometri dalla zona dei combattimenti, dietro ad un crinale, mentre la WB si portò in posizione pronta ad entrare in azione alle spalle del grosso nemico appena fosse stato il momento.

Le squadre Zatoichi e Uraki avanzarono velocemente nella foresta, ogni plotone era formato da tre mobile suit, di cui uno armato di beam rifle e gli altri due con armi da 76mm, le armi sulla testa erano state settate tutte al calibro di 25mm, la fanteria per quello scontro non doveva essere un grosso problema, i fanti nazisti non si sarebbero avventurati tanto facilmente fuori dai loro mezzi in un ambiente a loro praticamente sconosciuto.
Uraki osservò il suo monitor di comando, fece una smorfia osservando che una parte di un battaglione corazzato stava avanzando su una strada a dieci chilometri alla loro sinistra, rischiava di rovinare l'effetto sorpresa.
D'altronde era questione di pochi secondi prima che 'varcassero' il crinale e cominciassero il loro fuoco di soppressione sulla unità corazzata nazista che era ormai in procinto di sfondare le debole difese della, pur coraggiosa, 356a.

Fece fermare un attimo i mobile suit prima di passare il crinale, quindi ordinò a Chuck di lanciare un micro UAV da ricognizione di cui era dotato il mobile suit del commilitone.

Le immagini trasmesse dall'UAV di Chuck passarono su uno schermo del cockpit di Kou: il momento non era ancora quello giusto, la formazione corazzata nemica non si era ancora del tutto sbilanciata in attacco, i tre ms della compagnia di Terry Sander Jr. a difesa del ponte erano appena arrivati e resistevano accanitamente ed il battaglione corazzato alleato aveva rallentato.
Uraki aspettò un paio di lunghissimi minuti, poi quando vide un battaglione meccanizzato nazista, che copriva il fianco sinistro della formazione, muoversi per andare ad attaccare il battaglione corazzato che finalmente era arrivato capì che quello era il momento.
“Qui Clown a Gabbiano! Il condor non sta mangiando”.
Era il segnale convenuto con il comando dell'operazione che indicava che la 109th compagnia era pronta all'attacco.
“Qui Gabbiano! Il condor si è buttato in picchiata!”.
Immediatamente i sei mobile suit cominciarono l'attacco e l'Albion prese quota per fornire fuoco di artiglieria.
Si sviluppò un violento scontro a fuoco e nei primi secondi di combattimento diversi carri Adolf (e altri MBT, probabilmente catturati durante l'invasione dell'Europa e dell'Asia) saltarono in aria o vennero danneggiati: i due beam rifle dei plotoni 1 e 2 dell'Albion si rivelarono micidiali da quella posizione leggermente sopraelevata (senza inoltre dove essere costretti a muoversi o a star bassi come per i MS del 3° plotone), mentre i 76mm fecero strage dei mezzi IFV nemici eliminando il grosso pericolo dei missili guidati.

In totale nel primo minuto di combattimento i nazisti persero 9 carri e 12 IFV, il 30% delle forze che stavano attaccando il ponte.
Dopo un minuto che il combattimento era iniziato la retroguardia nazista si cominciò a muovere per attaccare quei MS (tra l'altro cessando alcuni combattimenti minori che avevano ingaggiato con forze minori della 356a) che li avevano attaccati su un lato e le artiglierie si riposizionarono.
Fu un errore.
La retroguardia così sguarnita infatti era proprio ciò che era stato ricercato da Bright.

La WB in poco tempo, seguendo il piano di Bright e Amuro, si portò alle spalle del grosso delle forze nemiche, rinchiudendole in una trappola di non più di dieci-venti chilometri di lunghezza e dieci di larghezza.

I plotoni 1 e 3 di MS della WB si comportarono bene.

Dopo quindici minuti la battaglia si era trasformata in una battaglia di logoramento, il MS di Michael Norich (3° plotone, 109th compagnia) venne gravemente danneggiato da una esplosione ravvicinata di una delle grosse granate degli Adolf ed il pilota lo dovette abbandonare mettendosi al sicuro presso uno dei plotoni di fanteria dell'Albion.
Altri MS vennero lievemente danneggiati, ma continuarono il combattimento.
L'unico vero grosso inconveniente sorse dall'uso dei beam rifle, i loro raggio aveva la tendenza ad appiccare grossi incendi, per questo motivo ai piloti di tale arma Amuro ordinò di sparare solo a colpo sicuro: non sarebbe stato bello annientare le forze nemiche per poi ritrovarsi circondati dalle fiamme.

Sembrava che stesse andando tutto bene per la 101th e per la 356a, ma...

“Meno di due minuti al lancio!” urlò un pilota di un LT-50.
“Affermativo! Procedure per l'aviolancio completate! Pronti al lancio in qualsiasi momento!” urlò un pilota nazista in un tedesco dallo spiccato accento italiano.
Una formazione di sedici LT-50 stava volando bassissima verso la sua meta, a sei di questi era stata rimossa la sezione della fusoliera per il trasporto cargo (era di costruzione modulare e la sezione cargo non faceva parte della struttura principale) e al posto di questa trasportavano ognuno un SP-04, nell'oscurità della notte non si riusciva a distinguerne con precisioni i particolari, anzi a causa del suo colore nero, si faceva quasi fatica a vederlo.

La battaglia intanto stava proseguendo, anche Casper 3 era stato attaccato, ma da forze minori, poco più di forze da ricognizione motorizzata.
Julie Mauriac, Aaron Steiner e Mudhut Hubkali si stavano praticamente annoiando: era come fare il tiro al bersaglio.
“Comunque è solo colpa vostra se non sono stati annientati quando era ancora semplice!” esclamò Mudhut all'indirizzo di Julie, la battaglia era così 'noiosa' che si potevano permettere di litigare, “Ma vi preoccupavate troppo dei vostri altri possedimenti coloniali per pensare a cose serie”.
“Ma taci! E voi cosa avreste fatto all'ora? Scommetto che se non fosse per la kaa'ba a quest'ora la metà di voi sarebbe al loro fianco a spararci!”.
“è una pura supposizione!” ribattè Mudhut sparando ad un fuoristrada nemico con le mitragliatrici da 25mm sulla testa.
“Sentite... in fondo siamo tutti sulla stessa barca... mettiamo da parte la storia delle vostre...”, ma Aaron fu zittito senta tanti complimenti.
“Taci!” urlarono all'unisono Mudhut e Julie.
Aaron sbuffò piuttosto contrariato, ma la sua attenzione fu attirata dal monitor su cui venivano inviate le informazioni sulle posizioni delle varie unità dalla WB, alcune unità volanti erano apparse a bassa quota, non fece in tempo l'addetto radio della WB a comunicarglielo che sei grosse ombre piombarono su di loro e altre più piccole le sorvolarono.

Senza che potessero far niente il mobile suit di Mudhut venne colpito in pieno da una salva di colpi di grosso calibro esplodendo in una grossa palla di fuoco, mentre diverse schegge di una testata a frammentazione colpirono il mobile suit di Julie alle gambe danneggiandole gravemente e facendo crollare il mobile suit su se stesso.
Solo Aaron tentò una reazione, ma riuscì solo a sparare tre colpi da 76mm verso un'ombra che gli si avvicinava velocemente prima che questi lo colpisse con una Heat Hawk tranciandogli il braccio destro e quello sinistro.
Senza che potessero essersi accorti di quello che era successo Aaron e Julie, dalle telecamere ancora funzionanti, videro allontanarsi quelle sei ombre nere, più in là nella foresta un forte bagliore illuminava una colonna di fumo alzarsi: il MS di Mudhut ora non era altro che qualche carcassa sparsa qua e la.

“Comandante! Abbiamo perso i contatti con il plotone della Mauriac! Inoltre Casper 3, le postazioni di artiglieria a difesa di Casper 3, il battaglione corazzato di riserva ed il QG della 356a sembrano essere sotto pesante attacco di paracadutisti nemici!” urlò l'addetto radio della WB piuttosto spaventato.
Bright tirò un pugnò al bracciolo del suo sedile, “Cosa? Datemi un rapporto dettagliato e cercate di mettervi in contatto con la Mauriac!”.
“La densità di jamming e di particelle Minovsky è troppo alta sia qui che dove sta avvenendo l'attacco!” replicò un altro addetto informazioni, “è aumentata di colpo”.
“Dannazione!” mormorò Brigh.
“Comunque dovremmo riuscirci, stiamo aumentato le contro contro misure elettroniche, presto dovremmo riuscirci a mettere in contatto” aggiunse uno degli adetti alla ECM.
“E la 356a cosa sta combinando?” domandò Bright piuttosto preoccupato.
“Sembra che i parà nemici gli e le stiano dando stando a sentire le urla disperate di richiesta d'aiuto che giungono via radio... un attimo! Ho sentito qualcosa di importante! Sembra... si! Un plotone corazzato sta comunicando che hanno ingaggiato alcuni mobile suit... sembra che... niente. Si sono interrotte le comunicazioni”.
Bright unì le mani davanti alla bocca cominciando a pensare intensamente.
“Ordinate ad Amuro e agli altri di re-imbarcarsi sulla nave! Andiamo in soccorso del plotone della Mauriac e del QG della 356a! Voglio che tutti sulla WB abbiano a portata di mano il loro equipaggiamento per il combattimento individuale e che tutti coloro che non sono impegnati in ruoli di combattimento si preparino a difendere la WB dalle sovrastrutture degli hangar.. inoltre che il secondo elicottero venga armato con armamento anti fanteria e con un pod per la ricognizione e che si prepari al decollo”.

“Cosa? Dobbiamo ritornare sulla WB!?! Ma sei sicuro Amuro? Non è che hai capito male?” domandò via radio Klaus perplesso.
“Si Kai, ci è appena stato ordinato di rientrare, sembra che Casper 3 sia nei guai”.
“Mai che ci si possa fidare... l'avevo detto che era un'incapace quella Mauriac!” borbottò Klaus non molto felice: fino a quel momento si trovava in un ottima posizione, dove poteva sparare senza poter esser colpito tanto facilmente, ora invece doveva spostarsi attraverso il campo di battaglia per reimbarcarsi sulla WB.

I tre MS del plotone di Kai si misero a muoversi alla massima velocità attraverso il campo di battaglia: fu uno dei più veloci reimbarchi mai effettuati da Kai.

Bright aveva optato a malincuore per il ritiro della WB, ma era necessario se voleva che i 6 MS della 101th compagnia raggiungessero velocemente il luogo dove i parà nazisti stavano facendo strage, inoltre non era da escludere che forze meccanizzate si stessero apprestando ad usare Casper 3: voleva dire che la linea del fronte sarebbe completamente caduta.
D'altronde i nazisti nella sacca volevano uscire e quei pochi fuori volevano farli uscire, inoltre nella sacca erano ancora presenti un numero considerevole di corazzati che se volevano potevano ancora sfondare la linea difensiva di Casper 2, l'Albion e la 109th compagnia dovevano rimanere a difesa di Casper 2, non c'era scelta.
Bright non aveva altra scelta se non quella di ritirare la 101th compagnia e la WB da quel combattimento.

Quattro Himmelritter arrivarono volando bassi e sganciando alcune bombe dove prima si trovavano i MS dei plotoni di Amuro e Kai, le artiglierie della WB entrarono in azione, ma i caccia si allontarono senza sparare ulteriori colpi.
Sleggar pensò che fosse stata una fortuna che i nazisti, a causa del loro prolungato periodo di 'pace', non avessero potuto mettere a punto un efficiente e flessibile sistema CAS, d'altronde la NATO c'aveva messo decine di anni per sviluppare capacità CAS veramente allo stato dell'arte e se c'era riuscita era stato, alla fin fine, solo grazie alle continue esperienze operative.
“Non possono di certo imparare in un anno quello che noi abbiamo imparato in trenta e passa anni” mormorò Sleggar aprendo con soddisfazione una ennesima fiaschetta di liquore, “Ne vuoi un po'?” domandò ad Amuro vedendolo entrare di corsa dentro il ponte per il comando delle operazioni.
“Cosa sta' succedendo?” domandò Amuro a Bright non degnando neanche di uno sguardo Sleggar che alzò le spalle cominciando a bere.
“Ci hanno fregati! Torna al tuo mobile suit o fatti sostituire se sei troppo stanco, fra pochissimi minuti saremo di nuovo nel mezzo della battaglia”.
I rumori delle artiglierie della WB però non si erano attenuati nonostante non fossero più a contatto diretto con il nemico.

Intanto un SP-04 completamente nero, illuminato dalle fiamme di un camion distrutto, si fermò un attimo facendo uno scan dell'ambiente circostante con i suoi sensori, un fante federale paralizzato dal terrore, a pochi metri dal mobile suit, guardò quel mono-eye che per un momento indugiò su di lui.
“X MAS” mormorò meccanicamente lo spaventatissimo fante ripetendo ciò che aveva letto sulla corazza destra della spalla del MS.

Fine episodio (ovviamente la battaglia finisce nel prossimo).


Titolo: Ultimate Century, Ashes of the War: gli episodi.
Post di: pan - 28 Aprile 2008, 19:10:33
Attenzione: ho deciso di posticipare l'incontro con una nostra nuova conoscenza in questo episodio.

EP 29: Black Soldier

L'atmosfera sulla WB era tesissima.

In lontananza, dai due ponti della nave, si scorgevano grossi incendi, improvvise esplosioni ed una continua danza di traccianti che apparivano e scomparivano nella foresta.

I resti della retroguardia della 356a stavano continuando a combattere, ma ormai era questione di pochi minuti prima che crollasse del tutto, già il QG della 356a aveva cessato di esistere pochi minuti prima, per fortuna di Bright tra gli adetti alle comunicazioni ce ne erano diversi che sapevano lo spagnolo cosa che gli permise di prendere il comando delle operazioni... nei vari battaglioni rimasti sembrava che non ci fosse nessuno che sapesse l'inglese decentemente...

“60 secondi allo sbarco! Elicotteri pronti al decollo!” venne informato Bright dalla voce di Alan attraverso uno dei numerosi monitor della sua postazione.
“Fateli decollare! 101a compagnia prepararsi allo sbarco!”.
“Signorsì signore!” esclamò Amuro via radio, due Gundam per hangar laterale si prepararono a sbarcare, purtroppo non erano rimasti molti mezzi completamente efficienti alla 101th, anche se di mezzi gravemente danneggiati quasi non ce ne erano.

I due elicotteri poco prima che la WB toccasse terra decollarono, ma quello equipaggiato con strumenti per la ricognizione venne fatto segno da un paio di missili spalleggiabili, cosa che lo obbligò a lanciare diversi flares e a compiere manovre evasive, per sua fortuna riuscì ad evitarli, anche perchè i bersagli erano talmente piccoli e la zona talmente 'sporca' di segnali che i vulcan anti-missile della WB non riuscirono ad agganciarli.

Uno dei MANPADS, persa la traitettoria, si andò a schiantare contro la sovrastruttura dell'hangar sinistro piegando leggermente il rivestimento in quel punto, da lontano manco si scorgeva il danno.

I quattro suit sbarcarono in meno di trenta secondi mettendosi a carponi per fornire una sezione minore ad un eventuale nemico e disponendosi immediatamente in una formazione a cuneo con al centro Amuro, la WB invece salì a 200 metri di quota per fornire copertura.

“Ok! Avanziamo verso il QG della 356a! Tenete gli occhi aperti!” ordinò Amuro.

“Dobbiamo resistere cinque minuti! Sono stato chiaro? Team uno, al mio ordine cominceremo a sparare contro le forze che stanno avanzando. Team due! Voi mirate agli elicotteri!”.

I sei mobile suit neri erano divisi in due plotoni, uno da quattro, nascosto dietro un crinale, ed uno da due nascosto tra ciò che rimaneva del QG della 356a presso un piccolo paese mezzo chilometro a nord-est del primo plotone, tali posizioni erano ottimali nei confronti della WB e del plotone di MS avversario.

Il comandante dell'unità aspettò ancora un minuto, con il sonar riusciva (seppur molto faticosamente) a tracciare il percorso dei MS avversari, quando fu sicuro che fossero a tiro...

“Ora! Fuoco con tutte le armi!”.

Un tripudio mortale di boati, esplosioni e traccianti illuminò in un attimo quella porzione della foresta.

“Formazione a riccio!” ordinò Amuro sparando con il beam rifle dalla posizione da cui presumibilmente stava arrivando quella salva di colpi.

In quello stesso momento l'elicottero armato veniva colpito al rotore principale e fu solo grazie ad una capace manovra del pilota che l'elicottero riuscì a compiere una parvenza di atteraggio d'emergenza.

“Qui è Amuro Ray! Perchè diamine non ci state fornendo fuoco di supporto?”.

“Vi stanno sparando da dietro un crinale, le nostre artiglierie non sono in posizione adatta ed al momento ci sono altri mezzi che stanno sparando dal QG contro di noi!” fece notare Alan, ma subito Bright si intromise parlando da uno dei monitor.

“Faccia arretrare la WB di due chilometri! Possiamo tentare di usare i missili anti-carro in modalità di fuoco LOAL (Lock-On After Launch NdR). Amuro! Tu devi assolutamente proteggere a tutti i costi l'elicottero da ricognizione! Dovete distruggere coloro che sparano contro di noi e l'elicottero dal QG e al contempo obbligare gli altri davanti a noi a tenere 'bassa la testa'”.
“E secondo lei come faccio? Siamo in inferiorità numerica e più in basso del nemico!” urlò Amuro via radio, di sottofondo si sentì una violenta e vicina esplosione, il nemico stava aggiustando il tiro forse non era il momento di fare tante storie, “Presto muoviamoci! Kay e Ruft! Occupatevi del QG! De la Sierra con me! Fuoco di soppressione contro i nemici a ore 12!”.

Il beam rifle di Amuro ed il 76mm automatico di De la Sierra spararono al massimo rateo di fuoco consentito contro il crinale da cui spuntavano ogni tanto i mobile suit nemici che li riempivano di pallottole con il rifle automatico da 100mm e quando si ritiravano dietro il crinale usavano i lanciagranate degli avambracci che si rivelarono ottimi nel ruolo di mortai.

Intanto Kay e Ruft avanzarono velocemente verso il QG, ma quando arrivarono videro in lontananza che i due MS si stavano allontanando, Kai stava già per prendere la mira quando qualcosa scattò nella sua testa: era fin strano che due MS, da una ottima posizione, con nemici probabilmente stanchi o comunque non al top della condizione, si ritirassero.

Era tutto troppo semplice e poi quei MS aventi quella mimetica così inusuale non faceva ben sperare, avevano imparato a loro spese che se si trovavano SP colorati in modo strano significava che a bordo non c'erano mai dei pivellini.

Tutto ciò Kai lo comprese in una frazione di secondo.

“Presto Ruft! Via da qui!”.

I due MS non fecero in tempo ad allontanarsi che due grosse esplosioni avvolsero la zona distruggendo completamente ciò che rimaneva del QG e coinvolgendo i due MS che rimasero danneggiati, ma non abbastanza da dover cessare il combattimento.

Il comandante nemico osservò la scena dal suo SP accennando un sorriso: erano davvero quelli l'elite dell'elite federale? I primi piloti di MS? Troppo facile.

Ma non c'era tempo per perdersi in vanagloriosi pensieri, le munizioni scarseggiavano ed ormai i rinforzi stavano per raggiungere il ponte, inoltre...

TUTUTUTU

L'allarme antimissile del suo MS divenne come impazzito, diversi tracce di calore erano partite dalla WB.

Immediatamente tutti e quattro gli SP-04 ruppero la formazione cercando di allontanarsi e subito, il loro comandante, si accorse dell'errore commesso, troppo preso dal combattimento contro i suit avversari non si era accorto che l'elicottero da ricognizione si era portato ad un paio di chilometri dietro di loro e ora li stava illuminando con il suo laser.

Oltre a muoversi per allontanarsi (anche mediante l'uso dei razzi di spinta) il comandante dei SP neri sparò una salva contro l'elicottero (dimostrando una eccezionale bravura visto l'angolatura con cui sparò) che per ripararsi si nascose dietro un rilievo, questo evitò all'elicottero di poter correggere la rotta dei missili in arrivo che quindi caddero sulle posizioni segnalate prima.

Comunque un missile anticarro colpì in pieno l'arto superiore destro di uno dei MS neri che non si era allontanato abbastanza velocemente, ma per loro fortuna erano ancora tutti interi, era stata questione di pochissimi secondi ed era solo grazie all'ottimo addestramento ricevuto se erano ancora tutti interi.

“Ripieghiamo! La nostra missione è conclusa! La fanteria si è già ritirata verso le postazioni prestabilite!” ordinò il comandante, ma dopo pochi secondi due RX-78b sbucarono da dietro il crinale, spinti dai loro razzi di spinta e dai potenti attuatori idraulici della gambe fecero come per avventarsi sulla formazione, uno dotato di un'arma automatica, quello di De la Sierra, si fermò per prestare fuoco di copertura, l'altro era senza armi, ma in compenso aveva impugnato una beam saber.

La formazione di SP neri si ruppe di nuovo per evitare il fuoco del RX-78b armato di cannone automatico e poter effettuare il ripiegamento, solo il comandante dei SP neri si 'intrattenne' un attimo con il MS di Amuro.

Il ragazzo provò a tranciare il braccio destro avvicinandosi dal lato sinistro del SP-04, ma il nazista impugnando la heat hawk nella sinistra contrattaccò obbligando Amuro ad indietreggiare, facendosi scudo con una salva di proiettili da 25mm delle mitragliatrici sulla testa che danneggiarono alcuni sensori secondari sulla testa del SP-04K, per evitare di essere facile preda o del fucile o dell'heat hawk (di cui un fendente passò solo ad un metro dalla testa del Gundam) avversaria, il comandante nazista ne approfittò quindi per lanciare alcuni fumogeni e per ritirarsi.

Ma per Amuro non era tempo per festeggiare: doveva recuperare il beam rifle che aveva abbandonato e prepararsi a contrastare con le poche forze rimaste alla 101th le forze nemiche che stavano per attraversare Casper 3.

Intanto l'Albion e la 109th inviarono un chiaro messaggio radio: forze nemiche in ritirata.

Bright stava aspettando questa notizia da un po', gli era necessaria per poter contare su forze fresche: al secondo ed al terzo plotone di MS della 109th fu ordinato di 'incamminarsi' alla massima velocità verso Casper 3, al primo plotone MS della 109th fu ordinato di rimanere a difesa di Casper 2, mentre all'Albion fu ordinato di attaccare le forze nemiche in ritirata obbligandole almeno ad abbandonare i mezzi corazzati più pesanti e lenti come i possenti carri Adolf, sarebbero stati una preziosa preda bellica.


Titolo: Ultimate Century, Ashes of the War: gli episodi.
Post di: pan - 30 Aprile 2008, 17:02:47
6 aprile ore 0.20 A.M.

Aaron Steiner e Julier Mauriac erano fuggiti già da un bel pezzo dai loro mobile suit e si erano già ricongiunti con uno dei plotoni di fanteria del 13° Squadrone Strategico Autonomo, ma a causa delle forze da ricognizione nemiche che avanzavano fu impossibile sabotare i Gundam.

“Siete riusciti almeno a distruggere la cabina di pilotaggio?” domandò il capo plotone, un esile soldato originario della California, mentre i suoi CAT percorrevano velocemente una piccolissima strada appena battuta nella foresta.
“Le bombe a mano sono esplose, poi non so quanti danni possano aver fatto, in ogni caso non potrebbero pilotarli anche fossero intere” spiegò Julie continuando a passare la mano sulla sicura del suo fucile d'assalto, un caricatore vuoto in plastica trasparente del G-36K era stretto con un laccio alla tuta di Julie.
“Lasci perdere, che ce la siamo vista brutta! La prossima volta col cavolo che mi metto a lanciare bombe nella cockpit! Abbiamo perso troppo tempo per far ciò, se non fosse stato per voi saremmo stati catturati!” esclamò Aaron che aveva pregato fino a quel momento, pur non essendo mai stato un fervente credente.
“Beh, d'altronde non possiamo far cadere importanti segreti militari...” stava ribattendo l'ufficiale di fanteria, ma Julie lo interruppe.
“La prossima volta chiederemo alla base di battere il punto di abbandono con l'artiglieria, così andiamo sul sicuro...”, sembrava molto tesa e la sua mano destra continuava a sfiorare la sicura del fucile.
“Bah... siete voi i piloti...” mormorò l'ufficiale che comunque fece intuire che la distruzione di quelle macchine lo reputava una spreco.
“Tenente! Davanti a noi!” urlò un mitragliere dei mezzi.
La figura della WB si stagliava possente davanti a loro, lo spettacolo li lasciò mozzafiato: era la prima volta che vedevano da terra la WB, quell'enorme base volante, in volo.
Dopo pochi secondi due MS pieni di graffi e parti danneggiate passarono a fianco a loro.

“Qui Kai, abbiamo individuato il plotone verde, stabilisco un contatto radio con loro”.
“Volete usare i vostri nominativi militari per la missione una volta per tutte? Non è che perchè io non l'ho usato una volta che voi potete...” sbraitò Bright via radio.
“Non la sento...” disse Kai, chiudendo la comunicazione con la WB e mettendosi in contatto con il plotone verde, “Il nemico in che punti ha sfondato?”.
“Quando ce ne siamo andati via noi, mezz'ora fa, c'erano solo forze da ricognizione, ma sembravano che volessero creare una cintura di sicurezza attorno al ponte: non sono avanzate ulteriormente. Inoltre con noi abbiamo due piloti della vostra unità”.
“Che ne è stato del terzo?”.
“KIA, il suo MS è stato completamente distrutto”.
“Ok, vi affido al comando di Bright. Buona fortuna”.
“Anche a lei”.

“Amuro hai sentito?”.
“Si Kai, dobbiamo muoverci. Bright ha ordinato di muoverci alla massima velocità verso la zona”.
La WB sopra di loro accelerò prendendo quota e portandosi a trecento-quattrocento metri dal suolo.

Dopo pochi minuti i quattro Gundam e la WB incominciarono ad ingaggiare un violento combattimento con le forze terrestri nemiche, questa volta il nemico era molto pericoloso: i carri ed i mezzi blindati nemici erano infatti avanzati ed immaginando un attacco nemico si erano già predisposti nel modo migliore, inoltre molti parà nazisti si trovavano dappertutto nella foresta ed il mobile suit di Ruft venne colpito da un razzo di uno di questi fanti alla corazza dell'avambraccio sinistro.
“Ho perso una beam saber!” esclamò Ruft rialzando il mobile suit che era crollato al suolo.
“Puoi continuare a combattere?” domandò Amuro.
“Credo proprio di si!”.

Il combattimento divenne particolarmente accanito anche grazie al sopraggiungere di un paio di plotoni di vecchi, ma sempre efficaci, SP-03, per fortuna giunsero in soccorso i plotoni dell'Albion, subito Zatoichi si distinse eliminando un paio di veloci autoblindo naziste con la beam saber che avevano provato ad aggirare un mobile suit del suo plotone.

Ciò bastò a riequilibrare la situazione che si stava mettendo veramente male, anche a causa del forte fuoco di sbarramento operato da alcuni semoventi d'artiglieria e da alcuni carri Adolf ai danni della WB, cosa che costrinse quest'ultima ad allontanarsi di alcuni chilometri dal fronte per sfuggire e continue manovre evasive, cosa che impedì un efficace fuoco di supporto.

L'unico momento in cui la difesa nazista sembrò vacillare fu quando la WB riuscì a far entrare in azione la sua arma principale beam che scavò un vero e proprio solco nella foresta.

Ma l'arrivo di un gruppo di sei caccia in zona obbligò la WB a bloccare il proprio attacco per concentrarsi nella difesa AA dai caccia e dai loro missili antinave.

Passarono ancora quattro ore e solo verso le 5.00 A.M. la battaglia sembrò volgere a favore dei federali quando l'Albion si portò in zona, anche grazie all'ottima capacità di Alan e Mirai nella conduzione della nave e di Bright nelle operazioni che riuscirono a permettere alla WB di compiere velocissimi atterraggi permettendo ai Gundam di rifornirsi e di 'cambiare piloti', gli stessi Amuro, Kai, De la Sierra e Ruft ormai stremati furono i primi a scendere dai loro mobile suit, mentre per i piloti dell'Albion, anche loro al limite, se non oltre, delle loro capacità  bisognò aspettare che l'Albion inviasse, dopo circa due ore che la battaglia era iniziata, un paio di elicotteri con piloti freschi e riposati.

Lo sfondamento della linea difensiva sembrava quasi che stesse per avvenire quando Albion e WB concentrarono il loro fuoco di artiglieria su un'unica zona (e non più su singoli obiettivi come avevano fatto fino a quel momento), quando i sei mobile suit neri, accompagnati da cinque nuovi SP-05 e dieci SP-04 apparvero in zona.

Si accese un violentissimo scontro, le navi subirono tutte danni consistenti e diversi Gundam vennero messi fuori uso, sembrava che la battaglia fosse oramai in pugno ai nazisti: non bastava altro che abbattere le due navi.

Cominciò così un attacco diretto di diversi SP-04 alle corazzate, gli SP con i loro razzi di spinta tentarono più volte di 'saltare' sopra le navi nemiche con non molto successo a causa della altezza a cui volavano tali navi, inoltre tale manovra era estremamente pericolosa se a terra nessuno ti proteggeva, durante il salto l'SP infatti era facile preda di artiglierie e di eventuali MS avversari che l'avessero aspettato al suolo.

Ma il combattimento proseguì per diversi minuti ed i Gundam a terra avevano bisogno di essere riforniti di munizioni.

La WB cominciò la discesa e due SP-04, che si erano portati in una zona alle spalle dei Gundam, capirono che quella era la loro opportunità.

Un'alta colonna di fumo si alzò in lontananza.

I due SP saltarono.

Uno venne distrutto dalla reazione delle artiglierie della WB, l'altro riuscì a portarsi davanti al ponte, a pochissimi metri.

Bright vide chiaramente la bocca del 100 mm puntare contro il ponte secondario.

Mirai e Alan videro chiaramente il mono-eye del SP-04 fissarli.

Fu un attimo, poco meno di un decimo, di un centesimo, di secondo lunghissimo, un attimo in cui nessuno sui due ponti riuscì a reagire paralizzato dal terrore e dalla sorpresa.

Il pilota nazista appena si accorse di essere davanti ai ponti della WB fece per avvicinare il pollice al tasto di sparo.

Improvvisamente l'SP-04 venne letteralmente 'sbattuto via' da due violente esplosioni che lo coinvolsero e che fecero tremare anche la WB.

In un attimo tutti si ripresero.
“Rapporto danni! Inoltre chi è stato a sparare?” urlò Bright appena dopo che una forte luce e fortissime vibrazioni segnalarono l'esplosione del SP nemico diverse decine di metri d'altezza sotto di loro.
“Le armi inferiori hanno riportato molti danni ai loro sensori, ma sembrano ancora utilizzabili, non si rilevano danni alla struttura se non l'apertura di vari pannelli nella parte inferiore della fusoliera!” urlò uno degli addetti.
“Unità amica sconosciuta a ore 2! è molto bassa e si muove molto velocemente... cosa...”.
Un monitor inquadrò un MS sconosciuto avanzare sopra la foresta a folle velocità!
In pochi secondi tale unità, coperta da altre piazzate su una altura a ore 9 della WB, attaccarono gli SP nazisti che arretrarono di diversi metri nel tentativo di difendersi sparando all'impazzata, ma evitando i colpi nemici con un'agilità allucinante, e sfruttando l'effetto sorpresa, il MS federale saltò addosso ad un MS nemico disattivando le telecamere e mozzando gli arti superiori del veicolo con una specie di arma da taglio in si e no quattro-cinque secondi, ripetendo subito l'azione con un'altro malcapitato mobile suit e quindi cominciando ad usare il suo fucile abbattendone altri due, l'effetto sorpresa fu devastante.
Nello stesso momento altri SP subirono la stessa sorte da parte degli altri MS federali sconosciuti che stavano sparando dall'altura con armi che beam non sono, ma che si rivelano ugualmente distruttive.
All'improvviso i due mezzi sull'altura si mettono pure loro a volare, la vista di questi altri due MS che volano incute un cieco terrore nelle unità nazista di terra che battono in ritirata, coperte solo dagli SP-05 e dagli SP-04 neri che in un qualche modo cercano di coprire la fuga alle altre unità.
Un ultimo blindato nemico venne fatto esplodere dal MS federale di testa sconosciuto che puntò quindi il suo fucile verso il cielo in segno di vittoria.

“Ecco a voi l'asso dell'Unione Europea, Gustav Adolf von Mitternacht...”.

Fu il più pacchiano messaggio radio che Bright avesse mai sentito, ma al tempo stesso, osservando la distruzione che quei tre MS avevano fatto, un brivido gli corse lungo la schiena.


“Von Mitternacht? Gustav Adolf von Mitternacht!?!?! Gustav è ancora vivo! Dammi la radio!” urlò Sleggar, riprendendosi dalla sorpresa, ad uno degli addetti radio del ponte di comando, “Brutto bastardo di uno svedese!!! Che diamine ci fai qui in Venezuela?”.
“Ma chi mi tocca sentire... io! Gustav Adolf von Mitternacht, membro dei Royal Marines svedesi, nonché ultimo erede della famiglia dei Wasa! Soprannominato The Lion from Midnight! Ma ti sembra giusto Sleggar che le mie nobili orecchie debbano sentire le tue plebeee parole?”.
“Ma non rompere e dimmi cosa ci fai qua!”.
“SAS, ricordati solo questa sigla, di più non ti posso dire via radio”.

Due ore più tardi i Gundam vennero reimbarcati sull'Albion e sulla WB che nel frattempo erano atterrate, tutti i MS avevano bisogno di estese riparazioni ed almeno sei MS sul totale di quelli disponibili alla 101th (sul totale di diciotto uno era stato distrutto) erano danneggiati in modo gravissimo, inoltre erano stati caricati i tre ulteriori MS che si erano rivelati decisivi nell'azione di contro-attacco di poche ore prima.
Amuro squadrò uno di quei mobile suit, erano veramente esili, di sicuro non erano robusti come i Gundam.
“ENACT!” esclamò una voce alle sua spalle.
“Come?”.
“ENACT, noi lo chiamiamo semplicemente così anche se ufficialmente sarebbe Achilles” spiegò Gustav stringendo paltealmente la mano ad Amuro, “Gustav Adolf von Mitternacht, felice di conoscerti, ho sentito molto parlare di te e per un po' dovremo anche collaborare, quindi vediamo di mettere subito le cose in chiaro: tu non mi dai ordini e tu esegui i miei...”.
“Non prendo di certo ordini dal primo che passa...” aggiunse Amuro leggermente divertito.
“Ma io non sono di certo il primo che passa! Sono Gustav...”.
“...Adolf von Mitternacht... si lo sappiamo...” lo interruppe Sleggar giunto alle sue spalle, “Allora come ti sembra il posto?”.
“Uhm... non malaccio... ma puzza troppo per i miei gusti”.
“è arrivato il signorino”.
“Comunque dovrò starci per un po'. Vi hanno già comunicato il prossimo obiettivo?”.
“No, qual'è?” domandò Amuro osservando attentamente il giovane pilota che aveva davanti, era piuttosto alto, molto di più in confronto a lui e quei suoi metodi un po' snob, ma allo stesso tempo scanzonati e fuori luogo, di muoversi e parlare lo rendevano instintivamente simpatico.
“Non lo so neanche io... certo è che se mi hanno assegnato momentaneamente a questa nave sarà di certo qualcosa di pericoloso, inutile e su cui faranno un film in futuro”.
“Pensi già al dopo?” domandò Sleggar ridacchiando.
“Perché no? In fondo non mi dispiacerebbe diventare stramaledettamente famoso e ricco...”.

Poco distante i due altri piloti del SAS stavano parlando della battaglia appena conclusa.
“Hai visto Dario? C'erano i tuoi amici!”.
“Chi Gaspard? Quelli? Saranno amici tuoi, di certo non miei”.
“Però devi ammettere che sei stato gentile con loro: non gli hai scaricato addosso tutto il tuo caricatore”.
“Preferisco eliminarli a tempo debito... piuttosto! Guarda là! Altri due piloti che rientrano a bordo senza i loro mezzi...”.
“Ma... ma...”.
“Che succede? Conosci uno dei due?”.
“Beh... non credo proprio di sbagliarmi...”.
“Non è che me la presenti?”.
“Guarda che non mi riferivo alla ragazza! Mi riferivo al pilota! È quel bastardo di israeliano a cui devo ancora una birra dalla Spring Flag 2014!”.
“E perché gli devi una birra?”.
“Perché con un Mirage 2000 feci l'errore di sottovalutare un F-15 israeliano...”.
“Succede...”.
L'ex-pilota di F-15 gli passò davanti senza degnarlo di uno sguardo, sul suo volto era dipinta una strana espressione.
“Ehi Gaspard... sei sicuro che fosse lui?”.
“Si...”.
“Mi sa che lo stavano per catturare i nazi”.
“Già”.
“Credo che abbia visto veramente la fine”.
“Mi sa che hai ragione... va... vado ad offrirgli una birra per tirargli su il morale”.
“Uao... una buona azione da parte tua... piuttosto non trovi che von Mitternacht si sia lanciato troppo oggi?” domandò Dario accompagnando Gaspard.
“Ma no... lo conosci... avrà sentito che su queste due navi c'erano imbarcate diverse migliaia di persone e avrà pensato di mettersi in mostra più che poteva, sai com'è che dice: maggiore è il pubblico, maggiore è la gloria!”.

Fuori dalla WB numerosi CH-47 e Mi-26 carichi di vettovaglie, pezzi di ricambio e munizioni atterravano e decollavano in una radura creata in tutta fretta da una unità del genio della brigata di rinforzo appena giunta sul posto, altre colonne di camion stavano giungendo a tutta velocità nella zona per rifornire le due corazzate in vista della prossima e difficile missione che le attendeva.

Anche diversi UV-22 adibiti ad aeroambulanza continuavano ad arrivare per caricare i numerosi feriti delle due corazzate e della 356a per portarli presso l'ospedale più vicino.

Sempre poco distante dai resti del QG della 356 venivano scavate diverse tombe, membri dell'Albion, della WB, della 356a ed anonimi soldati nazisti morti durante la battaglia venivano seppelliti.
Centinaia di croci di legno vennero piantate in quel piccolo tratto di foresta venezuelana.


Titolo: Re: Ultimate Century, Ashes of the War: gli episodi.
Post di: pan - 31 Luglio 2009, 19:45:58
Ok, riprendo in mano tutto l'argomento con episodi con nomi, eventi e situazioni riviste dopo 'l'abbandono' di Gundam e sopratutto ampliandoli, correggendoli, aggiungendo intere sezioni, personaggi eventi e quindi rivisitandoli ulteriormente (a partire dal secondo episodio qui postato visto che il primo a parte qualche cambio nei nomi così com'è è perfetto), cosa particolarmente sentita sopratutto nei primi 10-15 episodi postati.

Mobile Suit Gundam: Ashes of the War
Mobile Suit Gundam: Le Ceneri della Guerra



Prima parte – Notte sull’Europa
(14. Aprile 2015 – 29. Agosto 2015)


Il primo 'episodio' N° 00:
http://www.gundamuniverse.it/forum/index.php?topic=812.0 (http://www.gundamuniverse.it/forum/index.php?topic=812.0)


01: Il ritorno dei Jötunn

15 aprile 2015

Mar del Nord, a 100 km a nord-ovest della costa inglese – h 01.25 (01.25 GMT)


La navigazione della superpetroliera Darling IV proseguiva calma e placida, il mare era calmo e piatto, il cielo sgombro.
Sul ponte della nave il comandante si era acceso una sigaretta in barba al cartello di divieto che campeggiava alle sue spalle, ma il suo sguardo fu improvvisamente attratto da una luce nel cielo che si faceva velocemente sempre più forte e che sembrava diretta verso le coste inglesi.
Con la telecamera ad infrarossi panoramica della nave subito inquadrò quella luce mettendo lo zoom al massimo, giusto in tempo per notare che in realtà le luce erano una dozzina e per vederle scomparire e comparire al loro posto tredici piccole sagome vagamente umane e dei giganteschi paracadute.
Interdetto decise di prendere la radio per comunicare alla Guardia Costiera cos'aveva appena visto, ma la sua attenzione fu subito attratta dal malfunzionamento di diversi sistemi di navigazione: radar e GPS mostravano segni di disturbo non indifferenti.
“Maledetti militari! Questa non è zona d'esercitazione per i loro sistemi del cazzo! Li denuncerò immediatamente!”
Stava già per usare la radio, quando improvvisamente ci ripensò.
Tanto a lui che cambiava? Doveva solo portare 100.000 tonnellate di prezioso petrolio a destinazione, nient'altro.

Francia, Base Aerea 112 (Reims) – h 02.27 (01.27 GMT)

“Attenzione! Caricate con cautela!” urlò un sergente alla logistica della forza aerea francese in direzione di un manipolo di militari tedeschi che stavano caricando un grosso pallet a bordo di un A-400M nuovo di zecca.
Maledetti tedeschi! Quando c'era bisogno della loro famosa 'precisione' ecco che se la dimenticavano sembrava pensare il sergente..
Ma la risposta non esitò ad arrivare: “Eins, zwei, drei... FICK DICH!” risposero in coro i militari tedeschi non fermandosi nel loro lavoro.
Pur non sapendo cosa avevano detto di preciso il tono ed il modo lo rendeva chiaro con chiaro disappunto del povero sergente.
Sull'aeroporto era un via vai di aerei da trasporto: tutti i C-17, gli A-400M e C-5 sembrava che fossero stati dirottati su quella base aerea.
L'allerta era massima: oltre ai grossi trasporti nei cieli sfrecciavano veloci i Mirage-2000 e di tanto in tanto degli F-16 del vicino Belgio.
“Caporale! Quanto ci vuole ancora? É appena stato dato l'ordine al personale della base di ritirarsi nei bunker e se non decolliamo entro 3 minuti saremo in ritardo sulla tabella di marcia” un grassoccio maggiore dell'Armè dell'Air gettò per l'ennesima volta uno sguardo sul suo orologio.
“Quelli sono gli ultimi due pallets, sto maledicendo tutte le procedure, ma mi serviranno ancora un 5 minuti.”
“Te ne dò 2”.
“Non sono capace a fare i miracoli!”
“Allora impara! I primi due stanno già portandosi in decollo!”
Un plotone di fanteria in assetto da guerra sorvegliava da vicino le grosse casse ed i pallets che venivano caricati, la tensione si respirava nell'aria.
“E pensare che mi avevano detto che nella logistica avrei condotto una vita tranquilla...”.

Nel frattempo in Aquitania...

La suoneria del cellulare di Peter sembrava come impazzita.
La quite, la dolce quite della natura infranta dalla suoneria di un moderno cellulare (ma già vecchio e anziano catorcio per la moda... d'altronde il modello risaliva al 2009), suoneria per di più avara di qualsiasi originalità ed avanzato effetto sonoro: il classico drin drin che ai tempi del web 2 punto e qualcosa e dei formati MPEG-3 layer 4 e forse anche 5 è qualcosa di oramai morto e sepolto...
“Spegni sta lagna!” urlò qualcuno da una tenda vicina.
E come dare torto a quel poveraccio che voleva solo dormire? Anche Peter pensò lo stesso prendendo il cellulare in mano, “Sarà Michelle” pensò stancamente, ma una smorfia si dipinse sul suo volto leggendo chi era a chiamare: ASSHOLE -coglione- era il nome che appariva sul display.
Suo padre in poche parole.
Stancamente il pollice si mosse verso il tasto verde.
“Che c'è?” domando Amuro mezzo addormentato.
“Stammi bene a sentire! Rimani dove sei, qualsiasi cosa succeda non muoverti da dove ti trovi! Stai lontano da città, strade e confini!”.
“Eh?!?”.
“Non fare domande, è una situazione critica. Hai capito?”.
“Cosa sta succedendo?” domandò Amuro incuriosito: il tono di voce di suo padre era estremamente preoccupato.
Klaus si girò faticosamente nel sacco pelo, non aprì neanche gli occhi, “Hai visto che ore sono?”.
“Non te lo posso dire, tu comunque rimani dove sei e non fare cazzate sono stato chiaro?”.
Amuro rimase un attimo interdetto, “Tipo?”.
“Tipo quelle che ti ho appena elencato! Dio mio! E stai lontano da Ramstein qualsiasi cosa succede... ora ti saluto devo andare!”.
La chiamata si interruppe bruscamente, Peter rimase per un po' ancora con il cellula in mano completamente interdetto.
Klaus nel frattempo aveva aperto gli occhi; “Chi era?”.
“Mio padre”.
“Cosa voleva?”.
“Ha detto che non devo muovermi e che devo stare lontano da Ramstein... credo che stia per succedere qualcosa di grosso... non l'ho mai sentito così preoccupato per qualcosa... non in tempi recenti per lo meno...”.
“Qualcosa di grosso eh?”.
“Direi...”.
“E mi dici cosa ci stiamo a fare qua allora? Io mi sto cominciando ad annoiare di questa vacanza... tu?”, lo sguardo di Klaus si era come illuminato: se c'era da infilarsi in qualche pasticcio lui era sempre in prima linea.
E, naturalmente, in questo aveva trovato in Peter una buona sponda, “Uhm... un pochino”.
“E allora andiamo!”.
“E con che mezzo?”.
“Non preoccuparti, tu butta tutto dentro una sacca tutte le cose mie e tue”.
“Ed il professore?”.
“Tu che ti preoccupi di ciò che potrebbe dire il professore?” chiese Klaus con un sorrisetto che era tutto un programma.
“Era solo così per dire... in fondo è una emergenza no?”.
“Bravo...” mormorò Klaus strizzando l'occhio in direzione del compagno di sventure.
Dopo neanche 5 minuti la sacca era pronta ed i due erano in viaggio su un comodo furgoncino Renault bianco e ricoperto da due dita di polvere e sporco.
Al campo nessuno si era avveduto della loro partenza se non un loro giovane compagno che aveva messo stancamente fuori la testa dalla tenda: “Niente di che, andiamo a fare un giro” gli dissero i due.
“Contenti voi...” sembrò rispondere il loro compagno che rimise dentro la testa nella tenda senza curarsi troppo del fatto che i due avevano una sacca e Klaus aveva in mano il suo coltellino svizzero multiuso.
Coltellino che si prestava veramente a tutto: anche ai furti più avventati.
“Se ci beccano siamo fottuti, se ci beccano siamo fottuti...” continuava a pensare Peter.
La cosa strana è che il pensiero non è che lo sconvolgesse più di tanto, più che altro era dover passare una nottata in una qualche caserma della gendarmeria francese e dover poi andare davanti ad un giudice che non lo emozionava tanto: una enorme perdita di tempo.
Al contrario Klaus sembrava completamente entusiasta: era più il tempo che passava a vantarsi di come aveva rubato quel vecchio furgoncino Renault  e ad urlare frasi sconnesse mentre accelerava al massimo sulle stradicciole di campagna francesi che quello dedicato a cosa inventarsi per non farsi beccare...
“Vive la France! Vive le femme francaise!” urlò Klaus in uno storpiato francese passando a tutta velocità davanti ad un locale prima di imboccare la tanto agognata autostrada.
Peter non poté fare a meno di piegarsi in due dalle risate.
Il viaggio comunque si prospettava abbastanza lungo e noioso e visto che il carburante era appena sufficiente per raggiungere Parigi da dove avrebbero preso il treno per raggiungere la Germania.
Ma nei pressi di Tours assistettero ad un bagliore fortissimo, ci fu un fortissimo boato ed il terreno tremo così violentemente che Klaus fu costretto ad accostare.
Dopo qualche secondo che i due erano scesi uno spaventatissimo Klaus aprì bocca: “Cos'è stato?”.
Domanda a cui Peter rispose con un cenno negativo della testa: ovviamente non poteva saperlo.
Si erano fermati da quasi cinque minuti quando il cielo si costello di numerosi scie luminose e dopo dieci minuti Peter e Klaus ebbero reale motivo di spaventarsi: enormi aerei da trasporto, almeno 3 o 4, ancora più grossi di quelli che spesso vedevano decollare e atterrare da Ramstein, passarono sulle loro teste a poche centinaia di metri di altezza con enorme fragore e frastuono, solo lo spostamento d'aria che generò il loro passaggio bastò per spingere i due a cercare riparo.
Peter guardò Klaus, Klaus guardò Peter, nessuno dei due parlò: corsero sul furgoncino e subito si diressero in direzione di Parigi.
La curiosità era tanta e si stava ormai facendo giorno quando giunsero ad un sobborgo a 20km da Parigi, immediatamente si resero conto che qualcosa non quadrava: masse di persone che scappavano, tutte le case avevano vetri danneggiati, tutti gli allarmi che suonava come impazziti, una nube di polvere che oscurava e copriva tutto.
Scene viste al massimo in TV durante le celebrazioni dell'11 settembre 2001, erano troppo giovani per ricordarne le immagini in diretta, o viste durante le guerre che si erano succedute in anni più recenti in Georgia, in Israele o duranti i vari attentati che avevano costellato le zone ricche dell'India e dell'Indonesia.
Klaus fermò il furgoncino bloccato da una folla di persone che a piedi o in auto cercava di allontanarsi dalla capitale.
“Cos'è successo?” chiese Peter in uno stentato francese bloccando uno dei fuggitivi.
“Parigi! Parigi è stata annientata!” urlò il fuggitivo evidentemente sotto shock, “Scappate! Scappate finché siete in tempo!”.
I due ragazzi si diressero verso un vicino parco cercando di allontanarsi dalla folla per un momento, ma non fecero in tempo a riprendere il fiato che in lontananza sentirono di nuovo avvicinarsi uno di quei giganteschi aerei, questa volta si diresse verso quella piccola cittadina.
Lo spostamento d'aria fu sufficiente a spostare gran parte della massa di polvere, Peter e Klaus poterono così osservare quello strano aereo paracadutare qualcosa di indistinto ed etereo.
“Ho paura” mormorò Klaus tremante.
Quegli oggetti toccarono terra e si cominciarono a muovere avvicinandosi alla città; man mano che si avvicinavano i loro contorni divenivano più definiti: avevano una forma mai vista, se non nei film, sembravano dei robot.
Avevano forma umanoide, ma erano alti quanto una casa di due piani all'incirca.
Si dirigevano verso la città: erano 3 mezzi, Klaus e Peter dalla loro posizione potevano vederli chiaramente.
“Nascondiamoci presto!” urlò Peter dirigendosi verso una toilette pubblica.
Attorno a loro il silenzio più cupo rotto solo dagli incessanti allarmi degli antifurto e delle auto che però sembravano dannatamente lontani e silenziosi alle orecchie dei due ragazzi.
Tutti i civili erano fuggiti o si erano nascosti alla vista di quei mezzi che si avvicinavano minacciosamente.
Furono secondi interminabili che parevano ore.
Uno di quei affari passò proprio dal parco, a pochi metri dal rifugio dei due ragazzi che, nel loro terrore, poterono osservarlo in tutta la sua imponenza
Alto 7 metri, forse di più -la paura era troppa per valutare con certezza-, le sue braccia erano dotate di cannoni e diversi sensori simili a quello che Peter aveva visto a bordo di diversi mezzi militari erano presenti su tutto il suo corpo.
Com'era venuto scomparve.
Passarono trenta minuti prima che Peter e Klaus riuscissero a muovere un solo muscolo.
“Credo di essermela fatta addosso” mormorò Klaus, con lo sguardo perso nella direzione in cui si era allontanato quel robot, sentendo un vago senso di calore provenire dalle zone basse.
Peter deglutì: era terrorizzato, ma al contempo vagamente affascinato da tale visione:
“Un gigante...”
“Ci mancavano solo i Jötunn...”
“Jot..?”.
“I giganti della mitologia nordica...”, Peter rimase in silenzio, “Una delle poche lezioni che abbia vagamente seguito a scuola negli ultimi tempi...” mormorò Klaus sempre con lo sguardo un po' perso.
Klaus sentiva l'esigenza di parlare, di dire qualsiasi cosa, anche solo per assicurarsi di essere ancora in vita.
“Ah...” replicò Peter ancora sconvolto.
“Comunque non dirlo a nessuno mi raccomando...”.
“Ah... sì”.
“Non vorrei essere chiamato bambino o piscia sotto”.
“Non preoccuparti: me la stavo facendo anch'io nelle mutande...” replicò Amuro che con sforzo enorme girò la testa in direzione di Klaus.
Gigantesche nubi di fumo intanto si alzavano nel cielo coprendolo.
Quel giorno il sole non si sarebbe fatto vedere.


Titolo: Re: Ultimate Century, Ashes of the War: gli episodi.
Post di: pan - 03 Settembre 2009, 18:25:54
02: Europa Mon Amour

15 aprile 2015

Da qualche parte sui cieli americani – h 02.40 GMT


Parigi: annientata.
Mosca: sobborghi annientati.
Varsavia: annientata.
Ankara: gravemente danneggiata.
L'anziano presidente americano McFeller, ascoltando le frammentarie informazioni che gli giungevano, sembrava ancora più magro e smunto del solito, era sempre più inebetito man mano che lo informavano i militari a bordo dell'Air Force One.
“E Londra? E le altre capitali europee?”.
“Londra è sotto attacco, in questo momento Buckingham Palace ed il centro di Londra dovrebbero essere oramai in mano ai battle armor nemici... Berlino idem, la guarnigione di stanza a Berlino è stata annientata in pochi minuti, mentre a Roma c'è stata una certa resistenza di alcune unità militari sulle arterie principali, ma oramai le forze nemiche dovrebbero essere penetrate nel centro... al momento le uniche nazioni che non hanno ancora subito attacchi diretti sono la Grecia, la Spagna e le nazioni scandinave che però riportano gravi danni alle loro principali basi militari”.
McFeller prese un fazzoletto e si pulì gli occhiali; “In pratica...”.
“Stando alle informazioni in nostro possesso e agli studi che avevamo condotto per questa eventualità, salvo alcune sacche di resistenza, l'intera Europa è destinata a crollare in meno di dieci giorni e la perdita della Gran Bretagna e di Gibilterra ci impedisce di organizzare per tempo qualsiasi task force abbastanza forte da contrastare l'avanzata nemica” spiegò con tono asciutto l'alto ufficiale dei Marine, “In ogni caso le nostre unità militari sicuramente staranno già eseguendo i piani stabiliti per questa eventualità”.
“Ovvero fuggire a gambe levate...” mormorò stancamente il segretario di stato, Patricia Lopez, una giovane (per il ruolo, aveva 51 anni) donna di origini ispaniche che stava guardando da mezz'ora oramai fuori dal finestrino con sguardo assente.

Germania, Berlino – h 3.45 (h 02.45 GMT)

L'aveva sempre detto che fare il turno di notte era pericoloso: delinquenza comune, sbandati e tanta altra gente che non era il massimo incontrare mentre si era alla guida di un pulmann.
Certo, la linea 100 percorreva sopratutto le vie centrali di Berlino e perciò era sempre meglio di una di estrema periferia, ma in ogni caso il pensiero a David Ziegler, quarantaduenne robusto (e panciuto) autista della Berliner Verkehrsbetriebe, non entusiasmava affatto.
Era partito da soli 5 minuti dal deposito della BVG e stava giusto arrivando alla prima fermata quando un paio di furgoncini della Bundeswehr gli tagliarono la strada a tutta velocità, carichi di uomini armati fino ai denti.
I freni dell'autobus fischiarono tanto fu forte la frenata.
Era una notte strana, il suolo prima aveva tremato e poi in cielo era stato un continuo sfrecciare di jet militari.
Sua moglie gli aveva detto di non uscire, ma quello era il suo lavoro e salvo ordini contrari lui era lì a lavorare e poi da circa un'ora non si erano più sentiti i jet volare, ne esplosioni in lontananza, inoltre la TV non comunicava nulla o meglio... dalla TV non erano giunte comunicazioni perché non si riceveva niente, ma d'altronde non era la prima volta che il segnale saltava: quella antenna andava sostituita, durante l'inverno la neve l'aveva danneggiata.
Ma quando trovarne il tempo?
“Imparassero a guidare!” sbraitò David osservando i furgoncini allontanarsi.
Per rilassarsi decise di ascoltare un po' di musica.
Non un solo canale si prendeva ed i due pugni che tirò sulla sua radiolina portatile a poco servirono.
“Buon Dio!” urlò, tanto nessuno lo poteva sentire.
Ma ecco la prima fermata!
Prese la radio per confermare alla centrale che incominciava il giro, teoricamente grazie al sistema di posizionamento satellitare non c'era bisogno di questa premura, ma quell'apparecchio montato su tutti gli autobus spesso non funzionava bene o alla centrale avevano dei problemi con il software, quindi meglio andare sul sicuro.
“Qui David, linea 100 corsa 8, comincio il giro”.
Nessuna risposta.
“Centrale mi ricevete?”.
Nessuna risposta.
David non lo sapeva, ma alla centrale non c'era nessuno, il governo aveva proclamato lo stato di guerra, ma solo a pochissimi era giunta la notizia a causa delle interferenze radio e quei pochi se l'erano date a gambe velocemente.
Proprio come alla sede centrale della BVG ad esempio.
David incurante di ciò cominciò il suo giro quando, arrivato nei pressi del Reichstag improvvisamente udì un rumore di spari ad un isolato di distanza, una mitragliatrice stava facendo fuoco, alcune forti esplosioni, il rumore di un razzo ed una esplosione, ancora alcuni colpi di arma da fuoco.
Un palazzo crollò e diversi incendi si accesero a non più di 150/200m da dove si trovava David che per capire cosa stesse succedendo scese dall'autobus, ma aveva ancora i piedi sugli scalini del bus che si accorse che il terreno ritmicamente tremava, sembravano come dei passi che lentamente si avvicinavano.
Da una delle vie in cui c'era stato quel combattimento uscirono alcuni fuoristrada e dietro di loro qualcosa di mai visto, qualcosa di inaudito.
Alto due piani circa, di forma umanoide, il busto era piuttosto tozzo e le gambe erano dotate di piedi molto grossi, sopra al busto una piccola torretta che, con i suoi sensori, sembrava una piccola testa per certi versi, inoltre era dotato di due arti superiori con delle pinze.
L'aspetto ricordava quello di una persona non molto alta, ma estremamente robusta e possente come proporzioni.
David rimase un attimo interdetto: aveva svolto servizio militare per circa 10 anni a bordo dei Leopard e dei Puma del Bundeswehr e se non fosse stato per quegli arti non avrebbe avuto esitazioni a definire quel mezzo un carro armato o un AIFV.
La poca gente presente in quella zona cominciò a scappare in preda al panico, una signora passando a pochi metri urlò a squarciagola “Gli alieni! Gli alieni! È la fine!”.
David non sapeva se erano alieni, ne se era la fine (“Ma il 2012 non è passato da un pezzo?” si domandò con un misto di ironia e di auto incoraggiamento), ma vedendo quello strano mezzo e quei fuoristrada avvicinarsi minacciosamente a quella zona di edifici governativi capì che era meglio darsela a gambe.
E alla svelta.

Italia, Roma – h 7.45 (h 06.45 GMT)

Nel frattempo a Roma la situazione era per molti versi ancora peggiore.
Il governo italiano era stato uno degli ultimi governi della NATO a mobilitare le forze armate e così, come da prassi italiana, si arrivava al momento peggiore trovandosi nella situazione peggiore.
Gli edifici militari della capitale alle 7.45 ora locale risultavano già tutti distrutti o conquistati dal misterioso nemico che era sceso dal cielo in massa paracadutando fanteria e mezzi bipedale anche in piena città.
Alcuni brevi combattimenti aerei si erano svolti nella città, ma il relitto deformato dall'impatto col suolo e dal fuoco di un Typhoon in piena via dei Fori Imperiali (probabilmente un disperato tentativo di atterraggio andato male) era lì a simboleggiare il disastro.
“L'unità del tenente Sicca è riuscita ad arrivare, è composta da 60 uomini circa, di cui una quarantina dei Carabinieri e della Polizia ed in più è supporto da una trentina di civili armati!”.
“60 uomini solamente?!?” esclamò irritato il contrammiraglio Vincenzo Fuglia, a comando del 5° reparto sommergibile dello stato maggiore della Marina, il contrammiraglio Fuglia si era ritrovato in auto nei momenti dei primi raid non distante dalla sede del Parlamento italiano e lì aveva cercato riparo.
Oltre a quei 60 uomini raccogliticci del 1° Reggimento della Brigata “Granatieri di Sardegna” e di varie unità delle forze di sicurezza interna italiane a Montecitorio si erano radunati alcuni militari e rappresentanze delle ambasciate più vicine che nella confusa situazione erano venute a sapere che a Montecitorio si stesse cercando di organizzare una difesa.
Gli uomini e donne a difesa di Montecitorio erano così ripartiti:
37 uomini della Granatieri di Sardegna, di cui 20 dell'unità del tenente Sicca e gli altri provenienti dalle unità a protezione delle ambasciate estere.
20 tra ufficiali e sotto ufficiali delle rappresentanze militari delle ambasciate straniere.
82 uomini tra Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di Finanza.
Circa 50 unità civili armate.
4 uomini dell'Aeronautica Militare dell'unità di rappresentanza a guardia di Montecitorio.
Le armi pesanti disponibili erano:
2 mitragliatrici leggere Minimi da 5,56mm
1 MG-3 da 7,62mm
2 Lanciarazzi Panzerfaust 3
3 mezzi PUMA 6X6 con mitragliatrice pesante M2
“Siamo nella merda!” fu il commento di Fuglia allontanandosi dal Transatlantico.
La difesa era organizzata con uomini appostati alle finestre di Montecitorio e alcune unità nei palazzi limitrofi, in particolare per battere meglio la zona con le MG.
In più all'interno di Montecitorio unità di seconda schiera, come quella della Polizia, della GdF e le unità dei civili avrebbero provveduto alla difesa in profondità, in particolare dell'aula parlamentare dove molti politici erano in riunione da ore.
“Tutta colpa vostra!” tuonò il senatore Danilo Piscotti.
“Nostra? Siete voi che avete proclamato la mobilitazione dopo tutti gli altri paesi NATO!” replicò lanciando dei fogli in aria il deputato dell'opposizione Giglio DeDaffo.
“Non dica cazzate!”.
“Basta silenzio! Un po' di contegno!” urlò con tutta la sua voce il presidente della camera Gianfranco Piciani, eletto in maniera provvisoria in qualità della sua anzianità, “Ministro Salviani! Visto che è l'unica ad essere reperibile dell'esecutivo faccia qualcosa!”.
La Salviani si mise la testa fra le mani: era solo la ministra alle pari opportunità! Non aveva la più pallida idea di cosa potesse fare in quel momento, ma probabilmente anche un ministro con un ruolo più importante non avrebbe avuto molto più successo.
La porta d'ingresso di Montecitorio si spalancò, entro Fuglia rosso in viso ed imbracciando una machine pistol di fabbricazione italiana.
Un silenzio di tomba calò, le intenzioni non erano poi così chiare...
“Secondo alcuni abitanti una grossa colonna nemica ha respinto un contrattacco della Granatieri nei pressi di Viale Trastevere all'altezza del Lungotevere! Credo sappiate tutti cosa voglia dire... inoltre unità minori stanno facendo danni per tutta Roma disturbando ogni tentativo di muovere o radunare unità combattenti di qualsivoglia dimensioni e capacità” spiegò con tono estramamente calmo, ma deciso.
“Che stanno aspettando i vostri colleghi ad inviarci rinforzi?” urlò un deputato dagli scranni più alti.
“Non arriverà nessun rinforzo, il tenente Sicca del 1° reggimento della Granatieri di Sardegna è appena giunto con una compagnia che ha perso l'80% circa dei suoi effettivi solo nel trasferimento dalla base a qua... è già un miracolo che sia arrivato a qualcosa... e quella era l'unica compagnia operativa e completa al 100% al momento dell'attacco... in quanto all'aviazione sono stati avvistati solo due caccia nostri sui cieli di Roma, uno di questi è precipitato sui via dei Fori Imperiali...”.
“Non dica cazzate! Un po' di fanteria non dovrebbe essere un problema per la Granatieri!” fu il rimbrotto che giunse anonimamente dalle spalle del contrammiraglio.
“Un po' di mezzi corazzati vorrà dire? L'unità di Sicca è riuscita a sfuggire per un pelo ad alcuni mezzi particolari che lui ha chiamato Bipedal Armored Vehicles, non fate domande, non sono stato a fargli il quarto grado: era già sconvolto di suo...”.
Dalla sala cominciò ad alzarsi un brusio indistinto.
“Silenzio prego, il tenente Sicca mi ha anche portato un dossier assegnatogli dal comandante della compagnia, morto negli scontri... ci ho dato solo una rapida scorsa... ma credo che qua dentro alcuni di voi sappiano già cosa c'è scritto...” il contrammiraglio guardò verso gli scranno dove si erano radunati alcuni senatori a vita.
“Quel dossier?” domandò uno di essi a bassa voce, un ex presidente del consiglio e della Repubblica.
Fuglia si avvicinò e poso il dossier di fronte al senatore a vita.
Questi lo guardò poi sospirò: “Capisco, proprio come immaginavo”.
“Vuole essere così gentile da spiegarci?” chiese Piciani.
Intanto il vaticano veniva circondato.
Soldati armati di tutto punto puntarono le armi contro le guardie svizzere, quindi entrarono dentro gli edifici vaticani.
Il Papa venne presto confinato nella sua stanza, insieme a due suoi collaborati e controllato a vista da due militi cominciò a pregare.
All'insaputa di ciò che stava accadendo a poca distanza, ma in un altro stato,  un gelo totale scese sulla Camera dei Deputati nella quale si erano riuniti parlamentari, senatori e deputati indifferentemente.
Se quello era uno scherzo era di cattivo gusto, ma visto che gli spari ed i boati potevano sentirli tutti pareva difficile credere che fosse uno scherzo.
Il contrammiraglio era sconvolto, “Scusi, ma quindi...”.
“Posso riconfermarle parola per parola...” replicò il senatore a vita, “Non credo che per noi ci siano molte speranze”.
Dopo pochi minuti, senza proteste da parte di nessuno venne prodotto un documento con forza di legge nel quale c'era scritto, in breve, che la Repubblica Italiana acconsentiva all'uso della forza massimo per ottenere la vittoria sulle 'forze avverse della Storia'  e che ogni risorsa ed unità dello stato italiano veniva passato alla NATO o in mancanza di questo all'ONU.
Una radio a grande portata lanciò quest'ultimo proclama proprio mentre il nemico attaccò Montecitorio in forze, dopo 15 minuti di accanita resistenza le forze a difesa cedettero ed i soldati nemici penetrarono nella struttura avendo ragione in poco tempo delle barricate e punti di resistenza interni.
15 uomini armati, alcuni Carabinieri e civili armati, si rifugiarono nella camera dei Deputati barricando le porte con tutto quello che venne trovato.
Dall'altra parte nessun rumore.
Dopo due minuti gas nervino cominciò ad essere iniettato nella camera.

Nei pressi del confine Franco-Tedesco – h 8.13 (h 7.13 GMT)

Peter e Klaus schiacciarono a fondo l'acceleratore, dovevano, anzi volevano, arrivare a Ramstein ad ogni costo.
Anche in barba alle distruzioni, alle macerie e agli aerei che vedevano trasformarsi in enormi palle di fuoco.
Peter scorse qualcosa in lontananza e fece segno a Klaus di accostare. Mezzi si stavano muovendo fuoristrada sulle colline in lontananza.
“È troppo rischioso continuare, ci conviene aspettare che faccia buio...” mormorò Klaus.
“Già”, Peter indicò una vecchia cascina un po' fuori dalla strada principale, raggiungibile da una lunga strada sterrata, “Direi che possiamo aspettare là”.
Inforcate le moto raggiunsero la cascina: i proprietari se ne erano andati di gran fretta lasciando un mucchio di cose da mangiare.
“Guarda! Vino francese d'annata!” esclamò Klaus osservando una vetrinetta.
Dopo pochi secondi due delle bottiglie era già stata stappata.
Klaus odorò un attimo il tappo, quindi lo lanciò via e alzò in aria la bottiglia “Alla salute!”.
“Alla salute!”.
Sarebbero state lunghe ore di attesa in attesa delle tenebre.